MATCH IT NOW 2020: tipizzazione più semplice con le aperture straordinarie

Dal 19 al 26 settembre 2020 si celebra la settimana nazionale per la donazione del midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche (CSE). L’evento “Match It Now 2020” è promosso dal Ministero della salute, Centro Nazionale Trapianti, Centro Nazionale Sangue, Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR), dalla Federazione ADMO e dalla Federazione ADOCES, in collaborazione con l’associazione Adisco.

Al 31 agosto 2020 si registrano 457.884 potenziali donatori in Italia e 37.818 unità di sangue cordonale disponibili in Italia per trapianto. Numeri importanti che tuttavia vanno letti con la consapevolezza che trovare “il giusto match”, ovvero la compatibilità tra donatore e ricevente, per la donazione di CSE è molto più complesso di quanto non sia per la donazione di sangue. Solamente 1 donatore su 100.000 è infatti compatibile.

Come funziona?
Chiunque può diventare un donatore di CSE: basta avere tra i 18 e i 35 anni, godere di buona salute e pesare più di 50 kg.
Per iscriversi all’IBMDR è necessario andare su matchitnow.it, compilare il modulo di prenotazione on line e completare l’iscrizione presso uno degli oltre 250 centri donatori e poli di reclutamento presenti sul territorio nazionale. In alternativa è possibile contattare una delle associazioni: ADMO, ADOCES e ADISCO e prenotare un appuntamento.

In occasione dell’edizione “Match It Now 2020”, inevitabilmente rimodulata a causa del coronavirus, 150 centri donatori hanno programmato aperture straordinarie per facilitare il reclutamento dei donatori, dunque non vi sono proprio scuse: questa è la settimana ideale per entrare a far parte dell’IBMDR.

Un’altra fonte di CSE è rappresentata dal sangue del cordone ombelicale che è ricco di cellule staminali. Le coppie intenzionate a donare il sangue del cordone ombelicale possono richiedere ulteriori informazioni alla Banca di sangue cordonale della propria regione.

Come avviene il trapianto?
Il trapianto di CSE può risultare la terapia salvavita per pazienti affetti da diverse patologie: leucemie acute e croniche, linfomi di Hodgking e non Hodgkin, mielomi e malattie linfoproliferative croniche, aplasie midollari gravi, immunodeficienze, emoglobinopatie (talassemie e drepanocitosi), errori congeniti del metabolismo, ed in alcuni casi malattie autoimmuni e tumori solidi.

Il trapianto viene effettuato attraverso una semplice trasfusione: è sufficiente infatti iniettare per via endovenosa le CSE.

Come avviene la donazione?
Le cellule staminali emopoietiche possono essere prelevate:

  • dal midollo osseo (il sangue midollare viene prelevato dalle ossa del bacino, in anestesia generale o epidurale). Si tratta di una procedura sicura che non comporta menomazioni per il donatore;
  • dal sangue periferico (grazie all’assunzione di alcuni farmaci nei 4-5 giorni precedenti al prelievo è possibile stimolare il midollo a produrre e rilasciare nel circolo sanguigno nuove cellule staminali). In questo caso il donatore è sottoposto ad un prelievo che non necessita di anestesia.

La scelta della tipologia di donazione spetta al medico ed è formulata sulla base delle necessità del paziente, della disponibilità e dell’idoneità del donatore.

«Per molti pazienti le trasfusioni di emocomponenti rappresentano una terapia salva vita – afferma Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS – tuttavia per alcuni di essi il trapianto di CSE rappresenta la possibilità di non dover più dipendere da costanti trasfusioni, con un netto miglioramento nella qualità della vita dei pazienti trasfusione-dipendenti. Come volontari FIDAS promuoviamo il dono del sangue e degli emocomponenti ma collaboriamo anche per la promozione del dono del midollo osseo e di CSE per aiutare i pazienti che attendono il proprio MATCH a trovarlo il prima possibile! Nella Settimana Nazionale per la donazione del midollo osseo e delle CSE invitiamo tutti i giovani tra i 18 e i 35 anni che sono in buono stato di salute ad approfittare delle aperture straordinarie per potersi tipizzare».

