“Grazie a tutti i donatori”, in una lettera del Civis la gratitudine ai testimoni della solidarietà

In tantissimi hanno risposto all’appello “Continuate a donare”, lanciato dal capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nell’ormai consueta Conferenza stampa delle 18.00 svoltasi lo scorso 12 marzo 2020.

In queste due settimane che ci separano da quell’invito, abbiamo ricevuto talmente tanti messaggi, mail e telefonate, abbiamo ricevuto talmente tanti donatori all’interno delle nostre sedi, che siamo rimasti colpiti e commossi dalla vicinanza e dall’interesse dimostrati dai tantissimi donatori e dai tanti che si sono avvicinati al dono per la prima volta in questi giorni.

Per ringraziare ogni donatore del suo prezioso contributo, il CIVIS (coordinamento interassociativo dei volontari italiani del sangue di cui fa parte FIDAS insieme ad AVIS, Fratres e Croce Rossa Italiana) ha scritto una lettera. La riportiamo di seguito con la speranza che possa raggiungere tutti quei donatori e neo-donatori, veri testimoni di solidarietà.

Carissimi,

            la risposta di tutti voi alla richiesta di sangue costante di queste settimane ha rappresentato una delle notizie più belle che potessimo raccontare.

Come sapete l’emergenza che sta colpendo il nostro Paese non può lasciarci indifferenti di fronte alle necessità che tanti pazienti continuano ad avere. Oltre 1800 persone, ogni giorno, hanno bisogno di trasfusioni: circa la metà di loro sono pazienti talassemici, leucemici o con altre forme oncologiche che richiedono scorte ininterrotte per vedersi garantire terapie e speranze di vita.

            Tutto questo continua a essere possibile grazie a voi e al vostro gesto periodico, anonimo, volontario, gratuito, responsabile e associato. Oltre agli appelli che come Cns e Civis abbiamo lanciato nelle ultime settimane, anche numerosi rappresentanti dello spettacolo e dello sport si sono uniti alla nostra mobilitazione. Un atto di sensibilità che avete colto in massa e che ha visto i donatori di tutte le regioni italiane farsi avanti per il bene degli altri.

            Grazie alla vostra sensibilità abbiamo dimostrato ancora una volta cosa significa essere volontari e quanto l’impegno di ognuno di noi sia fondamentale per il benessere della collettività.

            Continuare a donare è fondamentale, ma per farlo è ancor più fondamentale prenotare la donazione, contattando la propria associazione o il proprio centro trasfusionale ed evitare così assembramenti all’interno delle sale e garantire una programmazione continua e costante in linea con le esigenze degli ospedali.

            La solidità del nostro Sistema sanitario e la salute di tantissime persone dipendono dal singolo gesto di ognuno di noi.

            Grazie per tutto quello che state facendo,     

 

Gianpietro Briola
Coordinatore Pro Tempore CIVIS

P. Croce Rossa Italiana, Paolo Monorchio
Vicepresidente Nazionale Vicario FIDAS, Giovanni Musso
P. FRATRES Nazionale, Vincenzo Manzo

Il CNS raccomanda la programmazione delle donazioni di sangue

A seguito dei ripetuti appelli istituzionali a favore della donazione di sangue ed emocomponenti, la risposta dei donatori/cittadini è stata imponente e continua ad esserlo, generando un abbondante afflusso di persone nelle sedi di raccolta ospedaliere e del territorio. Ad oggi il Centro Nazionale Sangue riscontra, attraverso la Bacheca nazionale di SISTRA, una significativa disponibilità di globuli rossi in molte Regioni e nelle Province autonome.
Nel condividere la nota prodotta dal CIVIS per le associazione del volontariato del sangue, il Centro Nazionale Sangue rafforza la raccomandazione di proseguire l’attività di raccolta del sangue e degli emocomponenti esclusivamente in modo programmato, attraverso la chiamata-prenotazione dei donatori, al fine di consentire il rigoroso rispetto delle misure di accesso e di distanziamento sociale ripetutamente richiamate e garantire la continuità delle donazioni in una prospettiva di medio, lungo termine.
Nell’interesse dei 1.800 pazienti che quotidianamente vengono trasfusi e in considerazione del protrarsi dell’outbreak da COVID-19, si rende necessario garantire un flusso continuo e costante delle donazioni di sangue anche nelle prossime settimane, evitando l’iperdratazione delle unità di globuli rossi – che hanno una scadenza di 42 giorni – e la loro conseguente eliminazione.

