Da Adria una bella lezione di vita: festeggia i 18 anni donando il sangue
La storia di Silvia rappresenta un bell’esempio delle grandi lezioni di vita che in modo spontaneo e genuino i giovanissimi possono dare a tutti noi.
Figlia e nipote di donatori di sangue (il nonno Antonio Doria, già storico presidente della FIDAS Polesana, ne è oggi vicepresidente) cresciuta respirando lo spirito della solidarietà, Silvia Barison, classe 1994, in vista del suo 18° compleanno, non ha avuto alcun dubbio: ha compilato il modulo di adesione all’associazione, si è sottoposta ai necessari accertamenti e ha chiesto, come regalo per la sua maggior età, di poter compiere la sua prima donazione proprio il giorno del suo compleanno.
Grazie alla collaborazione e alla disponibilità della responsabile del Centro Trasfusionale di Adria, Dott.ssa Lobue, e di tutto lo staff medico infermieristico, il giorno del compleanno di Silvia è diventata davvero una festa, per la giovanissima donatrice innanzi tutto, ma anche per la comunità dei donatori di sangue, che ha accolto con grande gioia, come sempre succede in questi casi, un nuovo giovane donatore.
La Presidente FIDAS Polesana, Roberta Paesante “Le immagini di una giovanissima che sorridente ed entusiasta si appresta a compiere la sua prima donazione, accompagnata dalla mamma Cristina, anche lei donatrice, e dal fratellino Davide, dal nonno, già donatore oltre che responsabile associativo, e da altri amici donatori che hanno cercato di farle festa, non possono che essere motivo di grande soddisfazione per chi quotidianamente si impegna per diffondere il messaggio della donazione di sangue. E’ un bell’esempio di quello che i giovani sanno dare, in maniera spontanea e vera: mai come in questi ultimi anni, la nostra associazione ha vissuto un ringiovanimento, grazie al coinvolgimento proprio di tanti giovani, pieni di buona volontà, che oltre ad essere donatori, crescono e maturano nell’ambito associativo, fianco a fianco con i nostri senior, scambiando freschezza delle idee con competenza ed esperienza, fino a diventare dei veri responsabili associativi. Come Silvia non era sola nel giorno della sua prima donazione, così ci piace pensare che i giovani non lo saranno mai nell’ambito associativo, avranno sempre alle spalle una squadra forte e unita di volontari, di ogni età, dediti al messaggio della donazione”.









