“Grazie a tutti i donatori”, in una lettera del Civis la gratitudine ai testimoni della solidarietà

In tantissimi hanno risposto all’appello “Continuate a donare”, lanciato dal capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nell’ormai consueta Conferenza stampa delle 18.00 svoltasi lo scorso 12 marzo 2020.

In queste due settimane che ci separano da quell’invito, abbiamo ricevuto talmente tanti messaggi, mail e telefonate, abbiamo ricevuto talmente tanti donatori all’interno delle nostre sedi, che siamo rimasti colpiti e commossi dalla vicinanza e dall’interesse dimostrati dai tantissimi donatori e dai tanti che si sono avvicinati al dono per la prima volta in questi giorni.

Per ringraziare ogni donatore del suo prezioso contributo, il CIVIS (coordinamento interassociativo dei volontari italiani del sangue di cui fa parte FIDAS insieme ad AVIS, Fratres e Croce Rossa Italiana) ha scritto una lettera. La riportiamo di seguito con la speranza che possa raggiungere tutti quei donatori e neo-donatori, veri testimoni di solidarietà.

Carissimi,

            la risposta di tutti voi alla richiesta di sangue costante di queste settimane ha rappresentato una delle notizie più belle che potessimo raccontare.

Come sapete l’emergenza che sta colpendo il nostro Paese non può lasciarci indifferenti di fronte alle necessità che tanti pazienti continuano ad avere. Oltre 1800 persone, ogni giorno, hanno bisogno di trasfusioni: circa la metà di loro sono pazienti talassemici, leucemici o con altre forme oncologiche che richiedono scorte ininterrotte per vedersi garantire terapie e speranze di vita.

            Tutto questo continua a essere possibile grazie a voi e al vostro gesto periodico, anonimo, volontario, gratuito, responsabile e associato. Oltre agli appelli che come Cns e Civis abbiamo lanciato nelle ultime settimane, anche numerosi rappresentanti dello spettacolo e dello sport si sono uniti alla nostra mobilitazione. Un atto di sensibilità che avete colto in massa e che ha visto i donatori di tutte le regioni italiane farsi avanti per il bene degli altri.

            Grazie alla vostra sensibilità abbiamo dimostrato ancora una volta cosa significa essere volontari e quanto l’impegno di ognuno di noi sia fondamentale per il benessere della collettività.

            Continuare a donare è fondamentale, ma per farlo è ancor più fondamentale prenotare la donazione, contattando la propria associazione o il proprio centro trasfusionale ed evitare così assembramenti all’interno delle sale e garantire una programmazione continua e costante in linea con le esigenze degli ospedali.

            La solidità del nostro Sistema sanitario e la salute di tantissime persone dipendono dal singolo gesto di ognuno di noi.

            Grazie per tutto quello che state facendo,     

 

Gianpietro Briola
Coordinatore Pro Tempore CIVIS

P. Croce Rossa Italiana, Paolo Monorchio
Vicepresidente Nazionale Vicario FIDAS, Giovanni Musso
P. FRATRES Nazionale, Vincenzo Manzo

Donatori e volontari: è ancora possibile recarsi presso le Unità di raccolta

Il Ministero della Salute in una nota pubblicata in data odierna, 24 marzo 2020, ha confermato la possibilità di recarsi presso le Unità di raccolta.

Donatori e volontari è possibile recarsi presso le Unità di raccoltaIl permesso è riconosciuto a donatori ma anche al personale delle Associazioni attive sul territorio nazionale.
La motivazione è dovuta al fatto che l’attività di donazione del sangue e degli emocomponenti è considerata “un’attività sanitaria essenziale necessaria a garantire l’attività assistenziale di pazienti che necessitano trasfusioni”.

Per quanti intendano recarsi a donare nei prossimi giorni sarà necessario munirsi di:

  • appuntamento preso in accordo con la propria Associazione FIDAS di riferimento (per cercare la sede più vicina visita la pagina “Federate”);
  • tessera sanitaria e documento d’identità;
  • modello dell’autocertificazione, sul quale sarà possibile indicare quale motivazione dello spostamento: “assoluta urgenza“, sono dunque consentiti in tal senso anche gli spostamenti in Comuni diversi da quello di appartenenza.

