Pubblicato lo schema tipo di convenzione con il Ministero della Difesa

Nella Gazzetta Ufficiale del 14 marzo 2019 è stato pubblicato il decreto 31 dicembre 2018 recante “Schema-tipo di convenzione tra regioni, province autonome e Ministero della difesa, ai sensi dell’articolo 205, comma 4, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.”.

Con la pubblicazione di quest’ultimo provvedimento termina il lungo percorso di elaborazione dei decreti attuativi previsti dalla Legge 219 del 2005.

D.M. 31.12.2018_Schema tipo convenzioe Regioni MinDifesapdf

Nel 2018 cresciuta la raccolta di plasma, l’autosufficienza si avvicina. Centrati gli obiettivi, ora serve un piccolo sforzo

Sono andate bene nel 2018 le donazioni di plasma, componente del sangue fondamentale per la preparazione di farmaci salvavita. La raccolta è aumentata rispetto all’anno precedente, e sono stati centrati gli obiettivi del Programma Nazionale Plasma, che detta il percorso per avvicinarsi maggiormente all’indipendenza strategica dal mercato nordamericano entro il 2020. Per raggiungerla, avvertono però il Centro Nazionale Sangue, il Civis, coordinamento delle associazioni dei donatori, e l’Associazione Italiana Immunodeficienze Primitive (AIP Onlus), per i cui pazienti i farmaci plasmaderivati sono salvavita, serve un piccolo sforzo di tutti gli attori del sistema.

I DATI

Nel 2018 sono stati conferiti alle aziende che lavorano il plasma circa 840mila chilogrammi di plasma, 4mila in più rispetto all’anno precedente. Quasi tutte le Regioni sono in linea con gli obiettivi dettati dal Programma, con alcune come le Marche e la Sicilia che li hanno superati. Ha raccolto meno dell’80% di quanto programmato, invece, il Molise. Le Regioni in cui si dona più plasma sono le Marche, il Friuli Venezia Giulia e la Val D’Aosta, che sfiorano o superano i 20 chilogrammi ogni mille abitanti. Più distanti dagli obiettivi, invece la Campania, la Calabria e il Lazio, con le ultime due che però hanno aumentato la raccolta in linea con le richieste.

L’OBIETTIVO DELL’AUTOSUFFICIENZA

“I risultati ottenuti dal sistema italiano, che a differenza di quelli di paesi come Usa e Germania anche per il plasma si basa sulla donazione totalmente volontaria e non remunerata, sono notevoli, e ci permettono di garantire più del 70% del fabbisogno per tutti i plasmaderivati necessari ai pazienti italiani – commenta Giancarlo Maria Liumbruno -. Per arrivare agli obiettivi del Piano dovremmo aumentare la raccolta di circa 20mila chilogrammi entro il 2020, uno sforzo che è alla portata del sistema sangue italiano. Basti pensare che i nostri risultati sono ottenuti con 2,1 donazioni di plasma in media l’anno per ogni donatore che effettua questo tipo di donazioni, una cifra largamente inferiore a quella di altri paesi. Per raggiungere i 20 mila chilogrammi in più basterebbe che ogni in centro di raccolta si facessero tre donazioni di plasma in più ogni settimana”.

IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI DONATORI

I buoni risultati in fatto di donazioni di plasma dipendono anche dal ruolo attivo del volontariato del sangue. “Lavoriamo insieme al CNS – spiega il coordinatore protempore del CIVIS, Gianpietro Briola – e alle altre istituzioni sanitarie affinché i donatori percepiscano che ogni tipologia di donazione, a seconda delle necessità di programmazione e delle caratteristiche del donatore, è importante per i nostri malati. Per conseguire questi obiettivi, tuttavia, è fondamentale che il sistema trasfusionale sappia organizzarsi in modo efficace, incentivando le aperture pomeridiane e sopperendo a quelle situazioni di carenza di personale che esistono in alcune zone d’Italia”.

“Le associazioni – conclude Briola – sono anche la garanzia che in Italia il sistema si mantenga etico e solidale. I farmaci plasmaderivati sono una risorsa per il Paese e devono rimanere patrimonio pubblico. Il recente articolo del New York Times sui cittadini americani poveri che vendono il plasma ci fa riflettere su quanto l’Italia sia all’avanguardia, con un sistema che tutela donatore e ricevente impedendo che il corpo umano possa essere fonte di profitto”.

