Nuove misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 mediante emocomponenti labili

Con riferimento all’attuale situazione epidemiologica internazionale ed a quella nazionale, caratterizzata da diffusi focolai epidemici di trasmissione locale di infezione da SARS-CoV-2, si riportano, di seguito, le specifiche misure di prevenzione per il Sistema trasfusionale.
Le predette misure tengono in considerazione quanto disposto, a livello nazionale, dal DPCM del 13 ottobre 2020 sulle misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19 e della Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020.

Considerato che:

  • in occasione delle precedenti epidemie da virus respiratori (MERS-CoV e SARS-CoV) non sono state rilevate evidenze scientifiche a dimostrazione della loro trasmissione trasfusionale e che, ad oggi, il rischio di trasmissione trasfusionale di SARS-CoV-2 non è documentato;
  • le succitate misure nazionali già mettono in atto provvedimenti finalizzati all’individuazione dei soggetti a rischio e indicano per i medesimi soggetti le conseguenti misure urgenti di contenimento del contagio, quali la quarantena o l’isolamento fiduciario domiciliare.

Tenuto conto che le attività sanitarie di donazione e raccolta del sangue e degli emocomponenti sono livelli essenziali di assistenza (art.5, legge 219/2005), il Centro Nazionale Sangue raccomanda quanto segue:

  • rafforzare le misure di sorveglianza anamnestica per i donatori di sangue che rientrano in Italia dall’estero;
  • rafforzare le misure di sorveglianza sui donatori con anamnesi positiva per contatto stretto (esposizione ad alto rischio) con soggetti con infezione da SARS-CoV-2 confermata a cui, sono applicate le misure di quarantena disposte dalla Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020;
  • rafforzare le misure di sorveglianza anamnestica del donatore rispetto ad aver ottemperato all’eventuale obbligo della misura di quarantena o isolamento fiduciario domiciliare, ove previsti;
  • accettare alla donazione i donatori, con anamnesi positiva per possibile esposizione al rischio di contagio per contatto stretto con soggetti con infezione confermata da SARS-CoV-2, al termine del periodo di quarantena previsto dalla Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020 (14 giorni dall’ultima esposizione in assenza di esecuzione del test oppure 10 giorni dall’ultima esposizione in caso di esito negativo al test antigenico o molecolare effettuato il decimo giorno);
  • accettare alla donazione i donatori con anamnesi positiva per infezione da SARS-CoV-2 al termine del periodo di isolamento previsto dalla Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020 che prevede:
    • per i Casi positivi asintomatici almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, con esecuzione di test molecolare con esito negativo effettuato il decimo giorno;
    • per i Casi positivi sintomatici almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) con test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi.

Qualora il donatore rientrasse nella categoria di Caso positivo a lungo termine, come previsto dalla Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020, lo stesso può essere accettato alla donazione dopo risoluzione completa dei sintomi ed esito negativo al test molecolare su tampone.

Con riferimento all’ingresso in Italia da Paesi esteri e agli spostamenti sul territorio nazionale da parte di persone fisiche, in accordo alle ultime disposizioni in materia di misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e in ragione di quanto disposto dal DPCM del 13 ottobre 2020, si raccomanda quanto segue:

  1. applicare il criterio di sospensione temporanea di almeno 14 giorni dal rientro in Italia per i soggetti che provengono da Paesi Esteri di cui agli elenchi D, E ed F dell’Allegato 20 del DPCM del 13 ottobre 2020;
  2. rafforzare le misure di sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per rientro in Italia per coloro che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna, e per i quali è previsto “l’obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento” e “in attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento, l’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora”;
  3. ammettere alla donazione esclusivamente i donatori che hanno assolto alle misure di cui al punto 2 e che sono risultati negativi al test per SARS-CoV-2;
  4. in relazione agli spostamenti in ambito nazionale, non si applica alcuna sospensione temporanea fatto salvo che lo spostamento riguardi soggetti per i quali sia prevista l’applicazione del provvedimento di sanità pubblica consistente nell’isolamento fiduciario domiciliare o nella quarantena secondo le indicazioni previste dalla Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020; tali soggetti possono essere ammessi alla donazione dopo la conclusione del predetto periodo di isolamento, in assenza di altre condizioni subentranti che ne possano determinare il prolungamento e la conseguente non idoneità temporanea alla donazione.

La Circolare del Centro Nazionale Sangue annulla e sostituisce le precedenti circolari Prot. CNS n1933 del 22.09.2020 e n 2041 del 09.10.2020.

Il Responsabile delle SRC sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni e Province autonome di rispettiva competenza e le Banche di sangue cordonale, ove presenti.

