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Concluso il 55° Congresso nazionale FIDAS

Foto1Questa mattina Gorizia si è svegliata affollata da migliaia di donatori di sangue. Giunti da tutta Italia, in diecimila, i volontari della FIDAS si sono dati appuntamento nel capoluogo isontino per la Giornata del donatore. Dopo il Congresso nazionale che si è svolto a Grado venerdì e sabato, i donatori di sangue provenienti da tutta Italia, sfidando le previsioni e armati dell’entusiasmo che caratterizza il mondo del volontariato del dono, hanno sfilato dal Parco della Rimembranza fino a Piazza della Vittoria attraversando il corso cittadino. Con loro Aldo Ozino Caligaris confermato presidente nazionale, per la quinta volta, che avrà il compito di guidare la FIDAS fino al 2020; accanto a lui un nuovo Consiglio direttivo, il più giovane nella storia della Federazione.

Foto2Particolarmente significativa la presenza dei giovani FIDAS che hanno fatto proprio il messaggio “Verità per Giulio Regeni”, il ricercatore italiano di Fiumicello (Udine) ucciso in Egitto. Guidati dal coordinatore nazionale Andrea Grande, i volontari del dono under 28 hanno voluto aderire alla campagna lanciata da Amnesty International per condividere, proprio a pochi chilometri di distanza dalla sua terra di origine, l’impegno per avere la verità sulla morte di Giulio.

“In una regione in cui la donazione di sangue è la cifra distintiva, nella terra del sangue versato nel corso della Grande Guerra, a un secolo di distanza, abbiamo voluto mandare il messaggio di solidarietà del sangue donato – ha affermato Ozino Caligaris. L’Arcivescovo di Gorizia Monsignor Carlo Alberto Maria Redaelli, che ha presieduto la Santa Messa in Piazza della Vittoria ha ricordato che “ogni goccia di sangue donato per la vita acquista un valore speciale, ma è anche una grande responsabilità di cui rendere conto”. La mattinata si è conclusa on il passaggio del testimone dal presidente dell’ADVS Gorizia, che quest’anno ha avuto l’onere e l’onore di accogliere i volontari del dono, al presidente della FIDAS Lombardia: appuntamento nel 2017 per il 56° Congresso nazionale a Bergamo e per la 36° Giornata del donatore a Milano.

2 commenti su “Concluso il 55° Congresso nazionale FIDAS

  1. La Giornata del donatore che conclude il congresso annuale della FIDAS non è una festa, nemmeno una passeggiata, o l’occasione per una “gita fuori porta”. Quello che sfila per le strade di tutta Italia è un corteo di testimonianza.
    Con la Giornata del Donatore, infatti, testimoniamo da trentacinque anni il nostro impegno sociale e la nostra speranza in un mondo di pace, solidarietà e giustizia.
    Per la gioia e la leggerezza che contraddistingue il nostro stile, per le bande musicali ed i costumi tipici che alcune Federate esibiscono, può sembrare una sorta di grande festa collettiva. Qualcuno potrebbe azzardare di pensarla solo come un grande esercizio di socialità. Ma non è così, perché ogni anno, assieme alla “festa”, diamo gambe ai nostri valori.
    E sono proprio quei valori sopra citati che ci richiamano, oggi, a due atti: uno di consapevolezza nell’accettare che il mondo ci pone sfide fortemente interconnesse tra loro. L’altro di coraggio nel saper raccogliere quelle problematiche trasversali ed affrontarle uscendo dal nostro piccolo orticello.
    In altre parole, senza i nostri valori di pace, solidarietà e giustizia verrebbe meno il dono del sangue come lo conosciamo, e la FIDAS con lui. Ogni attacco, ogni calpestamento ai valori cui facciamo riferimento è una mina posta sotto la nostra stessa esistenza.
    Quella di Giulio Regeni è una storia che ci tocca nel profondo perché era un ragazzo animato dai nostri stessi ideali e speranze. Connotato dalla ugual passione per l’impegno sociale. Portare avanti la sua causa chiedendo verità e giustizia significa difendere i nostri valori.
    Ecco perché abbiamo, orgogliosamente, portato uno striscione di Amnesty International chiedendo verità per Giulio nella 35° Giornata del Donatore a Gorizia.
    Andrea Grande, coordinatore nazionale Giovani FIDAS

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