I PAZIENTI RINGRAZIANO

I pazienti per i quali i prodotti plasmaderivati sono salvavita ringraziano per il gesto volontario e gratuito dei milioni di donatori. “Sono stati ottenuti grandi risultati grazie a chi con un gesto libero e gratuito ha dato la possibilità a molti dei nostri pazienti di avere disponibili cure salvavita”, dichiara Alessandro Segato, Presidente di AIP Onlus. “Non verrà mai meno il ruolo di AIP a sostegno di CNS e CIVIS per compiere ulteriori passi per sostenere il ruolo sociale e la rilevanza etica della donazione di plasma, come gesto di solidarietà e di senso di appartenenza ad una comunità coesa e responsabile. Tanto è stato fatto, ulteriori piccoli grandi passi verso l’autonomia, che darebbe maggiori sicurezze e garanzie ai pazienti, possono essere compiuti.”

Per maggiori informazioni sulla donazione del plasma www.italiaplasma.it

 

(fonte Ufficio stampa Centro Nazionale Sangue 388-0473761)

Ad Agrigento il terzo Meeting regionale FIDAS Sicilia

Sabato 23 e domenica 24 febbraio, si svolgerà ad Agrigento il terzo Meeting regionale della FIDAS Sicilia.

Nel pomeriggio di sabato 23 febbraio, dopo i saluti delle autorità e dei responsabili associativi, il corso di aggiornamento “La selezione del donatore di sangue” e a seguire l’assemblea regionale dei delegati FIDAS.

Nel corso della giornata di domenica, i rappresentanti delle nove associazioni FIDAS presenti in Sicilia avranno modo di confrontarsi su diversi temi: dagli aspetti gestionali ed organizzativi delle associazioni al confronto sui rapporti con i Servizi Trasfusionali, dallo stato dell’arte in merito al recepimento dell’Accordo Stato-Regioni all’applicazione delle nuove convenzioni. Non mancherà spazio riservato ai Giovani con un confronto sulle varie esperienze associative e la programmazione di nuove iniziative.

 

 

A Torino il XX Meeting nazionale Giovani FIDAS

Torna a Torino, grazie alla collaborazione dell’ADSP FIDAS, il Meeting nazionale Giovani FIDAS, l’annuale incontro dei giovani donatori under 28. L’evento sarà il primo appuntamento per celebrare un anniversario importante, i sessant’anni della FIDAS.

Il Meeting, giunto alla sua ventesima edizione, approfondirà temi e metodologie legati all’universo della donazione: si parlerà infatti di storytelling, proponendo percorsi per raccontare storie di volontariato del dono, si ascolterà la voce di quanti devono la vita alla donazione di sangue, ci sarà lo spazio per confrontarsi nei lavori di gruppo, come non mancherà l’opportunità di testimoniare alla città il bello di essere donatori.

“Dopo sei anni il Meeting dei giovani donatori ritorna a Torino, dove nel 1959 è nata la nostra Federazione – ricorda Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS. – E proprio da Torino prenderà il via la kermesse di festeggiamenti ed eventi del 2019, come il FIDAS Tour con cui attraverseremo l’Italia raggiungendo Matera dove si svolgerà il Congresso nazionale. E’ fondamentale promuovere tra le nuove generazioni il valore del dono, della solidarietà e del dovere civico, per questo abbiamo scelto di dare il via al sessantesimo anniversario della Federazione proprio con l’appuntamento che vede protagonisti i giovani che rappresentano il nostro presente e il nostro futuro”.

On line il nuovo numero di NOI IN FIDAS

Cosa c’è scritto nelle analisi del donatore e come fare ad orientarsi tra valori e range di riferimento? Come sono andati i due appuntamenti di FIDASLab e cosa abbiamo imparato? E ancora cosa bolle in pentola per l’imminente 60mo FIDAS? A tutto questo cerchiamo di rispondere nel nuovo numero di NOI in FIDAS, il trimestrale della Federazione scaricabile in formato pdf o sfogliabile on line. Un numero da leggere e condividere per diffondere la cultura del dono. E per rinnovare gli auguri di buon Natale.

