L’AFDS Spilimbergo e il Gruppo Marciatori ANA contro il Covid-19

Di fronte l’emergenza Covid-19 l’AFDS sezione di Spilimbergo si è interrogata su cosa potesse fare per poter dare il proprio contributo alla comunità locale, oltre a continuare a promuovere la donazione del sangue.
Anche in questi giorni di emergenza sanitaria, il mondo del Volontariato continua a muoversi con efficacia ed in coordinamento con gli Enti Locali e la Protezione Civile grazie alla disponibilità dei singoli e delle associazioni.
In questo contesto i Consigli Direttivi dell’AFDS di Spilimbergo e del Gruppo Marciatori ANA hanno valutato come poter intervenire al fianco di chi si trova ora in prima linea ad affrontare l’emergenza sanitaria ed hanno deciso di unirsi per dare un contributo immediato alla sicurezza di chi opera in prima linea tramite l’acquisto di 157 indumenti di protezione DPI (nello specifico delle tute monouso). Si tratta di ciò che è stato possibile reperire data la scarsità dei dispositivi disponibili, avendo riscontrato l’esaurimento delle mascherine in vendita.
Il 25 marzo tutto il materiale è stato recapitato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Spilimbergo dai volontari che hanno provveduto all’acquisto, al trasporto ed alla consegna. Ogni fase si è svolta applicando le massime precauzioni a tutela delle persone impegnate e di coloro che nei prossimi giorni faranno uso dei dispositivi.
Le tute monouso donate sono dispositivi indispensabili per intervenire in situazioni a rischio e dovrebbero assicurare circa 2 settimane di autonomia per le necessità del centro ospedaliero. L’auspicio espresso dai Presidenti Claudio Tonus e Dario Colledani è che questa dotazione risulti sufficiente a superare l’emergenza di questi giorni o, quantomeno, consenta di assicurare un valido sostegno agli operatori sanitari nell’attesa che possano ricevere il materiale in corso di produzione e distribuzione a cura degli enti preposti.
Nonostante le scorte di sangue siano al momento sufficienti, il Presidente dell’AFDS Spilimbergo, Claudio Tonus, invita a non abbassare la guardia e a continuare a prenotare la donazione tramite i consueti canali, Facebook, Instagram, i Consiglieri di sezione e il cup.
L’iniziativa dell’AFDS di Spilimbergo si unisce ai gesti concreti di sostegno dell’attività degli operatori sanitari compiuti anche da altre federate FIDAS in questi giorni.

AFDS Spilimbergo contro il Covid-19

Donazioni più frequenti? INTERVAL: una ricerca ne analizza i rischi

Con quale frequenza è possibile effettuare le donazioni di sangue intero? Attualmente la frequenza massima delle donazioni di sangue intero è di quattro volte l’anno (con intervalli minimi di 90 giorni fra una donazione l’altra), ma per le donne in età fertile la frequenza scende a due. La scelta è regolamentata dal D.M. 3/3/2005, ma è veramente necessario aspettare così a lungo tra una donazione e l’altra?

Per tentare di rispondere a questo quesito, l’Università di Cambridge ha avviato uno studio denominato INTERVAL. In quattro anni sono stati coinvolti 40 mila donatori, ridotti a 20 mila nel secondo biennio. Dai risultati, pubblicati in questi giorni sulla rivista Lancet Haemathology, si è appurato che aumentare la frequenza delle donazioni comporta sì un incremento della raccolta ma al contempo ha delle ripercussioni negative sugli stessi donatori. La ricerca ha previsto degli intervalli tra le donazioni di 12, 10 o 8 settimane per gli uomini e di 16, 12 o 10 settimane per le donne. L’assegnazione dell’intervallo da rispettare è stata assegnata in modalità random ai diversi donatori partecipanti alla ricerca. Trascorsi i 4 anni si è appurato che la raccolta risultava aumentata dell’11% negli uomini e del 6% nelle donne, rispetto ad un gruppo di controllo che effettuava donazioni ad intervalli temporali standard. Tuttavia i tempi di donazione più ravvicinati hanno comportato anche conseguenze negative nei donatori: valori di emoglobina e di ferritina medi più bassi, con il conseguente incremento delle sospensioni temporanee dalla donazione.

Ne possiamo dedurre che gli attuali tempi di attesa tra una donazione e l’altra sono necessari in quanto tutelano prima di tutto la salute del donatore ma permettono anche di poter effettuare donazioni di sangue con dei valori ematici migliori rispetto a quelli che si avrebbero se non si rispettasse il tempo minimo di attesa.

È più importante avere più donatori piuttosto che fare più donazioni perché un numero maggiore di donazioni non è una garanzia di sicurezza –  commenta Aldo Ozino Caligaris, Presidente Nazionale FIDAS – Bisogna aumentare la base dei donatori disponibili e promuovere la donazione per assicurare un ricambio generazionale, incoraggiando la donazione in aferesi”.

Ricordiamo infatti che se si vogliono effettuare donazioni con maggiore frequenza, è possibile effettuare donazioni in aferesi. In particolare, tra le possibili donazioni effettuabili in aferesi ricordiamo la donazione di plasma, la parte liquida del sangue, contenente: minerali (ferro, calcio, sodio, potassio, rame, fosforo…), lipidi, zuccheri, proteine (albumina, immunoglobuline, fattori della coagulazione). L’intervallo di tempo minimo consentito tra due donazioni di plasma è di 14 giorni, stesso intervallo tra una donazione di plasma e una di sangue intero; mentre tra una donazione di sangue intero e una di plasma è di un mese. I tempi di attesa in questi casi sono ridotti in quanto la plasmaferesi si esegue con un’apparecchiatura filtrante (separatore cellulare) che trattiene la componente ematica di cui si ha necessità, restituendo al donatore i restanti elementi.

Il frazionamento del plasma è indispensabile per curare molte malattie: l’albumina, ad esempio, viene usata per pazienti con gravi malattie al fegato; i fattori della coagulazione per i pazienti emofilici; le gammaglobuline per prevenire o curare diverse malattie infettive.

 

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Immagine tratta dal sito: italiaplasma.it