Campagna OMS per la Giornata Mondiale del Donatore: partecipano i donatori FIDAS

Le celebrazioni per la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, che quest’anno erano state affidate all’Italia, sono rimandate all’anno prossimo a causa dell’emergenza Covid-19.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha però deciso di coinvolgere ugualmente le associazioni di donatori di sangue presenti in Italia nella Campagna mondiale per la promozione del dono lanciata in questi giorni.

Diversi i donatori FIDAS coinvolti nella Campagna e tra questi Cristina, donatrice e volontaria dell’AFDS FIDAS, è entrata a far parte attiva del progetto di comunicazione. Campagna OMS i donatori FIDAS

Diversi i messaggi che l’OMS intende promuovere con questa Campagna:

  • Il mondo necessita di sufficienti scorte di sangue sicuro per chiunque ne abbia bisogno 
  • Ogni pochi secondi, qualcuno, da qualche parte, ha bisogno di sangue
  • Le trasfusioni di sangue e i farmaci emoderivati salvano milioni di vite ogni anno
  • La salute è un diritto umano; ognuno nel mondo deve poter avere accesso a trasfusioni di sangue sicure, quando e dove ne ha bisogno
  • Le donazioni di sangue periodiche sono necessarie in tutto il mondo per garantire agli individui e alle loro comunità di aver accesso a sangue e prodotti emoderivati sicuri e di qualità
  • Chiunque può donare il sangue dovrebbe prendere in considerazione di compiere regolarmente e gratuitamente questo gesto, senza una retribuzione, in modo tale da garantire scorte sufficienti di sangue in tutti i Paesi 
  • Garantire la sicurezza e il benessere dei donatori è fondamentale e stimola l’impegno nella donazione periodica
  • L’accesso a trasfusioni di sangue e a prodotti emoderivati sicuri sono essenziali per la salute universale ed un elemento chiave per sistemi sanitari efficaci
  • Anche se il bisogno di sangue e dei prodotti emoderivati è universale, l’accesso a sangue ed emoderivati sicuri varia da un Paese all’altro
  • Il sangue e i prodotti emoderivati sono essenziali per la cura di: 
    • donne con emorragie associate alla gravidanza e al parto;
    • bambini che a causa della malaria e della malnutrizione sono affetti da anemia;
    • pazienti affetti da patologie del sangue o del midollo osseo, disturbi ereditari dell’emoglobina e condizioni di deficienza immunitaria;
    • persone con lesioni traumatiche in situazioni di emergenza, o coinvolte in incidenti e catastrofi;
    • pazienti sottoposti a procedure mediche e chirurgiche avanzate.

Per ulteriori informazioni sulla Campagna dell’OMS, invitiamo a consultare la pagina World Blood Donor Day.

“Safe blood saves lives”: il tema della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue 2020

Dal 2004 il 14 giugno rappresenta una data importante per tutti i donatori e le associazioni di donatori di sangue: nel 2004 è stata infatti istituita la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Un appuntamento che quest’anno avrebbe visto l’Italia come Paese ospitante le celebrazioni ma a causa dell’attuale pandemia di COVID-19 gli appuntamenti e le iniziative organizzate sono state rinviate al 2021.

Si svolgeranno dunque in modalità on-line diverse iniziative che coinvolgeranno le associazioni di donatori in tutta Italia e non solo.

La campagna 2020

Safe blood saves livesIl tema scelto per celebrare quest’edizione della Giornata Mondiale è “Safe blood saves lives” con lo slogan “Give blood and make the world a healthier place”, tradotto in italiano con: “Dona sangue e rendi il mondo un posto più sano“.

Le donazioni di sangue sono necessarie in tutto il mondo per garantire alle persone e alle comunità l’accesso a sangue e prodotti sanguigni sicuri e di qualità in situazioni normali e di emergenza. Questo perché il sangue:

  • può aiutare pazienti che soffrono di condizioni potenzialmente letali a vivere più a lungo e con una qualità di vita superiore;
  • supporta complesse procedure mediche e chirurgiche;
  • è vitale per il trattamento dei feriti durante le emergenze di ogni tipo (calamità naturali, incidenti, conflitti armati, ecc.);
  • ha un ruolo essenziale e salvavita nella cura materna e neonatale.