Influenza, offerta vaccino a donatori attiva in tutte le regioni

L’offerta della vaccinazione antinfluenzale gratuita per i donatori di sangue è stata attivata da tutte le regioni e viene erogata con diverse modalità; alcune hanno scelto i medici di base, mentre in altre il vaccino si somministra direttamente nei servizi trasfusionali. Lo afferma una survey condotta dal Centro Nazionale Sangue attraverso le Strutture Regionali di Coordinamento per le attività trasfusionali (Src).

Secondo le risposte ottenute dal Cns in tutte le regioni e le province autonome i donatori di sangue possono vaccinarsi gratuitamente come previsto dalla circolare ministeriale emanata lo scorso maggio, che ha aggiunto questa categoria a quelle ‘classiche’ come donne in gravidanza, anziani e malati cronici. La principale modalità di erogazione è risultata il medico di base (scelta da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Umbria, Marche, Sardegna,  Sicilia, Calabria, Lazio, Molise, Abruzzo, Toscana, Campania), insieme agli ambulatori vaccinali delle Asl (modalità prevista da Veneto, Val d’Aosta, Basilicata, province di Trento e Bolzano, Toscana, Umbria, Sicilia, Calabria, Lazio, Abruzzo e Campania). In Val d’Aosta, Emilia Romagna e Liguria è possibile vaccinarsi anche direttamente nei servizi trasfusionali. In tutte le Regioni è necessario presentare un documento che attesti l’iscrizione ad una associazione di donatori o un certificato di avvenuta donazione per accedere al servizio. Dopo la somministrazione del vaccino i donatori dovranno attendere 48 ore prima di poter effettuare una donazione.

L’iniziativa, spiega il direttore generale del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, ha anche lo scopo di limitare le carenze che si verificano di solito in corrispondenza del picco influenzale. “Le carenze all’inizio dell’anno non sono una novità – afferma Liumbruno -. Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo insieme al volontariato ci siamo attivati per far inserire i donatori tra le categorie a cui viene offerta la vaccinazione. Ora che il servizio è attivo su tutto il territorio nazionale auspichiamo un’adesione massiccia da parte dei donatori”.

(fonte: Centro Nazionale Sangue)

Parte FIDASLab, il corso di formazione per responsabili associativi

Centocinquanta volontari del dono nel corso del mese di novembre seguiranno FIDASLab, il corso di formazione per responsabili associativi della FIDAS.

I partecipanti si divideranno in due date, a partire da oggi fino a domenica 11 e dal 23 al 25 novembre “per offrire ad un sempre maggior numero di volontari l’opportunità di approfondire le tematiche legate al sistema sangue – come ha ricordato il presidente nazionale Aldo Ozino Caligaris.

Il corso, che si svolge in pieno centro a Roma presso il Centro Congresso “Gli Archi”, prevede alcune sessioni plenarie, riservate agli aspetti specifici della donazione di sangue: Andrea Volterrani dell’Università Roma Torvergata e Raffaele Lombardi dell’Università “La Sapienza” guideranno i partecipanti a scoprire il rapporto tra il volontariato del dono e i cambiamenti culturali che hanno caratterizzato l’ultimo decennio, mentre il direttore Giancarlo Maria Liumbruno e la dottoressa Simonetta Pupella del Centro Nazionale Sangue approfondiranno gli aspetti legati all’autosufficienza di sangue e plasma in Italia.

E poi spazio al lavoro in gruppo per permettere ai convenuti di approfondire aspetti specifici legati alle diverse attività che svolgono nelle rispettive associazioni. Diversi professionisti di diversi settori coordineranno quindi i laboratori di Ufficio Stampa, Social Media, Presentazioni interattive e multimediali, Elaborazione foto e video e Progettazione bandi nazionali ed europei.

Anche quest’anno il corso sarà interattivo e sarà possibile seguire e commentare i diversi momenti sui social seguendo l’hashtag #FIDASLab.

Un campione di solidarietà per la FIDAS Cadoneghe

Domenica 21 ottobre 2018, la Sezione FIDAS di Cadoneghe ha festeggiato il 53° anniversario, nata il 14 maggio 1965 come Gruppo Padovano Donatori di Sangue Cadoneghe.

