Al Policlinico Tor Vergata la Sala “Giuseppe Moro” diventa simbolo vivo di dono

12 Febbraio 2026In dalle federate

C’è un momento, nei luoghi di cura, in cui il tempo sembra sospendersi. È quello dell’attesa. Seduti su una poltrona, con un numero in mano o con un pensiero nel cuore, donatori e pazienti condividono uno spazio che spesso è solo di passaggio. Da oggi, però, quella sala d’attesa del Centro Trasfusionale del Policlinico Tor Vergata racconta una storia. E porta un nome che è diventato memoria collettiva: Sala “Giuseppe Moro”.

Giovedì 12 febbraio, a due anni esatti dalla sua scomparsa, è stata ufficialmente affissa la targa commemorativa dedicata a Giuseppe Moro. Un gesto semplice, ma carico di significato. Non solo un atto formale, bensì un segno tangibile di riconoscenza verso un uomo che ha fatto del volontariato una missione quotidiana, silenziosa e concreta.

Giuseppe Moro è stato un volontario instancabile dell’Associazione Volontari per Policlinico Tor Vergata odv e vicepresidente della Sezione Volontari Donatori Sangue ed Emocomponenti, federata FIDAS Lazio. La sua scomparsa, avvenuta il 12 febbraio 2024, ha lasciato un vuoto profondo tra i volontari, i donatori e tutto il personale sanitario che negli anni ne aveva conosciuto la dedizione discreta, l’attenzione autentica verso gli altri e un senso del servizio raro e coerente.

Già il 27 febbraio 2024, a pochi giorni dalla sua morte, la sala d’attesa del Centro Trasfusionale era stata intitolata a lui, nel corso di una cerimonia intensa e partecipata. Quel giorno, un luogo di passaggio si era trasformato in uno spazio di memoria e gratitudine. Con l’affissione della targa, avvenuta oggi, quell’intitolazione assume una forma visibile e permanente, destinata ad accompagnare ogni giorno chi entra in quella sala.

Perché Giuseppe Moro, in quei corridoi, non era semplicemente un volontario. Era una presenza. Una di quelle che non fanno rumore ma fanno la differenza. Accoglieva, ascoltava, orientava. Sapeva rassicurare chi donava per la prima volta e motivare chi tornava periodicamente. Il suo impegno non si è mai limitato alla gestione delle attività associative: ha inciso sulla qualità umana dell’esperienza di donazione, contribuendo a creare un clima di fiducia e prossimità.

Nel suo ruolo di vicepresidente della Sezione Volontari Donatori Sangue ed Emocomponenti, ha lavorato per rafforzare la cultura del dono, per fidelizzare i donatori e per consolidare il legame tra associazione, struttura sanitaria e territorio. Un lavoro costante, spesso invisibile, ma fondamentale per costruire una comunità solidale fondata su gesti concreti.

La cerimonia del 12 febbraio 2026 ha visto la partecipazione delle principali autorità del Policlinico Tor Vergata e dell’Associazione, a conferma del valore istituzionale dell’iniziativa. Erano presenti il direttore sanitario, Andrea Magrini, il professor Francesco Buccisano, direttore UOSD SIMT, e il professor Alberto De Stefano, presidente dell’Associazione Volontari per Policlinico Tor Vergata OdV. Accanto a loro, familiari, amici, volontari, personale medico, donatori e pazienti: una comunità riunita non solo per ricordare, ma per rinnovare un impegno.

Per FIDAS Lazio, questo momento rappresenta anche la volontà di custodire e trasmettere un’eredità morale che va oltre una data o una targa. La Sala Giuseppe Moro non è soltanto uno spazio fisico: è un simbolo. Parla di altruismo, di responsabilità civile, di presenza costante. Ogni angolo richiama l’idea che il volontariato, quando è autentico, lascia tracce profonde.

Il ricordo di Giuseppe Moro continua a vivere nelle azioni quotidiane dei volontari, nei percorsi di chi sceglie di donare sangue, nelle nuove generazioni che si avvicinano al mondo del dono. È una guida silenziosa che accompagna chi entra in quella sala, magari senza conoscerne la storia, ma percependone il valore. Perché a volte basta una targa per ricordarci che dietro ogni gesto di solidarietà c’è una persona. E che alcune presenze, anche quando non si vedono più, continuano a illuminare il cammino degli altri.