I 40 anni del Ssn e le associazioni del dono: gratuità valore assoluto, ma servono sempre risorse

La Sala del refettorio della Camera dei deputati ospiterà domani il convegno ‘I 40 anni della legge sul Ssn e il ruolo delle associazioni del dono’, organizzato dalle principali associazioni del volontariato del sangue e del dono (AIDO, ADMO, ADISCO e ADOCES e AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES).

Sono inoltre previsti interventi e saluti di onorevoli e senatori, tra cui l’on. Elena Lucchini, l’on. Giusy Versace e l’on. Marialucia Lorefice (presidente XII commissione Camera), rappresentanti del del Ministero della salute e del Ministero dell’Istruzione, del Centro Nazionale Sangue, del Centro Nazionale Trapianti e del Forum Terzo Settore.

“La legge sul Servizio sanitario nazionale –ricorda il coordinatore pro tempore di CIVIS, Gianpietro Briola – ha permesso in 40 anni all’Italia di costruire uno dei migliori sistemi sanitari del mondo, che garantisce ad ogni persona il diritto alla salute, come testimoniato da molte ricerche internazionali. Questo risultato è stato ed è ancora possibile grazie al volontariato e –nello specifico del sistema trasfusionale – alle associazioni di volontari donatori di sangue, che rappresentano anche un unicum a livello mondiale”.

Solo lo scorso anno, 4.300.000 donatori di sangue, organi, midollo, cordone ombelicale e cellule staminali emopoietiche hanno permesso a centinaia di migliaia di pazienti e ammalati dei nostri ospedali di ricevere indispensabili terapie salvavita.

E’ a loro che è dedicato un video che sarà presentato in anteprima presso la Sala del refettorio e che raccoglie le immagini più significative delle 8 associazioni.

“Il sistema trasfusionale – prosegue il Coordinatore CIVIS – si basa sul volontariato anonimo, gratuito e solidale e rientra tra i livelli essenziali d’assistenza (Lea). Affinché questi livelli siano sempre garantiti e la legge 833/78 possa avere un futuro, occorre che il sistema trasfusionale continui a disporre delle risorse necessarie, sia in termini di personale medico-sanitario sia per un’adeguata promozione della donazione di sangue e plasma tra la popolazione, e in particolare tra giovani. Allo stesso modo, anche la rete di solidarietà delle associazioni del dono di cellule, tessuti e organi richiede il necessario sostegno per assicurare la cura dei pazienti e la diffusione di un’adeguata consapevolezza partecipativa nella popolazione del Paese”.

Nel corso dell’incontro sarà anche sottoscritto un protocollo d’intesa tra le 8 associazioni, della durata di 5 anni, con gli obiettivi principali di:

1) sostenere i rapporti con le Istituzioni e con gli Organismi tecnici di riferimento,

2) incrementare l’educazione dei giovani alla solidarietà e alla donazione, con particolare riferimento alla donazione del sangue, degli emocomponenti, degli organi e dei tessuti, del midollo, di cellule staminali ed emopoietiche e del sangue cordonale;

3) avviare politiche coordinate sulle problematiche formative dei giovani rivolte all’acquisizione di corretti stili comportamentali e relazionali in materia di solidarietà, integrati in processi di promozione della salute e dello stare bene;

L’appuntamento di Montecitorio servirà anche per anticipare il protocollo d’intesa che a breve le Associazioni di volontariato del sangue e del dono sigleranno con il Ministero dell’Istruzione (Miur).

La stessa legge 833/78 prevede che l’educazione alla salute parta già dalle scuole e in questa direzione si stanno muovendo da anni anche le associazioni di volontariato, che avranno così una cornice di rapporti istituzionali ancora più delineati per rendere più proficua l’azione di promozione ed educazione alla solidarietà verso le giovani generazioni.

Meeting FIDAS Sicilia. Appuntamento a Milazzo il 7 e 8 ottobre

MeetingFIDASSicilia2017Si svolgerà sabato 7 e domenica 8 ottobre a Milazzo, presso l’Hotel Milazzo, Via Acque Viola n. 78, il secondo meeting regionale della FIDAS Sicilia.

In programma gli interventi dei responsabili associativi e dei rappresentanti istituzionali e del Sistema sangue regionali.

L’incontro prenderà il via alle 15.30 di sabato 7 con i saluti del Sindaco di Milazzo avv. Giovanni Formica e con la presentazione dei  lavori da parte di Salvatore Caruso, Presidente FIDAS Sicilia. Sarà poi la volta del dottor Giovanni Garozzo, Direttore del Servizio Trasfusionale di Ragusa che approfondirà i rapporti tra i Servizi Trasfusionali e le Associazioni, mentre il dottor Attilio Mele, Direttore del Centro Regionale Sangue, farà il punto sul sistema Regionale Sangue in merito all’accreditamento e al recepimento dell’Accordo Stato-Regioni. Poi spazio alle realtà associative con gli interventi del Vice Presidente FIDAS Pierfrancesco Cogliandro, del Presidente AVIS Sicilia e Coordinatore Civis Sicilia Salvatore Mandarà e del Presidente Fratres Sicilia Nino Pane.

