Plasma da Covid-19 convalescenti: in arrivo i finanziamenti europei

La Commissione Europea ha dato il via libera ad un finanziamento di oltre 7 milioni di euro destinato a supportare i servizi trasfusionali italiani che hanno raccolto, raccolgono o pianificano di raccogliere plasma da pazienti Covid-19 convalescenti. I fondi sono stati ottenuti nell’ambito del programma Esi (Emergency Support Instrument), nato per aiutare gli Stati membri ad affrontare la pandemia. 

In Italia sono 14 le Regioni e provincie autonome che hanno presentatplasmao richiesta dei finanziamenti, l’approvazione dei quali permetterà di accedere al 100% dei fondi richiesti: circa 7.100.000 euro, su 36 milioni di euro messi a disposizione dalla Commissione Europea.  

Vincenzo De Angelis, direttore del Centro Nazionale Sangue, ha commentato così la notizia: “In attesa di evidenze scientifiche certe sull’efficacia del plasma iperimmune contro il Covid-19 è fondamentale continuare nella ricerca su questa terapia. Il rafforzamento della capacità delle strutture trasfusionali sarà in ogni caso utilissimo anche per aumentare in assoluto la raccolta di plasma, che è l’unica fonte di farmaci spesso salvavita, e avvicinarci ulteriormente all’autosufficienza in questo settore”.

Il CIVIS torna a scrivere al Ministro Speranza: sollecitato un incontro urgente

Il CIVIS, Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue costituito da AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES ha rinnovato la richiesta di un incontro urgente con il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

L’invito delle Associazioni e Federazioni del dono è volto al confronto su alcuni importanti e urgenti temi tra i quali: l’accesso alla vaccinazione contro il Covid-19 per i donatori quali categoria prioritaria al fine di evitare il rischio di possibili carenze di sangue ed emocomponenti; la definizione di strategie di contenimento di possibili carenze nella raccolta di immunoglobuline; la pianificazione di una campagna volta alla promozione del dono del plasma.

Giovanni Musso, Coordinatore pro tempore del CIVIS e Presidente Nazionale FIDAS, dichiara: «In questi primi giorni del 2021 le Associazioni e Federazioni del dono intendono chiedere al Governo di ricordarsi il fondamentale ruolo ricoperto dai donatori volto a garantire al Servizio Sanitario Nazionale di poter operare al meglio e al contempo assicurare ai pazienti la tranquillità di poter accedere alle proprie cure. La raccolta di sangue e plasma sono strategici per il Paese, sia per l’uso trasfusionale che per la produzione di medicinali plasmaderivati dai quali dipende lo stato di salute di molti pazienti. Nell’ultimo anno le associazioni del dono hanno fatto l’impossibile per poter fronteggiare l’epidemia senza far venire meno le donazioni necessarie, ora chiediamo al Governo di non dimenticarsi di noi perché, come lo stesso Ministro della Salute aveva indicato un anno fa, “donare il sangue vuol dire prendersi cura e salvare la vita a qualcuno”, un gesto che i donatori, in Italia, compiono in maniera gratuita, volontaria e responsabile. È importante tutelare i donatori per tutelare anche tutti quei pazienti che necessitano di terapie trasfusionali e medicinali plasmaderivati».

La lettera di invito all’incontro, datata 9 gennaio 2021, fa seguito alle due richieste di incontro datate 30 novembre e 22 dicembre, per le quali non è pervenuta alcuna risposta da parte del Ministro.

CNS: linee di indirizzo nazionale per la sicurezza della donazione

Il Centro Nazionale Sangue ha pubblicato alcune indicazioni utili per la sicurezza della donazione, rivolte sia ai donatori di sangue ed emocomponenti che al personale pubblico ed associativo addetto all’attività di raccolta.