Nuovo Coronavirus: il Centro Nazionale Sangue revoca i criteri di sospensione

In attuazione delle disposizioni di cui al DPCM del 08 marzo 2020, che estende le misure urgenti per il contenimento del contagio da COVID-19 all’intera Regione Lombardia e alle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia e con particolare riferimento alla restrizione degli spostamenti delle persone fisiche in entrata e in uscita dai suddetti territori, tenuto conto che le attività di donazione e raccolta del sangue e degli emocomponenti sono livelli essenziali di assistenza (art. 5, legge 219/2005) che garantiscono la continuità del supporto trasfusionale a oltre 1.800 pazienti al giorno sul territorio nazionale, si raccomanda:

  • di non sospendere le raccolte del sangue e degli emocomponenti, presso le strutture ospedaliere pubbliche e presso le unità di raccolta associative, nei territori sopra indicati e nell’intero territorio nazionale;
  • per quanto sopra, si raccomanda alle Associazioni e Federazioni dei donatori volontari di sangue di garantire la mobilità del personale dedicato alla raccolta associativa;
  • di rafforzare le misure di prevenzione della diffusione del COVID 19 attraverso la rigorosa applicazione delle indicazioni precedentemente emanate dallo scrivente Centro nazionale, ivi incluse quelle relative all’applicazione del triage, anche telefonico, del donatore;
  • di gestire le sedute di raccolta in modo programmato regolamentando i flussi dei donatori in modo cadenzato per evitare gli assembramenti e garantire la distanza di sicurezza di almeno 1 metro negli ambienti chiusi;
  • di non assumere provvedimenti di “quarantena” sulle unità di emocomponenti prelevate perché non sostenute da evidenze scientifiche in ragione della non dimostrata trasmissione trasfusionale del COVID-19.

Si precisa, inoltre, quanto segue.

È sospesa l’applicazione della sospensione temporanea di 14 giorni dei donatori che sono transitati o hanno sostato dal 01 febbraio 2020 nei Comuni che sono stati interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio di cui all’Allegato 1 al DPCM del 01 marzo 2020 (Regione Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini. Regione Veneto: Vò);

Ove le Regioni abbiano produzione eccedentaria di emocomponenti eritrocitari da destinare alla compensazione interregionale, si raccomanda alle Regioni riceventi di non applicare in alcun modo criteri restrittivi basati sulla provenienza degli stessi, per evitare di impattare negativamente sulla garanzia della continuità di erogazione dei livelli essenziali di medicina trasfusionale.

 

Plasma: buoni i risultati del 2019, autosufficienza vicina

I dati del 2019 confermano che la raccolta del plasma continua a crescere, raggiungendo gli 856.023 kg di plasma raccolti da gennaio a dicembre 2019. Un enorme incremento in pochi anni, se si pensa che nel 2009 i dati si fermavano a 690.790 kg raccolti.

Ma perché è importante che la raccolta del plasma continui a crescere? I medicinali plasmaderivati sono farmaci salvavita fondamentali per una serie di patologie, dall’emofilia ad alcune immunodeficienze. Per poter garantire le cure ai pazienti affetti da queste patologie, ad oggi, l’Italia è obbligata ad importare dall’estero medicinali plasmaderivati, non essendo sufficienti i quantitativi di plasma prodotti in Italia. Gli Stati Uniti, con il 71% del plasma prodotto in tutto il mondo, sono i principali esportatori di questa importante materia prima. Le donazioni di plasma in Nord America sono effettuate in maniera intensiva: per un donatore è possibile effettuare fino a 104 donazioni annue di plasma, due ogni settimana, una scelta che mette a rischio la salute del donatore e che si ripercuote sulla qualità del plasma prodotto. In Italia il limite di donazioni per ogni donatore si limita a 20.

Il Presidente Nazionale FIDAS e portavoce del CIVIS, Aldo Ozino Caligaris, a tal proposito dichiara che: “L’eventuale aumento di quantità di plasma raccolto deve provenire dall’acquisizione di nuovi donatori o di modulazione dell’indice di donazione, senza dover aumentare il numero totale di donazioni per singolo donatore secondo criteri eccessivamente intensivi che andrebbero a incidere eccessivamente sulla sottrazione di nutrienti fondamentali ad ogni singolo donatore”.

