“Donazione in Rosa”, l’impegno di FIDAS Basilicata nella Giornata Internazionale della Donna
Da Laurenzana a Scanzano Jonico, da Muro Lucano a Grassano, fino ad Irsina, celebra la centralità di donatrici, volontarie e donne del personale sanitario l’iniziativa “Donazione in Rosa” promossa da FIDAS Basilicata. Attraverso l’impegno di cinque Sezioni – quella di FIDAS Irsina, in particolare, ha coinvolto ben 25 donatrici per una giornata di raccolta tutta al femminile – domenica 8 marzo la Giornata Internazionale della Donna, che riconosce diritti e pari opportunità, acquisterà un significato ancora più forte.
Numerose le azioni di FIDAS Basilicata per confermare e sostenere la parità di genere. “Se da un lato – sottolinea – occorre affermare anche nella donazione di sangue e plasma la parità di diritti, dall’altro occorre porre l’attenzione sulle diversità di genere legate alla biologia umana, così come accade in una rinnovata visione della medicina di genere, che tiene conto delle differenze biologiche e socio-culturali che influenzano lo stato di salute, le malattie e la risposta alle terapie”.
Un approccio che non si rivolge solo alle donne, ma garantisce a tutti cure personalizzate ed eque che superano i modelli standardizzati. “La donazione di sangue ed emocomponenti – sottolinea il dottor Luigi Tarantino, direttore sanitario di FIDAS Basilicata e presidente di FIDAS Irsina – non conosce sesso. Il sangue, il plasma e le piastrine sono uguali per tutti i donatori. Differenze ci sono sulla tempistica relativa alla frequenza per la donazione di sangue intero. Nei maschi devono intercorrere almeno 90 giorni tra una donazione di sangue e l’altra. Per le donne c’è differenza se si trovano in età fertile o non più.
Nel primo caso la frequenza è di almeno 180 giorni, nel secondo si riduce ad almeno 90 giorni. Per la donazione di plasma o piastrine, almeno 14 giorni e non più di sei donazioni all’anno, non ci sono sostanziali differenze tra uomini e donne. E questo è quanto la legge impone. ‘Donare in Rosa’, perciò, acquista un significato differente. L’impegno per le donne è più globale, completo. Le donne aggiungono qualcosa di speciale alla loro donazione e questo sia dal punto di vista fisico che sociale, lavorativo e familiare. Portano una ventata di energia. Ringrazio tutte le volontarie e le donatrici che devono sentirsi fiere e orgogliose dal momento che rendono l’atto della donazione di una semplicità unica come solo le donne riescono a fare”.
“FIDAS Basilicata – aggiunge la presidente, Isabella Cammarota – attualmente è in linea con le medie nazionali in termini di presenza femminile tra le donatrici, pari a circa il 30% rispetto al numero complessivo di donatori attivi. La riflessione su questo divario riguarda sostanzialmente gli aspetti culturali e organizzativi, oltre che quello strettamente biologico. L’impegno che ci assumiamo, proprio in occasione della Giornata Internazionale della Donna, è di riuscire a coinvolgere attivamente sempre più donne nel gesto del dono. Se in generale registriamo una numerosa presenza femminile tra i volontari, dobbiamo impegnarci a rendere il gesto del dono sempre più inclusivo, accessibile e naturale per tutti in tutte le fasce di età consentite per la donazione, ai 18 ai 65 anni d’età”.









