Venerdì 22 marzo la conferenza stampa “FIDAS, un filo rosso lungo 60 anni”

Venerdì 22 marzo alle ore 11 a Torino, nel Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Chiablese, si svolgerà la Conferenza stampa di presentazione del 60mo anniversario della FIDAS. All’evento, cui è stata invitato il Ministro della Salute Giulia Grillo, prenderanno parte il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il sindaco della Città metropolitana di Torino Chiara Appendino, il dirigente del Settore Programmazione dei Servizi Sanitari e Socio-Sanitari della Direzione Sanità del Piemonte Franco Ripa, la direttrice della Banca del Sangue dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino Anna Maria Bordiga, il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, il presidente ADSP FIDAS Giovanni Borsetti, la presidente Regionale FIDAS Piemonte Doriana Nasi, il presidente onorario FIDAS Dario Cravero, il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris, i direttori creativi dell’agenzia Idea Comunicazione Nino Santomartino e Alfonso Marzano e l’attore e testimonial FIDAS Luca Seta.

Nel corso della conferenza stampa saranno presentate le iniziative messe in campo da FIDAS in occasione dei 60 anni della Federazione:
• la nuova campagna di comunicazione “Metti in circolo l’energia”
• la ricerca “Correlazione tra donazione di sangue periodica e miglioramento della salute fisica e psicologica”
• il FIDAS Tour 2019
• Concorso “A scuola di dono”
• il Meeting Giovani FIDAS 2019

Inoltre, all’esterno di Palazzo Chiablese sosterà il camper della FIDAS che partirà per il giro d’Italia lunedì 25 marzo.

Nel 2018 cresciuta la raccolta di plasma, l’autosufficienza si avvicina. Centrati gli obiettivi, ora serve un piccolo sforzo

Sono andate bene nel 2018 le donazioni di plasma, componente del sangue fondamentale per la preparazione di farmaci salvavita. La raccolta è aumentata rispetto all’anno precedente, e sono stati centrati gli obiettivi del Programma Nazionale Plasma, che detta il percorso per avvicinarsi maggiormente all’indipendenza strategica dal mercato nordamericano entro il 2020. Per raggiungerla, avvertono però il Centro Nazionale Sangue, il Civis, coordinamento delle associazioni dei donatori, e l’Associazione Italiana Immunodeficienze Primitive (AIP Onlus), per i cui pazienti i farmaci plasmaderivati sono salvavita, serve un piccolo sforzo di tutti gli attori del sistema.

I DATI

Nel 2018 sono stati conferiti alle aziende che lavorano il plasma circa 840mila chilogrammi di plasma, 4mila in più rispetto all’anno precedente. Quasi tutte le Regioni sono in linea con gli obiettivi dettati dal Programma, con alcune come le Marche e la Sicilia che li hanno superati. Ha raccolto meno dell’80% di quanto programmato, invece, il Molise. Le Regioni in cui si dona più plasma sono le Marche, il Friuli Venezia Giulia e la Val D’Aosta, che sfiorano o superano i 20 chilogrammi ogni mille abitanti. Più distanti dagli obiettivi, invece la Campania, la Calabria e il Lazio, con le ultime due che però hanno aumentato la raccolta in linea con le richieste.

L’OBIETTIVO DELL’AUTOSUFFICIENZA

“I risultati ottenuti dal sistema italiano, che a differenza di quelli di paesi come Usa e Germania anche per il plasma si basa sulla donazione totalmente volontaria e non remunerata, sono notevoli, e ci permettono di garantire più del 70% del fabbisogno per tutti i plasmaderivati necessari ai pazienti italiani – commenta Giancarlo Maria Liumbruno -. Per arrivare agli obiettivi del Piano dovremmo aumentare la raccolta di circa 20mila chilogrammi entro il 2020, uno sforzo che è alla portata del sistema sangue italiano. Basti pensare che i nostri risultati sono ottenuti con 2,1 donazioni di plasma in media l’anno per ogni donatore che effettua questo tipo di donazioni, una cifra largamente inferiore a quella di altri paesi. Per raggiungere i 20 mila chilogrammi in più basterebbe che ogni in centro di raccolta si facessero tre donazioni di plasma in più ogni settimana”.

IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI DONATORI

I buoni risultati in fatto di donazioni di plasma dipendono anche dal ruolo attivo del volontariato del sangue. “Lavoriamo insieme al CNS – spiega il coordinatore protempore del CIVIS, Gianpietro Briola – e alle altre istituzioni sanitarie affinché i donatori percepiscano che ogni tipologia di donazione, a seconda delle necessità di programmazione e delle caratteristiche del donatore, è importante per i nostri malati. Per conseguire questi obiettivi, tuttavia, è fondamentale che il sistema trasfusionale sappia organizzarsi in modo efficace, incentivando le aperture pomeridiane e sopperendo a quelle situazioni di carenza di personale che esistono in alcune zone d’Italia”.

“Le associazioni – conclude Briola – sono anche la garanzia che in Italia il sistema si mantenga etico e solidale. I farmaci plasmaderivati sono una risorsa per il Paese e devono rimanere patrimonio pubblico. Il recente articolo del New York Times sui cittadini americani poveri che vendono il plasma ci fa riflettere su quanto l’Italia sia all’avanguardia, con un sistema che tutela donatore e ricevente impedendo che il corpo umano possa essere fonte di profitto”.

I PAZIENTI RINGRAZIANO

I pazienti per i quali i prodotti plasmaderivati sono salvavita ringraziano per il gesto volontario e gratuito dei milioni di donatori. “Sono stati ottenuti grandi risultati grazie a chi con un gesto libero e gratuito ha dato la possibilità a molti dei nostri pazienti di avere disponibili cure salvavita”, dichiara Alessandro Segato, Presidente di AIP Onlus. “Non verrà mai meno il ruolo di AIP a sostegno di CNS e CIVIS per compiere ulteriori passi per sostenere il ruolo sociale e la rilevanza etica della donazione di plasma, come gesto di solidarietà e di senso di appartenenza ad una comunità coesa e responsabile. Tanto è stato fatto, ulteriori piccoli grandi passi verso l’autonomia, che darebbe maggiori sicurezze e garanzie ai pazienti, possono essere compiuti.”

Per maggiori informazioni sulla donazione del plasma www.italiaplasma.it

 

(fonte Ufficio stampa Centro Nazionale Sangue 388-0473761)

Otto grandi associazioni insieme per una rete del dono più unita e più presente nelle scuole

“Costruire una rete del dono ancora più unita e favorire la promozione di un’adeguata cultura solidale nelle scuole”: è stato questo il messaggio principale che 8 grandi associazioni di volontariato del dono (ADISCO ADMO, ADOCES AIDO, AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES) hanno lanciato ieri a Roma, dalla sala del refettorio della Camera dei deputati, siglando un Accordo d’Intesa (il primo in assoluto tra le 8 realtà).

La firma è avvenuta significativamente in occasione del convegno “I 40 anni del Ssn e il ruolo delle associazioni del dono”, a conferma dell’importanza di una fattiva collaborazione tra volontariato e istituzioni sanitarie e scolastiche.

Messaggi di felicitazioni per la sigla dell’Accordo sono arrivati dal Ministro della salute, Giulia Grillo, e dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.

Inoltre, la firma è avvenuta alla presenza – in una sorta di ruolo di garanzia – del Centro Nazionale Sangue (rappresentato dal direttore, Giancarlo Liumbruno), del Centro Nazionale Trapianti (con la dottoressa Daniela Storani, in rappresentanza del direttore Alessandro Nanni Costa) e dell’onorevole Elena Lucchini.

Il convegno è servito per ringraziare – anche attraverso un video – i 4.500.000 donatori di sangue, organi, midollo, cordone ombelicale e cellule staminali emopoietiche che solo lo scorso anno hanno permesso a centinaia di migliaia di pazienti e ammalati dei nostri ospedali di ricevere indispensabili terapie salvavita.