Trapianti in ripresa: si torna ai livelli pre-pandemia

trapianti in ripresaSecondo i dati preliminari del Centro nazionale trapianti aggiornati al 17 maggio, per la terza settimana consecutiva sale sia il numero dei donatori utilizzati (28) che quello dei trapianti effettuati (72) e viene raggiunto il risultato settimanale migliore dal 23 febbraio: in pratica, l’attività sta tornando ai livelli precedenti all’emergenza.

L’impatto che la pandemia ha avuto sui trapianti è ad oggi contenuto: nel 2020 si registrano 472 donatori utilizzati, ovvero -4,8% in confronto allo stesso periodo del 2019. Più contenuto il calo dei trapianti effettuati: -1,5% rispetto a dodici mesi fa, con 1220 trapianti effettuati.

Ancora una volta il Sistema Sanitario Nazionale dimostra un impegno eccezionale: seppur si siano registrati dei cali nei trapianti svolti, il Sistema dei trapianti in Italia ha retto meglio di altri Paesi. Confrontando i dati italiani relativi alla fase più critica dell’emergenza con quelli corrispondenti di Spagna, Francia e Stati Uniti rilasciati dalle rispettive autorità competenti, emerge che nel periodo dal 28 febbraio al 10 aprile il calo dell’attività di trapianto in Italia è stato del 39,7% rispetto alla prima parte del 2020 contro il 51,1% degli Usa, il 75,1% della Spagna e il 90,6% della Francia.

L’appello della FIDAS

È importante ricordare il fondamentale ruolo dei donatori di sangue per poter effettuare i trapianti: mediamente sono necessarie 10 unità di sangue per un trapianto di cuore e 40 unità di sangue per un trapianto di fegato.
Il Vice Presidente Nazionale Vicario FIDAS, Giovanni Musso, sul tema dichiara: “Con il costante incremento dei trapianti effettuati, torna inevitabilmente a salire anche il bisogno di sangue ed emocomponenti. Sappiamo che la solidarietà dimostrata dai tanti donatori anche nel periodo della pandemia non verrà meno e chiediamo a chi si è avvicinato al dono per la prima volta proprio in questi mesi di non arrestare la propria solidarietà. La diffusione del covid-19 sta rallentando ma al contempo la necessità di donazioni cresce: la ripresa delle attività chirurgiche non urgenti e l’incremento dei trapianti effettuati sono due dei motivi per i quali abbiamo bisogno di voi!

Leggi il comunicato stampa del CNT “Donazione e Trapianti in Italia al tempo del Covid-19”

Il “Sì” dei Giovani FIDAS nella 23^ Giornata Nazionale della donazione degli organi

Il 19 aprile si celebra la 23^ Giornata Nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti. Una giornata importante per i tanti pazienti in attesa di un trapianto, ma una giornata importante anche per i tanti donatori di sangue, consapevoli che la propria generosità è fondamentale in occasione dei trapianti. È importante ricordare che mediamente sono necessarie 10 unità di sangue per effettuare un trapianto di cuore e 40 unità di sangue per un trapianto di fegato, come indicato dal Centro Nazionale Sangue.

 

I dati dei trapianti nel 2020. 

Dall’inizio dell’emergenza i donatori di organi utilizzati sono stati 127, contro i 166 dello stesso periodo dello scorso anno (27 febbraio-16 aprile). Una diminuzione del 23,5%, inevitabile data la situazione complessa delle terapie intensive che sono i luoghi in cui si può procedere all’eventuale donazione di organi dopo l’accertamento di morte.Giovani FIDAS - Giornata Nazionale trapianti

Calano le donazioni ma più contenuto è il calo dei trapianti: durante la pandemia sono stati 362 (-16,8% rispetto alle stesse settimane del 2019), ma la Rete nazionale trapianti è riuscita a mantenere sostanzialmente attivi anche i centri trapianto degli ospedali più impegnati nella cura dei pazienti covid-19. Al momento il bilancio del 2020 resta comunque positivo (+3%), grazie alla forte crescita dell’attività che si era registrata tra gennaio e febbraio.

Ad attenuare l’impatto del calo delle donazioni sui trapianti eseguiti è una significativa diminuzione del tasso di opposizione al prelievo: nella finestra temporale della pandemia i “no” alla donazione sono scesi dal 33,1% del 2019 al 25,3%.

 

L’impegno del personale sanitario e dei cittadini.