 

Donare sangue ed emocomponenti vuol dire donare vita, per questo tutti coloro che godano di buona salute sono invitati a prendere appuntamento per poter donare, previo appuntamento. La donazione avviene nel pieno rispetto dei requisiti di sicurezza, inoltre non sono stati riscontrati casi di trasmissione o sospetta trasmissione del COVID-19 tramite trasfusione così come confermato dal Centro Nazionale Sangue.

Coronavirus: la donazione continua ad essere un gesto di grande responsabilità

Al fine di evitare la diffusione dell’infezione da Sars-CoV-2, sono state emanate nuove disposizioni con una natura solo precauzionale, non essendoci casi documentati di trasmissione trasfusionale del virus. Le stesse misure tengono anche conto dei provvedimenti, presi a livello nazionale, finalizzati all’individuazione dei soggetti a rischio e applicano ai medesimi, urgenti misure di contenimento.

Tenuto conto che le attività sanitarie di donazione e raccolta del sangue e degli emocomponenti sono livelli essenziali di assistenza (art. 5, legge 219/2005) che garantiscono la continuità del supporto trasfusionale a oltre 1.800 pazienti al giorno sul territorio nazionale, chiunque vorrà candidarsi come donatore, dovrà seguire, nel prossimo periodo, tre fasi.

Fase 1: Contatto telefonico.
L’accesso da parte dei donatori presso i locali ove poter effettuare la donazione è consentito successivamente alla preferibile chiamata-convocazione programmata al fine di regolare il numero di accessi e di evitare l’aggregazione presso i locali di attesa, mantenendo la distanza di sicurezza interpersonale (almeno 1 metro).
La chiamata-donazione è inoltre uno strumento utile al fine di applicare un triage preliminare del donatore in occasione del contatto telefonico come da indicazioni di cui all’algoritmo visibile cliccando qui.
Qualora il pre-triage dovesse avere buon esito, il donatore riceverà un appuntamento per potersi recare presso il Servizio trasfusionale di riferimento o presso l’Unità di raccolta delle dipendenti reti di medicina trasfusionale.
Per prenotare telefonicamente la donazione presso l’Associazione FIDAS più vicina, invitiamo i donatori a consultare la pagina “Federate” presente sul sito fidas.it, selezionando la propria Regione di appartenenza.

Fase 2: presso il Servizio Trasfusionale o le Unità di raccolta.
Presso il Servizio trasfusionale o le Unità di raccolta delle dipendenti reti di medicina trasfusionale, il donatore verrà sottoposto ad alcuni semplici processi di triage nella fase di accoglienza. Fasi che comprendono la misurazione estemporanea della temperatura corporea. L’attivazione del triage è finalizzata ad evitare la possibile diffusione del virus nei locali di attesa attuando una pre-selezione dei donatori. Se la temperatua corporea sarà superiore ai 37,5°C, il donatore sarà temporaneamente rinviato, ancor prima di accedere all’area all’interno della quale possono esser presenti altri donatori. 

Fase 3: dopo la donazione.
Se il donatore dovesse presentare sintomi compatibili con infezione da SARS-CoV-2 oppure ricevere diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 nei 14 giorni successivi alla donazione, sarà opportuno informare il Servizio trasfusionale di riferimento.

Queste tre semplici fasi sono volte a preservare la sicurezza dei luoghi dedicati alla donazione e la salute dei donatori stessi: semplici misure precauzionali, che rendono la donazione un gesto sicuro, che non arreca alcun rischio per la salute del donatore.

donazione sangueAl contempo le Associazioni FIDAS sono preparate per fornire ai donatori, in fase di convocazione, adeguata informazione, anche al fine di evitare gli accessi alla donazione in presenza di sintomi associabili a infezioni respiratorie, ivi compresa l’infezione da SARS-CoV-2. Operatori sanitari e volontari sono formati al fine di aiutare a contenere la diffusione del virus anche attraverso la selezione dei donatori e l’utilizzo di igienizzanti.

