L’importanza del dono al centro dell’incontro “Lasciami volare” su dipendenze e problematiche giovanili
L’esperienza di un padre, Gianpietro, e di suo figlio, Emanuele, vittima di un “francobollo” contenente sostanze psicoattive offertogli da un “amico”, divenuto la causa del suo annegamento. Quel padre è Gianpietro Ghidini, presidente della Fondazione Ema Pesciolino Rosso ETS, che giovedì 14 novembre alle 20.30 nella Sala Maria Ida Viglino del Palazzo Regionale di Aosta, in Piazza Deffeyes, ospite dell’incontro ad ingresso gratuito “Lasciami volare” promosso dall’Associazione Donatori Sangue Organi “Silvy Parlato”, racconterà della sua decisione di provare a trasformare il dolore in impegno civico affinché quanto accaduto a suo figlio non capiti ad altri.
Da qui la scelta di dedicare parte del suo tempo alla sensibilizzazione di tutti – giovani, adulti, ragazzi e genitori – sui rischi legati all’uso di sostanze, sulla dipendenza tecnologica, sulla scarsa o assente comunicazione. L’evento gode del patrocinio della Regione autonoma Valle d’Aosta, del CSV e dell’Ordine degli Psicologi della Valle d’Aosta. “Un’iniziativa aperta al pubblico – spiega Carla Buzzelli, presidente dell’Associazione Donatori Sangue e Organi Silvy Parlato – rivolta a tutti coloro che a vario titolo, assumendo un ruolo sociale, si vedono investiti di un compito educativo che è per definizione riconoscimento dell’altro, buon esempio ed interazione continua.
Ghidini ci farà dono di un pezzo della sua vita, cercando di stimolare riflessioni che possano trasformarsi in comportamenti concreti, atti al mantenimento di sani stili di vita, dove sano comprende uno stato di benessere bio-psico-sociale. Motivare alla vita attraverso il dono per noi donatori significa dare una parte di sé di cui gli altri hanno estremo bisogno. Sentirsi utili verso chi è meno fortunato perché ha un importante problema di salute aiuta a rafforzare il senso di appartenenza ad una comunità all’interno della quale le azioni di ognuno sono indirizzate al bene comune.
Esserci affinché la collettività possa vivere. È su questo principio che la comunità locale di donatori di sangue veicola al suo interno l’importante valore del dono di sangue e plasma quale unico gesto capace di offrire speranza di salute di vita a tanti pazienti oncologici, talassemici, nefropatici, trapiantati. Come in tutte le iniziative di FIDAS non ci stancheremo mai di invitare tutte le valdostane e i valdostani che ancora non lo fossero, a diventare periodici e volontari donatori di sangue. Con questo evento rinsaldiamo la nostra mission al servizio della comunità, a favore del consolidamento dell’autosufficienza regionale di unità di sangue ed emocomponenti”.









