L’importanza di donare plasma: XVII Giornata Mondiale dell’Emofilia

Il 15 aprile 2021 si celebra la XVII Giornata Mondiale dell’Emofilia. Si stima che in Europa siano oltre 32.000 le persone emofiliche. Gli ultimi dati diffusi dal Registro Nazionale Delle Coagulopatie Congenite dell’ISS nel 2017 indicano la presenza, in Italia, di 10.627 pazienti con malattie emorragiche congenite, dei quali 4.179 affetti da emofilia A e 898 da emofilia B.

L’emofilia.
L’emofilia è una malattia genetica rara dal punto di vista epidemiologico, ha infatti un’incidenza inferiore a 5 su 10.000 ed è dovuta ad un deficit delle proteine coinvolte nel processo della coagulazione. Questo comporta che i pazienti affetti da emofilia vanno incontro a numerose emorragie causate da traumi, ferite e operazioni chirurgiche ma anche emorragie spontanee. Non solo: in un individuo sano la fuoriuscita di sangue si arresta rapidamente, mentre per chi è colpito da emofilia il processo è più complesso. Nonostante ciò l’aspettativa di vita di una persona affetta da emofilia è pari all’aspettativa di vita del resto della popolazione.

Le terapie.
Sono molteplici le ricerche attualmente in corso al fine di trovare una terapia risolutiva per questa patologia. I pazienti ad oggi beneficiano di una terapia sostitutiva che comporta la somministrazione di derivati plasmatici o proteine ricombinanti (fattore VIII nell’emofilia A, fattore IX nella B), utili a tenere sotto controllo la malattia.
Le terapie devono essere personalizzate per i diversi pazienti e in ogni caso l’assistenza deve accompagnare le persone in tutto l’arco della loro vita: è una patologia cronica dal punto di vista del modello assistenziale.

La FIDAS vicina ai pazienti emofilici.
Nell’ultimo anno tutti noi abbiamo ascoltato e letto frequentemente, sui media, circa l’importanza della donazione del plasma. Un emocomponente il cui ruolo nel combattere la pandemia è stato indagato e continua ad essere elemento di studio.  – afferma Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS – Ma se da un lato abbiamo ancora alcune incertezze riguardanti il ruolo che riveste il plasma nel combattere il COVID-19, abbiamo invece la totale e assoluta certezza che per molti pazienti affetti da diverse patologie, la Giovanni Musso - Presidente Nazionale FIDASdonazione di plasma è imprescindibile per poter effettuare le proprie cure. È il caso dei pazienti emofilici, diverse migliaia solo in Italia, per i quali la nostra donazione di plasma è sinonimo di vita. L’Italia ancora non ha raggiunto l’autosufficienza nazionale per la produzione di medicinali plasmaderivati e al 30% dipende ancora dall’estero, specie dagli USA, dove però il COVID ha fatto registrare un grande calo nella raccolta del plasma. Per questo oggi più che mai abbiamo bisogno di incrementare le donazioni di plasma e di accrescere il numero dei donatori di questo importante emocomponente. Per celebrare questa giornata io stesso mi sono recato oggi presso il Servizio Trasfusionale per poter effettuare la mia donazione di plasma e invito tutti quanti a fare altrettanto: prenotare la propria donazione di plasma perché oggi c’è bisogno di noi!”.

Giornata Mondiale del Malato: l’importanza del dono per le terapie trasfusionali

terapie trasfusionaliSi celebra oggi, 11 febbraio 2021, la 29^ Giornata Mondiale del Malato, la prima dall’inizio della pandemia.

Una giornata particolare alla quale anche FIDAS si unisce con un invito al dono.

«In occasione della Giornata mondiale del malato – afferma Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS – vogliamo ricordare quanti necessitano di terapie trasfusionali. Un gesto volontario, anonimo e gratuito, come la donazione di sangue o singoli emocomponenti, può contribuire ad alleviare le sofferenze e a salvare vite».

Centro Nazionale Sangue: nel 2020 calo della raccolta sangue

raccolta sangue

Negli scorsi giorni avevamo annunciato come il 2020 si fosse chiuso con il segno negativo per la raccolta del plasma, un dato che allontana l’Italia dall’obiettivo dell’autosufficienza nazionale nella raccolta di questo fondamentale emocomponente. In queste ore il Centro Nazionale Sangue ha annunciato che anche la raccolta del sangue intero ha registrato forti cali rispetto al 2019.