Il lavoro è frutto della collaborazione di un gruppo di esperti delle Strutture Regionali di Coordinamento e del Centro Nazionale Sangue e fornisce indicazioni inerenti i percorsi da attuare presso le strutture di riferimento per l’attività di raccolta presenti sul territorio nazionale, a massima garanzia della sicurezza sia dei donatori che del personale che collabora alle attività.

È possibile leggere le indicazioni utili scaricando il documento “Linee di indirizzo nazionali per la sicurezza della donazione, rivolte ai donatori di sangue ed emocomponenti e al personale pubblico ed associativo addetto all’attività di raccolta” e la dedicata infografica “Nuovo Coronavirus – Percorso per la sicurezza della donazione nelle Sedi di Raccolta“.

Il CIVIS scrive al Ministro Speranza: richiesto un incontro su vaccino anti Covid-19 e carenze immunoglobuline

Il CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue, costituito da AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES), ha scritto una lettera all’On. Roberto Speranza, Ministro della Salute, al fine di portare alla sua attenzione diversi punti, tra i quali l’importanza dell’accesso alla vaccinazione contro il Covid-19 dei donatori di sangue, ma anche per valutare utili strategie volte ad evitare possibili carenze di immunoglobuline (IG).

Il CIVIS, che rappresenta oltre 1 milione e 800 mila donatori volontari di sangue, plasma ed emocomponenti, vista la contrazione registrata nella raccolta del plasma e di emocomponenti, avrebbe piacere di incontrare il Ministro al fine di presentare le proprie proposte per superare il momento critico per il sistema trasfusionale.

La lettera, inviata oggi in data 22 dicembre, fa seguito ad una già precedente richiesta del 30 novembre 2020. Le Associazioni e Federazioni del dono confidano in una risposta del Ministro, considerata la gravità della situazione.

Vaccino anti-SARS-CoV-2: eleggibilità al dono dei soggetti vaccinati

In riferimento all’imminente avvio della campagna vaccinale anti-SARS-CoV-2 della popolazione italiana secondo quanto ripotato nel “Piano strategico dell’Italia per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19“, il Centro Nazionale Sangue ravvisa l’opportunità di fornire specifiche raccomandazioni sull’eleggibilità alla donazione di sangue ed emocomponenti dei soggetti con anamnesi positiva per somministrazione di vaccino anti-SARS-CoV-2. Le raccomandazioni, di seguito riportate, tengono in considerazione quanto disposto dalla normativa nazionale ed europea vigente in materia di medicina trasfusionale, dalle raccomandazioni contenute nella “Guide to the preparation, use and quality assurance of blood components” e dalle ultime indicazioni in materia dell’European Centre for Disease Prevention and Control.

Il Centro Nazionale Sangue fornire le seguenti indicazioni:

  • i soggetti vaccinati con virus attenuati (ad es. vaccini che utilizzano la tecnologia del vettore virale o virus vivi attenuati) possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 4 settimane da ciascun episodio vaccinale;
  • i soggetti asintomatici vaccinati con virus inattivati, vaccini che non contengono agenti vivi o vaccini ricombinati (ad es. vaccini a base di mRNA o sub-unità proteiche) possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 48 ore da ciascun episodio vaccinale. Quale misura precauzionale, i soggetti che abbiano sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 7 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi.

Nelle situazioni nelle quali al donatore sia stato somministrato un vaccino anti-SARS-CoV-2 di cui manchino o non si riescano a reperire sufficienti informazioni, i soggetti possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 4 settimane da ciascun episodio vaccinale.

Il CNS ribadisce, inoltre, che i donatori lungamente positivi al test per la ricerca del genoma virale su tampone naso-faringeo, possono essere riammessi alla donazione solo a fronte dell’esito negativo del predetto test; qualora la regioni non abbiano identificato appositi percorsi per garantire la negatività del test in parola, sarà cura del servizio trasfusionale prescriverne l’effettuazione ai fini della riammissione del donatore.