Domenica 8 ottobre a partire dalle 9,30 il confronto tra i partecipanti sarà sugli aspetti gestionali delle associazioni (Riforma terzo settore, gestione collaboratori, voucher, privacy e consegna referti) e sul ruolo dei giovani all’interno delle associazioni.

Sisma Ischia: nessuna emergenza sangue. Solidarietà del Sistema trasfusionale alle popolazioni colpite

Grande solidarietà da parte del Centro Nazionale Sangue e delle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue italiani AVIS, CROCE ROSSA, FIDAS, FRATRES agli abitanti dell’isola di Ischia per il terremoto che si è verificato ieri. Il Centro Nazionale Sangue è in contatto costante con le strutture regionali dei territori colpiti ed al momento non esiste alcuna emergenza di sangue. Un anno fa, in occasione del terremoto di Amatrice, di cui tra poco ricorre il primo anniversario, c’è stata una vera e propria gara di solidarietà anche nelle donazioni di sangue e sono state raccolte in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria oltre 10600 unità, il triplo della norma.

ll sisma di Amatrice e il disastro ferroviario di Andria nell’estate del 2016 sono stati i primi due eventi in cui è stato applicato il ‘Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi-emergenze’ approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 7 luglio 2016, che prevede tra le altre cose l’accantonamento di scorte di sangue da usare solo in caso di disastri. Il terremoto che ha distrutto Amatrice ha avuto 388 feriti, con un aumento minimo della richiesta di trasfusioni. Un afflusso notevole generato soprattutto da alcuni appelli a donare a livello locale subito rimbalzati sui media. “La risposta data dai cittadini che hanno affrontato file anche di ore per poter donare è stata straordinaria – ricorda il direttore del CNS Giancarlo Maria Liumbruno -. Non necessariamente questi eventi implicano una emergenza sangue proprio perché la Rete Trasfusionale nazionale funziona coordinandosi e compensandosi tra Regioni proprio grazie alle sinergie organizzative tra istituzioni, professionisti e donatori di sangue”

Tutto il sistema nazionale è impegnato per garantire l’autosufficienza nazionale anche in situazioni potenzialmente critiche, ricorda il CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue), un obiettivo che richiede una donazione programmata, periodica e associata. “Le situazioni di maxi-emergenza hanno dimostrato come i cittadini sappiano rispondere consapevolmente e responsabilmente agli appelli. Tuttavia è importante che i cittadini comprendano che la vera sfida del sistema è assicurare quotidianamente e in ogni periodo dell’anno le disponibilità di sangue ed emocomponenti che garantiscono gli oltre ottomila eventi trasfusionali ogni giorno effettuati nel Paese”.

(fonte: Centro Nazionale Sangue)

Il Sistema sangue italiano tiene, ma calano i donatori

Il sistema sangue italiano ‘tiene’, ma inizia a dare qualche segnale di logoramento, a partire da un calo dei donatori fisiologico per l’invecchiamento della popolazione ma che richiede un rilancio delle donazioni soprattutto fra i giovani. Il dato è stato presentato durante la Consultazione plenaria del Sistema sangue, che ha riunito a Roma rappresentanti delle associazioni di volontariato e delle istituzioni.

Secondo i numeri elaborati dal Centro Nazionale Sangue nel 2016 sono stati registrati circa un milione e 688mila donatori, una cifra in calo di 40mila unità rispetto all’anno precedente e che è anche la più bassa dal 2011. Anche le donazioni di plasma, necessarie anche per la produzione di farmaci utilizzati per molte terapie salvavita, sono in calo di circa il 5%, anche se la quantità inviata alle industrie di lavorazione nel 2016 è maggiore perché è aumentato il volume raccolto per ogni singola donazione. A fronte del calo dalla parte della donazione si registra invece un aumento del numero di pazienti trasfusi, circa 660mila nel 2016 (+3,7%), anche se la quantità di sangue trasfuso è in leggero calo per l’adozione delle tecniche di “Patient Blood Management”, che permettono un risparmio della risorsa. A garantire l’autosufficienza nazionale, sottolinea il Direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, è soprattutto il meccanismo di compensazione che prevede che Regioni che raccolgono più sangue del fabbisogno lo cedano a chi è in crisi. A contribuire maggiormente sono state nel 2016 Piemonte (32%), Veneto (16%), Friuli-Venezia Giulia (13%), Lombardia (12%), Provincia autonoma (PA) di Trento (8%), Emilia-Romagna (4%), Campania, Valle d’Aosta e PA di Bolzano (circa 2% ognuna).

