“24 Ore del Donatore” fa il pieno di solidarietà. “Il bisogno di sangue non si ferma mai”

31 Agosto 2025In Iniziative

Sono stati 351 i nuotatori, provenienti da Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia che, dalle 16 di sabato 30 agosto alle 16 di domenica 31 agosto, con partenza ogni 15 minuti, si sono tuffati nella vasca olimpionica e, alternandosi, hanno completato 3.210 vasche, per un totale di 160,5 chilometri percorsi. Numeri record quelli della 17esima edizione della 24 Ore del Donatore 2025, la staffetta di nuoto organizzata dai donatori di sangue di FIDAS Verona, in collaborazione con FIDAS Nazionale FIDAS Veneto, alle Terme di Giunone di Caldiero.  A muovere le braccia spirito di altruismo, lo stesso con cui ogni giorno i donatori in tutta Italia si danno il cambio per assicurare il fabbisogno di sangue e plasma agli ospedali.

In chiusura della manifestazione sono stati consegnati i premi a chi si è distinto in questa maratona di sport e solidarietà. Il Trofeo Assoluto Maschile è andato a Riccardo Passigato, con 21 vasche percorse in 15 minuti; quello Femminile a Irene Bresadola, con 18 vasche. Il Trofeo FIDAS Verona è stato assegnato ad Enrico Bresadola, donatore di FIDAS Verona, per le sue 23 vasche, mentre il Trofeo FIDAS Nazionale è stato vinto da Simone Zambon di FIDAS Padova, con 19 vasche. Il Trofeo “Carletto Lanciai” è andato a Guido Grandis, nuotatore veronese con sindrome di Down ed ex malato di leucemia, che ha completato 15 vasche. Tante le rappresentanze istituzionali e gli atleti che hanno voluto essere al fianco dei donatori FIDAS per ricordare che non occorre essere dei supereroi per donare: basta godere di buona salute, avere più di 18 anni e pesare almeno 50 chili.

A ribadirlo, scendendo in vasca, è stata la plurimedagliata campionessa azzurra di nuoto Barbara Pozzobon (Fiamme Oro) che, anche quest’anno, ha voluto partecipare all’ultimo quarto d’ora della manifestazione. Messaggio sposato anche dai Vigili del Fuoco del Distaccamento di Caldiero, che hanno contribuito alle bracciate solidali all’apertura della staffetta, e dal giovane influencer veronese Marco Tommasi.

Si sono congratulati con la sessantina di volontari, coordinati dal vicepresidente vicario di FIDAS Verona Nicola Martelletto, diversi responsabili delle istituzioni. Per l’Amministrazione Comunale di Caldiero, che ha patrocinato l’evento insieme alla Provincia, c’erano il sindaco Marcello Lovato e il vicesindaco Francesco Fasoli (quest’ultimo in acqua per il tuffo inaugurale), affiancati da Roberta Dal Colle, presidente dell’Azienda Terme di Giunone. Per la Regione Veneto, sono intervenuti la vicepresidente Elisa De Berti e i consiglieri regionali Anna Maria Bigon e Alberto Bozza, mentre per la Provincia di Verona era presente il consigliere Alberto Mazzurana. A rappresentare FIDAS Nazionale, la consigliera Luisa Segato, che ha portato i saluti del presidente Giovanni Musso.

Anche quest’anno la 24 Ore del Donatore – sottolinea Chiara Donadelli, presidente di FIDAS Verona – ci ha dato modo di promuovere il dono del sangue con grande entusiasmo, per far arrivare a quante più persone possibili il messaggio dell’importanza di donare il sangue e il plasma. Ringraziamo i nostri volontari per l’impegno organizzativo e tutti i partecipanti che sono stati al nostro fianco, rendendo indimenticabile questa diciassettesima edizione. Durante la manifestazione sono state raccolte diverse promesse di donazione: invitiamo tutti a donare, è un piccolo-grande gesto di altruismo che fa la differenza“.

A sostenere la manifestazione quest’anno anche Fresenius Kabi, multinazionale specializzata in farmaci e tecnologie per infusione e trasfusione, con sedi a Verona e sul territorio nazionale. In acqua è entrata una dipendente dell’azienda, mentre a bordo vasca, a supportare i volontari, Roberto Cena, Group Product Manager Transfusion Technology.

Nei mesi scorsi – le sue parole – abbiamo avuto il piacere di ospitare FIDAS Verona e i volontari dell’associazione nelle nostre sedi: è stata un’occasione preziosa per far conoscere al personale l’impegno e le attività portate avanti sul territorio. Da quell’incontro è nata una risposta significativa: molti dipendenti di Fresenius Kabi si sono preiscritti e altri hanno già avviato il percorso per diventare donatori . La nostra azienda si occupa di tecnologie e dispositivi per la raccolta, il processo e la trasfusione del sangue: possiamo progettare e realizzare la ‘distribuzione del motore’, ma la ‘benzina’ arriva dai donatori delle associazioni, che con la loro generosità ogni giorno aiutano migliaia di pazienti a superare momenti delicati. Questa consapevolezza ci ha spinti ad aderire con convinzione alla 24 Ore del Donatore e ha motivato anche i nostri collaboratori a fare la propria parte. Crediamo, infatti, che un’impresa non debba limitarsi al pur importante ruolo di generare lavoro, ma debba essere parte attiva e responsabile della comunità in cui opera“.