Pride Month: il dono accomuna tutti, a prescindere dall’orientamento

Si conclude oggi il Pride Month, ovvero il mese dell’orgoglio LGBTQIA+.
A differenza di quanti molti credono, in Italia l’orientamento sessuale non è criterio di esclusione dal dono del sangue.
Ai donatori non viene richiesto il proprio orientamento, che non è di alcuna importanza nello scopo di comprendere se la persona possa o meno donare.

Quel che viene richiesto a tutti i donatori è di mantenere un comportamento sano, a tutela della salute propria e dei pazienti che riceveranno il sangue o i singoli emocomponenti donati. Sono in tal senso sospesi dalla donazione quei donatori che hanno rapporti occasionali, ma la regola vale per tutti coloro che hanno rapporti occasionali: eterosessuali, omosessuali o bisessuali.

Più nel dettaglio è necessaria una sospensione del dono di 4 mesi dall’ultima esposizione ad una o più delle condizioni di rischio, rappresentate da rapporti eterosessuali/omosessuali/bisessuali:

  • con partner risultato positivo ai test per l’epatite B e/o C e/o per l’AIDS o a rischio di esserlo
  • con partner che ha avuto precedenti comportamenti sessuali a rischio o del quale il donatore ignora le abitudini sessuali
  • con partner occasionale o con più partner sessuali
  • con soggetti tossicodipendenti
  • con scambio di denaro e droga
  • con partner, di cui non sia noto lo stato sierologico, nato o proveniente da paesi esteri dove l’AIDS è una malattia diffusa

Il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, dichiara: “Il dono volontario, gratuito e responsabile è un gesto che accomuna tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale. Auguriamo alla comunità LGBTQIA+ una buona conclusione di questo Pride Month. Colgo l’occasione per ricordare che se entriamo in un servizio trasfusionale al termine di una giornata di raccolta, è impossibile risalire all’orientamento sessuale dei donatori, guardando le unità di sangue raccolto. Non c’è distinzione nel sangue. La distinzione la fa il comportamento, per questo invitiamo l’intera popolazione ad adottare stili di vita sani, per tutelare sé e gli altri. Un invito che rivolgiamo a tutti, senza distinzione di orientamento”.

Prima delle vacanze: le indicazioni riguardanti il dono prima della partenza

Luglio è alle porte e alcuni di noi si stanno preparando per andare in vacanza. Come ogni anno, anche quest’anno ricordiamo l’importanza del dono prima della partenza. Con l’estate infatti si registrano sempre dei cali nelle donazioni che possono trasformarsi in vere e proprie emergenze estive.

Quest’anno, prima di andare in vacanza, ci sono alcune indicazioni in più di cui tener conto: la pandemia comporta infatti alcune restrizioni aggiuntive. “Donare responsabilmente” vuol dire anche informarsi in merito a quando sia il momento migliore per donare e se un viaggio possa precluderci dalla donazione per un periodo più o meno lungo. Saperlo con anticipo ci permette infatti di programmare il dono per non far mancare il nostro contributo ai pazienti che ne hanno bisogno.

Andiamo dunque a vedere le linee guida diramate dal Centro Nazionale Sangue per donare in questo periodo.

Se si viaggia in Italia non sono necessarie fasi di sospensione temporanea dal dono, a meno che lo spostamento non riguardi aree per le quali è previsto l’isolamento fiduciario domiciliare.
Se si visitano luoghi per i quali è previsto l’isolamento fiduciario domiciliare, sarà possibile essere ammessi alla donazione solamente dopo la conclusione del predetto periodo di isolamento, nel caso in cui non si presentino sintomi e non si sia entrati in contatto con persone con diagnosi certa o dubbia di infezione da SARS-CoV-2.

Se si viaggia all’estero: è necessario attendere almeno 14 giorni dal rientro in Italia per i soggetti che provengono da Paesi Esteri.
Fanno eccezione alla sospensione: chi ha viaggiato (o in generale proviene) da Paesi dagli Stati membri dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria), dagli Stati parte dell’accordo di Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Per ulteriori info, visita: Integrazione ed aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus

I giovani tornano a donare ma l’età media è sempre in crescita

Torna a crescere il numero dei donatori di sangue dai 18 ai 25 anni, invertendo una tendenza che li vedeva in calo costante dal 2013. I dati sono stati resi noti dal Centro Nazionale Sangue in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. 