Il Centro Nazionale Sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’acquisizione di ulteriori informazioni circa l’agente patogeno in questione e all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

 

Plasma da Covid-19 convalescenti: il CNS pubblica i dati aggiornati

Il Centro Nazionale Sangue ha reso noto che nelle banche del sangue dei sistemi regionali italiani sono attualmente disponibili 3.185 subunità di plasma iperimmune donato da pazienti guariti dal Covid-19, raccolto da 113 servizi trasfusionali distribuiti su tutto il territorio nazionale. 

Il CNS ha dichiarato che il sistema trasfusionale italiano, oltre all’impegno nel test clinico nazionale Tsunami, è coinvolto anche in altri due progetti europei sul plasma iperimmune.

  • Support-E: che ha come obiettivo la valutazione, basata su evidenze scientifiche, delle terapie a base di plasma da Convalescente COVID-19 e il raggiungimento di una armonizzazione fra tutti gli Stati Membri sull’utilizzo clinico più appropriato. Il progetto vede la partecipazione di due centri italiani e del Centro Nazionale Sangue.​
  • Esi (Emergency Support Instrument): il progetto prevede la disponibilità di fondi UE per supportare la raccolta di plasma da convalescente Covid-19 da parte di Servizi Trasfusionali e Associazioni di donatori. 

Il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, coglie l’occasione per lanciare un nuovo appello ai cittadini che hanno manifestato i sintomi del Covid-19: «Come era stato già indicato dal documento “Briefing on Covid-19 Convalescent Plasma in the EU” del 28 Agosto 2020, le donazioni di plasma iperimmune possono essere conservate fino a 3 anni. Un tempo lungo, che ci invita a riflettere su quanto sia importante che chi ha contratto il Covid-19 possa mettere a disposizione un po’ del suo tempo per provare a fare la differenza per chi ha già contratto questa patologia o potrebbe contagiarsi in futuro. La donazione di plasma iperimmune è un gesto utile per la nostra comunità: insieme possiamo sconfiggere il Covid-19.»

Misure di prevenzione SARS-CoV-2 – Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Repubblica Ceca

Con riferimento all’ingresso in Italia da Paesi esteri e agli spostamenti sul territorio nazionale da parte di persone fisiche, in accordo alle ultime disposizioni in materia di misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e in ragione di quanto disposto dall’Ordinanza del Ministro della Salute dell’8 ottobre 2020, le misure riportate nella nota Prot. 1933.CNS.2020 del 22/09/2020 devono intendersi estese a Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Repubblica Ceca.

Si raccomanda di:

  • rafforzare le misure di sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per rientro in Italia da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Repubblica Ceca; 
  • ammettere alla donazione esclusivamente i donatori che hanno assolto alle misure previste dalla sopracitata ordinanza e che sono risultati negativi al test per SARS-CoV-2.

Il Centro nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’acquisizione di ulteriori informazioni circa l’agente patogeno in questione e all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

Stagione influenzale 2020-2021: vaccinazioni gratuite per i donatori

Anche quest’anno i donatori di sangue potranno godere di vaccinazioni gratuite contro l’influenza stagionale. Un beneficio fortemente raccomandato per i donatori che grazie alla vaccinazione:

  • tutelano la propria salute (il vaccino riduce la probabilità di contrarre l’infezione e al contempo la gravità della malattia in caso di infezione)
  • tutelano la salute dei propri cari (minore probabilità di contrarre l’influenza è sinonimo di un minor rischio di veicolare il virus influenzale). Questo punto è particolarmente importante se si pensa ai cosiddetti “soggetti a rischio”* per i quali l’influenza stagionale può rappresentare un serio pericolo.
  • tutelano la salute di chi necessita di terapie trasfusionali (più donatori sani è sinonimo di un minor rischio di cali nelle donazioni)

Perché quest’anno è particolarmente importante vaccinarsi?
Quest’anno il vaccino ha un’ulteriore utilità: in vista della co-circolazione di virus influenzali e SARS-CoV-2, e dati i sintomi simili tra i diversi virus, il Vaccinazione antinfluenzale donatori di sanguevaccino antinfluenzale permette la semplificazione della diagnosi e una più facile gestione dei casi sospetti, garantendo un minor accesso al pronto soccorso. In questo senso possiamo dire che, seppur in maniera indiretta, il vaccino antinfluenzale permetterebbe al Sistema Sanitario di gestire i casi Covid positivi con maggior efficacia, riducendo il rischio di contrarre il SARS-CoV-2 proprio grazie ad una più veloce identificazione dei casi sospetti e ad un minor accesso agli ospedali.

