On line il nuovo numero di NOI IN FIDAS

Cosa c’è scritto nelle analisi del donatore e come fare ad orientarsi tra valori e range di riferimento? Come sono andati i due appuntamenti di FIDASLab e cosa abbiamo imparato? E ancora cosa bolle in pentola per l’imminente 60mo FIDAS? A tutto questo cerchiamo di rispondere nel nuovo numero di NOI in FIDAS, il trimestrale della Federazione scaricabile in formato pdf o sfogliabile on line. Un numero da leggere e condividere per diffondere la cultura del dono. E per rinnovare gli auguri di buon Natale.

Influenza, offerta vaccino a donatori attiva in tutte le regioni

L’offerta della vaccinazione antinfluenzale gratuita per i donatori di sangue è stata attivata da tutte le regioni e viene erogata con diverse modalità; alcune hanno scelto i medici di base, mentre in altre il vaccino si somministra direttamente nei servizi trasfusionali. Lo afferma una survey condotta dal Centro Nazionale Sangue attraverso le Strutture Regionali di Coordinamento per le attività trasfusionali (Src).

Secondo le risposte ottenute dal Cns in tutte le regioni e le province autonome i donatori di sangue possono vaccinarsi gratuitamente come previsto dalla circolare ministeriale emanata lo scorso maggio, che ha aggiunto questa categoria a quelle ‘classiche’ come donne in gravidanza, anziani e malati cronici. La principale modalità di erogazione è risultata il medico di base (scelta da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Umbria, Marche, Sardegna,  Sicilia, Calabria, Lazio, Molise, Abruzzo, Toscana, Campania), insieme agli ambulatori vaccinali delle Asl (modalità prevista da Veneto, Val d’Aosta, Basilicata, province di Trento e Bolzano, Toscana, Umbria, Sicilia, Calabria, Lazio, Abruzzo e Campania). In Val d’Aosta, Emilia Romagna e Liguria è possibile vaccinarsi anche direttamente nei servizi trasfusionali. In tutte le Regioni è necessario presentare un documento che attesti l’iscrizione ad una associazione di donatori o un certificato di avvenuta donazione per accedere al servizio. Dopo la somministrazione del vaccino i donatori dovranno attendere 48 ore prima di poter effettuare una donazione.

L’iniziativa, spiega il direttore generale del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, ha anche lo scopo di limitare le carenze che si verificano di solito in corrispondenza del picco influenzale. “Le carenze all’inizio dell’anno non sono una novità – afferma Liumbruno -. Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo insieme al volontariato ci siamo attivati per far inserire i donatori tra le categorie a cui viene offerta la vaccinazione. Ora che il servizio è attivo su tutto il territorio nazionale auspichiamo un’adesione massiccia da parte dei donatori”.

(fonte: Centro Nazionale Sangue)

Parte FIDASLab, il corso di formazione per responsabili associativi

Centocinquanta volontari del dono nel corso del mese di novembre seguiranno FIDASLab, il corso di formazione per responsabili associativi della FIDAS.

I partecipanti si divideranno in due date, a partire da oggi fino a domenica 11 e dal 23 al 25 novembre “per offrire ad un sempre maggior numero di volontari l’opportunità di approfondire le tematiche legate al sistema sangue – come ha ricordato il presidente nazionale Aldo Ozino Caligaris.

Il corso, che si svolge in pieno centro a Roma presso il Centro Congresso “Gli Archi”, prevede alcune sessioni plenarie, riservate agli aspetti specifici della donazione di sangue: Andrea Volterrani dell’Università Roma Torvergata e Raffaele Lombardi dell’Università “La Sapienza” guideranno i partecipanti a scoprire il rapporto tra il volontariato del dono e i cambiamenti culturali che hanno caratterizzato l’ultimo decennio, mentre il direttore Giancarlo Maria Liumbruno e la dottoressa Simonetta Pupella del Centro Nazionale Sangue approfondiranno gli aspetti legati all’autosufficienza di sangue e plasma in Italia.

E poi spazio al lavoro in gruppo per permettere ai convenuti di approfondire aspetti specifici legati alle diverse attività che svolgono nelle rispettive associazioni. Diversi professionisti di diversi settori coordineranno quindi i laboratori di Ufficio Stampa, Social Media, Presentazioni interattive e multimediali, Elaborazione foto e video e Progettazione bandi nazionali ed europei.

