Plasma: buoni i risultati del 2019, autosufficienza vicina

I dati del 2019 confermano che la raccolta del plasma continua a crescere, raggiungendo gli 856.023 kg di plasma raccolti da gennaio a dicembre 2019. Un enorme incremento in pochi anni, se si pensa che nel 2009 i dati si fermavano a 690.790 kg raccolti.

Ma perché è importante che la raccolta del plasma continui a crescere? I medicinali plasmaderivati sono farmaci salvavita fondamentali per una serie di patologie, dall’emofilia ad alcune immunodeficienze. Per poter garantire le cure ai pazienti affetti da queste patologie, ad oggi, l’Italia è obbligata ad importare dall’estero medicinali plasmaderivati, non essendo sufficienti i quantitativi di plasma prodotti in Italia. Gli Stati Uniti, con il 71% del plasma prodotto in tutto il mondo, sono i principali esportatori di questa importante materia prima. Le donazioni di plasma in Nord America sono effettuate in maniera intensiva: per un donatore è possibile effettuare fino a 104 donazioni annue di plasma, due ogni settimana, una scelta che mette a rischio la salute del donatore e che si ripercuote sulla qualità del plasma prodotto. In Italia il limite di donazioni per ogni donatore si limita a 20.

Il Presidente Nazionale FIDAS e portavoce del CIVIS, Aldo Ozino Caligaris, a tal proposito dichiara che: “L’eventuale aumento di quantità di plasma raccolto deve provenire dall’acquisizione di nuovi donatori o di modulazione dell’indice di donazione, senza dover aumentare il numero totale di donazioni per singolo donatore secondo criteri eccessivamente intensivi che andrebbero a incidere eccessivamente sulla sottrazione di nutrienti fondamentali ad ogni singolo donatore”.

Sul tema della frequenza delle donazioni di plasma ne avevamo già scritto in un articolo pubblicato a novembre: Donazioni più frequenti? INTERVAL: una ricerca ne analizza i rischi.

Entriamo ora nel dettaglio dei dati relativi alla produzione del plasma: il Programma Nazionale, che scadrà nel 2021, prevede che ogni Regione aumenti la propria raccolta in una misura compatibile con le proprie possibilità, per alzare sempre di più l’asticella dell’autosufficienza, che ora viene garantita al 70-90% a seconda della disponibilità dei singoli plasmaderivati. In tal senso se andiamo a confrontare i dati del 2019 con quelli dell’anno precedente possiamo notare che buoni risultati sono stati registrati in particolare dalle Regioni: Molise (+8,3%), Campania (+7,5%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%), Emilia Romagna (+5%), Umbria (+4,1%), Calabria (+3,3%), Abruzzo (+2,5%), Piemonte e Sardegna (entrambe con un +2,3%).
Analizzando i dati in relazione al numero degli abitanti, possiamo tuttavia notare che le Regioni più “generose” sono le Marche, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna, che superano i 20 chilogrammi ogni mille abitanti. Più distanti invece il Lazio (che cresce comunque dell’1,4% rispetto al 2018), la Campania (maglia nera con poco più di 5 kg ogni mille abitanti, pur essendo cresciuta del 7,5%) e la Calabria (nonostante sia cresciuta del 3,3%).

Dati conferimento plasma regioni 2019

Giancarlo Maria Liumbruno, Direttore del Centro nazionale sangue, commenta così la notizia: “I risultati ottenuti dal sistema italiano, che a differenza di quelli di paesi come Usa e Germania anche per il plasma si basa sulla donazione totalmente volontaria e non remunerata, sono notevoli e ci permettono di garantire più del 70% del fabbisogno per tutti i plasmaderivati necessari ai pazienti italiani per arrivare agli obiettivi del Piano dovremmo raggiungere gli 860mila kg entro il 2021, uno sforzo che è alla portata del sistema sangue italiano.
Se in ogni centro di raccolta si facessero tre donazioni di plasma in più a settimana – continua Liumbruno – in un anno si aumenterebbe la raccolta del plasma di oltre 20 mila chilogrammi”.