*Soggetti a rischio
Anche per i soggetti a rischio la vaccinazione antinfluenzale viene offerta attivamente e gratuitamente. I cosiddetti “soggetti a rischio” sono tutti coloro i quali, per le loro condizioni personali, corrono un maggior rischio di complicanze nel caso contraggano l’influenza. Tra loro troviamo:
– Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza e nel periodo “postpartum”
– Soggetti di età pari o superiore a 65 anni
– Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
– Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
– Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza
– Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato)
– Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori: medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali; forze di polizia; vigili del fuoco
– Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani: allevatori; addetti all’attività di allevamento; addetti al trasporto di animali vivi; macellatori e vaccinatori; veterinari pubblici e libero-professionisti

Misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 mediante emocomponenti labili – Croazia, Grecia, Malta, Spagna e Francia

Con riferimento all’ingresso in Italia da Paesi esteri e agli spostamenti sul territorio nazionale da parte di persone fisiche, in accordo alle ultime disposizioni in materia di misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e in ragione di quanto disposto dalle Ordinanze del Ministro della Salute del 12 agosto 2020 e del 21 settembre 2020 che prevedono, per coloro che intendono fare ingresso nel territorio nazionale e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Croazia, Grecia, Malta, Spagna e Francia (limitatamente alle Regioni Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Ile-de-France, Nuova Aquitania, Occitania e Provenza-Alpi-Costa azzurra), l’ “obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento” e che “in attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora”, si raccomanda di:

  • rafforzare le misure di sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per rientro in Italia da Croazia, Grecia, Malta, Spagna e Francia (limitatamente alle Regioni Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Ile-de-France, Nuova Aquitania, Occitania e Provenza-Alpi-Costa azzurra);
  • ammettere alla donazione esclusivamente i donatori che hanno assolto alle misure previste dalle sopracitate ordinanze e che sono risultati negativi al test per SARS-CoV-2.

Si precisa che le disposizioni contenute nelle note Prot. n. 1447.CNS.2020 del 23 giugno 2020 e n. 1656.CNS.2020 del 27 luglio 2020 rimangono vigenti e immodificate.
La presente annulla e sostituisce la precedente nota Prot. n.1741 CNS 2020 recante “Misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 mediante emocomponenti labili – Croazia, Grecia, Malta e Spagna”.

Il Centro nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’acquisizione di ulteriori informazioni circa l’agente patogeno in questione e all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

Plasma iperimmune: l’UE fa il punto della situazione

Per far chiarezza sull’attuale situazione in merito alla raccolta e alla donazione del plasma iperimmune, la Commissione Europea ha pubblicato il documento “Briefing on Covid-19 Convalescent Plasma in the EU – 28 August 2020”.

L’UE sostiene fortemente la raccolta di donazioni del plasma da pazienti Covid-19 Convalescenti e ne studia le possibilità del suo uso terapeutico, sia per trasfusione diretta sia come materiale di partenza dal quale ottenere medicinali plasmaderivati. L’ipotesi che il plasma iperimmune possa aiutare i pazienti a combattere l’infezione poggia su basi scientifiche e, anche prima della pandemia, vi erano prove della sua efficacia su altre malattie, come la SARS.

Tuttavia, ad oggi l’efficacia dell’utilizzo del Plasma Iperimmune è promettente, ma limitata. Per questo motivo è necessario proseguire nella ricerca per poter raccogliere maggiori dati circa un trattamento ottimale (in merito alle tempistiche, alla frequenza delle trasfusioni, alla selezione delle donazioni, alle analisi cui le stesse vengono sottoposte ecc.).

Per chiarire tutti i possibili dubbi in merito agli studi fino ad ora svolti che prevedono l’utilizzo del Plasma Iperimmune quale possibile terapia per i pazienti affetti da SARS-CoV-2, la Commissione EU ha stilato una serie di “domande frequenti” e relative risposte, che riportiamo di seguito.

 

Come avviene l’autorizzazione dell’utilizzo del Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti nei Paesi dell’Unione Europea?

In linea con la legislazione dell’Unione Europea in tema di sangue, i centri trasfusionali presenti negli Stati Membri vengono ispezionati e autorizzati dalle relative autorità nazionali competenti in materia di sangue ed emocomponenti. In alcuni Stati membri, quest’autorità coincide con l’autorità per i medicinali plasmaderivati.
Gli Stati membri adottano approcci leggermente diversi tra loro nell’autorizzazione dell’utilizzo di nuovi emocomponenti, molti dei quali richiedono studi clinici prima della loro autorizzazione. Molte di queste autorità stanno collaborando per standardizzare e ottimizzare le modalità per l’autorizzazione di nuovi emocomponenti per trasfusioni.

