Giovanni Polato realizza il record di solidarietà delle 200 donazioni di sangue e plasma

28 Gennaio 2026In dalle federate

Da sempre iscritto alla Sezione FIDAS Verona di Villafranca, Giovanni Polato ha raggiunto le 200 donazioni di sangue e plasma. Un traguardo ormai raro tra i donatori. Prima di lui, infatti, solo Franco Serpelloni aveva superato abbondantemente questa quota nella sezione villafranchese. La prima donazione a 18 anni, l’ultima qualche giorno fa sul lettino del Centro Trasfusionale di Bussolengo. A festeggiarlo si è presentata una delegazione di donatori della Sezione che conta 466 donatori, capitanata dal presidente Corrado Marconi, affiancato dal vicepresidente Fabrizio Marconi e dal consigliere Giuseppe Albertini.

Sposato e padre di due figli, Marta e Matteo, entrambi donatori, Giovanni Polato oggi di anni ne ha 59 e lavora come autista di camion per il trasporto di Gpl. “L’esempio – afferma – ce l’avevo in casa dal momento che provengo da una famiglia di donatori. Mio papà Dino e mia mamma Natalina erano entrambi donatori. Per me e per mio fratello Moreno è stato naturale seguire questa strada. Ho cominciato appena maggiorenne, quando ancora la raccolta di sangue si faceva nelle scuole di Villafranca, e da allora ho sempre continuato: ho avuto la fortuna di stare bene, di mio ci ho messo solo la costanza“.

Appassionato di sport – soprattutto arti marziali e bicicletta – ha un gruppo sanguigno AB+, ovvero un gruppo raro, presente in meno del 5% della popolazione. “Questo – ammette – è stato un ulteriore incentivo per donare. Sono felice di aver raggiunto le 200 donazioni, ci speravo: so che ognuna è servita per una causa importante”. Negli anni, il signor Polato ha sempre tenuto un buon ritmo, alternando le donazioni di sangue a quelle di plasma. Al passo di 4-6 all’anno è arrivato alle attuali 200. “Ho sempre pensato che donare – aggiunge – è un dovere civico: basta talmente poco per fare qualcosa di così grande… C’è tanta gente che ha bisogno: se si può, si deve fare!”.

È stata una bellissima sorpresa – conclude il donatore-record – e non pensavo di ricevere tutta questa accoglienza. Nel mio piccolo, continuerò a donare finché la salute tiene. A chi mi chiede perché lo faccio, rispondo sempre questo: se tutti pensassimo solo a noi stessi e un giorno noi o un nostro familiare avessimo bisogno di sangue, dove andremmo a prenderlo?”.

La bella testimonianza di questo donatore – sottolinea Chiara Donadelli, presidente di FIDAS Verona – ci ricorda l’importanza di educare al dono del sangue e del plasma a partire dalla famiglia. Solo se ognuno fa la propria parte, come Giovanni, si può garantire la continuità del dono. Di sangue e plasma c’è sempre bisogno, così come c’è bisogno di nuovi donatori per garantire terapie salvavita. Invitiamo tutti a prendere in considerazione questo gesto, ricordando inoltre di inserire anche qualche donazione di plasma nella propria attività donazionale”.