Plasma da Covid-19 convalescenti: in arrivo i finanziamenti europei

La Commissione Europea ha dato il via libera ad un finanziamento di oltre 7 milioni di euro destinato a supportare i servizi trasfusionali italiani che hanno raccolto, raccolgono o pianificano di raccogliere plasma da pazienti Covid-19 convalescenti. I fondi sono stati ottenuti nell’ambito del programma Esi (Emergency Support Instrument), nato per aiutare gli Stati membri ad affrontare la pandemia. 

In Italia sono 14 le Regioni e provincie autonome che hanno presentatplasmao richiesta dei finanziamenti, l’approvazione dei quali permetterà di accedere al 100% dei fondi richiesti: circa 7.100.000 euro, su 36 milioni di euro messi a disposizione dalla Commissione Europea.  

Vincenzo De Angelis, direttore del Centro Nazionale Sangue, ha commentato così la notizia: “In attesa di evidenze scientifiche certe sull’efficacia del plasma iperimmune contro il Covid-19 è fondamentale continuare nella ricerca su questa terapia. Il rafforzamento della capacità delle strutture trasfusionali sarà in ogni caso utilissimo anche per aumentare in assoluto la raccolta di plasma, che è l’unica fonte di farmaci spesso salvavita, e avvicinarci ulteriormente all’autosufficienza in questo settore”.

L’importanza del dono: proclamati i vincitori del X Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”

Questa mattina sono stati annunciati i vincitori della X edizione del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”. L’annuncio è avvenuto in diretta streaming dai canali ufficiali della FIDAS Nazionale.

Ancora una volta le storie dei pazienti che hanno toccato da vicino l’importanza del dono sono le protagoniste del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”. Storie che permettono di comprendere quanto un gesto normale, di responsabilità civica, possa essere fondamentale nella vita dei pazienti.

Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini, vincitrice della sezione nazionale del Premio, con Donatella Barbetta, Presidente della Giuria

Non solo donazione di sangue, però: in questa X edizione del Premio si registra infatti un’apertura anche ad altre forme del dono. Le vincitrici della sezione nazionale del Premio ci introducono, oltre alla donazione del sangue, anche all’importanza del dono del midollo osseo e del latte materno. Sono Nicoletta Spolini ed Elisa Pervinca Bellini con l’articolo “Natale 2019: fra i regali anche le donazioni di sangue” pubblicato su Vogue Italia. La giuria presieduta dalla dott.ssa Donatella Barbetta ha sottolineato come l’articolo “presenti un’idea originale, un filo rosso che unisce mondi diversi della generosità. Un’esposizione chiara e accattivante, con tanti riferimenti, e la presenza dell’incentivo al fare di più”.

Antonella Formisani ha conquistato il premio per la categoria locale con l’articolo “I genitori raccontano tre storie di bambini malati: <<Donare è vita>> pubblicato da Il Centro. Un articolo in cui sono protagoniste le storie di tre famiglie, mamma, papà e bimbi. Storie di bambini che hanno ricevuto trasfusioni.

Antonella Formisani, vincitrice della sezione locale del Premio, con Donatella Barbetta, Presidente della Giuria

 

Infine si è aggiudicato il premio della categoria emergente, rivolta ai giornalisti, praticanti e pubblicisti under 35, Marco Marini. “Superdonatore: esempio per i giovani” pubblicato su Il Giornale di Vicenza. Marini ha raccontato nel suo articolo la storia di un donatore che dopo l’incontro con una paziente che lo ringrazia per la sua generosità, si impegna a non fermarsi ma a continuare a donare. Ad oggi il superdonatore ha superato la bellezza delle 200 donazioni.