A margine del momento conviviale, che ha visto riuniti a tavola donatori, amici e simpatizzanti, con ottimo anfitrione il Presidente di Sezione Luca Pinzerato, abbiamo sentito Maurizio Bianchetto, che con le sue 274 donazioni è campione di solidarietà nella provincia di Padova e che è stato insignito di un premio speciale.

“Attualmente ricopro l’incarico di vicepresidente della Sezione di Cadoneghe – esordisce Bianchetto – mentre dal 1997 al 2007 ho ricoperto la carica di presidente. Oggi festeggiamo i 53 anni di attività della nostra Sezione e abbiamo premiato 53 donatori. Questo momento di festa conviviale, che organizziamo ogni tre anni, serve anche per ricambiare in qualche modo i nostri iscritti per il loro generoso impegno e per la loro solidarietà spesa in modo assolutamente volontario”.

“Ho iniziato a donare a 33 anni – ricorda Bianchetto – un mio stretto congiunto, con gravi problemi di salute, aveva bisogno di sangue. Dopo una notte trascorsa in ospedale a prestarvi assistenza, sono passato davanti al Centro Trasfusionale e mi sono detto ‘perché non donare il sangue a chi ha bisogno?’. Da lì è iniziato il mio percorso di solidarietà, fino alle attuali 274 donazioni. Ho donato sangue, plasma e piastrine ogni mese, e mi sono sempre sentito bene. Quando lavoravo, ero collaudatore meccanico, dopo ogni donazione, mi recavo tranquillamente in fabbrica, senza nessun problema. Anzi, ero carico al massimo, felice e orgoglioso di aver aiutato, con il mio semplice gesto, qualcuno meno fortunato di me, regalandogli la possibilità di poter godere di una migliore qualità di vita o, in alcuni casi, addirittura la vita stessa”.

“E sono molto attivo anche con l’ADMO, Associazione Donatori di Midollo Osseo – aggiunge il vicepresidente della sezione FIDAS di Cadoneghe – sono iscritto all’apposito registro da ben 33 anni, anche se ormai, all’età di 66 anni, non posso più donare. Inoltre, sono impegnato a promuovere l’attività dell’associazione e aiuto a raccogliere finanziamenti con la vendita delle Colombe pasquali e dei Panettoni a Natale, rifornendo i diversi paesi con il mio furgoncino. Quando lavoravo in fabbrica, durante la campagna delle Colombe, riuscivo a venderne fino a 400, a tutti i miei colleghi. E anche nel luogo di lavoro portavo avanti la cultura della solidarietà e la sensibilizzazione verso la donazione di sangue, e comunque ero e sono sempre stato disponibile a dare una mano, in qualunque modo, a chi si trova in difficoltà”.

“E’ importante che la gente comprenda – sottolinea Bianchetto – che c’è molto bisogno di sangue e che è importante donare, offrire qualcosa di importante di sé agli altri, prima e indipendentemente da eventuali problemi di salute che possano colpire un familiare e spingere così a compiere un gesto di solidarietà, come è avvenuto nel mio caso. Occorre donare perché c’è sicuramente una persona, uno sconosciuto, da qualche parte, che ha urgente bisogno del nostro sangue, che ha necessità di ricevere il nostro sangue per continuare a vivere o per vivere meglio. Non dimentichiamocelo mai!”.

“Vorrei approfittare per lanciare un appello ai potenziali nuovi donatori – conclude Maurizio Bianchetto – soprattutto vorrei rivolgermi ai giovani e incoraggiarli a donare, anche vincendo, magari, piccole ma comprensibili, naturali paure, come quella dell’ago, in quanto il loro piccolo gesto di solidarietà potrebbe salvare vite umane o rendere meno difficile l’esistenza di altre persone. Vale quindi la pena farsi coraggio, trovare un po’ di tempo, magari girarsi dall’altra parte durante il prelievo, ma recarsi senza indugio presso un Centro Trasfusionale per donare il proprio sangue. Un nobile gesto di grandissima importanza sociale”.

(fonte – Massimiliano Ferrati FIDAS Cadoneghe)