5×1000: le novità del Decreto in Gazzetta Ufficiale

Il 17 settembre 2020 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.231 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 luglio 2020, il quale disciplina le modalità e i termini per l’accesso al riparto del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Alcune significative novità riguardano:

  • Le modalità di riparto tra i beneficiari: la soglia minima erogabile a ciascun ente passa da 12 a 100 euro. Al di sotto di tale cifra, le somme non saranno corrisposte all’ente indicato dal contribuente ma verranno ripartite tra gli enti della medesima categoria in proporzione alle scelte espresse da ciascun contribuente.
  • Le regole di trasparenza e rendicontazione: gli enti beneficiari del contributo saranno tenuti a redigere un rendiconto entro un anno dall’erogazione delle somme, accompagnato da una relazione illustrativa, dai quali dovrà risultare l’effettivo utilizzo di quanto percepito. Tali documenti dovranno essere pubblicati sul sito web e trasmessi all’Amministrazione competente. Restano esclusi dall’invio i soggetti beneficiari di somme inferiori a 20mila euro, che dovranno conservare per dieci anni i documenti redatti. Gli enti che non procedono all’invio della documentazione entro 30 giorni dalla richiesta andranno incontro ad una sanzione pecuniaria pari al 25% del contributo percepito. Le Amministrazioni erogatrici saranno tenute, entro 90 giorni dall’erogazione del contributo, a pubblicare in un’apposita sezione del proprio sito gli elenchi dei soggetti che hanno ricevuto le somme e il relativo importo.
  • Le modalità per richiedere l’accreditamento al cinque per mille. Gli Enti del Terzo Settore avranno la possibilità di indicare già in sede di iscrizione al RUNTS, per via telematica, la volontà di accedere al cinque per mille. Resta salva la possibilità di accreditarsi successivamente entro il 10 aprile. Per le altre categorie di enti, la richiesta di accreditamento andrà presentata entro il 10 aprile all’Amministrazione di riferimento a seconda dell’ambito operativo.
  • Gli elenchi degli enti iscritti al cinque per mille. Le competenti Amministrazioni provvederanno alla pubblicazione degli elenchi degli enti iscritti al cinque per mille entro il 20 aprile di ogni anno con la possibilità per il legale rappresentante di richiedere rettifiche/variazioni entro il 30 aprile. Il termine per la pubblicazione degli elenchi definitivi sarà il 10 maggio. Le Amministrazioni competenti dovranno poi rispettare il termine del 31 dicembre per effettuare la pubblicazione sul proprio sito dell’elenco degli enti ammessi e degli enti esclusi, e trasmettere gli stessi elenchi all’Agenzia delle Entrate. Gli elenchi del cinque per mille avranno carattere permanente: non sarà necessario presentare ogni anno la domanda di iscrizione e la dichiarazione sostitutiva a meno che non siano accorse variazioni significative.
  • Chi potrà accedere al cinque per mille: la platea dei soggetti ammessi al contributo viene ampliata a tutti gli enti privati senza scopo di lucro che perseguono finalità solidaristiche e iscritti nel nuovo Registro unico nazionale (con la sola esclusione delle imprese sociali costituite in forma di società), potranno dunque accedere – a partire dal periodo di imposta successivo all’istituzione del RUNTS – al cinque per mille.

Raccomandazione per la prevenzione della reazione trasfusionale da incompatibilità AB0, aggiornamento

Il Ministero della Salute rende nota una nuova versione della Raccomandazione per la prevenzione della reazione trasfusionale da incompatibilità AB0. La revisione e l’aggiornamento, frutto del lavoro della Direzione della Programmazione sanitaria e della Direzione della Prevenzione sanitaria, tengono conto delle evidenze emerse dalla versione del 2008, dei risultati dell’applicazione nella pratica quotidiana e delle modifiche introdotte dalle norme del settore.

Il documento sottolinea come la reazione trasfusionale da incompatibilità AB0 può rappresentare un evento drammatico ed è sempre dovuta ad errore che può intervenire in momenti diversi del percorso.

Dai sistemi di emovigilanza attivi in alcuni Paesi risulta che circa il 55% di tutti gli eventi avversi gravi sono il risultato di un errore umano e le reazioni avverse dovute ad errori trasfusionali rappresentano circa il 78% di tutti gli eventi avversi e, tra queste, circa il 20% sono reazioni trasfusionali da incompatibilità AB0.

L’assenza o la mancata applicazione di procedure specifiche rappresenta un importante fattore di rischio che può determinare il verificarsi dell’evento durante una delle fasi del processo trasfusionale, dal prelievo del campione per la determinazione del gruppo sanguigno del ricevente fino alla trasfusione degli emocomponenti.

In Italia, la legge 21 ottobre 2005, n. 219 ha previsto il sistema di emovigilanza anche con lo scopo di raccogliere e monitorare le informazioni riguardanti gli eventi avversi riferibili alla donazione o alla trasfusione di sangue, compresi gli errori trasfusionali, e i near miss (quasi infortunio). I collettori delle informazioni del sistema di emovigilanza sono i Servizi Trasfusionali (ST) che registrano gli eventi che si verificano nell’ambito della propria organizzazione e notificano all’autorità regionale competente le reazioni indesiderate e gli incidenti gravi.

Le Direzioni aziendali delle Strutture sanitarie, secondo procedure individuate, provvedono alla segnalazione degli eventi sentinella attraverso il sistema informativo SIMES.

La Raccomandazione suggerisce che ciascuna organizzazione sanitaria effettui una dettagliata valutazione di tutte le tappe del processo trasfusionale al fine di identificare i punti critici e la messa in atto di misure di controllo contribuendo ad un miglioramento del sistema e ad una più elevata sicurezza trasfusionale. Sono fondamentali:

  • la definizione di procedure interne
  • il monitoraggio della applicazione di tali procedure
  • la predisposizione di programmi di formazione specifica per il personale.

Tra le novità, la Raccomandazione, riporta lo Schema di registrazione dei controlli pre-trasfusionali come da Decreto del Ministro della Salute 2 novembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2015.