Centro Nazionale Sangue: nel 2020 calo della raccolta sangue

raccolta sangue

Negli scorsi giorni avevamo annunciato come il 2020 si fosse chiuso con il segno negativo per la raccolta del plasma, un dato che allontana l’Italia dall’obiettivo dell’autosufficienza nazionale nella raccolta di questo fondamentale emocomponente. In queste ore il Centro Nazionale Sangue ha annunciato che anche la raccolta del sangue intero ha registrato forti cali rispetto al 2019.

Diminuita del 5% la raccolta di globuli rossi, un calo di circa 139mila unità imputabile alle difficoltà dovute all’epidemia di Covid-19. La diminuzione della raccolta, secondo il CNS, sarebbe stata in parte compensata da una riduzione dei consumi grazie all’applicazione delle tecniche di “patient blood management” da parte degli ospedali, che hanno anche visto una riduzione dell’attività non legata al virus a causa della pandemia.

Il calo ha riguardato tutte le regioni e Province Autonome, senza eccezioni. La stessa flessione si continua a registrare, fa sapere il CNS, anche nel mese di gennaio 2021.

Il direttore del Centro Nazionale Sangue, Vincenzo De Angelis, ha dichiarato: «È importante sottolineare che grazie allo sforzo di tutti gli attori, dal Cns alle associazioni, si è riusciti a garantire una donazione in sicurezza anche nei periodi peggiori della pandemia, l’invito è quindi di contattare il centro o l’associazione più vicina per programmare una donazione».

Il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, dichiara: «Nel 2020 FIDAS ha dimostrato la propria responsabilità nel supportare il sistema trasfusionale italiano, impegnandosi in maniera attiva ed immediata anche di fronte a delle sfide nuove ed importanti. Davanti alla pandemia ci siamo immediatamente attivati per ideare nuove modalità di promozione del dono e riorganizzare le modalità di chiamata dei donatori. L’impegno però deve essere anche consapevole, donando ed invitando a donare quel che serve, quando serve. Per questo motivo dopo una prima emergenza sangue, legata alla prima fase epidemiologica, abbiamo registrato tantissime disponibilità al dono, frutto della generosità dei tanti che non sono rimasti indifferenti agli appelli al dono. Una generosità tale che in molti casi è stato necessario rinviare le donazioni».