All’incontro sono arrivati i saluti della presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera, Marialucia Lorefice, e con un video dell’onorevole Giusy Versace.

“Abbiamo voluto dialogare sui 40 anni della legge sul Ssn – spiega il Coordinatore pro tempore di CIVIS (il coordinamento che riunisce le 4 principali associazioni di volontariato del sangue), Gianpietro Briola – per evidenziare gli aspetti positivi che hanno portato alla sua approvazione. Abbiamo però voluto anche ricordare che la rete di solidarietà delle associazioni del dono di sangue, cellule, tessuti e organi richiederà anche in futuro il necessario sostegno –anche in termini di risorse – per assicurare la cura dei pazienti e la diffusione di un’adeguata cultura della solidarietà nel Paese. L’accordo siglato è la dimostrazione della nostra volontà di lavorare insieme e di essere ancora più incisivi e protagonisti nelle scuole e nell’educazione delle giovani generazioni”.

L’accordo d’intesa sottoscritto, della durata di 5 anni, ha tra gli obiettivi principali:

  1. sostenere i rapporti con le Istituzioni e con gli Organismi tecnici di riferimento;
  2. incrementare l’educazione dei giovani alla solidarietà e alla donazione, con particolare riferimento alla donazione del sangue, degli emocomponenti, degli organi e dei tessuti, del midollo, di cellule staminali ed emopoietiche e del sangue cordonale;
  3. avviare politiche coordinate sulle problematiche formative dei giovani rivolte all’acquisizione di corretti stili comportamentali e relazionali in materia di solidarietà, integrati in processi di promozione della salute e dello stare bene;

L’appuntamento di ieri anticipa anche il protocollo d’intesa che a breve le Associazioni del dono di materiale biologico sigleranno con il Ministero dell’Istruzione (MIUR).

La stessa legge 833/78 prevede che l’educazione alla salute parta già dalle scuole e in questa direzione si stanno muovendo da anni anche le associazioni del volontariato del dono, che avranno così una cornice di rapporti istituzionali ancora più delineati per rendere più proficua l’azione di promozione ed educazione alla solidarietà verso le giovani generazioni.

On line il nuovo NOI IN FIDAS

On line il nuovo numero di NOI IN FIDAS, il trimestrale della Federazione. In questo numero un ricco approfondimento sulla medicina trasfusionale con le interviste alla professoressa Gabriella Girelli, al presidente SIMTI Pierluigi Berti e alla presidente SIdEM Patrizia Accorsi. Ampio spazio anche al nuovo regolamento sulla privacy, allo smart food, al concorso “A scuola di dono” e al corso di formazione “FIDAS Lab”. E ancora tanti altri contributi e l’atteso editoriale del presidente nazionale Aldo Ozino Caligaris.

NOI in FIDAS si può sfogliare o scaricare in pdf. E buona lettura a tutti.

Conclusa la III Conferenza europea ECDHM a Copenhagen

Si è conclusa oggi a Copenhagen la Terza Conferenza Europea sulla Tutela della Salute e Gestione del Donatore (ECDHM). L’incontro che ha preso il via mercoledì 5 settembre ha visto riuniti circa 200 partecipanti che hanno affrontato le tematiche legate alla donazione del sangue, sia per gli aspetti relazionali sia per quelli sanitari. Tra i partecipanti anche il Presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris, la tesoriera Patrizia Baldessin e il segretario amministrativo Emanuele Gatto. Prossimo appuntamento ad Amburgo nel 2020.

Rinnovato il protocollo d’intesa tra i donatori di sangue e l’ANCI

Questa mattina i rappresentanti delle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue – Giampietro Briola e Aldo Ozino Caligaris di Avis e Fidas, il vicepresidente di Fratres Vincenzo Manzo e Nicola Scarfò in rappresentanza di Croce Rossa Italiana – hanno rinnovato il protocollo d’intesa con l’Anci, rappresentata dal presidente e sindaco di Bari Antonio Decaro.