Non esiste in Europa un sistema centralizzato per l’autorizzazione nell’utilizzo degli emocomponenti, e l’Agenzia Europea per i medicinali non dispone di un mandato per questa attività.

 

Come sarà regolamentato l’utilizzo del Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti per la produzione di medicinali plasmaderivati?

Quando gli emocomponenti vengono utilizzati come materiale di partenza per la produzione di un medicinale, la donazione, la raccolta e le analisi eseguite sul sangue sono passaggi regolamentati dalla legislazione interna in tema di sangue. Tutti i passaggi successivi sono invece regolamentati dalla legislazione farmaceutica dell’Unione Europea.

Pertanto, i requisiti per le sperimentazioni cliniche e l’autorizzazione dei medicinali emoderivati, essendo regolamentati come medicinali, sono di competenza dell’Agenzia europea per i medicinali.

 

Attualmente i centri trasfusionali nell’UE raccolgono Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti?

Sì, c’è un alto livello di attività di raccolta in tutta l’UE.
I dati raccolti da 42 centri trasfusionali presenti in 18 paesi sono inseriti in un unico database ospitato dalla Commissione e sviluppato in collaborazione con l’EBA (European Blood Alliance).
Continuano ad arrivare nuove adesioni ed i centri trasfusionali stanno inserendo i dati riguardanti i loro protocolli, ma anche le singole donazioni e trasfusioni. I dati verranno analizzati e pubblicati dall’EBA. La piattaforma, parte della quale è ancora in corso di sviluppo, avrà una dashboard in cui i dati delle attività potranno essere visualizzati da chiunque: organizzazione o singoli cittadini interessati.

 

L’UE promuove la raccolta di Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti?

Sì. La Commissione ritiene che il Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti dovrebbe essere raccolto dai pazienti guariti in tutta l’UE. Il plasma può essere congelato e conservato fino a 3 anni e, poiché i donatori devono soddisfare tutti i normali requisiti di idoneità validi per i donatori di sangue, il plasma raccolto non sarà sprecato ma verrà utilizzato per la trasfusione nei pazienti con Covid-19 o per la produzione di un medicinale a base di plasma iperimmune.
È probabile che il livello di anticorpi nei pazienti guariti diminuirà nel tempo, quindi è molto importante che la raccolta proceda nel modo più rapido ed efficiente possibile. Questo approccio è supportato dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) e dall’OMS.
Per questo motivo lo Strumento di Sostegno alle Emergenze dell’Unione Europea ha stanziato fino a 40 milioni di euro per fornire supporto ai centri trasfusionali pubblici e alle ONG (incluse le associazioni di volontariato, NdT) al fine di aumentare la capacità di raccolta di Plasma da Pazienti Covid-19 Convalescenti. Alla data di scadenza del 27 agosto 2020 sono pervenute 80 domande di sovvenzione da centri trasfusionali nazionali, regionali e locali (operanti in 15 Stati membri dell’UE e dal Regno Unito). Le domande verranno valutate nel mese di settembre e le sovvenzioni sottoscritte nel mese di ottobre.

 

Esiste un approccio standardizzato alla raccolta, allo stoccaggio e alla fornitura del Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti nell’UE?

Sì. Le autorità competenti in materia di sangue presenti negli Stati membri hanno collaborato con l’ECDC e la Commissione Europea per sviluppare linee guida volte a standardizzare la raccolta, le verifiche e l’erogazione del prodotto finale. Questa è la guida pubblicata, che verrà aggiornata secondo le necessità.

 

Sono in corso progetti di ricerca sul Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti nell’UE?

Sì. Sono in corso studi randomizzati controllati in Francia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Italia, Belgio e Spagna; alcuni di questi Paesi hanno più di una sperimentazione in corso. Anche il Regno Unito sta conducendo uno studio clinico randomizzato. Sono inoltre in corso alcuni studi non randomizzati e studi osservazionali.

 

La sicurezza del Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti è accertata?

Alcuni studi condotti su un gran numero di pazienti trasfusi indicano che gli eventi avversi associati all’utilizzo del Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti sono simili al basso livello di eventi segnalati per la trasfusione di plasma in generale. I centri trasfusionali presenti nell’Unione Europea hanno l’obbligo legale di segnalare gli eventi avversi accorsi in tutti i pazienti che ricevono emocomponenti e la Commissione ne pubblica annualmente i dati aggregati.

 

L’efficacia del Plasma di Pazienti Covid-19 Convalescenti è considerata accertata?

