DENGUE: misure di prevenzione per chi ha soggiornato nel comune di Montecchio Maggiore

A seguito della segnalazione di un caso autoctono confermato di infezione da virus Dengue (DENV) nel comune di Montecchio Maggiore (provincia di Vicenza, Regione Veneto), in accordo con la Struttura di Coordinamento per le Attività Trasfusionali della Regione Veneto (SRC), si declinano, di seguito, i provvedimenti da adottare per la prevenzione della trasmissione trasfusionale della predetta infezione mediante emocomponenti  labili prodotti da donatori potenzialmente viremici asintomatici.

Provvedimenti da adottare nella Regione Veneto.

  1. In considerazione della situazione epidemiologica, si dispone, di concerto con la Struttura di Coordinamento per le Attività Trasfusionali della Regione Veneto (SRC), la sospensione temporanea della raccolta di sangue ed emocomponenti nel comune di Montecchio Maggiore.
    La sospensione della raccolta nel predetto comune non si applica nel caso di donazione mediante aferesi di piastrine e/o plasma ad uso clinico, qualora sottoposti a procedura di riduzione dei patogeni mediante tecniche inattivazione virale con dimostrata efficacia verso il DENV, e, in caso di donazione di solo plasma, se esso è destinato alla produzione industriale di medicinali plasmaderivati.
  2. Sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da DENV, oppure in caso di diagnosi d’infezione da DENV, nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information). Il provvedimento si applica alle donazioni raccolte dalla data del 27 luglio 2020.

Provvedimenti da adottare a livello nazionale.

  1. Rafforzare, presso tutti i Servizi trasfusionali e le Unità di raccolta, l’indagine anamnestica, prevista dalle vigenti disposizioni normative, accertando se il donatore, a far data dal 27 luglio 2020, ha soggiornato, anche per poche ore, nel comune di Montecchio Maggiore.
  2. Applicare il criterio di sospensione temporanea di 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nel comune di Montecchio Maggiore a far data dal 27 luglio 2020
  3. Sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da DENV oppure in caso di diagnosi d’infezione da DENV nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information). Il provvedimento si applica alle donazioni raccolte dalla data del 27 luglio 2020.

 I Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, anche per gli aspetti inerenti alla raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue venoso periferico, e le Banche di sangue cordonale, ove presenti.
Il Centro Nazionale Sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale.

Misure di prevenzione WNV provincia di Sassari

A seguito di riscontro di positività per West Nile Virus (WNV) in esemplare di equino nel comune di Tula (provincia di Sassari), segnalato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, la Struttura di Coordinamento per le Attività Trasfusionali della Regione Sardegna dispone l’introduzione del test NAT per WNV sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nella predetta provincia.

Si richiama, pertanto, l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nella provincia di Sassari, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Con riferimento alla circolare del Centro Nazionale Sangue Prot. n.1283.CNS.2020 “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2020 del 28 maggio 2020, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che abbiano trascorso almeno una notte nell’area interessata.

I Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, anche per gli aspetti inerenti alla raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue venoso periferico, e le Banche di sangue cordonale, ove presenti.

Il Centro Nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

West Nile Virus: misure di prevenzione per le province di Modena, Reggio Emilia, Bologna e Ferrara

A seguito di riscontro di positività per West Nile Virus (WNV) in pool di zanzare nel comune di Novi di Modena (provincia di Modena), in trappola “parlante” anche per le province di Reggio Emilia e Mantova, e nel comune di Baricella (provincia di Bologna), in trappola “parlante” anche per la provincia di Ferrara, segnalato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna (IZSLER), la Struttura di Coordinamento per le Attività Trasfusionali della Regione Emilia Romagna dispone l’introduzione del test NAT per WNV sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle predette province. 

Si richiama, pertanto, l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle province di Modena, Reggio Emilia, Bologna e Ferrara di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Con riferimento alla circolare del Centro Nazionale sangue Prot. n.1283.CNS.2020 “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2020 del 28 maggio 2020, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che abbiano trascorso almeno una notte nelle aree interessate.

I Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, anche per gli aspetti inerenti alla raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue venoso periferico, e le Banche di sangue cordonale, ove presenti.

Il Centro Nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

WNV: misure di prevenzione per i donatori che hanno soggiornato a Milano e Pavia

A seguito di riscontro di positività per West Nile Virus (WNV) in pool di zanzare nel comune di Vanzago e nel comune di Rosate (provincia di Milano) in trappola “parlante” anche per la provincia di Pavia, segnalato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna (IZSLER), la Struttura di Coordinamento per le Attività Trasfusionali della Regione Lombardia dispone l’introduzione del test NAT per WNV sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle predette province.

Si richiama, pertanto, l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle province di Milano e Pavia (Regione Lombardia), di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Con riferimento alla circolare del Centro Nazionale sangue Prot. n.1283.CNS.2020 “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2020 del 28 maggio 2020, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che abbiano trascorso almeno una notte nelle aree interessate.

I Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, anche per gli aspetti inerenti alla raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue venoso periferico, e le Banche di sangue cordonale, ove presenti.

Il Centro Nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

WNV: misure di prevenzione per le province di Lodi, Brescia, Mantova e Piacenza

A seguito di riscontro di positività per West Nile Virus (WNV) in pool di zanzare nel comune di Pessina Cremonese (provincia di Cremona) in trappola “parlante” anche per  le province di Brescia e Mantova e nei comuni di Cremona (provincia di Cremona) e Caselle Landi (provincia di Lodi) in trappole “parlanti” per la provincia di Piacenza, segnalato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna (IZSLER), le Strutture di Coordinamento per le Attività Trasfusionali delle Regioni interessate dispongono l’introduzione del test NAT per WNV sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle predette province.

Si richiama, pertanto, l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nella provincia di Lodi, Brescia, Mantova (Regione Lombardia) e Piacenza (Regione Emilia Romagna), di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Con riferimento alla circolare del Centro Nazionale sangue Prot. n.1283.CNS.2020 “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2020 del 28 maggio 2020, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che abbiano trascorso almeno una notte nelle aree interessate.

I Responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, anche per gli aspetti inerenti alla raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue venoso periferico, e le Banche di sangue cordonale, ove presenti.

Il Centro Nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

Pride Month: il dono accomuna tutti, a prescindere dall’orientamento

Si conclude oggi il Pride Month, ovvero il mese dell’orgoglio LGBTQIA+.
A differenza di quanti molti credono, in Italia l’orientamento sessuale non è criterio di esclusione dal dono del sangue.
Ai donatori non viene richiesto il proprio orientamento, che non è di alcuna importanza nello scopo di comprendere se la persona possa o meno donare.

Quel che viene richiesto a tutti i donatori è di mantenere un comportamento sano, a tutela della salute propria e dei pazienti che riceveranno il sangue o i singoli emocomponenti donati. Sono in tal senso sospesi dalla donazione quei donatori che hanno rapporti occasionali, ma la regola vale per tutti coloro che hanno rapporti occasionali: eterosessuali, omosessuali o bisessuali.

Più nel dettaglio è necessaria una sospensione del dono di 4 mesi dall’ultima esposizione ad una o più delle condizioni di rischio, rappresentate da rapporti eterosessuali/omosessuali/bisessuali:

  • con partner risultato positivo ai test per l’epatite B e/o C e/o per l’AIDS o a rischio di esserlo
  • con partner che ha avuto precedenti comportamenti sessuali a rischio o del quale il donatore ignora le abitudini sessuali
  • con partner occasionale o con più partner sessuali
  • con soggetti tossicodipendenti
  • con scambio di denaro e droga
  • con partner, di cui non sia noto lo stato sierologico, nato o proveniente da paesi esteri dove l’AIDS è una malattia diffusa

Il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, dichiara: “Il dono volontario, gratuito e responsabile è un gesto che accomuna tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale. Auguriamo alla comunità LGBTQIA+ una buona conclusione di questo Pride Month. Colgo l’occasione per ricordare che se entriamo in un servizio trasfusionale al termine di una giornata di raccolta, è impossibile risalire all’orientamento sessuale dei donatori, guardando le unità di sangue raccolto. Non c’è distinzione nel sangue. La distinzione la fa il comportamento, per questo invitiamo l’intera popolazione ad adottare stili di vita sani, per tutelare sé e gli altri. Un invito che rivolgiamo a tutti, senza distinzione di orientamento”.

Mediastars: FIDAS con Idea Comunicazione premiate per “Metti in circolo l’energia”

Mediastars è un premio indipendente che si propone di mettere in luce il valore della professionalità di chi con il proprio apporto contribuisce alla riuscita di una comunicazione pubblicitaria di qualità.