“L’impatto della pandemia sui trapianti era atteso, ma il sistema sta tenendo”, commenta il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo, “e questo non era scontato, visto che negli altri paesi europei si osservano cali molto più drammatici”. Per Cardillo “il merito è dello sforzo straordinario che stanno compiendo tutti gli operatori sanitari della rete trapiantologica, quasi tutti contemporaneamente impegnati anche nell’assistenza ai pazienti con covid-19 ricoverati nelle rianimazioni e nei reparti. Quello che chiediamo agli italiani è di sostenere questo impegno con il loro consenso alla donazione: senza il “sì” dei cittadini nessun trapianto è possibile”.

 

I Giovani FIDAS e il loro “sì”.

In occasione della 23^ Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, i Giovani FIDAS hanno voluto contribuire alla promozione del dono partecipando alla campagna nazionale “Diamo il meglio di noi”.

La campagna, lanciata dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti, è volta ad incrementare il numero di persone che dichiarano la propria volontà in merito alla donazione degli organi. In particolare l’invito, rivolto a tutta la popolazione, è quello di scaricare il tesserino che attesta la volontà alla donazione dal sito www.diamoilmegliodinoi.it, a firmarlo e a conservarlo nel portafogli tra i documenti: un gesto che in questi giorni ha compiuto pubblicamente il ministro della Salute Roberto Speranza.

I Giovani FIDAS stanno rilanciando sui social la campagna, ma l’invito a partecipare è aperto a tutti: indossa la maglia o un gadget FIDAS, firma anche tu il tesserino e inviaci la tua foto, con la penna in mano, a comunicazione@fidas.it e noi le condivideremo nei prossimi giorni.

Giovani FIDAS - Giornata Donazione Organi

Indicazioni su sorveglianza e prevenzione della trasmissione del West Nile Virus mediante trapianto d’organo, tessuti e cellule

In relazione al rischio di trasmissione dell’infezione da West Nile Virus (WNV) mediante trapianto d’organo, tessuti e cellule, il Centro Nazionale Trapianti  conferma la strategia di adottare, anche per il corrente anno, misure di prevenzione basate sui riscontri derivanti dall’adozione del “Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu”, annualmente emanato dal Ministero della Salute, e che prevede attività di sorveglianza entomologica, veterinaria e dei casi umani di malattia neuro-invasiva da WNV.

Sulla base dei riscontri derivanti dalle misure di sorveglianza integrata, si riportano di seguito le disposizioni preventive da adottare per la prevenzione della trasmissione del WNV per la stagione estivo-autunnale 2018, dal 15 giugno al 31 ottobre 2018, in base ai seguenti criteri:

Riscontro di positività per WNV su pool di zanzare o su esemplari di avifauna 

a. non rappresenta criterio trigger per l’introduzione di misure preventive per la donazione di organi da donatore deceduto. Viene tuttavia raccomandato un attento monitoraggio su tutti i pazienti trapiantati allo scopo di individuare precocemente eventuali segni clinici di malattia e in particolare di complicanze neurologiche (encefalite, meningite a liquor limpido, poliradicoloneurite, paralisi flaccida acuta). In questi casi dovrà essere effettuato tempestivamente il test NAT per il WNV su singolo campione sul paziente e su un campione conservato del donatore;

b. rappresenta criterio trigger per l’introduzione di misure preventive in caso di donazione di organi da donatore vivente residente o che abbia soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV. Il test NAT su singolo campione dovrà essere eseguito entro 7 giorni prima della donazione/trapianto ed in caso di positività sospensione dell’esecuzione del trapianto fino alla negativizzazione del test;

c. rappresenta criterio trigger per l’introduzione di misure preventive in caso di donatori di tessuto osseo destinato al congelamento, residenti o che abbiano soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV. Tali misure preventive consistono nell’introduzione del test WNV NAT su singolo campione del donatore prima dell’utilizzo del tessuto stesso;

d. rappresenta criterio trigger per l’introduzione di misure preventive in caso di donatori allogenici di cellule staminali emopoietiche (CSE) da sangue midollare, periferico e cordonale. A seguito di accordi con il Centro Nazionale Sangue, in considerazione delle specifiche criticità dei pazienti trattati e all’univocità tra donatore e ricevente, si raccomanda l’effettuazione del test NAT per WNV su singolo campione, prima dell’inizio del regime di condizionamento, su tutti i donatori di CSE residenti nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV. Per quanto riguarda i donatori di CSE che abbiano soggiornato almeno una notte nella suddetta provincia, qualora non sia applicabile il provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni, si raccomanda l’effettuazione del test NAT per WNV, sempre su singolo campione.