“Il sistema è sostanzialmente in equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere alla compensazione – sottolinea Liumbruno -. La Sardegna ad esempio ha un’ottima raccolta, ma non è autosufficiente perché ha molti pazienti talassemici, che necessitano di molto sangue per le terapie. Proprio in questi ultimi giorni la Regione sta registrando delle carenze importanti che rischiano di fare ritardare le terapie trasfusionali programmate destinate ai numerosi pazienti sardi affetti da talassemia, ed è necessario che le altre mantengano gli impegni. Per questo è importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta, anche aumentando la ricettività dei servizi trasfusionali”.

Anche il volontariato si è mobilitato per ‘ringiovanire’ i donatori con una serie di iniziative volte al coinvolgimento delle nuove generazioni. Il prossimo 14 giugno ad esempio, in occasione della Giornata Mondiale del donatore di sangue proclamata dall’Oms, le principali associazioni con il Ministro della Salute hanno programmato un convegno con rappresentanti del ministero dell’Istruzione e del Coni per portare avanti la collaborazione con il mondo della scuola e dello sport.

“Le Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue hanno il compito di coinvolgere i cittadini su un tema che interessa tutta la collettività – dichiara il C.I.V.I.S. (Coordinamento interassociativo volontariato italiano sangue) -. È indispensabile continuare l’attività di informazione e sensibilizzazione sulla donazione di sangue ed emocomponenti, in modo da favorire una sempre più ampia partecipazione”.

(fonte Istituto Superiore Sanità)

Il sistema sangue italiano a confronto con il Ministro Lorenzin

Questa mattina i rappresentanti del Sistema sangue nazionale hanno incontrato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Erano presenti il direttore del Centro nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, il presidente nazionale AVIS e portavoce protempore CIVIS Vincenzo Saturni, il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris e il presidente nazionale Fratres Sergio Ballestracci.
IncontroLorenzin2Nel corso dell’incontro il Ministro ha rinnovato l’impegno per una collaborazione sempre più stretta sui temi strategici per il sistema sangue: l’autosufficienza, il coinvolgimento dei giovani cittadini, il sostegno alle associazioni di donatori e la riorganizzazione della rete trasfusionale nazionale. Il Ministro ed i Presidenti delle associazioni dei donatori hanno inoltre concordato sull’importanza di mantenere la Croce Rossa Italiana all’interno del sistema trasfusionale nazionale.

 

Sangue e plasma sicuro: lettera aperta dei donatori alla Ministra Lorenzin

“In questi giorni si è molto parlato di trasfusioni e di farmaci plasmaderivati. Giova forse ripetere che la sentenza di risarcimento rispetto a chi aveva contratto infezioni tramite trasfusioni si riferisce a episodi di oltre 20 anni fa. Siamo lieti che questa vicenda sia giunta a conclusione e altrettanto lieti che il quadro oggi sia radicalmente diverso. E questo non dipende dalla fortuna, ma dall’impegno di tutti gli attori del sistema trasfusionale, anche dei volontari che noi rappresentiamo.

Siamo, inoltre, certi che la Ministra Lorenzin non volesse offendere nessuno nella sua lettera in occasione della XIII giornata dell’emofilia, né tantomeno il milione e 700 mila donatori di sangue del nostro Paese che compiono un importante gesto di solidarietà e di impegno civile.

Peraltro proprio il ministero della Sanità ha lanciato il pittogramma per il plasma, quell’etichetta che ha la finalità di sostenere i valori su cui si fondano il Sistema trasfusionale italiano e la cultura del dono. Il pittogramma, che per esempio è già operativo in Regione Toscana, si trova su tutti i plasmaderivati lavorati a partire dal plasma di donatori volontari, non remunerati e consapevoli. Sono loro, infatti, la prima garanzia di qualità e sicurezza del sistema.

Sicurezza e qualità, dunque: non è un caso, infatti, se da oltre 10 anni non si verificano nel nostro paese trasmissioni di malattie tramite trasfusioni di sangue.

Siamo sempre consapevoli che il fine ultimo della nostra azione come volontari e donatori di sangue sia il malato. Chiediamo pertanto un incontro urgente alla signora Ministro per poterle rappresentare in modo puntuale il nostro ruolo in un Sistema Trasfusionale, come quello italiano che rappresenta un‘eccellenza.”

Aldo Ozino Caligaris
Presidente Nazionale FIDAS

Vincenzo Saturni,
Presidente AVIS Nazionale

Sergio Ballestracci
Presidente Nazionale FRATRES