“Rafforzare il senso di solidarietà e sostenere la cultura del dono sensibilizzando anche i giovani cittadini è l’obiettivo di questo importante protocollo. Attraverso i Comuni e i sindaci l’impegno è quello di promuovere una campagna nazionale di sensibilizzazione al dono del sangue come importante gesto di partecipazione alla vita sociale della propria comunità”, ha commentato Decaro.

Il protocollo, di durata triennale, vuole portare avanti attività continuative di confronto per garantire in modo stabile il raccordo e le comunicazioni tra il sistema dei Comuni e quello di Avis, Fidas, Fratres e Donatori di sangue della Croce Rossa Italiana per intraprendere azioni di informazione che coinvolgano la popolazione per la diffusione della cultura della salute e della solidarietà attraverso la donazione di sangue e di emocomponenti, al fine di garantire l’autosufficienza di sangue, emocomponenti e medicinali plasmaderivati.

“Si tratta di un atto volto a rafforzare il legame con i Comuni su tutto il territorio nazionale al fine di condividere attività di sensibilizzazione al dono del sangue e degli emocomponenti, e a condividere obiettivi comuni, nella consapevolezza delle peculiarità di ciascuna realtà associativa. Un importante protocollo soprattutto in un periodo, come quello estivo, in cui si riscontra la sistematica carenza di sangue. Per questo invitiamo cittadini e donatori periodici a compiere un gesto di solidarietà”, hanno dichiarato i responsabili associativi presenti.

La firma di oggi per il sistema sangue acquista un duplice valore: da una parte, infatti, il protocollo vuole promuovere, sostenere e sviluppare iniziative volte alla crescita, tra tutte le componenti della cultura del volontariato in generale e del dono del sangue e dei suoi componenti in particolare, quale atto di partecipazione alla vita sociale e civica del territorio di appartenenza e di educazione alla solidarietà; dall’altra per la prima volta l’accordo con l’Anci coinvolge tutte e quattro le sigle maggiormente rappresentative in Italia che fino ad oggi avevano portato avanti il rapporto istituzionale in maniera separata.

Protocollo CIVIS-ANCI – 08 agosto 2018

On line il nuovo numero di NOI IN FIDAS

On line il nuovo numero del trimestrale NOI IN FIDAS. Numerosi i contenuti: dal Congresso nazionale, al premio giornalistico FIDAS con le interviste ai vincitori, dalle iniziative per la Giornata mondiale del donatore di sangue del 14 giugno all’approfondimento sulle zanzare, dai consigli (molto pratici) per una corretta alimentazione fino allo spazio riservato alla presentazione delle Associazioni FIDAS. Sfoglialo o scarica il pdf e buona lettura.