Nell’ambito della XXIV edizione di Mediastars,  nella sezione Televisione e Cinema, Categoria Non Profit, la campagna “Metti in circolo l’energia”, promossa da FIDAS e ideata e realizzata dallo Studio Idea Comunicazione, si è aggiudicata la Special Star per l’Editing.

Prestigiose agenzie di comunicazione, aziende e organizzazioni non profit partecipano ogni anno al Premio Mediastars. Quest’anno erano in concorso ben 509 progetti.

Caratteristica del Premio è la particolare composizione della Giuria che, nell’edizione di quest’anno, ha visto coinvolti oltre 100 professionisti della comunicazione altamente qualificati.

Metti in circolo l'energiaLa campagna vincitrice del premio è stata presentata in occasione del 60mo anniversario di fondazione della Federazione. Per la campagna è stato realizzato uno spot con l’intento di affrontare il tema della donazione del sangue con un taglio, per quanto possibile, inedito. Il video evita deliberatamente ambientazioni ospedaliere, braccia distese, sacche di sangue e simili, ma trasferisce tutto il discorso su un piano metaforico, utilizzando la chiave espressiva della danza. E invitando a condividere l’energia a favore degli altri. Protagonista dello spot l’attore Luca Seta insieme ai ballerini della compagnia GoDance.

“Siamo veramente felici di questi Premio che porta alla Campagna Metti in circolo l’energia il giusto riconoscimento anche da parte degli esperti della comunicazione. – dichiara Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS –  Un ringraziamento particolare a Cristiano Lena, Responsabile della Comunicazione per FIDAS Nazionale in fase di progettazione e ideazione della Campagna, ad Idea Comunicazione e ai tanti professionisti che con il loro contributo hanno fatto sì che il messaggio del dono del sangue potesse arrivare a molti”.

Guarda lo spot “Metti in circolo l’energia”
Scopri di più sulla campagna visitando la pagina d’Idea Comunicazione

 

Plasma iperimmune: le novità

Il 7 maggio abbiamo pubblicato un articolo riguardante la donazione di plasma iperimmune, con lo scopo di fare chiarezza rispetto alle tante voci discordanti rilanciate dai media. A quasi 20 giorni di distanza torniamo a fare il punto della situazione: in queste settimane si sono registrati infatti degli sviluppi.

Il più importante, tra questi, è che il 15 maggio è stato autorizzato uno studio nazionale comparativo randomizzato per valutare l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo del plasma ottenuto da pazienti convalescenti da Covid-19. Lo studio ha adottato il protocollo TSUNAMI (acronimo di TranSfUsion of coNvaleScent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to SARS.CoV2) ed è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Al momento dunque non possediamo ancora certezze sull’efficacia dell’utilizzo del plasma iperimmune nella cura di pazienti affetti da covid-19, ma grazie alla metodologia adottata e all’ampiezza del campione che sarà coinvolto in questo studio, potremo raggiungere risultati statisticamente rilevanti.

Ad oggi partecipano alla ricerca 12 Regioni italiane (Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Campania, Puglia, Sicilia) con 56 centri (ma lo studio è aperto all’inclusione di altre Regioni o di altri centri che ne facciano specifica richiesta).

Se si è guariti dal coronavirus (si è risultati negativi a due tamponi condotti a distanza di 24 ore, 14 giorni dopo la scomparsa dei sintomi o la sospensione delle cure), è possibile candidarsi per entrare a far parte di uno dei gruppi sperimentali. Si tenga in considerazione che le sperimentazioni non sono condotte dalle singole associazioni di donatori di sangue, le quali possono offrire solamente informazioni per mettersi in contatto con i centri di ricerca partecipanti allo studio nazionale presenti all’interno delle Regioni, lì dove ve ne siano.

Il Direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno, in un articolo pubblicato da Quotidiano Sanità, ha dichiarato: “Il plasma dei guariti da Covid-19, che già in questi giorni viene raccolto nell’ambito delle sperimentazioni che sono state avviate a livello locale in diverse regioni, è donato volontariamente e gratuitamente e può essere ceduto a ospedali situati in regioni diverse da quelle nelle quali è stato donato.”

 

Per approfondire:
Leggi il comunicato stampa dell’autorizzazione dello studio nazionale sull’efficacia del plasma iperimmune.

Per eventuali dubbi sulla donazione di sangue ed emocomponenti in questo periodo, visita la pagina FAQ – Donare sangue durante la pandemia.