Covid-19, il sistema sangue italiano è attivo per il plasma iperimmune

Il sistema sangue italiano, dalle associazioni dei donatori alle strutture trasfusionali fino al Centro Nazionale sangue, è totalmente impegnato nella raccolta del plasma iperimmune per un possibile utilizzo come terapia contro il Covid-19, in attesa che gli studi clinici in corso diano indicazioni sull’eventuale efficacia. Lo affermano in una nota congiunta il Cns e il Civis, il coordinamento delle associazioni dei donatori.

In Italia sono in corso in questo momento diverse sperimentazioni cliniche con plasma iperimmune per il trattamento del Covid-19, fra cui lo studio ‘Tsunami’ coordinato a livello nazionale. Al momento il Centro Nazionale Sangue, nel suo monitoraggio periodico aggiornato al 19 novembre, ha censito 4.325 sub-unità di plasma iperimmune donato da pazienti guariti dal Covid-19, raccolto da 134 servizi trasfusionali distribuiti su tutto il territorio nazionale. La cifra comprende sia le unità di plasma di cui è stato verificato il ‘titolo’, la quantità cioè di anticorpi neutralizzanti presenti, sia quelle su cui questo tipo di analisi verrà effettuata nel momento dell’utilizzo. 

Nel mondo sono 138 gli studi in corso – ricorda il direttore del Cns Vincenzo De Angelis -, di cui 73 randomizzati, e solo da questi possono venire risposte certe. Ma nel frattempo non siamo inattivi, anzi, ci stiamo comportando come se funzionasse, e i centri trasfusionali si stanno muovendo in tal senso. Mi auguro che qualunque sia l’esito degli studi l’attenzione per il plasma iperimmune contribuisca a far crescere la consapevolezza sull’importanza della donazione di plasma in generale, che è indispensabile a garantire l’apporto di farmaci salvavita per molti pazienti”.

In Italia il plasma iperimmune è raccolto presso i Servizi Trasfusionali distribuiti su tutto il territorio nazionale, di cui secondo l’ultimo aggiornamento dell’Iss sono 80 quelli che aderiscono al protocollo Tsunami. Una persona che vuole donare plasma iperimmune può riferirsi alla Struttura di Coordinamento per le attività trasfusionali della propria Regione per conoscere presso quali Servizi trasfusionali effettuare la donazione. Sul sito del Cns è possibile consultare un elenco indicativo e in continuo aggiornamento delle strutture che effettuano questo tipo di raccolta.

Vogliamo rassicurare chi confida nel dono del plasma iperimmune quale possibile terapia al COVID-19 che le associazioni del dono sono impegnate nel favorire la donazione di plasma da pazienti convalescenti – afferma Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS e coordinatore pro-tempore del CIVIS, il coordinamento nazionale delle associazioni del dono del sangue che riunisce AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES -. Dobbiamo però essere totalmente corretti: non vogliamo illudervi. Purtroppo l’efficacia del plasma iperimmune ancora non è dimostrata, anche per questo è fondamentale non abbassare mai la guardia nei confronti di situazioni di possibile contagio. Tutte noi associazioni del dono promuoviamo il dono del plasma da covid-19 convalescenti, perché intendiamo essere, anche questa volta, come sempre, al fianco della ricerca e dei pazienti che necessitano del nostro supporto. Insieme, però impegniamoci ancor prima a prevenire la diffusione del virus: lo dobbiamo ai tanti operatori sanitari, e non solo, che stanno rischiando la propria salute per poter proteggere quella di tutti noi”.

L’appello al dono di FIDAS sulle pagine del Corriere

Ieri, 26 novembre, Adriana Bazzi, inviata del Corriere della Sera, sulle pagine del quotidiano ha rilanciato l’appello di FIDAS nella promozione del dono del plasma da pazienti covid-19 convalescenti.