I donatori totali sono stati 1.683.470, sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. Tra questi il Cns ha censito 213.422 donatori nella fascia più giovane (18-25 anni), 1,6% in più rispetto all’anno precedente. Un indicatore positivo che però rimane isolato, come dimostrano il calo registrato nelle fasce 26-35 anni (-1,4%) e 36-45 anni (-3,6%) e l’aumento del numero dei donatori di tutte le fasce di età superiori (dai 46 ai 55 +0,5%, dai 56 ai 65 +5,1%). I nuovi donatori sono poco più di 362mila, in calo del 2,3%, e le donne sono 538.386 (il 32% del totale).

Circa il 92% del totale dei donatori del 2019, rilevano i dati del Cns, era iscritto alle associazioni. Aumentano i pazienti trasfusi, che nel 2019 sono stati circa 638mila contro i 630mila dell’anno precedente, mentre le trasfusioni sono state circa 3 milioni, ovvero una ogni 10 secondi.

Resta stabile il numero dei donatori in aferesi: 202mila lo scorso anno, che tuttavia hanno permesso di raccogliere 858.170 chilogrammi di plasma per la produzione di farmaci plasmaderivati, quasi 14mila in più rispetto all’anno precedente. Il dato è pienamente in linea con gli obiettivi del Programma Nazionale Plasma. Per il sangue è stata garantita anche lo scorso anno l’autosufficienza totale, che per i medicinali derivati dal plasma è a livello nazionale mediamente del 70% circa. È proseguito anche nel 2019 il programma di donazione di medicinali plasmaderivati in eccedenza all’estero. Oltre 40 milioni di unità di farmaci sono stati prodotti e inviati dal 2013 ad oggi a paesi come Afghanistan, Armenia, Albania, India e in tempi più recenti anche Palestina ed El Salvador.

Giancarlo Liumbruno, Direttore Generale del Centro Nazionale Sangue ha così commentato la notizia: “Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione. La generosità dei donatori ci permette comunque di far fronte sia alle esigenze ordinarie sia a quelle straordinarie, come avvenuto quest’anno a causa della pandemia di Covid-19. Ad un iniziale calo delle donazioni ha fatto seguito una risposta straordinaria agli appelli, al punto che durante la ‘fase 1’ hanno comunque donato il sangue 411.018 persone“.

Papa Francesco nel WBDD: “La donazione del sangue, un’occasione di solidarietà per la società”

Papa Francesco si è unito alle celebrazioni del 14 giugno, affermando oggi, dopo l’Angelus trasmesso in diretta dal programma televisivo “A Sua Immagine” come questa giornata rappresenti un’occasione di solidarietà per la società.

Oggi ricorre la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. – afferma il Pontefice –  È un’occasione per stimolare la società ad essere solidale e sensibile a quanti hanno bisogno. Saluto i volontari presenti ed esprimo il mio apprezzamento a tutti coloro che compiono questo atto semplice ma molto importante di aiuto al prossimo: donare sangue”.

Mediastars: FIDAS con Idea Comunicazione premiate per “Metti in circolo l’energia”

Mediastars è un premio indipendente che si propone di mettere in luce il valore della professionalità di chi con il proprio apporto contribuisce alla riuscita di una comunicazione pubblicitaria di qualità.

Nell’ambito della XXIV edizione di Mediastars,  nella sezione Televisione e Cinema, Categoria Non Profit, la campagna “Metti in circolo l’energia”, promossa da FIDAS e ideata e realizzata dallo Studio Idea Comunicazione, si è aggiudicata la Special Star per l’Editing.

Prestigiose agenzie di comunicazione, aziende e organizzazioni non profit partecipano ogni anno al Premio Mediastars. Quest’anno erano in concorso ben 509 progetti.

Caratteristica del Premio è la particolare composizione della Giuria che, nell’edizione di quest’anno, ha visto coinvolti oltre 100 professionisti della comunicazione altamente qualificati.

Metti in circolo l'energiaLa campagna vincitrice del premio è stata presentata in occasione del 60mo anniversario di fondazione della Federazione. Per la campagna è stato realizzato uno spot con l’intento di affrontare il tema della donazione del sangue con un taglio, per quanto possibile, inedito. Il video evita deliberatamente ambientazioni ospedaliere, braccia distese, sacche di sangue e simili, ma trasferisce tutto il discorso su un piano metaforico, utilizzando la chiave espressiva della danza. E invitando a condividere l’energia a favore degli altri. Protagonista dello spot l’attore Luca Seta insieme ai ballerini della compagnia GoDance.

