Un anno all’insegna della collaborazione per promuovere il dono

Il 12 dicembre 2018, esattamente un anno fa, veniva sottoscritto un accordo d’intesa che come FIDAS riteniamo fondamentale in vista di una sempre più capillare promozione del dono.

L’accordo d’intesa ha coinvolto, oltre alla FIDAS:

  • AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule)
  • ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo)
  • ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale)
  • ADoCeS (Federazione Italiana Associazioni Donatori Cellule Staminali Emopoietiche)
  • AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue)
  • CRI (Associazione della Croce Rossa Italiana – ODV)
  • FRATRES (Consociazione Nazionale dei Gruppi donatori di sangue)

Organizzazioni di volontariato legate al mondo del dono del materiale biologico che può avvenire solamente grazie a donatori che responsabilmente e volontariamente fanno dono di sé agli altri.

Obiettivi dell’accordo sono la collaborazione in vista di una promozione della cultura del dono e del volontariato, ma anche dei corretti stili di vita. La sinergia tra le Organizzazioni è ritenuta di grande valore per poter ampliare il bacino dei donatori (specie tra i più giovani) al fine di garantire a tutti i cittadini in attesa di terapie o in liste di attesa, le cure adeguate. Proprio nella collaborazione risiede la possibilità di ottenere risultati importanti e duraturi in questi ambiti.

Consapevoli che il vero dono è quando diamo qualcosa di noi stessi agli altri, proseguiamo nella cooperazione con le altre Organizzazioni del dono, con le quali condividiamo il desiderio di donarci. 

Cogliamo l’occasione per augurare alle Organizzazioni firmatarie dell’accordo un Avvento del dono per questo Natale!

Logo AIDO   Logo ADMO  

 

Logo ADISCO

 

Logo ADoCeS

 

 

Logo AVIS

  Logo Croce Rossa Italiana
    Logo Fratres    

 

X edizione del Premio giornalistico “FIDAS – Isabella Sturvi”

Il premio giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” è giunto alla sua X edizione. Un traguardo importante per la FIDAS che ha sempre creduto in questo progetto, ma anche per il mondo dell’informazione che nel corso del tempo ha mostrato un crescente interesse verso questo premio nato nel 2010 ed intitolato alla memoria di Isabella Sturvi, a lungo responsabile dell’ufficio VIII, “Sangue e trapianti”, presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

Quest’anno sono state introdotte alcune significative novità. Il “premio giornalista emergente” si rivolgerà a giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti under 35. La scelta risponde alle indicazioni fornite dall’ISTAT, secondo le quali la popolazione giovanile è compresa tra i 15 ed i 34 anni inclusi. Per celebrare la X edizione del Premio, inoltre, verrà assegnato il premio alla carriera, riservato al giornalista che nella sua carriera si sia distinto per aver dimostrato un’attenzione continuativa nel tempo ai temi della donazione del sangue e degli emocomponenti. 

Negli anni più di 300 giornalisti, tra professionisti e pubblicisti, hanno partecipato al premio e l’albo dei vincitori conta nomi illustri di giornalisti della televisione, della radio e della carta stampata.

I giornalisti che intendono partecipare al Premio dovranno far pervenire i propri lavori entro il 9 marzo 2020. La premiazione avverrà il 1° maggio 2020 ad Aosta, in occasione del Congresso nazionale FIDAS.

Per ulteriori informazioni scarica il Bando X Premio Giornalistico FIDAS Isabella Sturvi.

X Premio giornalistico FIDAS

Donazioni più frequenti? INTERVAL: una ricerca ne analizza i rischi

Con quale frequenza è possibile effettuare le donazioni di sangue intero? Attualmente la frequenza massima delle donazioni di sangue intero è di quattro volte l’anno (con intervalli minimi di 90 giorni fra una donazione l’altra), ma per le donne in età fertile la frequenza scende a due. La scelta è regolamentata dal D.M. 3/3/2005, ma è veramente necessario aspettare così a lungo tra una donazione e l’altra?

Per tentare di rispondere a questo quesito, l’Università di Cambridge ha avviato uno studio denominato INTERVAL. In quattro anni sono stati coinvolti 40 mila donatori, ridotti a 20 mila nel secondo biennio. Dai risultati, pubblicati in questi giorni sulla rivista Lancet Haemathology, si è appurato che aumentare la frequenza delle donazioni comporta sì un incremento della raccolta ma al contempo ha delle ripercussioni negative sugli stessi donatori. La ricerca ha previsto degli intervalli tra le donazioni di 12, 10 o 8 settimane per gli uomini e di 16, 12 o 10 settimane per le donne. L’assegnazione dell’intervallo da rispettare è stata assegnata in modalità random ai diversi donatori partecipanti alla ricerca. Trascorsi i 4 anni si è appurato che la raccolta risultava aumentata dell’11% negli uomini e del 6% nelle donne, rispetto ad un gruppo di controllo che effettuava donazioni ad intervalli temporali standard. Tuttavia i tempi di donazione più ravvicinati hanno comportato anche conseguenze negative nei donatori: valori di emoglobina e di ferritina medi più bassi, con il conseguente incremento delle sospensioni temporanee dalla donazione.

Ne possiamo dedurre che gli attuali tempi di attesa tra una donazione e l’altra sono necessari in quanto tutelano prima di tutto la salute del donatore ma permettono anche di poter effettuare donazioni di sangue con dei valori ematici migliori rispetto a quelli che si avrebbero se non si rispettasse il tempo minimo di attesa.

È più importante avere più donatori piuttosto che fare più donazioni perché un numero maggiore di donazioni non è una garanzia di sicurezza –  commenta Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS – Bisogna aumentare la base dei donatori disponibili e promuovere la donazione per assicurare un ricambio generazionale, incoraggiando la donazione in aferesi”.

Ricordiamo infatti che se si vogliono effettuare donazioni con maggiore frequenza, è possibile effettuare donazioni in aferesi. In particolare, tra le possibili donazioni effettuabili in aferesi ricordiamo la donazione di plasma, la parte liquida del sangue, contenente: minerali (ferro, calcio, sodio, potassio, rame, fosforo…), lipidi, zuccheri, proteine (albumina, immunoglobuline, fattori della coagulazione). L’intervallo di tempo minimo consentito tra due donazioni di plasma è di 14 giorni, stesso intervallo tra una donazione di plasma e una di sangue intero; mentre tra una donazione di sangue intero e una di plasma è di un mese. I tempi di attesa in questi casi sono ridotti in quanto la plasmaferesi si esegue con un’apparecchiatura filtrante (separatore cellulare) che trattiene la componente ematica di cui si ha necessità, restituendo al donatore i restanti elementi.

Il frazionamento del plasma è indispensabile per curare molte malattie: l’albumina, ad esempio, viene usata per pazienti con gravi malattie al fegato; i fattori della coagulazione per i pazienti emofilici; le gammaglobuline per prevenire o curare diverse malattie infettive.

 

donazioni

Immagine tratta dal sito: italiaplasma.it

 

 

West Nile Virus – Provincia di Fermo

A seguito del riscontro di positività per West Nile Virus (WNV) in avicolo allevanto nella provincia di Fermo, confermato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (IZSAM), la Struttura di Coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Marche dispone l’introduzione del test NAT per WNV sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nella predetta provincia.

Si richiama, pertanto, l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nella provincia di Fermo, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.
Con riferimento alla circolare del Centro Nazionale Sangue Prot. n. 1419.CNS.2019 “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2019” del 31 maggio 2019, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata.
I Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, anche per gli aspetti inerenti alla raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue venoso periferico, e le Banche di sangue cordonale.
Il Centro nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

 

Misure di prevenzione WNV – Israele

A seguito della segnalazione sul sito dell’European Centre Disease and Control – ECDC di casi umani confermati di infezione da WNV in Israele, si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle aree indicate, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.
Con riferimento alla circolare del Centro Nazionale Sangue Prot. n. 1419.CNS.2019 “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2019” del 31 maggio 2019, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata.
I Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, anche per gli aspetti inerenti alla raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue venoso periferico, e le Banche di sangue cordonale.
Il Centro nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

 

Misure di prevenzione WNV – Distretti di Satu Mare e Suceava (Romania)