Riscontro di positività confermata del test ELISA IgM e/o del test molecolare per WNV in equidi

1. rappresenta criterio trigger per l’introduzione delle misure preventive consistenti nell’effettuazione del test WNV NAT su singolo campione sul donatore residente nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV per tutte le seguenti tipologie di donazione: organi da donatore deceduto (per i quali il test WNV NAT e la ricerca di IgG e IgM devono essere effettuati entro le 72 ore successive alla donazione), organi da donatore vivente, tessuto osseo da donatore deceduto destinato al congelamento e cellule staminali emopoietiche allogeniche da sangue periferico, midollare e cordonale. Tale provvedimento è da adottare, fatta eccezione per i donatori di organi da deceduto, anche in caso di donatori che abbiano soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella Provincia in cui è stata riscontrata la positività per WNV qualora non sia applicabile il provvedimento di sospensione temporanea;

Notifica di un caso umano confermato di malattia neuro-invasiva da WNV (WNND) o di febbre da WNV (WNF)

1. rappresenta criterio trigger per l’introduzione delle misure preventive consistenti nell’effettuazione del test WNV NAT su singolo campione sul donatore residente nella Regione in cui è stata riscontrata la positività per WNV per tutte le seguenti tipologie di donazione: organi da donatore deceduto (per i quali il test WNV NAT e la ricerca di IgG e IgM devono essere effettuati entro le 72 ore successive alla donazione), organi da donatore vivente, tessuto osseo da donatore deceduto destinato al congelamento e cellule staminali emopoietiche allogeniche da sangue periferico, midollare e cordonale. Tale provvedimento è da adottare, fatta eccezione per i donatori di organi da donatore deceduto, anche in caso di donatori che abbiano soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella Regione in cui è stata riscontrata la positività per WNV qualora non sia applicabile il provvedimento di sospensione temporanea;

Riscontro di positività confermata allo screening NAT per WNV in donatori di sangue ed emocomponenti, in donatori di organi, cellule e tessuti, ivi comprese le cellule staminali emopoietiche

 1. rappresenta criterio trigger per l’introduzione delle misure preventive consistenti nell’effettuazione del test WNV NAT su singolo campione sul donatore residente nella Regione in cui è stata riscontrata la positività per WNV per tutte le seguenti tipologie di donazione: organi da donatore deceduto (per i quali il test WNV NAT e la ricerca di IgG e IgM devono essere effettuati entro le 72 ore successive alla donazione), organi da donatore vivente, tessuto osseo da donatore deceduto destinato al congelamento e cellule staminali emopoietiche allogeniche da sangue periferico, midollare e cordonale. Tale provvedimento è da adottare, fatta eccezione per i donatori di organi da deceduto, anche in caso di donatori che abbiano soggiornato temporaneamente (almeno per una notte) nei 28 giorni precedenti la donazione nella regione in cui è stata riscontrata la positività per WNV qualora non sia applicabile il provvedimento di sospensione temporanea.

Si rappresenta la necessità che le Strutture regionali di Coordinamento dei trapianti mantengano efficaci ed efficienti rapporti di comunicazione con le Strutture Regionali di Sanità Pubblica per le eventuali informazioni relative a casi umani di WNND e/o WNF o positività entomologiche/veterinarie, che dovranno essere, con massima tempestività, trasmesse allo scrivente Centro Nazionale, al fine di consentire l’immediata assunzione di provvedimenti del caso.

E’ necessario che i test NAT per WNV vengano effettuati presso Laboratori autorizzati dalla Autorità Competente regionale o presso i centri trasfusionali. Si raccomanda inoltre che tutti i pazienti sottoposti a trapianto (organi e cellule staminali emopoietiche) siano screenati per WNV in caso di sviluppo di sintomatologia neurologica.