Il Vicepresidente Nazionale Vicario FIDAS, Giovanni Musso, in merito alla notizia afferma: “In questo momento così grave per il Paese è indispensabile da parte di tutti un’assunzione di responsabilità; conformare il nostro comportamento alle precauzioni raccomandate ed alle disposizioni normative di recente emanazione oltre che un obbligo è un dovere civico. Invito tutti i donatori, che hanno sempre avuto un alto senso di responsabilità e consapevolezza del ruolo rivestito nel sistema sanitario nazionale, a continuare a fare la loro parte, a scendere in prima linea per reagire a questa emergenza, così come fanno medici, infermieri e gli altri volontari della sanità,  per garantire le necessarie terapie a tutti coloro che in questo momento ne hanno bisogno e sono tanti. Tutte le Unità di Raccolta del Paese si sono attrezzate per rispettare le indicazioni del Centro Nazionale Sangue, del Ministero della Salute e del D.P.C.M. 8/3/2020. Chi è in buona salute può andare a donare, contattando prima il proprio Centro Raccolta di riferimento per evitare affollamenti, facendo così la propria parte nello scongiurare un’altra emergenza: quella della “carenza di sangue” che in questo momento il Paese non si può permettere.”

                   

Coronavirus, indicazioni utili ai donatori di sangue

Sono state aggiornate le linee guida indicate dal Centro Nazionale Sangue per prevenire la diffusione del Coronavirus.

Con le nuove indicazioni la sospensione temporanea dei donatori scende dai 28 giorni, precedentemente indicati, a 14 giorni. Tale sospensione riguarda in modo particolare:

  • tutti i donatori che abbiano soggiornato nella Repubblica Popolare Cinese;
  • quei donatori che possono esser stati esposti al rischio di contagio per contatto con soggetti con infezione documentata da SARS-CoV-2;
  • persone che abbiano presentato sintomi o adottato una terapia in seguito ad anamnesi positiva per infezione da SARS-CoV-2 (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da SARS-CoV-2);
  • quei soggetti considerati “a rischio” perché sono transitati o hanno sostato dal 01 febbraio 2020 nei Comuni interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio (Regione Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini. Regione Veneto: Vò).

É  inoltre importante adottare due comportamenti precauzionali:

  • chiunque effettui una donazione di sangue o singoli emocomponenti e presenti sintomi compatibili con infezione da SARS-CoV-2 nei 14 giorni successivi alla donazione, deve avvisare immediatamente il Servizio trasfusionale di riferimento a tutela della propria salute e della salute dei pazienti che potrebbero ricevere l’unità di sangue o emocomponenti donati.
  • se si presentano sintomi associabili a infezioni respiratorie, ivi compresa l’infezione da SARS-CoV-2, è buona prassi evitare l’accesso al Servizio trasfusionale o alle Unità di raccolta presenti sul territorio, al fine di evitare il rischio di contagiare altre persone.

Coronavirus - indicazioni CNS donatori di sangueRicordiamo che il bisogno di terapie trasfusionali non si ferma, quindi invitiamo chiunque sia in buono stato di salute a prendere appuntamento per potersi recare a donare presso il Servizio trasfusionale di riferimento. I Servizi trasfusionali sono luoghi sicuri per la salute del cittadino, il materiale utilizzato per effettuare la donazione è mono-uso e sterilizzato, non vi è dunque alcun rischio di poter contrarre il Coronavirus, né altri tipi di virus, attraverso la donazione. I medici e i volontari presenti all’interno dei Servizi trasfusionali, così come dei punti di raccolta presenti sul territorio, sono informati sulle linee guida da adottare per prevenire la diffusione del virus, sapranno dunque darvi ulteriori informazioni utili per prevenire il contagio.

“Ogni giorno ci sono oltre 1.800 pazienti che hanno bisogno di terapie trasfusionali – ricorda il Direttore generale del Centro Nazionale Sangue, il dottor Giancarlo Maria Liumbruno intervistato dal quotidianosanità.it – ma le notizie sul SARS-CoV-2 hanno spinto molte persone a restare a casa, tanto che già nei giorni scorsi alcune Regioni e Strutture Regionali di Coordinamento hanno rivolto un appello a donare il sangue. Stiamo monitorando giorno per giorno la situazione, che al momento non desta preoccupazione anche grazie alla compensazione da parte delle regioni che invece non hanno visto riduzioni, ma l’invito alle associazioni e alle strutture regionali di coordinamento, contenuto anche nella circolare, è a trasmettere in tempo reale informazioni, anche previsionali, inerenti alla consistenza delle scorte trasfusionali ed alla eventuale necessità di effettuare convocazioni straordinarie dei donatori e pianificare sedute di raccolta addizionali”.