Anche quest’anno il corso sarà interattivo e sarà possibile seguire e commentare i diversi momenti sui social seguendo l’hashtag #FIDASLab.

Un campione di solidarietà per la FIDAS Cadoneghe

Domenica 21 ottobre 2018, la Sezione FIDAS di Cadoneghe ha festeggiato il 53° anniversario, nata il 14 maggio 1965 come Gruppo Padovano Donatori di Sangue Cadoneghe.

A margine del momento conviviale, che ha visto riuniti a tavola donatori, amici e simpatizzanti, con ottimo anfitrione il Presidente di Sezione Luca Pinzerato, abbiamo sentito Maurizio Bianchetto, che con le sue 274 donazioni è campione di solidarietà nella provincia di Padova e che è stato insignito di un premio speciale.

“Attualmente ricopro l’incarico di vicepresidente della Sezione di Cadoneghe – esordisce Bianchetto – mentre dal 1997 al 2007 ho ricoperto la carica di presidente. Oggi festeggiamo i 53 anni di attività della nostra Sezione e abbiamo premiato 53 donatori. Questo momento di festa conviviale, che organizziamo ogni tre anni, serve anche per ricambiare in qualche modo i nostri iscritti per il loro generoso impegno e per la loro solidarietà spesa in modo assolutamente volontario”.

“Ho iniziato a donare a 33 anni – ricorda Bianchetto – un mio stretto congiunto, con gravi problemi di salute, aveva bisogno di sangue. Dopo una notte trascorsa in ospedale a prestarvi assistenza, sono passato davanti al Centro Trasfusionale e mi sono detto ‘perché non donare il sangue a chi ha bisogno?’. Da lì è iniziato il mio percorso di solidarietà, fino alle attuali 274 donazioni. Ho donato sangue, plasma e piastrine ogni mese, e mi sono sempre sentito bene. Quando lavoravo, ero collaudatore meccanico, dopo ogni donazione, mi recavo tranquillamente in fabbrica, senza nessun problema. Anzi, ero carico al massimo, felice e orgoglioso di aver aiutato, con il mio semplice gesto, qualcuno meno fortunato di me, regalandogli la possibilità di poter godere di una migliore qualità di vita o, in alcuni casi, addirittura la vita stessa”.

“E sono molto attivo anche con l’ADMO, Associazione Donatori di Midollo Osseo – aggiunge il vicepresidente della sezione FIDAS di Cadoneghe – sono iscritto all’apposito registro da ben 33 anni, anche se ormai, all’età di 66 anni, non posso più donare. Inoltre, sono impegnato a promuovere l’attività dell’associazione e aiuto a raccogliere finanziamenti con la vendita delle Colombe pasquali e dei Panettoni a Natale, rifornendo i diversi paesi con il mio furgoncino. Quando lavoravo in fabbrica, durante la campagna delle Colombe, riuscivo a venderne fino a 400, a tutti i miei colleghi. E anche nel luogo di lavoro portavo avanti la cultura della solidarietà e la sensibilizzazione verso la donazione di sangue, e comunque ero e sono sempre stato disponibile a dare una mano, in qualunque modo, a chi si trova in difficoltà”.

“E’ importante che la gente comprenda – sottolinea Bianchetto – che c’è molto bisogno di sangue e che è importante donare, offrire qualcosa di importante di sé agli altri, prima e indipendentemente da eventuali problemi di salute che possano colpire un familiare e spingere così a compiere un gesto di solidarietà, come è avvenuto nel mio caso. Occorre donare perché c’è sicuramente una persona, uno sconosciuto, da qualche parte, che ha urgente bisogno del nostro sangue, che ha necessità di ricevere il nostro sangue per continuare a vivere o per vivere meglio. Non dimentichiamocelo mai!”.