A seguito della segnalazione sulla piattaforma Rapid Alert on Substances oh Human Origin (SoHo) – Blood di casi umani confermati di infezione da WNV nei distretti di Satu Mare e Suceava (Romania), si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle aree indicate, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.
Con riferimento alla circolare del Centro Nazionale Sangue Prot. n. 1419.CNS.2019 “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2019” del 31 maggio 2019, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate.
I Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, anche per gli aspetti inerenti alla raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue venoso periferico, e le Banche di sangue cordonale.
Il Centro nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

 

Stefano D’Orazio e FIDAS Paola insieme per promuovere il dono

Stefano D’Orazio, ex batterista e voce dei Pooh, in collaborazione con la sezione Fidas Paola di Cerisano si sono uniti per una serata dedicata all’informazione e alla sensibilizzazione del dono del sangue e degli emocomponenti.
Già nelle scorse settimane l’artista era stato il protagonista di un videomessaggio sulla promozione della donazione di sangue. Video che ha ricevuto numerose condivisioni, specie tra i fan del gruppo musicale dei Pooh. Stefano D’Orazio ha così deciso che era il momento di incontrare i donatori di sangue Fidas e il 15 settembre li ha raggiunti in provincia di Cosenza. Il primo appuntamento nel pomeriggio presso il servizio trasfusionale, dove ad accogliere il musicista vi erano i dirigenti delle sezioni di Cerisano, Scalea, Guardia-Cetraro-Acquappesa, San Marco Argentano, Fuscaldo con la presenza del vicepresidente nazionale Pierfrancesco Cogliandro e il presidente regionale Fidas Calabria Antonio Parise. Presenti anche il direttore del Dipartimento di medicina trasfusionale Area Nord prof. Francesco Zinno e la sua equipe.

La sera il palazzo Sersale di Cerisano è divenuto location dell’evento: dopo un momento conviviale dove Stefano D’Orazio si è intrattenuto con i donatori per fare foto e firmare autografi, si è scesi nell’atrio del palazzo. Qui il musicista, intervistato dalla presidente della sezione Fidas di Cerisano Anna Maria Rende, ha raccontato della sua vita e il rapporto con la donazione di sangue. Il momento è stato incorniciato dalle testimonianze di una ricevente, Adele Paoletti e di una donatrice Maria Via. A conclusione della serata il concerto degli Opera Prima, cover band dei Pooh.

«Un’emozione che non si riesce a descrivere, -commenta la presidente della sezione Fidas di Cerisano, Anna Maria Rende- Stefano è uno dei maggiori artisti sulla scena italiana e stare a fianco a lui, parlargli e fargli le domande non è stato semplice. La felicità è stata anche vedere palazzo Sersale pieno di persone che hanno accolto il suo invito. L’auspicio è quello che visto che lui ha fatto cantare con la sua musica tante generazioni di persone, tante generazioni rispondano al suo appello. Ringrazio infine di vero cuore la Fidas Calabria e il comune di Cerisano per il patrocinio.»

 

Stefano D'Orazio con i volontari dell'Associazione FIDAS Paola, sezione di Cerisano.
Stefano D’Orazio con i volontari dell’Associazione FIDAS Paola, sezione di Cerisano.

Misure di prevenzione WNV in Romania e Ungheria

A seguito della segnalazione sul sito dell’European Centre Disease and Control – ECDC di casi umani confermati di infezione da WNV nei distretti di Arges, Botosani e Ilfov (Romania), provincia di Csongrad (Ungheria), si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle aree indicate, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.
Con riferimento alla circolare del Centro Nazionale Sangue Prot. n. 1419.CNS.2019 “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2019” del 31 maggio 2019, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che abbiano trascorso almeno una notte nelle aree interessate.
Ai fini dell’esportazione di unità di sangue cordonale a uso personale presso banche estere, si raccomanda che l’autorizzazione sia rilasciata previa adeguata informazione della madre sulla necessità che il sangue sia sottoposto alla ricerca del WNV con tecnica NAT prima di qualsiasi utilizzo per finalità cliniche.
I Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, anche per gli aspetti inerenti alla raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue venoso periferico, e le Banche di sangue cordonale.
Il Centro nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.