Marco Marini, vincitore della sezione emergente del Premio, con Donatella Barbetta, Presidente della Giuria

 

 

 

 

 

 

Il Premio, per FIDAS, rappresenta uno strumento per celebrare l’impegno dei giornalisti e degli operatori dell’informazione. Il Presidente Nazionale, Giovanni Musso, ha dichiarato: «Il Premio Giornalistico celebra quella stampa che in maniera completa e corretta divulga il messaggio della donazione del sangue e dell’importanza del Sistema Trasfusionale e delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue».

Hanno preso parte all’evento anche la dr.ssa Maria Rita Tamburrini, Direttore Ufficio VII del Ministero della Salute – Trapianti, sangue ed emocomponenti, che ha ricordato la dr.ssa Isabella Sturvi alla quale è dedicato il Premio e Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS che ha fortemente voluto il Premio. Il dr Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro Nazionale Sangue, è intervenuto sottolineando l’importanza di una corretta informazione. Il dott. Cristiano Lena, Direttore del trimestrale “Noi in FIDAS” ha ricordato il professor Cravero, ex Presidente Nazionale FIDAS e storico membro della Giuria del Premio Giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”, scomparso lo scorso ottobre.

Ha coordinato la diretta il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, che ha voluto ringraziare uno ad uno tutti i membri della Giuria per il loro importante contributo: dalla dr.ssa Donatella Barbetta, giornalista de Il Resto del Carlino, e Presidente della Giuria, ai membri della stessa, in totale dieci tra professionisti del settore, esperti di volontariato e del no-profit e responsabili associativi FIDAS. Stefano Caredda, direttore di Redattore SocialePier David Malloni, Responsabile dell’ufficio stampa del Centro Nazionale Sangue, Stefano Arduini, direttore di Vita e vita.it, Paola D’Amico, redattrice di Buone Notizie, Anna Monterubbianesi, Responsabile ufficio stampa Forum Terzo Settore, Giancarlo Liviano D’Arcangelo, scrittore e fondatore/autore del blog Buonsanguedon Alessandro Paone, incaricato regionale della Conferenza episcopale del Lazio per le comunicazioni sociali e delegato della Federazione Italiana Settimanali Cattolici. Accanto a loro Ines Seletti ed Enzo Emmanuello, Consiglieri Nazionali FIDAS con delega alla comunicazione e Gabriele Pesce, Coordinatore Nazionale dei Giovani FIDAS. 

Il Premio anche in questa X edizione si è pregiato del patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti, della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, del Centro Nazionale Sangue e della Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia.

Per rivedere la diretta del Premio è sufficiente collegarsi alla pagina facebook di FIDAS Nazionale: https://www.facebook.com/FIDASdonasangue

Covid-19, il sistema sangue italiano è attivo per il plasma iperimmune

Il sistema sangue italiano, dalle associazioni dei donatori alle strutture trasfusionali fino al Centro Nazionale sangue, è totalmente impegnato nella raccolta del plasma iperimmune per un possibile utilizzo come terapia contro il Covid-19, in attesa che gli studi clinici in corso diano indicazioni sull’eventuale efficacia. Lo affermano in una nota congiunta il Cns e il Civis, il coordinamento delle associazioni dei donatori.

In Italia sono in corso in questo momento diverse sperimentazioni cliniche con plasma iperimmune per il trattamento del Covid-19, fra cui lo studio ‘Tsunami’ coordinato a livello nazionale. Al momento il Centro Nazionale Sangue, nel suo monitoraggio periodico aggiornato al 19 novembre, ha censito 4.325 sub-unità di plasma iperimmune donato da pazienti guariti dal Covid-19, raccolto da 134 servizi trasfusionali distribuiti su tutto il territorio nazionale. La cifra comprende sia le unità di plasma di cui è stato verificato il ‘titolo’, la quantità cioè di anticorpi neutralizzanti presenti, sia quelle su cui questo tipo di analisi verrà effettuata nel momento dell’utilizzo. 

Nel mondo sono 138 gli studi in corso – ricorda il direttore del Cns Vincenzo De Angelis -, di cui 73 randomizzati, e solo da questi possono venire risposte certe. Ma nel frattempo non siamo inattivi, anzi, ci stiamo comportando come se funzionasse, e i centri trasfusionali si stanno muovendo in tal senso. Mi auguro che qualunque sia l’esito degli studi l’attenzione per il plasma iperimmune contribuisca a far crescere la consapevolezza sull’importanza della donazione di plasma in generale, che è indispensabile a garantire l’apporto di farmaci salvavita per molti pazienti”.

In Italia il plasma iperimmune è raccolto presso i Servizi Trasfusionali distribuiti su tutto il territorio nazionale, di cui secondo l’ultimo aggiornamento dell’Iss sono 80 quelli che aderiscono al protocollo Tsunami. Una persona che vuole donare plasma iperimmune può riferirsi alla Struttura di Coordinamento per le attività trasfusionali della propria Regione per conoscere presso quali Servizi trasfusionali effettuare la donazione. Sul sito del Cns è possibile consultare un elenco indicativo e in continuo aggiornamento delle strutture che effettuano questo tipo di raccolta.

Vogliamo rassicurare chi confida nel dono del plasma iperimmune quale possibile terapia al COVID-19 che le associazioni del dono sono impegnate nel favorire la donazione di plasma da pazienti convalescenti – afferma Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS e coordinatore pro-tempore del CIVIS, il coordinamento nazionale delle associazioni del dono del sangue che riunisce AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES -. Dobbiamo però essere totalmente corretti: non vogliamo illudervi. Purtroppo l’efficacia del plasma iperimmune ancora non è dimostrata, anche per questo è fondamentale non abbassare mai la guardia nei confronti di situazioni di possibile contagio. Tutte noi associazioni del dono promuoviamo il dono del plasma da covid-19 convalescenti, perché intendiamo essere, anche questa volta, come sempre, al fianco della ricerca e dei pazienti che necessitano del nostro supporto. Insieme, però impegniamoci ancor prima a prevenire la diffusione del virus: lo dobbiamo ai tanti operatori sanitari, e non solo, che stanno rischiando la propria salute per poter proteggere quella di tutti noi”.

Donazione e COVID: sciogliamo alcuni dubbi

donazione sangueGià nei giorni scorsi abbiamo chiarito come anche nelle Regioni dichiarate “Rosse” o “Arancioni”, gli spostamenti siano autorizzati sia per i donatori, o aspiranti donatori, sia per il personale associativo operante presso le unità di raccolta fisse o mobili. L’autorizzazione è riconosciuta dal Ministero della Salute con la Circolare Prot. 36384 del 09 novembre 2020.

Sciogliamo ora i dubbi più frequenti in merito alla relazione “donazione e COVID”.

Quali sono le indicazioni da seguire se si è contratto il covid-19?
positivi asintomatici potranno donare, al termine del periodo di isolamento preventivo, solo dopo aver fatto un tampone con esito negativo. Mentre i sintomatici potranno donare solo dopo un tampone negativo da fare non prima di tre giorni dopo l’esaurimento dei sintomi, con l’eccezione della perdita dell’olfatto e della perdita o alterazione del gusto (tali sintomi possono persistere anche per molto tempo dopo la guarigione).

Si può donare se si è entrati a stretto contatto con una persona con infezione documentata da SARS-CoV-2?
In questo caso si dovranno osservare 14 giorni di quarantena dall’ultima esposizione al caso. Inoltre si è sospesi dalla donazione per 14 giorni (la sospensione potrà ridursi a 10 giorni se, allo scadere del decimo giorno, si effettuerà un tampone con esito negativo).

Se si scopre solamente dopo aver donato di esser stati in contatto con una persona successivamente risultata positiva cosa bisogna fare?
Se dopo la donazione si apprende di esser entrati in contatto, nelle 48 ore precedenti la donazione, con un contatto positivo, è importante informare subito il servizio trasfusionale di riferimento, anche nel caso in cui non si presentano sintomi.