“Vorrei approfittare per lanciare un appello ai potenziali nuovi donatori – conclude Maurizio Bianchetto – soprattutto vorrei rivolgermi ai giovani e incoraggiarli a donare, anche vincendo, magari, piccole ma comprensibili, naturali paure, come quella dell’ago, in quanto il loro piccolo gesto di solidarietà potrebbe salvare vite umane o rendere meno difficile l’esistenza di altre persone. Vale quindi la pena farsi coraggio, trovare un po’ di tempo, magari girarsi dall’altra parte durante il prelievo, ma recarsi senza indugio presso un Centro Trasfusionale per donare il proprio sangue. Un nobile gesto di grandissima importanza sociale”.

(fonte – Massimiliano Ferrati FIDAS Cadoneghe)

Misure di prevenzione West Nile Virus nella provincia BAT

A seguito del riscontro di una positività per West Nile Virus (WNV), confermata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “Giuseppe Caporale” (IZSAM), in equidi allevati nel comune di Trinatopoli (provincia di Barletta, Andria e Trani – BAT), si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nella suddetta provincia, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.
Tuttavia, sembra quanto mai opportuno, al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti nel periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di emocomponenti, sottolineare che il provvedimento di esclusione temporanea per “28 giorni dopo aver lasciato, dopo aver soggiornato almeno una notte, un’area a rischio per l’infezione da virus del Nilo occidentale documentato attraverso idonei sistemi di sorveglianza epidemiologica (…) non si applica nel caso in cui sia eseguito, con esito negativo, il test dell’acido nucleico (NAT), in singolo“.
Per quanto sopra, con riferimento alla nota del Centro nazionale sangue del 6 giugno 2018, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate.

Misure di prevenzione virus Dengue in Spagna

A seguito dell’odierna segnalazione sul sito dell’European Centre Diseuse and Control — ECDC, di casi autoctoni confermati di infezione da virus Dengue (DENV) nella regione di Murcia e nella provincia di Cadice (Spagna), il Centro nazionale sangue raccomanda di:

  • rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati attivando la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per viaggi nell’area interessata;
  • applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nell’area interessata;
  • applicare il criterio di sospensione temporanea per 120 giorni dalla risoluzione dei sintomi per i donatori con anamnesi positiva per infezione da DENV (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da DENV;
  • sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da DENV nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information).

I responsabili delle Strutture regionali di Coordinamento per le Attività Trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, nonché le banche di sangue cordonale ove presenti.

 

Estensione delle misure di prevenzione WNV alla Città metropolitana di Roma

A seguito del riscontro di una positività per West Nile Virus (WNV), confermata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “Giuseppe Caporale” (IZSAM), in equide allevato nel comune di Velletri (provincia di Roma, ora denominata Città Metropolitana di Roma Capitale), si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nella provincia di Roma (ora denominata Città metropolitana di Roma Capitale), di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Tuttavia, sembra quanto mai opportuno, al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti nel periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di emocomponenti, sottolineare che il provvedimento di esclusione temporanea per “28 giorni dopo aver lasciato, dopo aver soggiornato almeno una notte, un’area a rischio per l’infezione da virus del Nilo occidentale documentato attraverso idonei sistemi di sorveglianza epidemiologica (…) non si applica nel caso in cui sia eseguito, con esito negativo, il test dell’acido nucleico (NAT), in singolo“.

Per quanto sopra, con riferimento alla nota del Centro nazionale sangue del 6 giugno 2018, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate.

Misure di prevenzione WNV in Francia e Principato di Monaco

A seguito della segnalazione sulla piattaforma Rapid Alert system for Blood and Blood Components (RAB) di casi confermati di malattia da West Nile Virus (WNV) nel dipartimento di Vaucluse, dipartimento delle Bocche del Rodano, dipartimento del Var (Francia) e nel Principato di Monaco, si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle aree indicate, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Tuttavia, sembra quanto mai opportuno, al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti nel periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di emocomponenti, sottolineare che il provvedimento di esclusione temporanea per “28 giorni dopo aver lasciato, dopo aver soggiornato almeno una notte, un’area a rischio per l’infezione da virus del Nilo occidentale documentato attraverso idonei sistemi di sorveglianza epidemiologica (…) non si applica nel caso in cui sia eseguito, con esito negativo, il test dell’acido nucleico (NAT), in singolo”.

Per quanto sopra, con riferimento alla nota del Centro nazionale sangue prot. n. 1251.CNS.2018 del 6 giugno 2018, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate.