Tempo di bilanci per FIDAS Milano. Rinnovato impegno a fare di più e meglio

15 Gennaio 2026In dalle federate

Una chiamata all’impegno e uno stimolo a rafforzare il legame con il territorio e le persone che lo abitano. Con questo spirito, FIDAS Milano OdV, registra il calo nell’ingresso dei nuovi donatori, malgrado le numerose iniziative messe in campo. Numeri che non allarmano, ma che sicuramente invitano a riflettere. E migliorare, per assestare la rotta.

Analizzare i numeri della nostra associazione – osserva il vicepresidente vicario, Giuseppe Iosaè, prima di tutto, un atto di responsabilità e di trasparenza. I numeri raccontano ciò che siamo, ma soprattutto ci aiutano a capire dove vogliamo andare. Osservando i dati del 2025 e confrontandoli con le medie nazionali, emerge che il nostro territorio sta attraversando una fase complessa.

I parametri di fidelizzazione e di nuovi ingressi risultano leggermente inferiori alla media nazionale. In una città come Milano, donare sangue significa spesso fare i conti con stili di vita frenetici, con tempi compressi, con difficoltà che rendono più faticosa la continuità di un gesto che richiede programmazione e consapevolezza“.

Il vero fiore all’occhiello dell’anno appena trascorso è rappresentato dall’incremento delle donazioni in aferesi. In un panorama sanitario che richiede sempre più derivati del sangue per terapie specifiche e farmaci plasmaderivati, questo risultato parla di donatori attenti, informati, capaci di cogliere i bisogni reali del sistema sanitario.

I dati del 2025 relativi alla raccolta in aferesi delineano una comunità di donatori non solo più generosa della media nazionale, ma anche più consapevole, matura e responsabile. Molto soddisfacenti i risultati della Sezione di Paullo che, nel confronto con il 2024, mostra segnali incoraggianti. A fronte di un calo del numero dei donatori del 4%, le donazioni sono cresciute del 5%, con un indice donazionale salito da 1,90 a 2,04.

Le donazioni in aferesi rappresentano il 13% del totale. Sono numeri che raccontano una base donatori solida, fidelizzata, profondamente legata all’Associazione. Un legame che probabilmente trova forza anche nella dimensione più raccolta del territorio, dove il rapporto con la cittadinanza è più diretto e autentico.

Maggiore è stata, invece, la fatica della Sezione di Peschiera Borromeo, nonostante sia quella che ha investito di più in termini di presenza sul territorio, eventi e partecipazione civica. È questa una realtà fortemente connessa con Milano. Molti donatori scelgono di donare presso le associazioni ospedaliere del capoluogo o altre associazioni che si occupano di raccolta sangue, spinti da dinamiche lavorative e da una mobilità quotidiana che lega strettamente il Comune alla città.

Stabile la situazione di Milano città, inevitabilmente “schiacciata” dalla presenza delle grandi associazioni ospedaliere del capoluogo lombardo. In una metropoli complessa, anche l’attività di promozione della donazione richiede energie, strumenti e strategie sempre nuove.

Caso a parte, la Sezione di Rozzano. Pur in presenza di un liceo scientifico presso il quale, da anni, i volontari presentano il progetto “Un mare di gocce”, manca un’attività di volontariato strutturata e continuativa. Questo limita, almeno in parte, il potenziale di tanti studenti che potrebbero diventare nuovi donatori e volontari.

Per quanto riguarda Cesano Boscone si tratta di pochi donatori “ereditati” dall’Associazione Sarda di Donatori di Sangue, recentemente scioltasi. Qui, purtroppo, non c’è una reale attività di volontariato attiva, né una sede e appare difficile espandersi. Tuttavia l’apporto dei donatori di Cesano rimane, comunque, fondamentale e significativo e l’auspicio è che possa aumentare.

Accanto ai numeri – qui, nel dettaglio, le tabelle con i dati – però ci sono le persone. E quelle continuano a sorprendere. Anche nel 2025, infatti, la partecipazione al Fantadono è stata entusiasmante. Un gioco, certo, ma soprattutto un modo leggero e coinvolgente per raccontare l’impegno quotidiano di chi sceglie di donare. Due “fuoriclasse”, con dodici donazioni annue ciascuno, hanno conquistato il primo posto a pari merito, seguiti da un gruppo numeroso di campioni della donazione pronti a raccoglierne l’eredità.

Grande entusiasmo ha accompagnato poi “Ciak Don-Azione”, la nuova iniziativa che ha dato volto e voce ai donatori immortalati nell’atto del dono e pronti a condividere emozioni, pensieri e motivazioni nella convinzione fondata che il dono non sia mai solo un gesto tecnico, ma un’esperienza profondamente umana.

Un ringraziamento speciale va a don Marco Bottoni, parroco di Paullo, che oltre ad essere un “super-donatore” ha accompagnato FIDAS negli incontri con gli studenti delle scuole, portando una testimonianza autentica e credibile del valore del dono. Testimonianze come la sua rendono concreto il messaggio che le Federate cercano di trasmettere ogni giorno.

Il progetto “Un mare di gocce” resta, più di ogni altro, il cuore pulsante dell’Associazione: uno sguardo rivolto alle nuove generazioni, alle loro famiglie e ai docenti perché “educare alla solidarietà oggi significa costruire una società più giusta domani”.

Un doveroso e sentito ringraziamento, infine, va ai 14 donatori centenari ancora in attività. Uno su tutti: Augusto Bezza, che ha raggiunto lo straordinario traguardo delle 229 donazioni ed è, in assoluto, il donatore più generoso di FIDAS Milano. “In storie come la sua – affermano con orgoglio dalla Federata lombarda – si riflette il senso più profondo del nostro essere comunità: un mare fatto di gocce, tutte diverse, ma unite dallo stesso valore”.