FAQ – Donare sangue durante la pandemia

É possibile spostarsi per donare il sangue?

Sì: è possibile e previsto dalla legge, essendo considerata la donazione tra le motivazioni di “assoluta urgenza” in base al DPCM del 22.03.2020. Per muoversi è necessario munirsi dell’autocertificazione e dell’appuntamento per la donazione (se ne dispone può portare con sé anche il tesserino dell’associazione). In questi giorni più del solito, è importante fissare un appuntamento prima di spostarsi, al fine di evitare inutili attese, possibili assembramenti e poter effettuare il pre-triage telefonico a tutela della salute di tutti.

I volontari delle associazioni di donatori sono autorizzati a spostarsi?

La Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute in una nota pubblicata il 24 marzo, chiarisce come in base al DPCM del 22.03.2020, gli spostamenti dei volontari operanti all’interno di associazioni di donatori di sangue sono autorizzati in quanto impegnati in attività sanitaria necessaria a garantire l’attività assistenziale di pazienti che necessitano trasfusioni.

Cosa devo indicare sull’autocertificazione?

La donazione di sangue ed emocomponenti rientra tra le motivazioni di “assoluta urgenza” in base al DPCM del 22.03.2020. Il motivo è dovuto al fatto che le attività sanitarie di donazione e raccolta del sangue e degli emocomponenti sono livelli essenziali di assistenza (art. 5, legge 219/2005) che garantiscono la continuità del supporto trasfusionale.

Ci sono rischi di contagi nelle strutture preposte al dono?

Al fine di evitare contagi sono state adottate diverse misure: tutti i donatori (o aspiranti) sono invitati a presentarsi presso i servizi trasfusionali o i punti di raccolta solamente dopo aver prenotato la propria donazione, al fine di evitare assembramenti e quindi riuscire a garantire la distanza sociale utile ad evitare la diffusione del virus. Al momento della prenotazione della donazione, viene effettuato un veloce pre-triage telefonico per valutare lo stato di salute del donatore, allo scopo di autorizzare lo spostamento solamente a donatori in buono stato di salute. Prima di accedere agli ambienti preposti al dono (servizi trasfusionali, punti di raccolta o unità mobili) viene misurata la temperatura corporea di tutti, in modo da consentire l’accesso solamente a chi in buono stato di salute. All’interno dei locali preposti al dono vengono utilizzati gel igienizzante e mascherine. Donare continua ad essere sicuro, anche durante l’epidemia.

Posso farmi accompagnare a donare?

Ad oggi la normativa prevede la possibilità di spostarsi solo per cause di “assoluta urgenza” e la donazione del sangue rientra tra queste, tuttavia a tutela della salute di tutti non è prevista la possibilità di spostarsi per più persone insieme.
È fatta eccezione se due persone, appartenenti allo stesso nucleo familiare, si sono entrambe prenotate per la donazione ed hanno effettuato il pre-triage telefonico, superandolo positivamente.
In tal caso si tengano in considerazione le linee guida del Ministero della Salute in merito agli spostamenti: dopo aver guidato è importante lavare sempre le mani e non toccarsi mai occhi, naso e bocca; in auto si può viaggiare al massimo in due persone, mantenendo la distanza di sicurezza (come evidenziato nella grafica del Ministero).



Se vado a donare posso ricevere una mascherina?

Le associazioni e i servizi trasfusionali sono dotati di mascherine e possono fornire loro una mascherina, ma consigliamo a tutti, a tutela della propria e altrui salute, di non uscire di casa senza averla prima indossata.

Se non ho mai donato prima, posso iniziare a donare in questi giorni?

Non ci sono motivi per non iniziare a donare in questo periodo, ma a tutela della sua salute e della salute delle altre persone, è fondamentale prenotare la donazione prima di recarsi presso il punto di raccolta. Per poter prenotare la donazione presso l’Associazione FIDAS a lei più vicina può utilizzare il menù presente nel sito, scegliendo sotto la voce “Federate” la sua Regione di appartenenza.
Ricordi di portare con sé: tessera sanitaria, un documento valido e l’autocertificazione sulla quale indicare come motivazione per il tuo spostamento “assoluta urgenza”.
Prima della donazione è possibile fare una leggera colazione con: thé, caffè o succo di frutta. Non è necessario presentarsi a digiuno, anzi è possibile mangiare anche due fette biscottate con marmellata. Quel che è fondamentale è non assumere latticini.

Come mai non ricevo risposta per la mia prenotazione?