Diminuita del 5% la raccolta di globuli rossi, un calo di circa 139mila unità imputabile alle difficoltà dovute all’epidemia di Covid-19. La diminuzione della raccolta, secondo il CNS, sarebbe stata in parte compensata da una riduzione dei consumi grazie all’applicazione delle tecniche di “patient blood management” da parte degli ospedali, che hanno anche visto una riduzione dell’attività non legata al virus a causa della pandemia.

Il calo ha riguardato tutte le regioni e Province Autonome, senza eccezioni. La stessa flessione si continua a registrare, fa sapere il CNS, anche nel mese di gennaio 2021.

Il direttore del Centro Nazionale Sangue, Vincenzo De Angelis, ha dichiarato: «È importante sottolineare che grazie allo sforzo di tutti gli attori, dal Cns alle associazioni, si è riusciti a garantire una donazione in sicurezza anche nei periodi peggiori della pandemia, l’invito è quindi di contattare il centro o l’associazione più vicina per programmare una donazione».

Il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, dichiara: «Nel 2020 FIDAS ha dimostrato la propria responsabilità nel supportare il sistema trasfusionale italiano, impegnandosi in maniera attiva ed immediata anche di fronte a delle sfide nuove ed importanti. Davanti alla pandemia ci siamo immediatamente attivati per ideare nuove modalità di promozione del dono e riorganizzare le modalità di chiamata dei donatori. L’impegno però deve essere anche consapevole, donando ed invitando a donare quel che serve, quando serve. Per questo motivo dopo una prima emergenza sangue, legata alla prima fase epidemiologica, abbiamo registrato tantissime disponibilità al dono, frutto della generosità dei tanti che non sono rimasti indifferenti agli appelli al dono. Una generosità tale che in molti casi è stato necessario rinviare le donazioni».

Misure di prevenzione SARS-CoV-2 – Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Repubblica Ceca

Con riferimento all’ingresso in Italia da Paesi esteri e agli spostamenti sul territorio nazionale da parte di persone fisiche, in accordo alle ultime disposizioni in materia di misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e in ragione di quanto disposto dall’Ordinanza del Ministro della Salute dell’8 ottobre 2020, le misure riportate nella nota Prot. 1933.CNS.2020 del 22/09/2020 devono intendersi estese a Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Repubblica Ceca.

Si raccomanda di:

  • rafforzare le misure di sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per rientro in Italia da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Repubblica Ceca; 
  • ammettere alla donazione esclusivamente i donatori che hanno assolto alle misure previste dalla sopracitata ordinanza e che sono risultati negativi al test per SARS-CoV-2.

Il Centro nazionale sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’acquisizione di ulteriori informazioni circa l’agente patogeno in questione e all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

FIDAS e Ambasciata Filippina in Italia: insieme salviamo vite

Il dono del sangue è un gesto di solidarietà tanto importante da varcare i confini nazionali e unire persone di diversa provenienza in un unico obiettivo. Così è stato anche il 3 maggio, quando l’associazione “La rete di tutti“, federata FIDAS operante nella Regione Lazio, ha organizzato una raccolta di sangue, alla quale ha preso parte anche Domingo P. Nolasco, Ambasciatore dei Filippini in Italia.

La giornata è stata organizzata in collaborazione con iPARAMEDICI, un’organizzazione fondata da Dindo Malanyaon e composta principalmente da cittadini filippini a Roma. L’organizzazione è incentrata sulla protezione civile, la salute e la sicurezza e collabora con La Rete di tutti OdV da quasi nove anni. Nel tempo circa 200-300 dei suoi membri hanno partecipato alle iniziative di donazione di sangue.

In una sola giornata sono state raccolte circa 30 donazioni, a conferma che la collaborazione può creare ponti capaci di salvare molte vite.

L’Ambasciatore Domingo P. Nolasco, con Dindo Malanyaon e il Presidente de La Rete di Tutti, Felice Di Iorio. (Foto PE di Roma)

“La donazione di sangue è un enorme sforzo per aiutare nell’emergenza COVID-19. Dall’inizio dell’epidemia, le autorità sanitarie italiane hanno richiesto il contributo dei donatori poiché le banche del sangue hanno registrato un calo nei rifornimenti di sangue”, ha dichiarato il Presidente Felice Di Iorio de “La Rete di tutti”.

La notizia è stata pubblicata anche sul sito internet del Ministero degli Esteri della Repubblica delle Filippine e su alcune testate giornalistiche locali, tra le quali Phil Star Global.