“Siamo veramente felici di questi Premio che porta alla Campagna Metti in circolo l’energia il giusto riconoscimento anche da parte degli esperti della comunicazione. – dichiara Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS –  Un ringraziamento particolare a Cristiano Lena, Responsabile della Comunicazione per FIDAS Nazionale in fase di progettazione e ideazione della Campagna, ad Idea Comunicazione e ai tanti professionisti che con il loro contributo hanno fatto sì che il messaggio del dono del sangue potesse arrivare a molti”.

Guarda lo spot “Metti in circolo l’energia”
Scopri di più sulla campagna visitando la pagina d’Idea Comunicazione

 

Trapianti in ripresa: si torna ai livelli pre-pandemia

trapianti in ripresaSecondo i dati preliminari del Centro nazionale trapianti aggiornati al 17 maggio, per la terza settimana consecutiva sale sia il numero dei donatori utilizzati (28) che quello dei trapianti effettuati (72) e viene raggiunto il risultato settimanale migliore dal 23 febbraio: in pratica, l’attività sta tornando ai livelli precedenti all’emergenza.

L’impatto che la pandemia ha avuto sui trapianti è ad oggi contenuto: nel 2020 si registrano 472 donatori utilizzati, ovvero -4,8% in confronto allo stesso periodo del 2019. Più contenuto il calo dei trapianti effettuati: -1,5% rispetto a dodici mesi fa, con 1220 trapianti effettuati.

Ancora una volta il Sistema Sanitario Nazionale dimostra un impegno eccezionale: seppur si siano registrati dei cali nei trapianti svolti, il Sistema dei trapianti in Italia ha retto meglio di altri Paesi. Confrontando i dati italiani relativi alla fase più critica dell’emergenza con quelli corrispondenti di Spagna, Francia e Stati Uniti rilasciati dalle rispettive autorità competenti, emerge che nel periodo dal 28 febbraio al 10 aprile il calo dell’attività di trapianto in Italia è stato del 39,7% rispetto alla prima parte del 2020 contro il 51,1% degli Usa, il 75,1% della Spagna e il 90,6% della Francia.

L’appello della FIDAS

È importante ricordare il fondamentale ruolo dei donatori di sangue per poter effettuare i trapianti: mediamente sono necessarie 10 unità di sangue per un trapianto di cuore e 40 unità di sangue per un trapianto di fegato.
Il Vice Presidente Nazionale Vicario FIDAS, Giovanni Musso, sul tema dichiara: “Con il costante incremento dei trapianti effettuati, torna inevitabilmente a salire anche il bisogno di sangue ed emocomponenti. Sappiamo che la solidarietà dimostrata dai tanti donatori anche nel periodo della pandemia non verrà meno e chiediamo a chi si è avvicinato al dono per la prima volta proprio in questi mesi di non arrestare la propria solidarietà. La diffusione del covid-19 sta rallentando ma al contempo la necessità di donazioni cresce: la ripresa delle attività chirurgiche non urgenti e l’incremento dei trapianti effettuati sono due dei motivi per i quali abbiamo bisogno di voi!

Leggi il comunicato stampa del CNT “Donazione e Trapianti in Italia al tempo del Covid-19”

I pazienti emofilici in Afghanistan: il grazie ai donatori in Italia

La dott.ssa Patrizia Collavo De Mas nel 2005 era farmacista in Olanda. Qui il suo impegno e la sua preparazione sono stati utili ad una signora in cerca di informazioni riguardo all’emofilia: al nipotino, in Afghanistan, era stata ipotizzata una diagnosi di emofilia. Diagnosi difficile da accertare perché l’emofilia era ancora poco conosciuta dai medici afghani e impossibile da curare se non spostandosi in Pakistan (un viaggio costoso e pieno di rischi).

L’impegno della dottoressa Collavo De Mas, che si è presa a cuore le difficoltà di questa famiglia, ha permesso la costruzione di una rete di sinergie che nel tempo ha portato molti frutti: la nascita del primo centro emofilia e successivamente del primo laboratorio per la diagnosi dell’emofilia in Afghanistan, la formazione di uno specialista e di un tecnico di laboratorio.

