Covid-19 e Post Donation Information: le indicazioni del CNS

donazione plasma iperimmuneIn relazione all’evoluzione dello scenario epidemiologico dell’epidemia da virus SARS-CoV-2, alla diffusione e circolazione delle varianti del SARS-CoV-2 e le loro caratteristiche epidemiologiche e cliniche, nonché alle nuove disposizioni di sanità pubblica, tenuto conto che:

  • sia per l’attuale epidemia di SARS-CoV-2 sia per le precedenti epidemie da virus respiratori, appartenenti alla medesima famiglia (MERS-CoV-2 e SARS-CoV), non vi sono evidenze scientifiche di trasmissione trasfusionale e che, ad oggi, il rischio correlato non è documentato;
  • il donatore che ha donato è stato sottoposto a valutazione anamnestica in corso di pre-triage (telefonico), di triage alla presentazione e successivamente è risultato idoneo dopo selezione anamnestica e clinica; lo stesso quindi era in buona salute e negativo per tutti i fattori di rischio COVID-19, che, ove presenti, avrebbero imposto il differimento della donazione e la messa in atto delle misure di isolamento domiciliare fiduciario del soggetto stesso;
  • i Servizi trasfusionali devono raccogliere le PDI rese dai donatori che hanno donato presso la struttura pubblica e quelle eventualmente comunicate dai donatori al personale delle sedi di raccolta associative che hanno raccolto l’unità di sangue/emocomponente;

in caso di informazioni cliniche/anamnestiche correlate all’infezione da SARS-CoV-2, rese dal donatore entro 7 giorni successivi alla donazione, il Centro Nazionale Sangue raccomanda di attuare le azioni di seguito riportate:

  1. Donatore che comunica positività per infezione da SARS-CoV-2 (tampone positivo):
    • per le unità di plasma cedute all’Azienda di frazionamento non è necessario effettuare il look-back; comunicare la PDI se richiesta dall’Azienda nell’ambito degli accordi stipulati;
    • nessuna azione è richiesta rispetto agli emocomponenti prodotti.
  2. Donatore che comunica insorgenza improvvisa di almeno uno dei sintomi compatibili con l’infezione da SARS-CoV-2 (febbre, tosse o difficoltà respiratoria):
    • invitare il donatore, se non l’avesse già fatto, a seguire i canali sanitari previsti dai disposti normativi vigenti e a tenere informato il Servizio trasfusionale circa i relativi esiti;
    • per le unità di plasma cedute all’Azienda di frazionamento non è necessario effettuare il look-back; comunicare la PDI se richiesta dall’Azienda nell’ambito degli accordi stipulati;
    • nessuna azione è richiesta rispetto agli emocomponenti prodotti.
  3. Donatore asintomatico che riferisce un contatto stretto, nei due giorni precedenti la donazione, con soggetto cui solo successivamente è stata posta diagnosi d’infezione da SARS-CoV-2 (tampone positivo):
    • invitare il donatore, se non l’avesse già fatto, a seguire i canali sanitari previsti dai disposti normativi vigenti e a tenere informato il Servizio trasfusionale circa i relativi esiti;
    • nessuna azione è richiesta rispetto agli emocomponenti prodotti.

In ragione della consolidata assenza di evidenze scientifiche di trasmissione trasfusionale del SARS-CoV-2, il Centro Nazionale Sangue ribadisce che per tutte le sovramenzionate fattispecie (punti 1, 2 e 3) non è necessario intraprendere alcuna azione nei confronti delle unità di emocomponenti prodotti.

Il Centro Nazionale Sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’acquisizione di ulteriori informazioni circa l’agente patogeno in questione e all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.