Settimana Europea della Mobilità attiva: l’importanza dei sani stili di vita

In occasione della Settimana Europea della Mobilità attiva (16-22 settembre), l’Istituto Superiore della Sanità ha pubblicato i dati relativi al periodo 2016-2019. Dati che ci permettono di capire quanto questa pratica sia adottata nel nostro Paese, ed individuare eventuali fasce demografiche che necessitano di ulteriori incentivi nella promozione di stili di vita più attivi.

Innanzitutto un chiarimento: per mobilità attiva si intende l’uso della bicicletta o la scelta di andare a piedi per recarsi a lavoro o a scuola o per i propri spostamenti abituali, in alternativa all’uso di veicoli a motore. Come dichiarato dall’Istituto Superiore di Sanità, all’interno del Report “Passi”, pubblicato per l’occasione, «Oltre che vantaggiosa per l’ambiente, la mobilità attiva offre la possibilità di raggiungere i livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e avere benefici sulla salute».

L’OMS e i dati sulla mobilità attiva
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di praticare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa o combinazioni equivalenti delle due modalità (con sessioni non inferiori ai 10 minuti continuativi).

settimana europea della mobilità attivaConfrontando questa raccomandazione con i dati rilevati dall’Istituto Superiore di Sanità, possiamo notare come solo il 21% degli intervistati risulta fisicamente attivo con la pratica della mobilità attiva; il 22% risulta parzialmente attivo per mobilità attiva praticata perché si sposta a piedi o in bicicletta ma lo fa per meno di 150 minuti a settimana; il restante 56% della popolazione si sposta con veicoli a motore (privati o pubblici) senza o con trascurabili tragitti a piedi o in bicicletta.

Chi pratica la mobilità attiva lo fa utilizzando la bicicletta (11%) e/o spostandosi a piedi (41%) abitualmente. Lo fanno in media per 4-5 giorni a settimana, chi usa la bicicletta totalizza mediamente 144 minuti settimanali, chi va a piedi 181 minuti.

A praticare la mobilità attiva raggiungendo i livelli di attività fisica raccomandati dall’Oms sono principalmente i giovani (18-24enni), le donne, le persone socialmente più avvantaggiate, per istruzione o disponibilità economiche e gli stranieri.

In Piemonte, Provincia autonoma di Trento e Provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna e Sardegna, i cittadini si distinguono positivamente per aver adottato una mobilità attiva. Lazio, Veneto, Campania e Valle d’Aosta sono nella media nazionale, mentre le restanti Regioni hanno valori peggiori della media nazionale.

«In qualità di volontari che promuovono il dono del sangue e degli emocomponenti vogliamo esser vigili nel promuovere stili di vita sani. – dichiara Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS – Dei sani stili di vita permettono infatti di preservare lo stato di salute della persona che li pratica. Svolgere 150 minuti di attività fisica a settimana, come consiglia l’OMS, è un ottimo modo per prendersi cura della propria salute. Patologie cardiovascolari, diabete, obesità, possono essere prevenute attraverso l’attività fisica e un buon piano alimentare. Proviamo a ripensare i nostri stili di vita per poter preferire spostamenti a piedi o in bicicletta, ne gioverà la nostra salute».

Giovani FIDAS Promotori di salute contro il Cancro

I Giovani FIDAS, nell’ottica di poter ampliare il bacino di potenziali donatori, si fanno portavoce di un progetto denominato “Giovani FIDAS Promotori di Salute“. Riuscire a promuovere stili di vita sani e corretti e poter al contempo informare la popolazione riguardo fattori di rischio sono due fondamentali elementi di prevenzione oltre che indispensabili elementi per garantire l’idoneità alla donazione di sangue ed emocomponenti. “Evitando il diffondersi di malattie non solo migliorerà la salute della popolazione ma farà aumentare il numero di soggetti idonei a prestare questo servizio garantendo in futuro un bacino sempre maggiore di donatori di sangue.” afferma Elia Carlos Vazquez, Coordinatore Nazionale Giovani. 

Domani, 4 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, si svolgerà il secondo appuntamento di questo importante progetto che ha già visto coinvolti i giovani volontari a dicembre, per la Giornata Mondiale contro l’AIDS.

I dati.
Mediamente, ogni giorno oltre 485 persone muoiono in Italia a causa di un tumore. Secondo i dati pubblicati nella terza edizione del “Cancer Atlas”, frutto della collaborazione tra la American Cancer Society (ACS), l’Unione internazionale per il controllo del cancro (UICC) e l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), nel 2018, nel mondo, sono stati diagnosticati oltre 18 milioni di casi di tumore, una cifra destinata ad aumentare di circa il 60% entro il 2040 a causa dell’invecchiamento e dell’aumento della popolazione mondiale.
“Un passo fondamentale nella lotta al cancro sarà l’attivazione della Rete nazionale dei registri dei tumori, prevista dalla legge di bilancio 2020, che permetterà di avere un dato certo sulle singole tipologie di tumore e l’incidenza sulla popolazione” afferma Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS.

