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Pubblicato il Rapporto ISTISAN sul Sistema trasfusionale italiano per l’anno 2017

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il primo volume de il “Sistema trasfusionale italiano 2017: dati di attività, emovingilanza e sorveglianza epidemiologica Vol. 1”

I dati relativi alle attività trasfusionali sono infatti fondamentali per valutare la complessiva risposta della rete ai fabbisogni assistenziali dei bacini di utenza di riferimento e allo stesso tempo sono uno strumento imprescindibile nell’attività di programmazione strategica, del coordinamento e del miglioramento costante del Sistema sangue.  Il volume  prende in esame i dati relativi al 2017 ed è curato da Liviana Catalano, Vanessa Piccinini, Ilaria Pati, Francesca Masiello, Giuseppina Facco, Giuseppe Marano, Simonetta Pupella insieme al Direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno.

Nel 2017, la mappatura dei ST, delle UdR e delle rispettive articolazioni organizzative ha mostrato minime modifiche della configurazione delle reti trasfusionali regionali rispetto all’anno precedente. Sebbene si sia registrata una lieve flessione del numero totale dei donatori di sangue ed emocomponenti ( 0,44%), in particolare dei donatori nuovi (-4,07%), l’autosufficienza nazionale è stata garantita. Nonostante la lieve riduzione del numero totale dei donatori, una buona percentuale di essi ha donato nuovamente nell’anno di rilevazione; tale percentuale è rimarchevole nel caso dei donatori alla prima donazione differita.

Il (lieve) decremento, rispetto al 2016, dell’utilizzo dei globuli rossi mostra che le strategie e tecniche di Patient Blood Management, contenute nei Programmi nazionali per l’autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti a partire dal 2012  non hanno ancora raggiunto un grado di diffusione elevato e uniforme sul territorio nazionale.

La ridottissima utilità di questa pratica è stata sancita da quanto disposto in merito alle indicazioni per il suo utilizzo dal sopracitato DM del 2 novembre 2015 (9); tuttavia, l’elevato numero di unità autologhe prelevate e non utilizzate (superiore al 45%) indica, verosimilmente, che esistono ancora ampi margini di miglioramento dell’appropriato utilizzo di questa pratica clinica.

Per maggiori dettagli il Rapporto è disponibile in allegato:

Rapporto ISTISAN 19/6