Medicinali plasmaderivati: pubblicato il Rapporto dei dati 2016

L’Istituto Superiore della Sanità ha reso pubblico il Rapporto sull’analisi della domanda dei medicinali plasmaderivati. Il Rapporto presenta i dati relativi all’anno 2016 e si pone in continuità con gli analoghi rapporti pubblicati per gli anni dal 2007 al 2015.

Obiettivi. Scopo principale del Rapporto è quello di fornire indicazioni e strumenti strategici per il raggiungimento e il mantenimento dell’autosufficienza regionale e nazionale di plasma e medicinali plasmaderivati, secondo gli obiettivi previsti dalla programmazione nazionale (Programma nazionale plasma e medicinali plasmaderivati 2016 – 2020, di cui al Decreto Ministeriale 2 dicembre 2016, Programma di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per l’anno 2016, di cui al Decreto Ministeriale del 28 giugno 2016, e Programma di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per l’anno 2017, di cui al Decreto Ministeriale del 20 luglio 2017).

I Medicinali PlasmaDerivati. I Medicinali PlasmaDerivati (MPD) sono specialità farmaceutiche prodotte attraverso processi di lavorazione industriale del plasma, la componente liquida del sangue raccolta da donatori volontari attraverso procedure di aferesi produttiva o ottenuta dalla separazione dagli altri componenti del sangue intero attraverso mezzi fisici (centrifugazione). Gli MPD esercitano un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche.

Autori dell’analisi. Al fine di adempiere ai compiti ad esso assegnati dalla normativa vigente in materia di coordinamento e supporto tecnico alla programmazione dell’autosufficienza regionale e nazionale di emocomponenti e medicinali plasmaderivati, il Centro Nazionale Sangue ha effettuato, in collaborazione con l’Ufficio IV della Direzione Generale del Sistema Informativo e Statistico Sanitario del Ministero della Salute, l’analisi della domanda dei prodotti medicinali plasmaderivati e delle alternative terapeutiche di natura ricombinante, le valutazioni dei livelli di autosufficienza
regionale e nazionale e la stima della spesa farmaceutica a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Il confronto delle diverse fonti dati disponibili ha consentito l’elaborazione del documento che riporta l’aggiornamento relativo all’anno 2016 dei dati sull’argomento pubblicati nel Rapporto ISTISAN 17/20 e che si configura come uno strumento fondamentale per la programmazione dell’autosufficienza nazionale.

Consulta QUI il Rapporto completo.

 

Medicinali plasmaderivati: il Rapporto ISTISAN sui dati del 2016

 

 

Pubblicato il Rapporto ISTISAN sul Sistema trasfusionale italiano per l’anno 2017

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il primo volume de il “Sistema trasfusionale italiano 2017: dati di attività, emovingilanza e sorveglianza epidemiologica Vol. 1”

I dati relativi alle attività trasfusionali sono infatti fondamentali per valutare la complessiva risposta della rete ai fabbisogni assistenziali dei bacini di utenza di riferimento e allo stesso tempo sono uno strumento imprescindibile nell’attività di programmazione strategica, del coordinamento e del miglioramento costante del Sistema sangue.  Il volume  prende in esame i dati relativi al 2017 ed è curato da Liviana Catalano, Vanessa Piccinini, Ilaria Pati, Francesca Masiello, Giuseppina Facco, Giuseppe Marano, Simonetta Pupella insieme al Direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno.

Nel 2017, la mappatura dei ST, delle UdR e delle rispettive articolazioni organizzative ha mostrato minime modifiche della configurazione delle reti trasfusionali regionali rispetto all’anno precedente. Sebbene si sia registrata una lieve flessione del numero totale dei donatori di sangue ed emocomponenti ( 0,44%), in particolare dei donatori nuovi (-4,07%), l’autosufficienza nazionale è stata garantita. Nonostante la lieve riduzione del numero totale dei donatori, una buona percentuale di essi ha donato nuovamente nell’anno di rilevazione; tale percentuale è rimarchevole nel caso dei donatori alla prima donazione differita.

Il (lieve) decremento, rispetto al 2016, dell’utilizzo dei globuli rossi mostra che le strategie e tecniche di Patient Blood Management, contenute nei Programmi nazionali per l’autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti a partire dal 2012  non hanno ancora raggiunto un grado di diffusione elevato e uniforme sul territorio nazionale.

La ridottissima utilità di questa pratica è stata sancita da quanto disposto in merito alle indicazioni per il suo utilizzo dal sopracitato DM del 2 novembre 2015 (9); tuttavia, l’elevato numero di unità autologhe prelevate e non utilizzate (superiore al 45%) indica, verosimilmente, che esistono ancora ampi margini di miglioramento dell’appropriato utilizzo di questa pratica clinica.

Per maggiori dettagli il Rapporto è disponibile in allegato:

Rapporto ISTISAN 19/6

 

FNSI e ISS insieme per comunicare salute

Il sangue per le trasfusioni oggi è sicuro? Che succede quando potrebbe mancare, ad esempio in caso di eventi catastrofici come i terremoti? Perché si può donare il cordone, e cosa si può fare con le sue cellule? E’ corretto affermare che possono essere una ‘assicurazione sulla vita’? Sono alcune delle questioni a cui cercherà di rispondere il corso di formazione per giornalisti “La donazione di sangue e cellule staminali, il sistema italiano tra sicurezze e falsi miti”, in programma all’Istituto Superiore di Sanità il prossimo 31 maggio. Il corso, frutto dell’accordo ISS-FNSI, è organizzato dall’ISS in memoria di Francesco Marabotto.

Il corso affronterà il tema della donazione dal punto di vista organizzativo e scientifico ma anche etico e comunicativo, affrontando i possibili rischi derivanti da una gestione errata delle informazioni, come avvenuto ad esempio nel caso del terremoto di Amatrice in cui la diffusione di notizie su una presunta ‘emergenza sangue’ ha portato a una ‘corsa alla donazione’ ingiustificata. Una sessione affronterà anche il tema del ruolo dei media nel veicolare i messaggi sull’uso delle staminali con conseguenze dirette sulle scelte dei potenziali donatori.

(fonte Istituto Superiore di Sanità)

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