Terzo Settore

Linee guida “Valutazione dei sistemi di Impatto Sociale”

Pubblicate in Gazzetta Ufficiale (G.U. Serie Generale n. 214 del 12 settembre 2019) il D.M. 23 luglio 2019 recante “Le linee guida del ministero del Lavoro e delle politiche sociali per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore”. Sulla base delle indicazioni ministeriali, sarà ora possibile conoscere e valutare il raggiungimento degli obiettivi programmati dagli Enti del Terzo Settore (ETS) e valutarne l’impatto sociale sui soggetti interessati dalle attività svolte.

Obiettivi delle linee guida: “Definire criteri e metodologie condivisi secondo i quali gli enti di Terzo settore possano condurre valutazioni di impatto sociale, che consentano di valutare, sulla base di dati oggettivi e verificabili, i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi programmati e rendere disponibili agli stakeholders informazioni sistematiche sugli effetti delle attività realizzate. Le valutazioni saranno realizzate con metodi qualitativi e quantitativi e potranno prevedere un sistema di indici e indicatori di impatto, da mettere in relazione con quanto eventualmente rendicontato nel bilancio sociale. Pertanto, le presenti linee guida sull’impatto sociale sono da intendersi come uno strumento sperimentale di valutazione finalizzato a generare un processo concettuale e al contempo misurabile nel medio e lungo termine” (fonte: DECRETO)

Chi sono gli stakeholders?

  • Finanziatori e donatori presenti e futuri per i quali il VIS (Valutazioni di Impatto Sociale) rappresenta uno strumento sulla base del quale valutare se sostenere economicamente o interrompere il sostegno economico nei confronti dell’ETS
  • Beneficiari ultimi dell’intervento, ad esempio lavoratori, utenti e comunità locali, che attraverso i VIS possono comprendere meglio le ricadute sociali ed economiche generate dall’ETS
  • I cittadini interessati a conoscere come vengano impiegate le risorse pubbliche e quali siano le ricadute di tali investimenti
  • Soggetti pubblici interessati a valutare i benefici sociali generati da un intervento nel territorio e nelle comunità locali

Qual è lo scopo del VIS?

  1. Far conoscere il valore aggiunto sociale generato dalle attività dell’ETS
  2. Far conoscere i cambiamenti sociali prodotti con le attività dell’ETS
  3. Far emergere la sostenibilità dell’azione sociale

L’ETS può scegliere le metriche di valutazione del VIS che più si addicano alla tipologia di progetti svolti (il decreto riconosce infatti la molteplicità degli approcci adottabili in tale processo al fine di garantire l’autonomia degli enti). Vanno tuttavia rispettati alcuni principi minimi:

  • Intenzionalità: il sistema di valutazione deve essere connesso alla valutazione degli obiettivi strategici dell’ETS
  • Rilevanza: è necessario che vi siano contenute tutte le informazioni utili a dare evidenza dell’interesse generale perseguito e della dimensione comunitaria dell’attività svolta
  • Affidabilità: i dati devono poter essere verificabili con specifica indicazione delle fonti; devono essere informazioni veritiere, precise ed eque
  • Misurabilità: le attività riconducibili a parametri quantitativi devono poter essere misurate. L’ETS deve dunque prevedere un sistema di valutazione capace di identificare le dimensioni del valore delle attività perseguite, ma anche indici ed indicatori coerenti con le attività oggetto della valutazione
  • Comparabilità: i dati generati devono poter essere comparabili nel tempo
  • Trasparenza e comunicazione dei dati frutto della VIS

Operato da parte delle pubbliche amministrazioni: nell’ambito di procedure di affidamento di servizi di interesse generale, possono prevedere la realizzazione di sistemi di VIS da parte degli ETS che intrattengono rapporti con le medesime PP.AA, sì da consentire una valutazione dei risultati in termini di qualità e di efficacia delle prestazioni e delle attività svolte.

Costi per gli ETS: laddove previsto i costi della VIS devono essere proporzionati al valore dell’intervento e devono essere inclusi nei costi complessivi finanziati (fonte DECRETO)

Claudia Fiaschi portavoce Forum nazionale Terzo Settore commenta la notizia affermando: «Nel documento sono state recepite le nostre indicazioni, frutto del lavoro di un gruppo di esperti presso il Ministero del Lavoro e validato dal Consiglio Nazionale del Terzo settore. Abbiamo dato un importante contributo portando proposte concrete, utili a qualificare le attività delle organizzazioni di Terzo settore, non solo in termini di trasparenza, ma anche di crescita di consapevolezza del proprio ruolo. La valutazione di impatto si affianca ai bilanci sociali e agli altri strumenti di rendicontazione volti a rendere sempre più nitido l’operato degli enti del terzo settore nei confronti di cittadini e stakeholders».