Buone notizie.
C’è però sicuramente una buona notizia: la malattia tumorale vede tra i propri fattori di rischio anche il consumo di droghe e alcol, l’obesità, l’esposizione al fumo, la dieta adottata e la mancanza di attività fisica, ma anche infezioni e l’esposizione a sostanze cancerogene o radioattive determinate da condizioni chimico-fisico-ambientali. Tutti questi fattori sono influenzabili dalle scelte umane e quindi è possibile adottare azioni concrete per ridurre l’impatto del cancro.
“Ricordiamo che nell’ambito oncologico è fondamentale fare diagnosi precoci al fine di poter intervenire con le eventuali terapie mediche o chirurgiche a disposizione. La prevenzione e il controllo periodico nei soggetti a rischio sono elementi fondamentali per anticipare, monitorare e gestire l’insorgenza di malattie oncoematologiche” afferma Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS.

Gli eventi.
Il Coordinamento Giovani FIDAS, che per l’evento ha preparato del materiale informativo da distribuire, ha in calendario diversi appuntamenti dedicati alla prevenzione, tra i principali segnaliamo: Mondovì (CN), il gruppo Giovani della FIDAS Monregalese organizzerà, il 7 febbraio, una conferenza per riflettere sulla diagnosi e la prevenzione. Il gruppo Giovani FIDAS di Pordenone l’8 febbraio organizzerà un banchetto informativo presso il centro commerciale Bennet di Sacile (PN). Gli eventi proseguono fino all’8 marzo, quando il Coordinamento Regionale FIDAS del Piemonte sarà unito contro il cancro partecipando alla corsa non competitiva “Just the Woman I am” che si svolgerà a Torino: una giornata di sport, cultura, divertimento e solidarietà a sostegno della ricerca universitaria sul cancro.

Gli appuntamenti dei “Giovani FIDAS: Promotori di salute” proseguiranno con la Giornata Mondiale dello sport e della salute (6 e 7 aprile), la Giornata Mondiale per la lotta al fumo (31 maggio) e culmineranno nel 14 giugno con la Giornata Mondiale del donatore di sangue che quest’anno si celebrerà in Italia.

Giovani FIDAS - AVAS Monregalese
Il Coordinamento Giovani FIDAS Monregalese

 

A Scanzano Jonico il convegno “Stili di vita e donazione di sangue”

stili di vita e donazioni di sangueIl 19 maggio 2018 dalle ore 8.30 alle ore 14 si terrà a Scanzano Jonico (MT) presso il Palazzo Baronale un Convegno Medico-Scientifico dal titolo “Stili di vita e donazione di sangue” organizzato da FIDAS Basilicata, OPI Matera (Ordine Professioni Infermieristiche), Give Life FIDAS Scanzano. Diversi i professionisti sanitari coinvolti negli interventi. Il convegno è stato accreditato presso la sezione ECM del ministero della Salute per tutte le Professioni sanitarie e Discipline Mediche con il rilascio di 4,2 crediti formativi.

“Esprimo soddisfazione per le richieste dì iscrizione al Convegno pervenute da parte di sanitari presso l’Ordine Professioni Infermieristiche di Matera – ha dichiarato il Presidente di Give Life FIDAS, nonché Responsabile scientifico dell’evento, Domenico Sarubbi. –  Attualmente risultano iscritti 150 professionisti per cui è stato accreditato il Convegno e ai quali sarà previsto il rilascio di crediti formativi ECM; molte altre le richieste di iscrizione di sanitari interessati e di responsabili associativi e per i quali sarà previsto il rilascio di attestato di Partecipazione”.
L’obiettivo principale del convegno è quello di fornire al personale sanitario e associativo le indicazioni necessarie per una buona educazione ad un corretto stile di vita del donatore o potenziale donatore di sangue affinché si garantisca a tutti i pazienti che ne presentano la necessità una terapia trasfusionale adeguata, sicura e di qualità. Il convegno si inserisce in un percorso formativo necessario ai fini dell’aggiornamento professionale e del mantenimento dell’accreditaento iniziato in questo anno da FIDAS Basilicata e rientrante nella FIDAS Academy rivolto a Responsabili e Collaboratori associativi affinché tutti siano formati e consapevoli che la donazione di sangue, in quanto un atto fondamentale per contribuire alla salute della collettività, e come tale deve essere effettuata secondo regole rigorose, tali da garantire la sicurezza dei nostri donatori e dei riceventi.

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