Ciao, Presidente

Questa notte ci ha lasciati il nostro amato Presidente Nazionale, Aldo Ozino Caligaris.

Nonostante la malattia di cui aveva personalmente scritto nell’ultimo editoriale del Noi in FIDAS, ha sempre mantenuto il sorriso e l’ottimismo che lo contraddistinguevano. Ciao, PresidenteVogliamo ricordarlo come nella foto, sorridente in uno dei tanti eventi FIDAS, eventi ed impegni istituzionali ai quali fino all’ultimo ha voluto prender parte personalmente e che non ha mai rimandato. Un abbraccio da parte di tutta la “grande famiglia FIDAS”, come amava chiamarla lui, giunga a sua moglie Tiziana e ai suoi figli Paolo e Giorgio.

Al centro del suo impegno e delle sue attenzioni da medico e da Presidente è sempre stata la vita dei pazienti. In modo particolare nell’ultimo anno ha voluto fortemente, così come tutto il Sistema Sangue italiano, incentivare la donazione del plasma, con l’obiettivo ultimo di poter raggiungere l’autosufficienza nazionale. Qualche mese fa ha organizzato il corso di formazione “Plasmare”, volto appunto alla promozione del dono del plasma. Negli ultimi incontri ripeteva spesso che “Se solo ogni donatore di sangue, in Italia, donasse anche solo una volta all’anno il plasma, raggiungeremmo e anzi supereremmo l’autosufficienza nazionale“. Condividiamo questo ricordo di lui perché ci piacerebbe che da questa grande sofferenza comune possa nascere un segno di speranza, proprio per tutti quei pazienti che aveva a cuore.
Ciao, Presidente - 2Domani, 29 febbraio, si celebrerà la XIII Giornata mondiale delle malattie rare. Tra le malattie rare è importante ricordare la Beta-talassemia, che richiede continue trasfusioni di unità di sangue e le Immunodeficienze Primitive, per le quali la terapia si basa sull’apporto periodico di prodotti emoderivati. Ci piacerebbe dunque che il dolore per la perdita del nostro amato Presidente non ci fermi nelle attività: siamo certi che non lo avrebbe mai voluto. Ci sentiamo di invitare tutti, specie in questo periodo di criticità nella raccolta del sangue, dovute alla normale influenza e alla diffusione del coronavirus, di invitare tutti coloro che possono a tendere il braccio. Un braccio teso che è un abbraccio agli oltre 1.800 pazienti che quotidianamente necessitano di terapia trasfusionale, ed un ultimo abbraccio simbolico al nostro Presidente.

A tutti coloro che volessero rivolgere messaggi di condoglianze o atti di vicinanza alla famiglia si prega cortesemente di inviare e di rivolgersi alla sede nazionale FIDAS, presso piazza Margana, 19 (RM).
I funerali si svolgeranno domani, 29 febbraio, alle ore 15:00 presso la Parrocchia San Bernardo da Chiaravalle, sita in Via degli Olivi, 180 (RM). La famiglia richiede che non siano presenti labari, né fiori.
Chiunque intenda dimostrare il proprio affetto e la vicinanza, può effettuare una donazione ad un’associazione di volontariato a propria scelta, a nome di Aldo Ozino Caligaris.

Plasma: buoni i risultati del 2019, autosufficienza vicina

I dati del 2019 confermano che la raccolta del plasma continua a crescere, raggiungendo gli 856.023 kg di plasma raccolti da gennaio a dicembre 2019. Un enorme incremento in pochi anni, se si pensa che nel 2009 i dati si fermavano a 690.790 kg raccolti.