Si può donare dopo aver effettuato viaggi?
Anche in questo caso si applica una sospensione dal dono della durata di 14 giorni per chiunque sia ritornato da un viaggio in Romania o nei paesi extra Ue (con l’eccezione di Gran Bretagna, Norvegia, Svizzera, Islanda, Andorra, Liechtenstein, Città del Vaticano e San Marino). Per i viaggi nei paesi per cui al rientro è previsto un tampone obbligatorio la donazione è consentita solo dopo l’effettuazione del tampone con esito negativo.

La donazione di sangue è sicura?
Ricordiamo che la donazione di sangue è sempre sicura, sia per il donatore che per il ricevente. Ricordiamo che non vi sono evidenze della possibilità di trasmissione del nuovo coronavirus per via trasfusionale.

Se dopo la donazione si sviluppano sintomi influenzali cosa bisogna fare?
È importante, per i donatori che dovessero sviluppare sintomi influenzali nei 14 giorni successivi alla donazione, informare il servizio trasfusionale di riferimento dei sintomi presentati. 

Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS, afferma: “Prenotare la propria donazione rappresenta un gesto di doppia responsabilità: se da un lato prenotare il proprio appuntamento con il dono permette di evitare assembramenti e quindi tutelare la salute di tutti, dall’altro lato la prenotazione comporta una programmazione delle terapie trasfusionali e degli interventi chirurgici. Invitiamo tutti coloro che sono in buono stato di salute a programmare ora il prossimo appuntamento con il dono!

Vincenzo De Angelis, direttore del Centro Nazionale Sangue, dichiara: “L’appello che rivolgiamo ai donatori, anche a quelli che vivono nelle zone rosse e arancioni, è quello di continuare a donare. Le trasfusioni sono un Livello Essenziale di Assistenza, che deve essere garantito, quindi non si possono fermare le donazioni  – Il consiglio ai donatori che sono in buona salute è prenotare la donazione, telefonando prima, per evitare affollamenti degli ambulatori a loro dedicati, ma non è l’unica misura che è stata presa per garantire la sicurezza non solo dei donatori ma anche del personale sanitario”.

Carenza delle scorte di sangue in quattro regioni. Cns e Civis invitano a prenotare la donazione

Il caldo estivo e le vacanze anche quest’anno si riflettono sulla raccolta del sangue: in questi giorni si stanno registrando carenze di sangue in molte regioni, con picchi negativi più marcati nel Lazio, Sardegna, Toscana e Umbria. I dati riportati nella bacheca SISTRA, il Sistema Informativo dei Servizi Trasfusionali che monitora la situazione nazionale, parlano chiaro: a queste quattro regioni se ne affiancano diverse altre che iniziano a registrare segnali preoccupanti. Il Centro Nazionale Sangue e il Civis, il coordinamento delle associazioni dei donatori che riunisce FIDAS, AVIS, Fratres e Croce Rossa Italiana, invitano a programmare la donazione chiamando il centro di raccolta più vicino.

A determinare questa situazione – commenta Vincenzo De Angelis, il nuovo direttore del Centro Nazionale Sangue – è probabilmente l’attuale periodo di vacanza, anche se presumibilmente quest’anno l’epidemia di Covid-19 ha portato molte meno persone a spostarsi. Per fronteggiare questo problema è fondamentale la collaborazione delle Associazioni e Federazioni di donatori, che con il loro contributo possono incentivare su tutto il territorio nazionale le attività di promozione, chiamata e fidelizzazione. Ricordiamo che per poter donare in sicurezza evitando assembramenti è fondamentale prenotare telefonicamente, una procedura che ci permette anche una migliore programmazione della raccolta”.

Dalla bacheca risulta una carenza di circa 400 unità su tutto il territorio nazionale, comprese quelle regioni che normalmente riescono a mettere a disposizione le proprie scorte in eccedenza per compensare le carenze di altre regioni.