Nel 2017 calati donatori di sangue, mai così pochi in 10 anni

Continua a calare nel 2017 il numero dei donatori di sangue in Italia, dopo aver già toccato il record negativo dal 2009 nell’anno precedente. Lo certificano i dati raccolti dal Centro Nazionale Sangue e presentati, insieme a una campagna di sensibilizzazione realizzata con il CIVIS, il Coordinamento delle Associazioni di volontari del dono del sangue, oggi a Roma nella sede del Senato in previsione del World Blood Donor Day, che l’OMS celebra il 14 giugno.
I numeri
Secondo le cifre presentate i donatori lo scorso anno sono stati poco più di un milione e 680mila, in calo di 8mila unità rispetto al 2016, di cui 304mila nuovi. Il calo continua dal 2012, anno ‘di picco’ con quasi un milio-ne e 740mila donatori registrati. Il 31% è donna, e la fascia di età in cui sono più numerosi è quella 46-55 anni, il 29% del totale, e quelli tra 36 e 45, il 26%. Il 13% ha tra 18 e 25 anni. Nel 2017 sono state effettuate oltre tre milioni di donazioni (3.006.726 per la precisione), trentamila in meno rispetto all’anno precedente. Attraverso le donazioni in aferesi è stato possibile invece raccogliere quasi 830mila chili di plasma, indispensabile per la produzione di una serie di farmaci salvavita, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016. Grazie al sistema san-gue italiano, che si basa totalmente sulla donazione volontaria e non remunerata, sono state effettuate oltre 637mila trasfusioni, per interventi chirurgici o terapie di malattie come la talassemia. Le trasfusioni di globuli rossi sono in leggero calo grazie anche alle tecniche di Patient Blood Management, fortemente supportate dal Ministero della salute, anche con provvedimenti normativi, che permettono di ottimizzare l’utilizzo delle unità di sangue e migliorare i risultati in termini di salute per i cittadini.
Per quanto riguarda il sangue, sottolinea il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, l’Italia è autosufficiente, grazie alla compensazione tra regioni. “Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione e che garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue anche durante i primi mesi dell’anno o quelli estivi e conseguire gli obiettivi di raccolta del pla-sma e del sangue contenuti nel programma nazionale di autosufficienza, che dalle Regioni è stato condiviso. Anche sulla raccolta del plasma, per cui non siamo autosufficienti, occorre uno sforzo organizzativo delle istituzioni regionali per garantire questa risorsa strategica. Lo sforzo organizzativo dovrebbe avere anche il fine di reperire le risorse necessarie ad ampliare gli orari e i giorni di apertura delle strutture trasfusionali, in modo da favorire con la massima flessibilità l’accesso dei donatori di plasma e sangue”.
La campagna
Quest’anno in occasione della giornata il CNS e il CIVIS, il coordinamento delle associazioni e federazioni dei donatori di sangue, che riunisce Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, hanno organizzato una campagna, che ri-prende quella dell’Oms, intitolata quindi ‘Be there for someone else’, diretta in maniera particolare alla sensibilizzazione dei giovani sul tema della donazione. L’iniziativa prevede una pagina web sul sito del Cns che verrà messa on line il 14 giugno che raccoglie video di testimonianza raccolti sia tra i pazienti che tra i donatori, iniziative specifiche e contributi di personaggi famosi del mondo dello spettacolo e dello sport. Il materiale verrà anche rilanciato sui diversi social network. Fa parte della campagna anche una conferenza internazionale sulla donazione di plasma prevista per il 15 giugno in collaborazione con Fiods, la federazione internazionale dei donatori di sangue.
“La donazione di sangue ed emocompononenti è un atto volontario, anonimo e responsabile: per questo in occasione del 14 giugno vogliamo innanzitutto dire grazie al milione e 680mila donatori che tendono il proprio braccio a favore di quanti necessitano di terapie trasfusionali – ricorda Aldo Ozino Caligaris, portavoce pro-tempore del Civis – Al tempo stesso, tuttavia, è necessario continuare nell’attività di sensibilizzazione delle nuove generazioni affinché sperimentino l’importanza di questo gesto etico e solidaristico a favore degli altri e di se stessi in quanto contribuisce a tenere sotto controllo il proprio stato di salute e a perseguire corretti stili di vita”
Lo spot
Su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento informazione e editoria verrà riprogrammato sulle reti RAI lo spot sulla donazione del sangue realizzato dal Dipartimento nel 2015 a firma con-giunta Presidenza del Consiglio e Ministero della Salute.
Due nuovi strumenti contro le carenze
Due iniziative appena introdotte potrebbero aiutare le Regioni a far fronte alle carenze “periodiche” che si verificano nei mesi estivi e in quelli di picco dell’influenza. Il Ministero della Salute ha inserito per la prima volta i donatori di sangue tra le categorie per cui è possibile offrire gratuitamente il vaccino antinfluenzale, e una raccomandazione del Centro Nazionale Sangue dà la possibilità a tutte le Regioni di non sospendere i donatori che provengono da aree dove è presente il virus West Nile ma di fare loro il test per scoprirne l’eventuale presenza.

Altri dati

Dal grafico si vede l’aumento negli anni dei donatori nelle fasce più avanti con l’età, mentre calano quelli giovani

I donatori regione per regione

(fonte Centro Nazionale Sangue)