Ma perché è importante che la raccolta del plasma continui a crescere? I medicinali plasmaderivati sono farmaci salvavita fondamentali per una serie di patologie, dall’emofilia ad alcune immunodeficienze. Per poter garantire le cure ai pazienti affetti da queste patologie, ad oggi, l’Italia è obbligata ad importare dall’estero medicinali plasmaderivati, non essendo sufficienti i quantitativi di plasma prodotti in Italia. Gli Stati Uniti, con il 71% del plasma prodotto in tutto il mondo, sono i principali esportatori di questa importante materia prima. Le donazioni di plasma in Nord America sono effettuate in maniera intensiva: per un donatore è possibile effettuare fino a 104 donazioni annue di plasma, due ogni settimana, una scelta che mette a rischio la salute del donatore e che si ripercuote sulla qualità del plasma prodotto. In Italia il limite di donazioni per ogni donatore si limita a 20.

Il Presidente Nazionale FIDAS e portavoce del CIVIS, Aldo Ozino Caligaris, a tal proposito dichiara che: “L’eventuale aumento di quantità di plasma raccolto deve provenire dall’acquisizione di nuovi donatori o di modulazione dell’indice di donazione, senza dover aumentare il numero totale di donazioni per singolo donatore secondo criteri eccessivamente intensivi che andrebbero a incidere eccessivamente sulla sottrazione di nutrienti fondamentali ad ogni singolo donatore”.

Sul tema della frequenza delle donazioni di plasma ne avevamo già scritto in un articolo pubblicato a novembre: Donazioni più frequenti? INTERVAL: una ricerca ne analizza i rischi.

Entriamo ora nel dettaglio dei dati relativi alla produzione del plasma: il Programma Nazionale, che scadrà nel 2021, prevede che ogni Regione aumenti la propria raccolta in una misura compatibile con le proprie possibilità, per alzare sempre di più l’asticella dell’autosufficienza, che ora viene garantita al 70-90% a seconda della disponibilità dei singoli plasmaderivati. In tal senso se andiamo a confrontare i dati del 2019 con quelli dell’anno precedente possiamo notare che buoni risultati sono stati registrati in particolare dalle Regioni: Molise (+8,3%), Campania (+7,5%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%), Emilia Romagna (+5%), Umbria (+4,1%), Calabria (+3,3%), Abruzzo (+2,5%), Piemonte e Sardegna (entrambe con un +2,3%).
Analizzando i dati in relazione al numero degli abitanti, possiamo tuttavia notare che le Regioni più “generose” sono le Marche, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna, che superano i 20 chilogrammi ogni mille abitanti. Più distanti invece il Lazio (che cresce comunque dell’1,4% rispetto al 2018), la Campania (maglia nera con poco più di 5 kg ogni mille abitanti, pur essendo cresciuta del 7,5%) e la Calabria (nonostante sia cresciuta del 3,3%).

Dati conferimento plasma regioni 2019

Giancarlo Maria Liumbruno, Direttore del Centro nazionale sangue, commenta così la notizia: “I risultati ottenuti dal sistema italiano, che a differenza di quelli di paesi come Usa e Germania anche per il plasma si basa sulla donazione totalmente volontaria e non remunerata, sono notevoli e ci permettono di garantire più del 70% del fabbisogno per tutti i plasmaderivati necessari ai pazienti italiani per arrivare agli obiettivi del Piano dovremmo raggiungere gli 860mila kg entro il 2021, uno sforzo che è alla portata del sistema sangue italiano.
Se in ogni centro di raccolta si facessero tre donazioni di plasma in più a settimana – continua Liumbruno – in un anno si aumenterebbe la raccolta del plasma di oltre 20 mila chilogrammi”.

Scarica i Dati del monitoraggio del plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate.

Vuoi saperne di più del progetto “Plasma Italia”? Visita la pagina del Centro Nazionale Sangue dedicata al progetto.

Logo Progetto Plasma Italia

Donazioni più frequenti? INTERVAL: una ricerca ne analizza i rischi

Con quale frequenza è possibile effettuare le donazioni di sangue intero? Attualmente la frequenza massima delle donazioni di sangue intero è di quattro volte l’anno (con intervalli minimi di 90 giorni fra una donazione l’altra), ma per le donne in età fertile la frequenza scende a due. La scelta è regolamentata dal D.M. 3/3/2005, ma è veramente necessario aspettare così a lungo tra una donazione e l’altra?