I numerosi appelli al dono, rilanciati nelle scorse settimane da molti media, hanno portato ad una grande affluenza di donatori, i quali prima di recarsi sul posto per donare devono contattare la propria associazione per prenotare la donazione. Per questo motivo potrebbe trovare le linee telefoniche occupate. Stiamo facendo del nostro meglio per poter rispondere nel minor tempo possibile a tutti, ma se non dovesse ricevere risposta, non esiti a provare a contattarci nuovamente nei prossimi giorni. La sua generosità è preziosa per i 1.800 pazienti che ogni giorno, in Italia, necessitano di terapie trasfusionali. Per poter prenotare la donazione presso l’Associazione FIDAS a lei più vicina può utilizzare il menù presente nel sito, scegliendo sotto la voce “Federate” la sua Regione di appartenenza.

Con l’emergenza ci si può recare a donare sempre o bisogna aspettare le date già programmate?

In generale è sempre consigliato prenotare la propria donazione al fine di ottimizzare il proprio dono (ad esempio se il proprio gruppo sanguigno al momento è già presente, sarebbe meglio aspettare qualche giorno prima di recarsi a donare, mentre se le scorte di sangue del proprio gruppo sanguigno sono ridotte, sarebbe opportuno che si rechi a donare appena le sarà possibile).
Come fare a sapere se è necessario recarsi a donare quanto prima o se sia più opportuno aspettare alcuni giorni? Alcune federate hanno applicazioni aggiornate in tempo reale che forniscono queste informazioni, ma se ha dubbi sarà sufficiente chiamare la sua associazione di riferimento per poter avere risposte aggiornate. In questi giorni prenotare la donazione è fondamentale perché permette di evitare inutili assembramenti e rende possibile un veloce e semplice pre-triage telefonico, misure adottate a tutela della salute di tutti.

Vista la richiesta di donazioni, è possibile donare con maggiore frequenza?

No, a tutela della salute del donatore e al fine di garantire la maggiore qualità degli emocomponenti donati, restano in vigore le normali regole riguardanti le tempistiche da rispettare tra una donazione e l’altra. Se desidera donare con maggiore frequenza ricordi che la donazione del plasma è effettuabile con maggiore frequenza rispetto alla donazione del sangue intero: se tra due donazioni di sangue intero è necessario aspettare tre mesi, tra due donazioni di plasma è sufficiente aspettare 15 giorni. Se ha già donato sangue intero, le basterà aspettare 31 giorni prima di poter donare plasma. Ricordi sempre che è fondamentale prenotare la propria donazione.

La mia donazione può rappresentare un rischio per chi la riceverà?

La rassicuriamo sul fatto che non vi è trasmissione del nuovo coronavirus per via trasfusionale. È tuttavia importante, nel caso in cui dovesse sviluppare sintomi influenzali nei 14 giorni successivi alla donazione, che informi il servizio trasfusionale di riferimento dei sintomi presentati. Ricordi che è fondamentale prenotare la propria donazione.

Ho seguito un periodo di isolamento: quando potrò tornare a donare?

L’iter previsto a livello nazionale distingue tra isolamento precauzionale e quarantena. Il periodo di isolamento è precauzionale, perché dovuto ad esempio a spostamenti sul territorio nazionale o internazionale, o perché si è entrati in contatto con persone con diagnosi confermata o sospetta di infezione da SARS-CoV-2, sarà sufficiente aspettare i 14 giorni di quarantena preventiva. Al termine dei 14 giorni, se non sono subentrati sintomi influenzali, sarà possibile prendere appuntamento per donare.
Se invece si è sottoposti a quarantena a causa di sintomi influenzali con diagnosi certa o sospetta di infezione da SARS-CoV-2, prima di poter tornare a donare sarà necessario attendere i 14 giorni dalla risoluzione dei sintomi o dall’interruzione dell’eventuale terapia. Al termine dei 14 giorni è importante che venga accertata la guarigione: il paziente guarito è colui il quale risolve i sintomi dell’infezione da Covid-19 e che risulta negativo in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2 .

Nei referti della donazione verrà indicato se sono positivo al coronavirus?

Al momento non sono previsti esami di rilevazione del virus sulle unità di sangue donate. Ricordiamo che la donazione è un gesto anonimo, gratuito e responsabile, dunque se ha motivo di credere di esser venuto in contatto con persone con diagnosi di infezione da coronavirus, o se presenta sintomi influenzali, a tutela della salute degli altri donatori e del personale sanitario non può recarsi presso il servizio trasfusionale o i punti di raccolta. Deve altresì auto-isolarsi al fine di evitare la diffusione del virus anche all’interno del suo nucleo familiare. Per capire quando potrà tornare a donare la invitiamo a leggere la risposta alla domanda: “Ho seguito un periodo di isolamento, dopo quanto tempo potrò tornare a donare?”.

Se ha ulteriori dubbi non esiti a contattarci: fidas.it/contatti/

Per ulteriori informazioni ricordiamo che è importante consultare fonti affidabili. Il Centro Nazionale Sangue, quale organo del Ministero della Salute operante presso l’Istituto Superiore di Sanità, rappresenta la principale fonte di riferimento sul tema trasfusionale.

Centro Nazionale Sangue