Gianpietro Briola, Presidente di AVIS Nazionale e coordinatore pro-tempore del CIVIS, dichiara: “Da sempre l’estate rappresenta un momento dell’anno particolarmente delicato in tema di raccolta di sangue. Ogni giorno in Italia oltre 1.800 persone necessitano di trasfusioni e questo fabbisogno non si ferma mai, neanche ad agosto. In un momento così delicato per tutto il nostro Paese, ognuno può offrire il proprio contributo e fare la differenza, per garantire la continuità di tutto il sistema e dare una risposta adeguata, tempestiva e immediata alle necessità dei pazienti. Anche d’estate doniamo il sangue e gli emocomponenti”.

All’appello si unisce Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS: “Come FIDAS abbiamo lanciato nelle scorse settimane la campagna #DonaVita, con la quale vogliamo sottolineare come un gesto semplice, che al donatore richiede un’ora del suo tempo, rappresenti un vero e proprio farmaco salvavita. La nostra campagna, che in questi giorni è presente sui canali social e che continuerà con altre pubblicazioni nei prossimi giorni, intende essere un’esortazione concreta, nel fare la propria parte per aiutare chi necessita di terapie trasfusionali. In questi giorni è veramente fondamentale che chiunque sia in buono stato di salute si mobiliti per prenotare la propria donazione di sangue e magari coinvolga anche parenti e amici: in estate, grazie al maggiore tempo a nostra disposizione, siamo consueti condividere momenti di spensieratezza, un aperitivo, una passeggiata, un film in compagnia. Perché non condividere anche un gesto che può permetterci di tenere sotto controllo la nostra salute e al contempo regalarci la gioia di sapere di aver donato vita?”.

CNS: eletto Direttore Vincenzo De Angelis

Vincenzo De Angelis, Responsabile del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine, e già responsabile del Coordinamento regionale ed interregionale delle attività trasfusionali del Friuli Venezia Giulia, è stato incaricato dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, Direttore del Centro Nazionale Sangue.

L’incarico, in vigore da oggi, 1° agosto, ha la durata di cinque anni. De Angelis è stato inoltre nominato esperto nazionale per la partecipazione alle Commissioni e ai Gruppi di lavoro presso il Consiglio d’Europa, l’Unione Europea ed altri organismi internazionali per le problematiche sulla sicurezza del sangue e degli emoderivati.

Il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, accoglie la nomina del neo Direttore del Centro Nazionale Sangue dichiarando: “Voglio esprimere al dottor De Angelis le congratulazioni da parte mia e dell’intero Consiglio Direttivo Nazionale FIDAS per l’importante incarico assunto. Tutelare il nostro sistema trasfusionale ed il ruolo delle associazioni di volontariato sono due punti sui quali concordiamo con il dottor De Angelis e siamo sicuri che gli stessi punti ci offriranno una base sulla quale fondare una buona collaborazione. A lui i più sinceri auguri di buon lavoro da pare mia e di FIDAS”.

Musso ha tenuto a rivolgere un ringraziamento anche al Direttore uscente del Centro Nazionale Sangue: “Ringraziamo il dottor Giancarlo Liumbruno – ha dichiarato Mussoche con competenza e professionalità ha permesso al Sistema Sangue in Italia di crescere e migliorarsi. I numeri degli ultimi mesi ne sono la riprova: la crescita del numero di giovani donatori dopo anni di calo e l’incremento della donazione del plasma sono segni tangibili di un Sistema che se ben guidato e coordinato, può raggiungere le méte prefissate. L’Italia è la dimostrazione tangibile di come la collaborazione tra Istituzioni e il mondo dell’Associazionismo possano dare frutti importanti per la collettività: siamo stati felici di aver avuto modo di collaborare in questo, con il dottor Liumbruno, che salutiamo cordialmente, con la speranza che in futuro vi possano essere altre occasioni di cooperazione.