Un’occasione di promozione per il servizio svolto dalla Federazione che nelle scorse settimane ha raccolto i contatti utili di tutti i servizi trasfusionali presenti in Italia e coinvolti nella raccolta del cosiddetto “plasma iperimmune”. Gli stessi dati sono stati inseriti in un database consultabile sul nostro sito e rappresenta un’agenda che verrà costantemente aggiornata, utile per chi è stato affetto dal Covid-19 e volesse capire come fare per prenotare la propria donazione.

Il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, intervistato dalla dr.ssa Bazzi, ha dichiarato: «In attesa che gli studi scientifici dimostrino la reale utilità di questa cura, ci siamo messi a disposizione, forti della nostra esperienza. Anche sotto la spinta di persone, guarite da Covid, che volevano donare il plasma. Abbiamo messo a punto un prontuario per fornire tutte le informazioni del caso. Ma soprattutto per ribadire l’importanza della donazione, in ogni caso».

Leggi ora l’intervista completa.

 

FIDAS Verona: oltre mille pandori in regalo ai donatori, un dolce grazie per il Natale 2020

L’idea è partita dalla sezione di Isola Rizza dell’associazione FIDAS Verona

Come ringraziare i donatori di sangue per il loro gesto generoso, in occasione del Natale? In quest’anno segnato dal Covid-19 tutti i tradizionali appuntamenti per lo scambio di auguri sono saltati. Così la sezione di Isola Rizza di FIDAS Verona ha avuto un’idea: regalare ai propri associati un pandoro Melegatti, con una confezione personalizzata con i colori del dono. Un dolce pensiero a cui hanno aderito subito anche le sezioni di Casaleone, Castelletto di Soave, Lavagno, Perzacco, Tregnago, Romagnano, Roverchiara e Velo Veronese – San Mauro di Saline. 

In tutto, saranno 1.343 i pandori distribuiti ai donatori.

«Vogliamo essere presenti nelle case dei nostri donatori per ringraziarli dell’inestimabile gesto che compiono ogni volta che si recano al Centro trasfusionale ed essere al contempo più vicini a loro in questo momento di distanziamento fisico – spiega Mirko Faccioni, presidente della sezione FIDAS Verona di Isola Rizza –. La macchina organizzativa è stata messa in moto da Cinzia Andriani, componente del direttivo della nostra sezione, che da ex dipendente della storica casa dolciaria veronese ha fatto da ponte per l’iniziativa. Abbiamo trovato una concreta collaborazione da parte di Melegatti, che ci ha permesso di ottenere a un prezzo “solidale” i pandori, e in particolare della famiglia Spezzapria, che da sempre riserva un’attenzione particolare alle associazioni che operano nel sociale: la direzione ha appoggiato subito l’iniziativa, grazie anche al suo consolidato legame con il mondo della donazione, dato che ha accolto una sezione aziendale FIDAS in un proprio stabilimento vicentino». Già lo scorso anno, la sezione di Isola Rizza aveva collaborato con l’azienda per la distribuzione di pandorini al centro infanzia “Bonanome”, attività che verrà ripetuta anche quest’anno nel rispetto delle norme anti-Covid.

I pandori per i donatori saranno distribuiti nelle prossime settimane. Il classico involucro blu è stato personalizzato con delle grafiche diverse per ogni sezione di FIDAS Verona, «grazie a un affezionato donatore, Matteo Pizzoli, titolare della Prismagraf di Bovolone, che ci ha aiutato a valorizzare l’iniziativa», aggiunge Faccioni.

Un plauso all’idea arriva pure dalla presidente provinciale di FIDAS Verona, Chiara Donadelli. «Mai come in quest’anno segnato dalla pandemia, il Natale ci ricorda che fare del bene non è una formula trita e ritrita: i gesti concreti di generosità sono alla base del nostro vivere, anche se spesso ce ne dimentichiamo. Per fortuna ce lo ricordano i donatori, con i loro esempi di altruismo portati avanti ogni singolo giorno dell’anno: a loro va il nostro grazie di cuore».