In considerazione della persistente circolazione del WNV negli USA e in Canada, si ricorda che ai donatori di cellule staminali emopoietiche che vi abbiano soggiornato in qualunque momento dell’anno, deve essere applicato il criterio di sospensione per 28 giorni dal rientro e ove tale criterio non sia applicabile, devono essere sottoposti a test NAT. In caso di donatori residenti, il test NAT dovrà essere effettuato prima dell’inizio del regime di condizionamento.

Per quanto riguarda gli Stati esteri, sarà cura dello scrivente Centro nazionale comunicare tempestivamente ogni indicazione dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), le cui attività di sorveglianza prenderanno avvio dal 15 giugno. L’ECDC mette a disposizione le informazioni relative alle mappe epidemiologiche del WNV sul proprio sito al seguente link:

http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/west_nile_fever/West-Nile-fever-maps/Pages/index.aspx.

I Coordinatori dei Centri Regionali sono invitati a dare tempestiva informazione a tutte le strutture, compresi i Centri Trapianto e gli Istituti dei Tessuti, operanti nei territori di competenza.

Le indicazioni formulate nella presente nota sono suscettibili di aggiornamento in relazione all’evoluzione epidemiologica nonché alla segnalazione di casi umani di malattia neuro- invasiva.

 

FIDAS sottoscrive la Carta del dono alla presenza del ministro Lorenzin

Sabato 24 febbraio, a Modena, alla presenza del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, del direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno e del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa, le associazioni del dono sottoscriveranno la Carta del Dono, un documento volto a promuovere e difendere il valore del dono biologico.
Il dono volontario libero e consapevole delle diverse parti del corpo ossia sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi deve essere promosso e tutelato, sia con politiche sanitarie adeguate sia con una corretta sensibilizzazione ed informazione. Per questo Istituzioni, Enti, Associazioni e Federazioni nazionali del Volontariato operanti nel settore hanno deciso di sottoscrivere un impegno esplicito e comune per sostenere una più forte e coordinata azione di tutela e promozione del dono biologico.
Insieme ai rappresentanti di FIDAS, Avis, Fratres e Croce Rossa Italiana, le associazioni e federazioni del dono del sangue riunite nel CIVIS, saranno presenti i rappresentanti di Admo, Aido, Adoces e Adisco.

“Sono particolarmente grato al Ministro della Salute per aver promosso e sostenuto questa iniziativa – sottolinea il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris – e soprattutto per aver predisposto la carta del dono che racchiude nei suoi principi il concetto di donazione di materiale biologico di origine umana destinato alla cura di altre persone. Il dono è un atto libero volontario e anonimo che sostiene i cittadini bisognosi e garantisce il buon funzionamento dei sistemi sanitari nazionale e regionali.  In questa carta sono riportati i valori che insieme condividiamo e che tutti quanti continueremo a diffondere con particolare attenzione nei confronti dei giovani affinché possano garantire la continuità del lavoro che stiamo predisponendo anche per loro”.

Sabato 24 alle 12 il presidente Ozino Caligaris presenterà l’evento nel programma Obiettivo Salute, condotto da Nicoletta Carbone, su Radio 24.

 