Scarica i Dati del monitoraggio del plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate.

Vuoi saperne di più del progetto “Plasma Italia”? Visita la pagina del Centro Nazionale Sangue dedicata al progetto.

Logo Progetto Plasma Italia

On line il nuovo numero di NOI IN FIDAS

Noi in FIDAS - novembre-dicembre 2019É on-line il nuovo numero di Noi in FIDAS, il trimestrale della Federazione, con gli auguri per un buon 2020 da parte del Presidente nazionale, Aldo Ozino Caligaris, che si racconta in un’importante testimonianza.

In questo numero ci soffermiamo in maniera principale sui corsi di formazione che si sono svolti negli ultimi mesi: una nuova edizione del #FIDASLab, che mantiene lo stile laboratoriale adottato negli scorsi anni, ma al contempo ha visto l’introduzione di alcune novità. Sono gli stessi relatori dei diversi laboratori a presentare le attività svolte, offrendoci l’opportunità di continuare ad avere un ulteriore focus sui diversi argomenti affrontati durante il corso, che sono poi anche le attività svolte dai volontari all’interno delle associazioni.
Data la fondamentale importanza di una formazione solida, nelle scorse settimane si è svolto anche un nuovo corso di formazione: “PLASMARE”. Il corso, rivolto ai Responsabili associativi, ha avuto lo scopo di approfondire la materia del plasma e dei medicinali plasmaderivati.

Con il nuovo Statuto della FIDAS, frutto della Riforma del Terzo Settore e delle maturate esigenze di rinnovamento degli Organi statutari, alcune novità che segneranno il futuro della FIDAS: ve le illustriamo.

Con questo numero diamo vita alla rubrica “Messaggi nella Rete”: certi che i social possano essere uno strumento utile per promuovere dati, informazioni e testimonianze preziose riguardanti il dono del sangue e degli emocomponenti, ci rendiamo conto che le stesse piattaforme meritano una nostra sempre crescente presenza capace di dare maggior risalto alla corretta informazione e alle belle storie di vita.  

Il dottor Quirino Messina, Specialista in Cardiologia ed Ematologia clinica e di laboratorio, illustra il tema dell’infarto del miocardo.

Conosciamo le ultime new entry nella famiglia FIDAS: il Gruppo donatori di sangue FIDAS Forcoli (PI), la VAS Paganica (AQ) e la VAS-FIDAS Sulmona (AQ).

I Giovani FIDAS presentano una nuova iniziativa: i Giovani Promotori di Salute.

Un numero che è possibile sfogliare on line, scaricare, e condividere per diffondere la cultura del dono.

FIDAS e Farmindustria insieme per “PLASMARE”

Venerdì 6 e sabato 7 dicembre la FIDAS Nazionale ha organizzato, con la partecipazione di Farmindustria, il corso di formazione “PLASMARE” rivolto ai Presidenti regionali e ai componenti del Consiglio direttivo nazionale e del Coordinamento Giovani FIDAS. Il Corso di formazione è volto ad approfondire gli aspetti legati al sistema plasma e le peculiarità dei farmaci plasmaderivati.

Perché è importante parlare di donazione di plasma? Uno dei motivi per i quali è importante parlarne è che ad oggi l’Italia non si può ancora definire autosufficiente per quanto riguarda la raccolta del plasma. L’Italia ad oggi dipende dai Paesi esteri dai quali importa medicinali plasmaderivati. Secondo i dati presentati dal Centro Nazionale Sangue, nel periodo compreso tra gennaio ed ottobre 2019 si è registrato un incremento delle donazioni rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente (715.401 donazioni nel 2019 rispetto alle 698.236 donazioni raccolte nel 2018). È tuttavia necessario continuare a promuovere la donazione di plasma per poter raggiungere l’obiettivo auspicato dell’autosufficienza nazionale.