Il bene, si sa, genera bene: la De Mas ha coinvolto in questo percorso a favore dei pazienti emofilici afghani diverse realtà che a loro volta hanno donato strumentazioni tecniche e competenze.

I pazienti emofilici in AfghanistanIn Italia l’accordo Stato-Regioni del 2013 prevede l’utilizzo del fattore VIII plasmatico in eccedenza, consentendo a molte Regioni italiane di donare il fattore VIII al Centro emofilia di Kabul. Per questo motivo il ruolo dei donatori di sangue presenti in Italia è stato importante per molti bambini afghani (in afghanistan i pazienti emofilici sono principalmente bambini). 

La solidarietà delle Regioni e dei singoli servizi trasfusionali si è rinnovata negli anni ed ha permesso in diverse occasioni la donazione all’Afghanistan di fattore VIII plasmatico per i pazienti affetti dall’emofilia A, e di fattore IX plasmatico per i pazienti affetti da emofilia B.

Un grande progetto che dall’inizio, fino ad oggi, si è sviluppato su base volontaria, senza compensi. I frutti sono stati grandi e continuano a nascere: ad oggi 455 bambini afghani possono vivere anche grazie al contributo dei tanti donatori che ogni giorno, in Italia, tendono il braccio donando sangue o plasma.

Leggi la lettera della dottoressa De Mas per ringraziare i donatori e le associazioni del dono.

“Grazie a tutti i donatori”, in una lettera del Civis la gratitudine ai testimoni della solidarietà

In tantissimi hanno risposto all’appello “Continuate a donare”, lanciato dal capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nell’ormai consueta Conferenza stampa delle 18.00 svoltasi lo scorso 12 marzo 2020.

In queste due settimane che ci separano da quell’invito, abbiamo ricevuto talmente tanti messaggi, mail e telefonate, abbiamo ricevuto talmente tanti donatori all’interno delle nostre sedi, che siamo rimasti colpiti e commossi dalla vicinanza e dall’interesse dimostrati dai tantissimi donatori e dai tanti che si sono avvicinati al dono per la prima volta in questi giorni.

Per ringraziare ogni donatore del suo prezioso contributo, il CIVIS (coordinamento interassociativo dei volontari italiani del sangue di cui fa parte FIDAS insieme ad AVIS, Fratres e Croce Rossa Italiana) ha scritto una lettera. La riportiamo di seguito con la speranza che possa raggiungere tutti quei donatori e neo-donatori, veri testimoni di solidarietà.

Carissimi,

            la risposta di tutti voi alla richiesta di sangue costante di queste settimane ha rappresentato una delle notizie più belle che potessimo raccontare.

Come sapete l’emergenza che sta colpendo il nostro Paese non può lasciarci indifferenti di fronte alle necessità che tanti pazienti continuano ad avere. Oltre 1800 persone, ogni giorno, hanno bisogno di trasfusioni: circa la metà di loro sono pazienti talassemici, leucemici o con altre forme oncologiche che richiedono scorte ininterrotte per vedersi garantire terapie e speranze di vita.

            Tutto questo continua a essere possibile grazie a voi e al vostro gesto periodico, anonimo, volontario, gratuito, responsabile e associato. Oltre agli appelli che come Cns e Civis abbiamo lanciato nelle ultime settimane, anche numerosi rappresentanti dello spettacolo e dello sport si sono uniti alla nostra mobilitazione. Un atto di sensibilità che avete colto in massa e che ha visto i donatori di tutte le regioni italiane farsi avanti per il bene degli altri.

            Grazie alla vostra sensibilità abbiamo dimostrato ancora una volta cosa significa essere volontari e quanto l’impegno di ognuno di noi sia fondamentale per il benessere della collettività.

            Continuare a donare è fondamentale, ma per farlo è ancor più fondamentale prenotare la donazione, contattando la propria associazione o il proprio centro trasfusionale ed evitare così assembramenti all’interno delle sale e garantire una programmazione continua e costante in linea con le esigenze degli ospedali.

            La solidità del nostro Sistema sanitario e la salute di tantissime persone dipendono dal singolo gesto di ognuno di noi.

            Grazie per tutto quello che state facendo,     

 

Gianpietro Briola
Coordinatore Pro Tempore CIVIS

P. Croce Rossa Italiana, Paolo Monorchio
Vicepresidente Nazionale Vicario FIDAS, Giovanni Musso
P. FRATRES Nazionale, Vincenzo Manzo