Tuttavia l’accesso alle trasfusioni di sangue sicuro è ancora un privilegio per pochi. La maggior parte dei Paesi a basso e medio reddito fanno fatica a rendere disponibile sangue sicuro perché le donazioni sono poche e le attrezzature per testare il sangue sono scarse. A livello globale, il 42% del sangue viene raccolto nei paesi ad alto reddito, che ospitano solo il 16% della popolazione mondiale. Attraverso la campagna di quest’anno, l’OMS chiede alle persone di tutto il mondo di salvare delle vite donando il proprio sangue in maniera volontaria e periodica.

Gli obiettivi che s’intende raggiungere con la campagna “Safe blood saves lives” sono:

  • celebrare e ringraziare i donatori di sangue e incoraggiare altre persone ad entrare a far parte del “mondo dei donatori”;
  • sensibilizzare all’urgente necessità di aumentare la disponibilità di sangue sicuro da utilizzare ovunque e ogni volta che sia necessario per salvare vite;
  • dimostrare il bisogno di un accesso universale a trasfusioni sicure ed evidenziare come i servizi che forniscono sangue e prodotti sanguigni sicuri siano un elemento essenziale per fornire un’assistenza sanitaria efficace e raggiungere una copertura sanitaria universale;
  • mobilitare il sostegno a livello nazionale, regionale e globale tra governi e partner di sviluppo per investire, rafforzare e sostenere i programmi nazionali sangue.

Nelle prossime settimane l’OMS e la FIDAS daranno ulteriori dettagli in merito alla Giornata tanto attesa dai donatori e dalle associazioni di donatori di tutto il mondo.

Settimana mondiale dell’immunizzazione: “Vaccini proteggono la salute di tutti, ovunque”

Nelle date comprese tra il 24 e il 30 aprile ricorre la Settimana mondiale dell’immunizzazione. Obiettivo della Settimana è quello di promuovere l’uso di vaccini per proteggere le persone di tutte le età dalle malattie.
Ogni anno
milioni di vite vengono salvate grazie all’immunizzazione ed è ampiamente riconosciuto come questa rappresenti uno degli interventi sanitari più efficaci e convenienti al mondo.

settimana mondiale immunizzazioneL’immunizzazione è una strategia fondamentale per raggiungere il controllo dell’epatite virale, il contenimento della resistenza antimicrobica e permette il miglioramento dell’assistenza prenatale e neonatale. Tuttavia, ad oggi circa 20 milioni di bambini nel mondo non ricevono i vaccini di cui hanno bisogno.

Il tema sul quale si concentra quest’anno la Settimana mondiale è #VaccinesWork for All e la campagna intende sottolineare come i vaccini – e le persone che li sviluppano, li distribuiscono e li ricevono – siano eroi che proteggono la salute di tutti, ovunque.

 

La situazione in Italia, oggi

Un’indagine svolta da Cittadinanzattiva in vista della Settimana mondiale dell’immunizzazione, ha evidenziato l’attuale situazione vaccinale in Italia, complicatasi a seguito della pandemia.
L’indagine evidenzia come risultino completamente chiusi i servizi vaccinali in Piemonte fino a data da destinarsi. Veneto, Abruzzo, Sardegna e Toscana garantiscono al momento solo le vaccinazioni obbligatorie previste per la fascia 0-6, chiudendo alla possibilità dei richiami previsti oltre quella fascia di età e alle vaccinazioni rivolte ad adolescenti ed adulti. Marche, la Provincia Autonoma di Trento e l’Umbria non completano neanche i cicli delle vaccinazioni obbligatorie. Quadro disomogeneo in Emilia Romagna e Sicilia, dove le singole Province hanno adottato scelte diverse. Sono regolarmente attivi solamente: Lazio, Valle d’Aosta, Calabria e Puglia, mentre la Lombardia ha riaperto regolarmente tutte le vaccinazioni dal 14 aprile.

Sospendere le vaccinazioni è un controsenso – commenta Antonio Gaudioso, Segretario generale di Cittadinanzattiva – non solo perché rimanda all’idea che non siano prestazioni essenziali, dopo tutti gli anni spesi per farne comprendere l’importanza. Ma anche perché si rischia il ritorno di patologie gravi come morbillo o meningiti, o di esporre a potenziale insorgenza di tumori bloccando vaccinazioni come quella per l’HPV e Epatite B. Non si può accettare che l’incapacità di organizzare spazi e modalità che rispondano alle esigenze emerse post Sars-Covid2 venga fatta pagare ai cittadini, semplicemente chiudendo servizi. Si piò ricorrere a soluzioni organizzative alternative che possano quindi garantire continuità nel servizio“.