Sul tema della frequenza delle donazioni di plasma ne avevamo già scritto in un articolo pubblicato a novembre: Donazioni più frequenti? INTERVAL: una ricerca ne analizza i rischi.

Entriamo ora nel dettaglio dei dati relativi alla produzione del plasma: il Programma Nazionale, che scadrà nel 2021, prevede che ogni Regione aumenti la propria raccolta in una misura compatibile con le proprie possibilità, per alzare sempre di più l’asticella dell’autosufficienza, che ora viene garantita al 70-90% a seconda della disponibilità dei singoli plasmaderivati. In tal senso se andiamo a confrontare i dati del 2019 con quelli dell’anno precedente possiamo notare che buoni risultati sono stati registrati in particolare dalle Regioni: Molise (+8,3%), Campania (+7,5%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%), Emilia Romagna (+5%), Umbria (+4,1%), Calabria (+3,3%), Abruzzo (+2,5%), Piemonte e Sardegna (entrambe con un +2,3%).
Analizzando i dati in relazione al numero degli abitanti, possiamo tuttavia notare che le Regioni più “generose” sono le Marche, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna, che superano i 20 chilogrammi ogni mille abitanti. Più distanti invece il Lazio (che cresce comunque dell’1,4% rispetto al 2018), la Campania (maglia nera con poco più di 5 kg ogni mille abitanti, pur essendo cresciuta del 7,5%) e la Calabria (nonostante sia cresciuta del 3,3%).

Dati conferimento plasma regioni 2019

Giancarlo Maria Liumbruno, Direttore del Centro nazionale sangue, commenta così la notizia: “I risultati ottenuti dal sistema italiano, che a differenza di quelli di paesi come Usa e Germania anche per il plasma si basa sulla donazione totalmente volontaria e non remunerata, sono notevoli e ci permettono di garantire più del 70% del fabbisogno per tutti i plasmaderivati necessari ai pazienti italiani per arrivare agli obiettivi del Piano dovremmo raggiungere gli 860mila kg entro il 2021, uno sforzo che è alla portata del sistema sangue italiano.
Se in ogni centro di raccolta si facessero tre donazioni di plasma in più a settimana – continua Liumbruno – in un anno si aumenterebbe la raccolta del plasma di oltre 20 mila chilogrammi”.

Scarica i Dati del monitoraggio del plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate.

Vuoi saperne di più del progetto “Plasma Italia”? Visita la pagina del Centro Nazionale Sangue dedicata al progetto.

Logo Progetto Plasma Italia

On line il nuovo numero di NOI IN FIDAS

Noi in FIDAS - novembre-dicembre 2019É on-line il nuovo numero di Noi in FIDAS, il trimestrale della Federazione, con gli auguri per un buon 2020 da parte del Presidente nazionale, Aldo Ozino Caligaris, che si racconta in un’importante testimonianza.

In questo numero ci soffermiamo in maniera principale sui corsi di formazione che si sono svolti negli ultimi mesi: una nuova edizione del #FIDASLab, che mantiene lo stile laboratoriale adottato negli scorsi anni, ma al contempo ha visto l’introduzione di alcune novità. Sono gli stessi relatori dei diversi laboratori a presentare le attività svolte, offrendoci l’opportunità di continuare ad avere un ulteriore focus sui diversi argomenti affrontati durante il corso, che sono poi anche le attività svolte dai volontari all’interno delle associazioni.
Data la fondamentale importanza di una formazione solida, nelle scorse settimane si è svolto anche un nuovo corso di formazione: “PLASMARE”. Il corso, rivolto ai Responsabili associativi, ha avuto lo scopo di approfondire la materia del plasma e dei medicinali plasmaderivati.

Con il nuovo Statuto della FIDAS, frutto della Riforma del Terzo Settore e delle maturate esigenze di rinnovamento degli Organi statutari, alcune novità che segneranno il futuro della FIDAS: ve le illustriamo.

Con questo numero diamo vita alla rubrica “Messaggi nella Rete”: certi che i social possano essere uno strumento utile per promuovere dati, informazioni e testimonianze preziose riguardanti il dono del sangue e degli emocomponenti, ci rendiamo conto che le stesse piattaforme meritano una nostra sempre crescente presenza capace di dare maggior risalto alla corretta informazione e alle belle storie di vita.  

Il dottor Quirino Messina, Specialista in Cardiologia ed Ematologia clinica e di laboratorio, illustra il tema dell’infarto del miocardo.

Conosciamo le ultime new entry nella famiglia FIDAS: il Gruppo donatori di sangue FIDAS Forcoli (PI), la VAS Paganica (AQ) e la VAS-FIDAS Sulmona (AQ).

I Giovani FIDAS presentano una nuova iniziativa: i Giovani Promotori di Salute.

Un numero che è possibile sfogliare on line, scaricare, e condividere per diffondere la cultura del dono.

FIDAS e Farmindustria insieme per “PLASMARE”

Venerdì 6 e sabato 7 dicembre la FIDAS Nazionale ha organizzato, con la partecipazione di Farmindustria, il corso di formazione “PLASMARE” rivolto ai Presidenti regionali e ai componenti del Consiglio direttivo nazionale e del Coordinamento Giovani FIDAS. Il Corso di formazione è volto ad approfondire gli aspetti legati al sistema plasma e le peculiarità dei farmaci plasmaderivati.

Perché è importante parlare di donazione di plasma? Uno dei motivi per i quali è importante parlarne è che ad oggi l’Italia non si può ancora definire autosufficiente per quanto riguarda la raccolta del plasma. L’Italia ad oggi dipende dai Paesi esteri dai quali importa medicinali plasmaderivati. Secondo i dati presentati dal Centro Nazionale Sangue, nel periodo compreso tra gennaio ed ottobre 2019 si è registrato un incremento delle donazioni rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente (715.401 donazioni nel 2019 rispetto alle 698.236 donazioni raccolte nel 2018). È tuttavia necessario continuare a promuovere la donazione di plasma per poter raggiungere l’obiettivo auspicato dell’autosufficienza nazionale.

Importante è dunque formare i Responsabili presenti sul territorio. I temi affrontati nel corso saranno relativi alle tecniche di lavorazione del plasma per la produzione di medicinali plasmaderivati. Si affronteranno gli aspetti normativi ed etici con la presentazione di alcune buone pratiche presenti in Italia. A completamento del corso non mancherà un confronto con il sistema europeo ed Internazionale. Grazie alla partecipazione di Alessandro Segato, Presidente di AIP (Associazione Immunodeficienze Primitive) saranno presentate ai partecipanti testimonianze dei riceventi. Il dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue, illustrerà il tema dell’autosufficienza in plasma e medicinali plasmaderivati.

“PLASMARE è il primo corso per Responsabili associativi sulla materia del plasma e della produzione dei medicinali plasmaderivati realizzato con un approfondimento della materia specifica – afferma Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS – Attraverso il corso si intendono approfondire gli aspetti normativi e qualitativi relativi all’utilizzo del plasma proveniente da donazioni volontarie e non remunerate volto alla produzione di medicinali plasmaderivati. Il corso intende inoltre approfondire gli aspetti qualitativi relativi al conseguimento dell’autosufficienza per questi farmaci salvavita ottenibili soltanto dal frazionamento industriale e dalla lavorazione del plasma”.

“La collaborazione con FIDAS – aggiunge Danilo Medica, Presidente del Gruppo Emoderivati di Farmindustria – rappresenta un’occasione importante per aumentare l’attenzione sul settore dei farmaci che si producono a partire dal plasma, farmaci salvavita utilizzati prevalentemente per trattare malattie rare e talvolta ultra rare.
Contribuire alla formazione del management di FIDAS, condividendo le esperienze dell’industria, è un riconoscimento per il ruolo svolto come ponte ideale tra donatori e pazienti di cui siamo fieri.”

On line il nuovo NOI IN FIDAS

E’ on-line il nuovo numero di Noi in FIDAS, il trimestrale della Federazione. Un numero dedicato in maniera principale al plasma: cos’è? Come e quando è possibile donarlo? Cos’è il processo di plasmaderivazione? Quali sono le compatibilità tra donatori e riceventi? Tanti quesiti ai quali abbiamo dato risposta. Per approfondire ulteriormente il tema a dicembre svolgeremo il corso di formazione “Plasmare”, riservato ai presidenti regionali e ai membri del Consiglio direttivo nazionale.
Oltre al tema del plasma, all’interno del nuovo numero, ripercorriamo insieme l’estate della FIDAS con i tanti eventi che si sono svolti in tutta la Penisola, volti alla promozione del dono del sangue e degli emocomponenti. Tra i tanti eventi uno spazio speciale è dedicato alla 24 Ore del donatore, giunta alla sua XII edizione. Affrontiamo il tema dell’importanza del check-up medico e presentiamo alcune iniziative che prossimamente coinvolgeranno la FIDAS: il corso di formazione per Responsabili associativi che si svolgerà a Roma a Novembre e la seconda edizione del bando “A scuola di dono”.