Importante è dunque formare i Responsabili presenti sul territorio. I temi affrontati nel corso saranno relativi alle tecniche di lavorazione del plasma per la produzione di medicinali plasmaderivati. Si affronteranno gli aspetti normativi ed etici con la presentazione di alcune buone pratiche presenti in Italia. A completamento del corso non mancherà un confronto con il sistema europeo ed Internazionale. Grazie alla partecipazione di Alessandro Segato, Presidente di AIP (Associazione Immunodeficienze Primitive) saranno presentate ai partecipanti testimonianze dei riceventi. Il dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue, illustrerà il tema dell’autosufficienza in plasma e medicinali plasmaderivati.

“PLASMARE è il primo corso per Responsabili associativi sulla materia del plasma e della produzione dei medicinali plasmaderivati realizzato con un approfondimento della materia specifica – afferma Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS – Attraverso il corso si intendono approfondire gli aspetti normativi e qualitativi relativi all’utilizzo del plasma proveniente da donazioni volontarie e non remunerate volto alla produzione di medicinali plasmaderivati. Il corso intende inoltre approfondire gli aspetti qualitativi relativi al conseguimento dell’autosufficienza per questi farmaci salvavita ottenibili soltanto dal frazionamento industriale e dalla lavorazione del plasma”.

“La collaborazione con FIDAS – aggiunge Danilo Medica, Presidente del Gruppo Emoderivati di Farmindustria – rappresenta un’occasione importante per aumentare l’attenzione sul settore dei farmaci che si producono a partire dal plasma, farmaci salvavita utilizzati prevalentemente per trattare malattie rare e talvolta ultra rare.
Contribuire alla formazione del management di FIDAS, condividendo le esperienze dell’industria, è un riconoscimento per il ruolo svolto come ponte ideale tra donatori e pazienti di cui siamo fieri.”

On line il nuovo NOI IN FIDAS

E’ on-line il nuovo numero di Noi in FIDAS, il trimestrale della Federazione. Un numero dedicato in maniera principale al plasma: cos’è? Come e quando è possibile donarlo? Cos’è il processo di plasmaderivazione? Quali sono le compatibilità tra donatori e riceventi? Tanti quesiti ai quali abbiamo dato risposta. Per approfondire ulteriormente il tema a dicembre svolgeremo il corso di formazione “Plasmare”, riservato ai presidenti regionali e ai membri del Consiglio direttivo nazionale.
Oltre al tema del plasma, all’interno del nuovo numero, ripercorriamo insieme l’estate della FIDAS con i tanti eventi che si sono svolti in tutta la Penisola, volti alla promozione del dono del sangue e degli emocomponenti. Tra i tanti eventi uno spazio speciale è dedicato alla 24 Ore del donatore, giunta alla sua XII edizione. Affrontiamo il tema dell’importanza del check-up medico e presentiamo alcune iniziative che prossimamente coinvolgeranno la FIDAS: il corso di formazione per Responsabili associativi che si svolgerà a Roma a Novembre e la seconda edizione del bando “A scuola di dono”.

Nel numero anche alcune novità in casa FIDAS: si presentano i due tirocinanti che negli ultimi mesi hanno collaborato con noi e ci saluta il dottor Cristiano Lena, che continuerà a guidare il giornale ma lascia il ruolo di responsabile della comunicazione. Cogliamo l’occasione per ringraziarlo dell’impegno portato avanti negli anni con professionalità e serietà.

Da non perdere l’editoriale a cura del Presidente nazionale FIDAS che fa luce sulla questione, tanto dibattuta in questi giorni, della conservazione del sangue da cordone ombelicale.

Un numero che è possibile sfogliare on linescaricare e condividere per diffondere la cultura del dono.

Plasma 2017: raccolti quasi 830mila chili. Aumento dell’1,8% rispetto al 2016

Numeri in crescita per il plasma messo a disposizione delle industrie per la produzione di farmaci fondamentali per una serie di patologie, dall’emofilia ad alcune immunodeficienze. Grazie ai donatori di sangue ed emocomponenti, nel corso del 2017 è stato possibile raccogliere quasi 830mila chili di plasma, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016, superiore a quanto previsto dal Programma Nazionale Plasma e Medicinali Plasmaderivati e prescritto dal Programma annuale di Autosufficienza.

