L’appello di Monica Consolini, la ciclista-donatrice che ha fatto il giro del mondo: “Se potete, andate a donare il sangue”
Monica Consolini, la ciclista amatoriale e donatrice di sangue e plasma iscritta a FIDAS Verona, è rientrata sabato 17 gennaio 2026 a Lazise, da dove era partita sabato 13 gennaio 2024, due anni dopo aver pedalato in solitaria in giro per il mondo: ha percorso 31.000 chilometri in 25 Paesi, toccando Europa, Asia e America.
Ad accoglierla all’arrivo, al Centro Giovanile di Lazise, tantissime persone: familiari, amici, l’Amministrazione Comunale con il sindaco Damiano Bergamini, gli agenti della Polizia Locale che l’hanno scortata per gli ultimi chilometri, e poi i volontari della Protezione Civile e i clown dell’Associazione “Viviamo in positivo”, di cui la 35enne fa parte.
Non poteva mancare anche una rappresentanza dei donatori di sangue di FIDAS Verona di San Giorgio in Salici, la sua Sezione, affiancati dalla presidente provinciale Chiara Donadelli. Una grande festa per accogliere l’ingegnere e guida ambientale che ha condiviso la sua lunga avventura sui canali social del progetto “RideSmile“.
L’obiettivo del viaggio era quello di testimoniare il bello del mondo e in 103 settimane, macinando in media 80 chilometri al giorno, la ciclista donatrice ci è riuscita. Emozionata e senza parole, ha rimarcato quanto sia stato bello viaggiare in bicicletta e sentire l’affetto di tantissime persone. “Ho visto la commozione per la felicità – ha detto – sui visi delle persone che mi hanno aspettata all’arrivo: è stato molto toccante, perché mi sono resa conto di quanto questo viaggio sia stato vissuto anche da chi era a casa, ma che in qualche modo ha viaggiato con me.
I donatori di FIDAS Verona mi hanno fatto una grande festa: per me è stato bellissimo poter dare visibilità alla donazione di sangue. Nei vari Paesi che ho attraversato, ho constatato che il dono del sangue è vissuto in modo diverso: in alcuni Stati è ben presente e pubblicizzato, mentre in altri non si sa neanche cosa sia… Questo dimostra quanto lavoro ci sia da fare a livello mondiale e mi fa sentire anche fortunata, perché in Italia il dono è un volontariato conosciuto.
Io lo considero un gesto davvero importante, anzi fondamentale e assolutamente non scontato! È un volontariato silenzioso perché non fa rumore, è un gesto che non viene messo in mostra, ma è indispensabile e prezioso. Per questo motivo cercherò di riprendere a donare il prima possibile e invito tutte le persone in buona salute e specialmente i giovani ad avvicinarsi al dono del sangue“.
Un appello rimarcato anche dalla presidente provinciale di FIDAS Verona, Chiara Donadelli. “Il sorriso di Monica – ha detto – ci ricorda che la vita è una meravigliosa opportunità: la ringraziamo per aver sventolato la nostra bandiera nei posti più remoti del mondo e per il suo entusiasmo nel comunicare questo gesto, semplice e gratuito, che lei compie da quando aveva 18 anni. La sua meravigliosa impresa sportiva e umana ci ricorda che anche noi, senza allontanarci troppo da casa, possiamo fare un viaggio altrettanto spettacolare: aiutare chi ha bisogno andando al Centro trasfusionale”.









