Oscar della solidarietà al GDVS di Paternò
Lo scenario è da set cinematografico, i mitici grattacieli e l’esplosione di luci della baia di Manhattan, l’atmosfera da Oscar. La sala, però, non accoglie star hollywoodiane, registi e televisioni internazionali, l’evento non sarà trasmesso in mondovisione e non ci saranno sorprese nell’assegnazione dei premi. L’Oscar di cui stiamo parlando non andrà ad un film che farà cassetta nella prossima stagione né ad un attore di dichiarata fama, bensi all’Opera Omnia, del Gruppo Donatori Volontari Sangue di Paternò. Gli attori e tutti protagonisti che hanno interpretato se stessi, in questo monumentale colossal, le cui riprese si svolgono già da oltre 32 anni, sono circa 4000.
Il Waterside, locale che si affaccia sul fiume Hudson non potrebbe accoglierli tutti, anche se idealmente sono tutti presenti, insieme alla delegazione che rappresenta il Gruppo, nel momento solenne, della consegna del Premio Internazionale del Volontariato che l’Hudson County Medical Society del New Jersey ha voluto conferire al GDVS.
Abbiamo ricevuto il premio, a nome di tutti coloro che continuano a prendere parte attiva a questo fantastico reality che è la vita, dove a chi soffre, purtroppo, non sempre è dato di cambiare personaggio per vestire panni più comodi, ma dove però è contemplata la figura affascinante del volontario, che straordinariamente stravolge i copioni assegnati per portare sollievo alla sofferenza e comprensione del bisogno altrui.
I riconoscimenti alla solidarietà raramente suscitano scalpore e creano celebrità, ma le migliaia di volontari che in tutti questi anni hanno donato il proprio sangue sono stati e continuano ad essere celebrità, per tutti coloro che vivono nella sofferenza e nel bisogno e i cui I5 minuti profetizzati da Andy Warhol, si ripetono invece ad ogni donazione.
A nome vostro, il 16 giugno, la presidente del GDVS, Agata Vittorio, ha ricevuto il Premio Internazionale del Volontariato, che il presidente dell’Hudson County Medical Society, Carmelo Milazzo, ha consegnato quale riconoscimento al servizio reso alla società ed alla lealtà ed operosità del Gruppo.
Dando voce a tutti voi abbiamo pronunciato il discorso di ringraziamento e ricordato il lungo e non sempre facile percorso, attraverso il quale il Gruppo, si aperto alla solidarietà, giungendo a traguardi inaspettati.
Il sofferente, il bisognoso, l’ammalato, non hanno scelto volontariamente di interpretare questo scomodo ruolo, gli è stato assegnato da una regia suprema, i cui voleri e le intenzioni possono anche risultarci incomprensibili, ma che tutti noi, per un imprevisto cambio di ruoli, potremmo trovarci ad interpretare. Ed è in questa direzione che continuiamo ad indirizzare i nostri sforzi, perché il gesto della donazione non diventi un’azione di nicchia, solo per i più sensibili e responsabili, ma si tramuti in “prassi consapevole” e dove la solidarietà sia sana, vera e sentita, e serva anche a superare le barriere dell’incomprensione e del protagonismo, acquisiti ormai quali elementi normalità, in una società che sempre più isola il debole, schierandosi dalla parte di chi ha la presunzione di sentirsi sempre e comunque, forte e vincente.