 

Giornata Mondiale della Salute: grazie a tutti gli operatori della sanità

Giornata mondiale della sanitàSi celebra oggi, 07 aprile, la Giornata Mondiale della Salute e l’OMS ci invita a riflettere, con l’occasione, sul ruolo ricoperto in modo particolare da infermieri ed ostetriche (il 2020 è l’anno dedicato a queste due figure), ma anche a tutti gli altri operatori della sanità, per i grandi sforzi fisici e mentali che stanno facendo nella lotta al Coronavirus. Un modo semplice per far arrivare il supporto dell’intera popolazione a chi si sta impegnando per poter garantire la salute a tutti, perché “An investment in nursing  and midwifery is an investment in health for all“.

Giornata mondiale sanità - 2

Con la Giornata Mondiale della Salute l’OMS intende porre l’accento sul ruolo di chi effettua assistenza infermieristica ed ostetrica poiché riconosce in queste figure una chiave di particolare valore per poter raggiungere obiettivi nazionali e globali relativi alla copertura sanitaria universale:

  • l’assistenza sanitaria alle madri e la salute dei bambini;
  • la prevenzione da malattie contagiose;
  • la prevenzione delle malattie non trasmissibili, tra le quali un ruolo di particolare importanza riveste la prevenzione per la salute mentale;
  • la preparazione alle emergenze e il saper dare risposta alle stesse;
  • la sicurezza del paziente;
  • la fornitura di servizi integrati e incentrati sulla cura della persona.

Chi effettua assistenza infermieristica ed ostetrica, come riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha a cuore la relazione con i pazienti, una relazione basata sulla fiducia; conosce il quadro completo della salute delle persone delle quali si prende cura e aiuta, inoltre, a risparmiare denaro. Conoscendo la cultura del posto in cui operano, sono indispensabili durante le epidemie e, più in generale, le emergenze. Un grazie particolare, in questa Giornata Mondiale della Sanità, a tutti loro e ad ogni operatore della sanità.

Per approfondire la campagna promossa dall’OMS, guarda il World Health Day 2020 – Advocacy Toolkit.

 

Nel 2017 calati donatori di sangue, mai così pochi in 10 anni

Continua a calare nel 2017 il numero dei donatori di sangue in Italia, dopo aver già toccato il record negativo dal 2009 nell’anno precedente. Lo certificano i dati raccolti dal Centro Nazionale Sangue e presentati, insieme a una campagna di sensibilizzazione realizzata con il CIVIS, il Coordinamento delle Associazioni di volontari del dono del sangue, oggi a Roma nella sede del Senato in previsione del World Blood Donor Day, che l’OMS celebra il 14 giugno.
I numeri
Secondo le cifre presentate i donatori lo scorso anno sono stati poco più di un milione e 680mila, in calo di 8mila unità rispetto al 2016, di cui 304mila nuovi. Il calo continua dal 2012, anno ‘di picco’ con quasi un milio-ne e 740mila donatori registrati. Il 31% è donna, e la fascia di età in cui sono più numerosi è quella 46-55 anni, il 29% del totale, e quelli tra 36 e 45, il 26%. Il 13% ha tra 18 e 25 anni. Nel 2017 sono state effettuate oltre tre milioni di donazioni (3.006.726 per la precisione), trentamila in meno rispetto all’anno precedente. Attraverso le donazioni in aferesi è stato possibile invece raccogliere quasi 830mila chili di plasma, indispensabile per la produzione di una serie di farmaci salvavita, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016. Grazie al sistema san-gue italiano, che si basa totalmente sulla donazione volontaria e non remunerata, sono state effettuate oltre 637mila trasfusioni, per interventi chirurgici o terapie di malattie come la talassemia. Le trasfusioni di globuli rossi sono in leggero calo grazie anche alle tecniche di Patient Blood Management, fortemente supportate dal Ministero della salute, anche con provvedimenti normativi, che permettono di ottimizzare l’utilizzo delle unità di sangue e migliorare i risultati in termini di salute per i cittadini.
Per quanto riguarda il sangue, sottolinea il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, l’Italia è autosufficiente, grazie alla compensazione tra regioni. “Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione e che garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue anche durante i primi mesi dell’anno o quelli estivi e conseguire gli obiettivi di raccolta del pla-sma e del sangue contenuti nel programma nazionale di autosufficienza, che dalle Regioni è stato condiviso. Anche sulla raccolta del plasma, per cui non siamo autosufficienti, occorre uno sforzo organizzativo delle istituzioni regionali per garantire questa risorsa strategica. Lo sforzo organizzativo dovrebbe avere anche il fine di reperire le risorse necessarie ad ampliare gli orari e i giorni di apertura delle strutture trasfusionali, in modo da favorire con la massima flessibilità l’accesso dei donatori di plasma e sangue”.
La campagna
Quest’anno in occasione della giornata il CNS e il CIVIS, il coordinamento delle associazioni e federazioni dei donatori di sangue, che riunisce Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, hanno organizzato una campagna, che ri-prende quella dell’Oms, intitolata quindi ‘Be there for someone else’, diretta in maniera particolare alla sensibilizzazione dei giovani sul tema della donazione. L’iniziativa prevede una pagina web sul sito del Cns che verrà messa on line il 14 giugno che raccoglie video di testimonianza raccolti sia tra i pazienti che tra i donatori, iniziative specifiche e contributi di personaggi famosi del mondo dello spettacolo e dello sport. Il materiale verrà anche rilanciato sui diversi social network. Fa parte della campagna anche una conferenza internazionale sulla donazione di plasma prevista per il 15 giugno in collaborazione con Fiods, la federazione internazionale dei donatori di sangue.
“La donazione di sangue ed emocompononenti è un atto volontario, anonimo e responsabile: per questo in occasione del 14 giugno vogliamo innanzitutto dire grazie al milione e 680mila donatori che tendono il proprio braccio a favore di quanti necessitano di terapie trasfusionali – ricorda Aldo Ozino Caligaris, portavoce pro-tempore del Civis – Al tempo stesso, tuttavia, è necessario continuare nell’attività di sensibilizzazione delle nuove generazioni affinché sperimentino l’importanza di questo gesto etico e solidaristico a favore degli altri e di se stessi in quanto contribuisce a tenere sotto controllo il proprio stato di salute e a perseguire corretti stili di vita”
Lo spot
Su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento informazione e editoria verrà riprogrammato sulle reti RAI lo spot sulla donazione del sangue realizzato dal Dipartimento nel 2015 a firma con-giunta Presidenza del Consiglio e Ministero della Salute.
Due nuovi strumenti contro le carenze
Due iniziative appena introdotte potrebbero aiutare le Regioni a far fronte alle carenze “periodiche” che si verificano nei mesi estivi e in quelli di picco dell’influenza. Il Ministero della Salute ha inserito per la prima volta i donatori di sangue tra le categorie per cui è possibile offrire gratuitamente il vaccino antinfluenzale, e una raccomandazione del Centro Nazionale Sangue dà la possibilità a tutte le Regioni di non sospendere i donatori che provengono da aree dove è presente il virus West Nile ma di fare loro il test per scoprirne l’eventuale presenza.

Altri dati

Dal grafico si vede l’aumento negli anni dei donatori nelle fasce più avanti con l’età, mentre calano quelli giovani

I donatori regione per regione

(fonte Centro Nazionale Sangue)

Giornata mondiale del donatore di sangue. FIDAS: “Serve l’impegno di tutti per mantenere l’autosufficienza”