Lo affermano i dati diffusi dal Centro Nazionale SangueIstituto Superiore di Sanità, secondo cui rispetto a un obiettivo prefissato dal programma di circa 816.000 kg, sono stati invece raccolti, nell’anno appena terminato, 11.000 kg in più.

Tutte le Regioni, spiega il Cns, hanno raggiunto almeno l’80% della raccolta prevista dal piano, che delinea le quantità necessarie a raggiungere importanti livelli di autosufficienza nel quinquennio 2016-2020. In termini assoluti è la Lombardia quella che ha conferito più plasma, quasi 154mila chilogrammi, seguita dall’Emilia-Romagna. Se si considerano invece i quantitativi rapportati alla popolazione Marche e Friuli-Venezia Giulia sono le regioni che registrano le raccolte più significative, oltre 20 chili ogni mille abitanti.

“I medicinali plasmaderivati sono specialità farmaceutiche che rivestono un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche – spiega il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno -. A livello internazionale si assiste ad un incremento del loro utilizzo, motivato principalmente dall’invecchiamento della popolazione, dall’identificazione di nuove indicazioni terapeutiche e dall’aumento delle diagnosi e dei nuovi bisogni espressi da Paesi con economie emergenti. È un importante successo per tutta la rete trasfusionale centrare e addirittura superare gli obiettivi del Programma di Autosufficienza che è molto complesso, e non si limita a delineare le strategie per il semplice incremento della raccolta di plasma ma che persegue anche l’appropriatezza e l’uso razionale dei medicinali plasmaderivati”.

Il plasma, ricorda Liumbruno, non viene venduto alle industrie ma ceduto in conto-lavoro, rimanendo quindi sempre di proprietà delle Regioni. Grazie alla raccolta è stato possibile anche nel 2017 aiutare anche i pazienti di paesi stranieri, dall’Armenia all’Afghanistan, donando una parte delle eccedenze. “Il plasma – sottolinea il direttore del Cns -, è una risorsa frutto delle donazioni
volontarie, periodiche, responsabili, anonime e gratuite del sangue e dei suoi componenti di cui sono protagonisti oltre 1 milione e 700 mila donatori aderenti alle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue presenti nel Paese. Anche al senso di solidarietà di questi cittadini che contribuiscono all’evoluzione dell’efficienza della rete con la loro generosità va il nostro grazie”. Sul sito italiaplasma.it un’iniziativa promossa dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con le Associazioni e Federazioni nazionali di donatori volontari di sangue, è possibile trovare infografiche e dati sulla donazione di plasma.

 

(fonte: Centro Nazionale Sangue)

In Gazzetta Ufficiale il piano nazionale plasma

Il 12 gennaio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il “Programma nazionale plasma e medicinali plasmaderivati 2016-2020”. Con il Decreto del Ministero della Salute del 2 dicembre 2016 il Centro nazionale sangue ha predisposto un piano quinquennale al fine di incrementare la raccolta di plasma nei Servizi Trasfusionali e nelle Unità di Raccolta del sangue e degli emocomponenti, promuovendo un utilizzo razionale ed appropriato dei farmaci plasmaderivati ottenuti dallo stesso. A questo punto sarà compito di Regioni e Province autonome, attraverso il coordinamento e monitoraggio delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali, in sinergia con le Associazioni e Federazioni di donatori di sangue, conseguire gli obiettivi previsti annualmente dal piano per garantire la continuità e l’adeguatezza della fornitura di questi prodotti, indispensabili per il trattamento di molte patologie croniche, in assenza di valide alternative farmacologiche.

Nella Gazzetta Ufficiale è stato anche pubblicato il decreto contenente le “Disposizioni sull’importazione e l’esportazione del sangue umano e dei suoi prodotti”.