“Carta del dono”
Promuovere e difendere il valore del dono biologico

Princìpi
Il corpo è valore ed essenza della persona, come tale è parte della sua dignità, è oggetto di diritti fondamentali e richiede la tutela della comunità.
La tutela della persona è perciò anche difesa del benessere fisico e della integrità del corpo.
In questo quadro di princìpi fondamentali si colloca il dono volontario libero e consapevole delle diverse parti del corpo (dono biologico, d’ora in poi), e cioè sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi e nutrienti (latte), sia come espressione della volontà personale di tutela e promozione della salute, della vita umana e della sua dignità in tutte le sue fasi, sia come espressione della responsabilità e reciprocità sociale, che vede la persona e la comunità coinvolte in un comune destino Il dono biologico libero, volontario, consapevole e gratuito ha un proprio, elevato, intrinseco valore etico, personale e sociale, che si manifesta anche nella sua periodica espressione organizzata, quando possibile, e vede il giusto riconoscimento istituzionale anche nell’inserimento dei percorsi di donazione all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza del SSN.
Il valore primario del dono biologico così inteso, comporta la necessità di promuoverlo e di tutelarlo a tutto campo, sia con politiche sanitarie adeguate sia con una corretta sensibilizzazione ed informazione.
Verso questi obiettivi, tradizionalmente, si concentra non solo l’azione delle Istituzioni e dei professionisti del settore sanitario, ma anche l’impegno ricco e variegato della società civile che, attraverso il servizio volontario e costante delle Associazioni e Federazioni di cittadini, organizzate e competenti, sostengono la cultura del dono, la ricerca di nuovi donatori e l’aiuto ai pazienti riceventi. Questo impegno rappresenta una peculiarità e una ricchezza del nostro Paese.
Il dono biologico solleva anche problematiche di carattere etico, morale, sociale e culturale alle quali si può rispondere seguendo orientamenti anche molto diversi fra loro, alcuni dei quali, però, possono mettere a rischio la stessa appropriatezza del dono, per esempio quando la donazione non è la conseguenza innanzitutto di solide evidenze scientifiche, necessarie per stabilirne la validità e l’efficacia dal punto di vista clinico.
Impegni
In ragione di quanto sopra, le Istituzioni, gli Enti e le Associazioni e Federazioni nazionali del Volontariato operanti nel settore e sottoscriventi, ritengono utile formalizzare un impegno esplicito e comune per sostenere una più forte e coordinata azione di tutela e promozione del dono biologico, convenendo su quanto segue:
 il dono biologico, inteso come dono di parti del corpo umano, è libero, volontario, consapevole, responsabile, non remunerato, anonimo;
 va impedito ogni tentativo di commercializzazione del dono, sia che si presenti in forma esplicita sia in forma indiretta, anche mediante forme di rimborso non strettamente intese o tramite forme di scambio o assegnazione non trasparenti;
 vanno tutelate primariamente e con ogni mezzo possibile, senza discriminazioni, la libertà e i diritti di tutti i donatori e dei pazienti riceventi, anche potenziali, e delle loro famiglie;
 il dono necessita di un consenso liberamente formato, perciò consapevole e responsabile, contrastando ogni forma di coattività che nasca da qualsiasi tipo di condizionamento. In questo senso va intesa la necessità dell’anonimato reciproco di donatore e ricevente e delle rispettive famiglie;
 l’informazione deve essere corretta, completa e trasparente, e nell’interesse sia del donatore che del paziente ricevente. Va combattuta ogni forma ingannevole di informazione e comunicazione, fra cui quelle omissive di informazioni essenziali per la libera formazione della volontà personale;
 per una più forte e più efficace promozione del dono biologico è auspicabile intensificare il coordinamento delle azioni di informazione e sensibilizzazione, sotto la guida delle Istituzioni ed in collaborazione con i professionisti del settore sanitario e le Associazioni e Federazioni di Volontariato del settore. A tal fine, si conviene sulla necessità di integrare le tradizionali e variegate forme di comunicazione, specifiche per ogni tipologia di dono, con azioni comuni che abbiano lo scopo di rappresentare l’assoluto valore del dono, in tutti i suoi aspetti, di richiamare la società civile a condividere questa scelta per il bene di tutti e di ciascuno e di promuovere forme più integrate e collaborative di reclutamento dei donatori ad opera delle Associazioni e Federazioni del Volontariato.

 

Venti anni dalla convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina – 18 dicembre

Lunedì 18 dicembre a Roma, presso l’Aula dei Gruppi della Camera dei Deputati (Via di Campo Marzio, 74) si svolgerà il convegno “Venti anni dalla convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina. L’articolo 21: il divieto di profitto e la cultura del dono”.

Al convegno, cui è stata invitata la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, si approfondiranno i temi del dono con gli interventi del Direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno e del Direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa.

Scarica il programma

Il convegno è destinato al personale di enti ed istituzioni sanitarie e di ricerca interessato ai temi del convegno.
Saranno ammessi un massimo di 200 partecipanti.

La richiesta di partecipazione deve essere inviata tramite e-mail alla Segreteria Organizzativa all’indirizzo cnt@iss.it entro il 5 dicembre 2017.
La partecipazione all’evento è gratuita.
Le richieste di partecipazione verranno accettate in base all’ordine di arrivo e verrà data conferma ai singoli richiedenti.
Per le esigenze di protocollo delle sedi istituzionali, per l’accesso alla sala del convegno agli uomini è richiesto di indossare giacca e cravatta.