Giovani FIDAS, confronto aperto sulle sfide future della trasfusione di sangue
I giovani FIDAS si incontrano da venerdì 14 a domenica 16 marzo 2025, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università di Napoli, per promuovere la cultura della donazione di sangue e plasma. All’ombra del Vesuvio, sotto l’egida di FIDAS Nazionale, l’appuntamento promosso dal Coordinamento Giovani con il supporto di FIDAS Partenopea in cui idee e azioni di formazione, informazione e sensibilizzazione saranno messe in campo per promuovere il dono di sangue e plasma e avvicinare altri giovani a un gesto salvavita.
Tre giornate in cui gli under 30 delle Federate di tutta Italia si metteranno in “Gio.Co.” per formarsi ed informarsi, insieme agli esperti del settore, sulle sfide future del mondo trasfusionale. In un’ottica One Health, saranno affrontati con focus specifici i temi di più scottante attualità che riguardano la salute. Dai DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), prima causa di morte tra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali (nel 2024 sono stati circa 3.900 i decessi legati a questi disturbi), a un corretto stile di vita fino all’analisi dell’interdipendenza della salute umana dai prodotti di origine animale, la loro qualità e sicurezza.
Un’iniziativa che punta a mettere a confronto anche la medicina trasfusionale umana e quella veterinaria per una maggiore consapevolezza del ruolo che possono svolgere donatori e volontari. La domanda chiave al centro dell’incontro, a cui si cercherà di rispondere attraverso l’intervento di Massimiliano Bonifacio, professore associato di Ematologia all’Università di Verona, sta nella possibilità di agire sull’anemia mediterranea con un futuro senza trasfusioni.
L’anemia mediterranea detta “thalassemia” è la più frequente malattia ematologica congenita. In Italia sono circa 3 milioni i portatori e circa 7 mila i pazienti con thalassemia severa che dipendono dalle trasfusioni. Queste migliorano la sopravvivenza, ma necessitano di molti donatori e, peraltro, sono associate a complicanze da sovraccarico di ferro. “In Italia dal 2022 – spiega il professor Bonifacio – è stato autorizzato l’impiego di luspatercept, il primo anticorpo monoclonale per ridurre o eliminare la necessità trasfusionale nei pazienti con thalassemia severa.
Il trapianto di cellule staminali emopoietiche è, senza dubbio, curativo e i risultati migliori si ottengono eseguendolo prima dei 14 anni da donatore HLA identico familiare, siano essi fratello o sorella. Ben presto speriamo, però, che si trasformi in realtà per un numero sempre maggiore di pazienti, la promessa delle terapie basate sull’editing del genoma. Ma, senza interventi mirati per rendere sostenibile la diffusione di queste terapie, c’è il rischio che il progresso in medicina diventi uno strumento di disuguaglianza”.
“Il Convegno – afferma il Presidente FIDAS Nazionale, Giovanni Musso – rappresenta un’opportunità di confronto sul mondo della donazione per delineare obiettivi di largo respiro e incentivare il dono di sangue e plasma in modo sempre più capillare. Nonostante l’intenzione di donare il sangue rispetto al passato sia sempre meno diffusa tra i giovani italiani, a causa di paure e falsi miti e scarsa informazione, nelle nostre Federate è incentivato un dialogo costruttivo tra donatrici e donatori giovani ed esperti del settore sui temi a noi cari. Sono i giovani il nostro futuro ed è nostro compito renderli protagonisti del presente attraverso momenti che ne favoriscano la crescita consapevole dell’importanza di un gesto di solidarietà indispensabile per la salute collettiva“.
“È sempre più forte l’esigenza di un ricambio generazionale nel mondo della donazione di sangue e plasma – dichiara Lorenzo Spaggiari, Coordinatore Giovani FIDAS – per questo, grazie al nostro ritrovato entusiasmo, stiamo per vivere tre giorni di attività di formazione e crescita convinti che da questa iniziativa emergano idee nuove per il futuro e che i giovani volontari possano essere più consapevoli e pronti ad affrontare le sfide associative per la cultura della donazione“.