Gplus_asiaIl 14 giugno si celebra la Giornata mondiale del donatore di sangue, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità al fine di aumentare la consapevolezza della necessità di sangue e di emoderivati, ma soprattutto per ringraziare i donatori di sangue per il loro gesto a favore dei cittadini che necessitano di terapie trasfusionali.
Quest’anno la campagna proposta a livello mondiale ruota attorno allo slogan “Cosa sai fare? Dona il sangue. Dona adesso, dona spesso”. Le immagini scelte ritraggono quattro persone, di origini diverse (europea, mediterranea, africana ed asiatica) ritratte su uno sfondo che richiama le principali emergenze del proprio territorio. La scelta è caduta sulle necessità trasfusionali in caso di emergenza. Il sangue, infatti, è una risorsa fondamentale non solo per trattamenti programmati e interventi urgenti, ma è anche vitale per curare i feriti in caso di emergenze di ogni tipo (calamità naturali, incidenti, conflitti armati, ecc).
Gplus_emroL’accesso sicuro in quantità sufficiente al sangue e agli emoderivati è un elemento fondamentale di un sistema sanitario efficace. Ma in molti paesi i servizi trasfusionali devono affrontare la sfida di rendere il sangue sicuro e accessibile per tutti. Molto spesso in situazioni di emergenza, laddove non sia portata avanti una regolare attività di programmazione, in molti si chiedono cosa possano fare per alleviare le sofferenze di chi è colpito direttamente. Per questo lo slogan scelto per il 2017 è: “Give blood. Give now. Give often”, ossia “dona il sangue, dona adesso e dona spesso”.
“In Italia la terapia trasfusionale rientra tra i Livelli Essenziali di Assistenza e grazie alla presenza di 1milione e 700mila donatori volontari il nostro paese è un esempio a livello internazionale – ricorda Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS. Tuttavia occorre mantenere l’autosufficienza di sangue faticosamente raggiunta negli ultimi dieci anni. Quanto FIDAS aveva indicato con lo studio realizzato cinque anni fa, in collaborazione con la Fondazione Censis, si sta progressivamente verificando: l’invecchiamento della popolazione richiede un costante turn over di nuovi volontari del dono; inoltre occorre tenere costantemente sotto controllo l’effettivo consumo di emocomponenti e medicinali plasmaderivati del Paese.
Per questo è necessario lavorare per migliorare un quadro che complessivamente si presenta positivo, ma che necessita dell’impegno costante da parte di tutti gli attori del sistema sangue. Tra gli obiettivi per il prossimo futuro, il rafforzamento della donazione volontaria, periodica, responsabile e non remunerata, la fidelizzazione dei donatori, la flessibilità della donazione in relazione ai bisogni programmati e, soprattutto, il coinvolgimento dei giovani”.
Mercoledì 14 i responsabili delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue, insieme ai rappresentanti istituzionali del sistema sangue, incontreranno il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per celebrare i donatori d’Italia, ma anche per confrontarsi sulle strategie da mettere in atto. In tale occasione, grazie alla presenza del MIUR, si farà il punto della situazione sulle collaborazioni volte a promuovere il dono del sangue e dei suoi componenti proprio tra le nuove generazioni.

Giornata mondiale del donatore di sangue

poster-a2-girl-smallIl tema della Giornata Mondiale del donatore di sangue scelto dal WHO, l’Organizzazione mondiale della Sanità, per il 2016 è “Blood connects us all” (il sangue ci connette tutti). Oltre a ringraziare i donatori che quotidianamente assicurano la necessaria terapia trasfusionale, la campagna mette in evidenza la dimensione di condivisione e connessione tra i donatori di sangue e i cittadini riceventi. Inoltre concentra l’attenzione sulla donazione volontaria per incoraggiare le persone a prendersi cura gli uni degli altri e promuovendo la coesione delle comunità. Al centro della campagna di comunicazione ci sono storie di persone le cui vite sono state salvate attraverso la donazione di sangue e di emocomponenti, per motivare i donatori di sangue periodici a continuare a dare il sangue, e allo stesso tempo incentivando le persone in buona salute, giovani in particolare, che non hanno mai donato per iniziare a tendere il braccio.

Zika virus: prevenzione della trasmissione trasfusionale

Il Centro Nazionale Sangue, facendo seguito alle note già prodotte in merito all’infezione da Zika virus, raccomanda di:
– fornire ai donatori adeguate informazioni comprensive della diffusione geografica dell’infezione da Zika Virus e degli strumenti per favorire il riconoscimento dei sintomi compatibili con essa, al fine di favorirne l’auto-esclusione;
– rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati mantenendo in essere la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per i viaggi nelle aree interessate;
– applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nelle aree dove si sono registrati casi autoctoni di infezione;
– applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni dalla risoluzione dei sintomi per i donatori con anamnesi positiva per infezione da Zika virus (infezione documentata o comparsa di sintomatologia compatibile);
– applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni dopo l’ultimo rapporto sessuale per i donatori che riferiscano un rapporto sessuale con partner maschile con infezione documentata o sospetta, oppure che abbia viaggiato o soggiornato in una zona con trasmissione attiva dello Zika virus nei 3 mesi precedenti il rapporto;
– sensibilizzare ed incoraggiare i donatori di sangue ad informare il Servizio Trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da Zika virus oppure in caso di diagnosi d’infezione da Zika virus nei 14 giorni successivi alla donazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili ai seguenti siti:
Centro Nazionale Sangue
World Health Organization
European Centre for Disease Prevention and Control.

ZIkaVirus