Per tentare di rispondere a questo quesito, l’Università di Cambridge ha avviato uno studio denominato INTERVAL. In quattro anni sono stati coinvolti 40 mila donatori, ridotti a 20 mila nel secondo biennio. Dai risultati, pubblicati in questi giorni sulla rivista Lancet Haemathology, si è appurato che aumentare la frequenza delle donazioni comporta sì un incremento della raccolta ma al contempo ha delle ripercussioni negative sugli stessi donatori. La ricerca ha previsto degli intervalli tra le donazioni di 12, 10 o 8 settimane per gli uomini e di 16, 12 o 10 settimane per le donne. L’assegnazione dell’intervallo da rispettare è stata assegnata in modalità random ai diversi donatori partecipanti alla ricerca. Trascorsi i 4 anni si è appurato che la raccolta risultava aumentata dell’11% negli uomini e del 6% nelle donne, rispetto ad un gruppo di controllo che effettuava donazioni ad intervalli temporali standard. Tuttavia i tempi di donazione più ravvicinati hanno comportato anche conseguenze negative nei donatori: valori di emoglobina e di ferritina medi più bassi, con il conseguente incremento delle sospensioni temporanee dalla donazione.

Ne possiamo dedurre che gli attuali tempi di attesa tra una donazione e l’altra sono necessari in quanto tutelano prima di tutto la salute del donatore ma permettono anche di poter effettuare donazioni di sangue con dei valori ematici migliori rispetto a quelli che si avrebbero se non si rispettasse il tempo minimo di attesa.

È più importante avere più donatori piuttosto che fare più donazioni perché un numero maggiore di donazioni non è una garanzia di sicurezza –  commenta Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS – Bisogna aumentare la base dei donatori disponibili e promuovere la donazione per assicurare un ricambio generazionale, incoraggiando la donazione in aferesi”.

Ricordiamo infatti che se si vogliono effettuare donazioni con maggiore frequenza, è possibile effettuare donazioni in aferesi. In particolare, tra le possibili donazioni effettuabili in aferesi ricordiamo la donazione di plasma, la parte liquida del sangue, contenente: minerali (ferro, calcio, sodio, potassio, rame, fosforo…), lipidi, zuccheri, proteine (albumina, immunoglobuline, fattori della coagulazione). L’intervallo di tempo minimo consentito tra due donazioni di plasma è di 14 giorni, stesso intervallo tra una donazione di plasma e una di sangue intero; mentre tra una donazione di sangue intero e una di plasma è di un mese. I tempi di attesa in questi casi sono ridotti in quanto la plasmaferesi si esegue con un’apparecchiatura filtrante (separatore cellulare) che trattiene la componente ematica di cui si ha necessità, restituendo al donatore i restanti elementi.

Il frazionamento del plasma è indispensabile per curare molte malattie: l’albumina, ad esempio, viene usata per pazienti con gravi malattie al fegato; i fattori della coagulazione per i pazienti emofilici; le gammaglobuline per prevenire o curare diverse malattie infettive.

 

donazioni

Immagine tratta dal sito: italiaplasma.it

 

 

VIRUS ALERT

Questa mattina negli orari compresi tra le 8.15 e 8.45 sono circolate delle false e-mail di risposta aventi come mittente la scrivente segreteria (dall’indirizzo fidas@fidas.it) e contenente il seguente messaggio:

 

“Buongiorno,

prego visionare l’allegato.

zip pass 777

cordiali saluti.

 

Felice Moscato

FIDAS Nazionale”

Nel messaggio l’utente viene invitato ad aprire un file “.zip” allegato. Potrebbe sembrare una mail di risposta ad una vostra comunicazione inviataci nei giorni scorsi, ma trattasi ovviamente di un messaggio ingannevole teso ad installare codici malevoli sul vostro dispositivo.

ATTENZIONE, si raccomanda, non conoscendo la natura del file né la sua provenienza, di non scaricare e aprire assolutamente il file allegato e di cancellare la mail, anche dal cestino.

In generale, si consiglia di tenere sempre aggiornato il proprio sistema antivirus e di effettuare periodicamente una scansione di controllo del sistema.

Vista la natura e la modalità dell’attacco, la mail potrebbe essere giunta anche a contatti presenti nel vostro archivio mail.

Si chiede cortesemente di dare massima diffusione alla presente comunicazione.

La Segreteria nazionale FIDAS