No. La Commissione ritiene che sia ancora necessario un lavoro considerevole al fine di stabilire l’efficacia e la selezione e l’uso ottimale del Plasma da Pazienti Covid-19 Convalescenti. Horizon 20:20 ha finanziato un progetto che sarà presto lanciato. Denominato SUPPORT -E, e coordinato dall’ EBA, mirerà a riunire i dati provenienti da molteplici studi clinici svolti in tutta l’UE per ottenere conclusioni più solide. Il progetto studierà anche i metodi ottimali per testare il plasma per qualificarlo in modo più preciso.

 

Alla luce di queste informazioni risulta importante promuovere la donazione del plasma da pazienti Covid-19 convalescenti, al fine di poter avere dati più solidi circa la sua efficacia. 

Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS, dichiara: «Tentare di fermare la diffusione del virus deve essere la nostra prima attenzione per la vita sociale, una premura che non può mai venire meno. Al contempo dobbiamo impegnarci nella ricerca di una possibile cura al fine di supportare coloro i quali dovessero risultare positivi al virus. In questo processo i pazienti guariti dal Covid-19 giocano un ruolo particolarmente importante. Sono loro infatti che permettono alla ricerca di poter procedere, provando a salvare molte vite. Le donazioni di plasma di pazienti Covid-19 convalescenti, come indicato dal documento “Briefing on Covid-19 Convalescent Plasma in the EU – 28 August 2020”, possono essere conservate fino a 3 anni, questo ci permette di dire quanto il ruolo dei donatori sia importante fin da ora anche per coloro che attualmente sono sani ma potrebbero contagiarsi nel futuro. Invito tutti coloro che hanno presentato i sintomi del Covid-19 e sono attualmente guariti (guarigione attestata da due tamponi negativi a distanza di 24 ore) a contattare le loro associazioni di riferimento per poter ricevere maggiori informazioni circa la donazione di plasma iperimmune. Donare sangue e plasma è un dovere civico di tutti noi, un gesto concreto di solidarietà. La donazione da parte di pazienti Covid-19 convalescenti è un gesto concreto di supporto alla comunità, un gesto che può dimostrare quanto nonostante la distanza fisica, la solidarietà possa avvicinare tutti noi!»

Misure di prevenzione SARS-CoV-2 – Croazia, Grecia, Malta e Spagna

Con riferimento all’ingresso in Italia da Paesi esteri e agli spostamenti sul territorio nazionale da parte di persone fisiche, in accordo alle ultime disposizioni in materia di misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e in ragione di quanto disposto dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 12 agosto 2020 che prevede, per coloro che intendono fare ingresso nel territorio nazionale e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Croazia, Grecia, Malta o Spagna, l’ obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento e che “in attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora”, si raccomanda di:

  • rafforzare le misure di sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per rientro in Italia da Croazia, Grecia, Malta o Spagna;
  • ammettere alla donazione esclusivamente i donatori che hanno assolto alle misure previste dalla sopracitata ordinanza e che sono risultati negativi al test per SARS-CoV-2.

Si precisa che le disposizioni contenute nelle note Prot. n. 1447.CNS.2020 del 23 giugno 2020 e n. 1656.CNS.2020 del 27 luglio 2020 rimangono vigenti e immodificate.

Il Centro Nazionale Sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’acquisizione di ulteriori informazioni circa l’agente patogeno in questione e all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

Forum Terzo Settore: il ricordo di Aldo Ozino Caligaris e il benvenuto a tre nuovi soci

Si è svolta on line, il 23 giugno, l’assemblea straordinaria e ordinaria dei soci del Forum Nazionale Terzo Settore.

In apertura la portavoce Claudia Fiaschi ha voluto ricordare i tanti, tra volontari e operatori del terzo settore, che hanno perso la vita in questi mesi a causa del Covid-19 nel nostro Paese.
È stata anche l’occasione per commemorare Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS e storico amico del Forum.

Claudia Fiaschi nella sua relazione si è soffermata sulle enormi sfide affrontate dal Terzo settore nell’emergenza e sul futuro, sul ruolo determinante che avrà il terzo settore.

Al suo intervento, è seguito quello della Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, la quale ha dichiarato: “Continuiamo a lavorare per assicurare al Terzo Settore un ruolo centrale nel piano di rilancio del nostro Paese”.

Il Ministro, nel suo intervento, ha ricordato le misure per gli enti del Terzo Settore fortemente volute e promosse dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: “Dal Decreto Cura Italia all’estensione dell’accesso alla cassa integrazione in deroga, dalla sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, solo per citarne alcune”.

A seguire l’intervento del DG del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese, Alessandro Lombardi.

Durante l’assemblea è stato approvato l’ingresso di tre nuovi soci all’interno del Forum Terzo Settore: