Selezione donatori, formazione e competenze nel nuovo quadro normativo
Un appuntamento di rilievo nazionale, quello che martedì 20 e mercoledì 21 gennaio ha riunito a Roma, nella Sala Nitti-Bovet dell’Istituto Superiore di Sanità, professionisti del settore sanitario, esperti e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto su formazione, qualità e prospettive future del sistema trasfusionale italiano.
L’evento finale del percorso formativo dedicato all’acquisizione di competenze scientifiche, tecnico-gestionali e manageriali nelle attività di selezione dei donatori di sangue, promosso da CNS (Centro Nazionale Sangue) insieme a SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) e FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso strutturato, pensato per rafforzare le competenze dei professionisti coinvolti nella delicata fase di selezione dei donatori, pilastro fondamentale per la sicurezza e l’autosufficienza del sistema sangue.
Durante le due giornate di lavori sono stati affrontati temi centrali per il settore: dall’aggiornamento scientifico ai modelli organizzativi, fino agli aspetti gestionali e manageriali necessari per governare processi sempre più complessi. Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dell’interdisciplinarità e alla necessità di una formazione continua, capace di accompagnare l’evoluzione normativa e tecnologica. Tra i contributi più rilevanti, in rappresentanza di FIDAS, quello di Antonio Moscato, membro del Comitato Scientifico per l’evento che ha proposto un approfondimento sul quadro legislativo attuale e sull’evoluzione verso il nuovo regolamento europeo.
Nel suo intervento, il dottor Moscato ha sottolineato come il cambiamento normativo rappresenti non solo una sfida, ma anche un’opportunità per migliorare ulteriormente la qualità e l’omogeneità dei processi di selezione dei donatori su tutto il territorio nazionale.
“L’adeguamento al nuovo regolamento – ha evidenziato – richiede competenze aggiornate, capacità di lettura del cambiamento e una forte integrazione tra livelli istituzionali e operativi. Nel 2027 entrerà in vigore a livello europeo il Regolamento UE 2024/1938 che sostituisce la vecchia direttiva introducendo regole più stringenti e uniformi per la qualità e la sicurezza delle sostanze di origine umana come sangue, tessuti e cellule, proteggendo meglio donatori e riceventi e promuovendo l’innovazione.
Questo nuovo quadro normativo introduce organismi di coordinamento, piattaforme digitali e un accreditamento più ampio, favorendo la continuità delle forniture. Insieme al Centro Nazionale Sangue ci stiamo occupando della formazione di personale medico e infermieristico che abbia nuove responsabilità e di adottare sistemi che saranno applicati in tutta Europa”.
Il ruolo strategico della formazione, dunque, come leva fondamentale per garantire sicurezza, appropriatezza e sostenibilità al sistema trasfusionale, valorizzando al contempo il contributo dei professionisti sanitari e delle associazioni di volontariato. La cornice dell’Istituto Superiore di Sanità ha rafforzato il valore simbolico e scientifico dell’iniziativa, che si chiude lasciando un messaggio chiaro: investire sulle competenze significa investire sulla tutela della salute pubblica e sul futuro del dono del sangue in Italia.