Nel numero anche alcune novità in casa FIDAS: si presentano i due tirocinanti che negli ultimi mesi hanno collaborato con noi e ci saluta il dottor Cristiano Lena, che continuerà a guidare il giornale ma lascia il ruolo di responsabile della comunicazione. Cogliamo l’occasione per ringraziarlo dell’impegno portato avanti negli anni con professionalità e serietà.

Da non perdere l’editoriale a cura del Presidente nazionale FIDAS che fa luce sulla questione, tanto dibattuta in questi giorni, della conservazione del sangue da cordone ombelicale.

Un numero che è possibile sfogliare on linescaricare e condividere per diffondere la cultura del dono.

Plasma 2017: raccolti quasi 830mila chili. Aumento dell’1,8% rispetto al 2016

Numeri in crescita per il plasma messo a disposizione delle industrie per la produzione di farmaci fondamentali per una serie di patologie, dall’emofilia ad alcune immunodeficienze. Grazie ai donatori di sangue ed emocomponenti, nel corso del 2017 è stato possibile raccogliere quasi 830mila chili di plasma, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016, superiore a quanto previsto dal Programma Nazionale Plasma e Medicinali Plasmaderivati e prescritto dal Programma annuale di Autosufficienza.

Lo affermano i dati diffusi dal Centro Nazionale SangueIstituto Superiore di Sanità, secondo cui rispetto a un obiettivo prefissato dal programma di circa 816.000 kg, sono stati invece raccolti, nell’anno appena terminato, 11.000 kg in più.

Tutte le Regioni, spiega il Cns, hanno raggiunto almeno l’80% della raccolta prevista dal piano, che delinea le quantità necessarie a raggiungere importanti livelli di autosufficienza nel quinquennio 2016-2020. In termini assoluti è la Lombardia quella che ha conferito più plasma, quasi 154mila chilogrammi, seguita dall’Emilia-Romagna. Se si considerano invece i quantitativi rapportati alla popolazione Marche e Friuli-Venezia Giulia sono le regioni che registrano le raccolte più significative, oltre 20 chili ogni mille abitanti.

“I medicinali plasmaderivati sono specialità farmaceutiche che rivestono un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche – spiega il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno -. A livello internazionale si assiste ad un incremento del loro utilizzo, motivato principalmente dall’invecchiamento della popolazione, dall’identificazione di nuove indicazioni terapeutiche e dall’aumento delle diagnosi e dei nuovi bisogni espressi da Paesi con economie emergenti. È un importante successo per tutta la rete trasfusionale centrare e addirittura superare gli obiettivi del Programma di Autosufficienza che è molto complesso, e non si limita a delineare le strategie per il semplice incremento della raccolta di plasma ma che persegue anche l’appropriatezza e l’uso razionale dei medicinali plasmaderivati”.

Il plasma, ricorda Liumbruno, non viene venduto alle industrie ma ceduto in conto-lavoro, rimanendo quindi sempre di proprietà delle Regioni. Grazie alla raccolta è stato possibile anche nel 2017 aiutare anche i pazienti di paesi stranieri, dall’Armenia all’Afghanistan, donando una parte delle eccedenze. “Il plasma – sottolinea il direttore del Cns -, è una risorsa frutto delle donazioni
volontarie, periodiche, responsabili, anonime e gratuite del sangue e dei suoi componenti di cui sono protagonisti oltre 1 milione e 700 mila donatori aderenti alle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue presenti nel Paese. Anche al senso di solidarietà di questi cittadini che contribuiscono all’evoluzione dell’efficienza della rete con la loro generosità va il nostro grazie”. Sul sito italiaplasma.it un’iniziativa promossa dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con le Associazioni e Federazioni nazionali di donatori volontari di sangue, è possibile trovare infografiche e dati sulla donazione di plasma.

 

(fonte: Centro Nazionale Sangue)