In arrivo il Piano Nazionale Plasma

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha approvato il testo del primo Programma Nazionale Plasma e Medicinali Plasmaderivati che sarà emanato con apposito Decreto del Ministro della Salute in ottemperanza al Decreto Legislativo 20 dicembre 2007, n. 261.
Il Programma stabilisce i princìpi di riferimento e gli obiettivi strategici da perseguire nel quinquennio 2016-2020 ai fini del raggiungimento dell’obiettivo dell’autosufficienza nazionale del plasma e dei medicinali plasmaderivati.
L’Italia, infatti, ha da anni raggiunto l’autosufficienza in termini di emocomponenti ad uso trasfusionale.
Il Programma sopra citato ha pertanto l’obiettivo di promuovere lo sviluppo, presso le strutture trasfusionali, della raccolta di plasma da utilizzare per la produzione industriale dei medicinali plasmaderivati. Esso però non si limita a delineare le strategie per un incremento di raccolta di plasma ma si pone anche come scopo prioritario il razionale ed appropriato utilizzo dei medicinali plasmaderivati.
immagineplasmaIn particolare, per ciascuna Regione e Provincia autonoma, sono assegnati obiettivi di incremento della raccolta di plasma da inviare al frazionamento industriale al fine di ridurne il disomogeneo contributo all’autosufficienza nazionale, anche attraverso la maggiore efficienza delle procedure di raccolta (plasmaferesi produttiva).
Sono individuati inoltre interventi finalizzati al governo dell’appropriatezza dell’utilizzo clinico dei principali medicinali plasmaderivati (con particolare riferimento ad albumina, antitrombina e immunoglobuline polivalenti).
Il Programma nazionale mira nel complesso a garantire una gestione etica, razionale ed efficiente della risorsa plasma e dei medicinali plasmaderivati prodotti a partire da plasma nazionale, frutto delle donazioni volontarie, periodiche, responsabili, anonime e gratuite del sangue e dei suoi componenti di oltre 1 milione e 700 mila donatori aderenti alle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue presenti nel Paese in tutto il territorio.
I medicinali plasmaderivati sono specialità farmaceutiche che rivestono un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche (immunodeficienze congenite, malattie neurologiche, emofilia e altri disordini congeniti della coagulazione, cirrosi e sue complicanze, ecc). A livello internazionale si assiste ad un incremento del loro utilizzo, motivato principalmente dall’invecchiamento della popolazione, dall’identificazione di nuove indicazioni terapeutiche e dall’aumento delle diagnosi e dei nuovi bisogni espressi da Paesi con economie emergenti.

Autosufficienza di plasma e plasmaderivati: prospettive future

Sabato 25 giugno si terrà a Mestre (NH Laguna Palace in viale Ancona, 2) il seminario “Autosufficienza di plasma e plasmaderivati: prospettive future” promosso da FIDAS Veneto e AVIS Regionale Veneto.
Il perseguimento dell’autosufficienza anche in farmaci plasmaderivati è obiettivo strategico di ogni Nazione evoluta compresa l’Italia. Peraltro per noi è indispensabile che tale obiettivo venga raggiunto/mantenuto grazie al contributo dei donatori volontari, periodici, non remunerati, anonimi, responsabili ed associati e ricorrendo al “conto lavoro”. Inoltre va sottolineato che ultimamente si osserva, nei Paesi con elevato indice di sviluppo economico, una flessione nella raccolta di plasma da separazione a causa della diminuzione della raccolta di sangue intero e ad un aumento della domanda di alcuni Medicinali Plasma Derivati. Nella bozza del Piano Nazionale Plasma vengono indicate le strategie per l’autosufficienza, tra cui l’appropriatezza d’uso dei farmaci plasmaderivati, il miglioramento dell’efficienza della produzione di plasma, la costituzione di “aggregazioni regionali”, lo sviluppo di specifici progetti di collaborazione con le Associazioni e Federazioni dei donatori volontari di sangue e la concentrazione delle attività di approvvigionamento di beni, servizi e risorse umane».
Nel corso della giornata saranno approfonditi tutti questi aspetti, con particolare attenzione agli scenari che si sono aperti con le nuove gare.

Programma definitivo seminario 25 giugno 2016