“Il volontariato garantisce il sistema sangue. Una scelta consapevole lontano dal profitto”

28 Novembre 2024In istituzionali

Sanità e salute in primo piano alla 19esima edizione del Forum Risk Management, ad Arezzo da martedì 26 a venerdì 29 novembre 2024. Un luogo dove si condividono proposte e soluzioni per una sanità del futuro in un Sistema sanitario equo, solidale e sostenibile. Nell’ambito delle iniziative programmate all’interno del Forum una sessione dedicata al sistema trasfusionale. “Il sistema sangue solidale per scelta” il tema dell’intervento del Presidente Nazionale FIDAS e Coordinatore CIVIS, Giovanni Musso.

Di seguito un ampio stralcio:

La donazione di sangue rappresenta uno degli atti più alti di altruismo che possiamo compiere come individui. È un gesto semplice, ma carico di significato: un dono che si traduce in vita per chi lo riceve e in un messaggio di speranza per l’intera comunità. In questo contesto bisogna riflettere non solo sull’efficacia del sistema, ma anche sui valori che lo ispirano e sul significato profondo della parola “scelta”.

La donazione di sangue è un sistema radicato nella nostra Costituzione. La Carta ci fornisce una bussola etica e giuridica che illumina il valore della donazione, non a caso l’articolo 32 sancisce il diritto alla salute come fondamentale.  Non solo come diritto individuale, ma anche come interesse collettivo: è un principio che ci ricorda come la salute di ciascuno di noi dipenda anche dal benessere della comunità.

L’articolo 2, invece, ci richiama ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale e la donazione di sangue incarna perfettamente questo spirito. Un dovere morale che ci connette agli altri e ci fa sentire parte di un progetto comune. In un certo senso, ogni donatore si rende interprete di questi principi costituzionali, trasformando un valore astratto in un’azione concreta, che salva vite e rafforza i legami sociali.

Il sistema sangue italiano è basato sul volontariato che rappresenta un patrimonio prezioso che tutti dobbiamo proteggere. Questo è un modello che funziona perché è sostenuto dalla libera scelta di migliaia di cittadini, che donano senza aspettarsi nulla in cambio, spinti dal desiderio di fare del bene. Un approccio che non solo garantisce sicurezza e qualità, ma preserva il sangue come bene comune, lontano da logiche di mercato. Questo è un punto fondamentale da ribadire: il sangue non è una merce, ma un patrimonio collettivo che appartiene a tutti e deve rimanere sotto la tutela della sanità pubblica.

 Con un sistema orientato al profitto si corrono rischi di cui possiamo immaginare le conseguenze. Prima di tutto, si potrebbe verificare un indebolimento del principio di uguaglianza: il sangue rischierebbe di diventare un bene accessibile in base alle risorse economiche disponibili, anziché un diritto garantito per tutti, mettendo a rischio il diritto universale alla salute.

In secondo luogo, il focus potrebbe spostarsi dalla qualità alla quantità, con il rischio di abbassare gli standard di sicurezza per rispondere a una crescente domanda commerciale. Una modalità che comprometterebbe la fiducia dei cittadini nel sistema e metterebbe a rischio la salute dei pazienti. Infine, l’eventuale mercificazione del sangue potrebbe generare fenomeni di sfruttamento, inducendo persone in difficoltà economica a donare per necessità, snaturando così il significato stesso del gesto di donazione, che deve essere libero e volontario.

È evidente che un sistema orientato al profitto andrebbe a minare i valori di solidarietà, gratuità e responsabilità su cui si fonda la nostra struttura attuale, trasformandolo in qualcosa di profondamente diverso e meno giusto.La nostra responsabilità collettiva è proteggere il sangue come bene comune e garantire che il suo utilizzo rimanga un simbolo di equità e solidarietà, non di disuguaglianza e opportunismo economico.

 Nella parola “scelta” c’è un valore profondo in quanto donare sangue è una scelta consapevole, un gesto che nasce dalla libertà e dalla responsabilità. Una decisione che richiede educazione e sensibilizzazione, perché non tutti comprendono immediatamente quanto sia cruciale il loro contributo. Ecco perché dobbiamo investire nelle nuove generazioni, coinvolgere le scuole, le università e i giovani, spiegando loro che con un piccolo gesto possono fare una grande differenza.

La scelta di donare non riguarda solo il donatore, ma l’intera comunità. Ogni unità di sangue raccolta è un tassello che compone un sistema di solidarietà che non lascia indietro nessuno. Molte e significative le sfide così come gli impegni che attendono il sistema sangue quali l’invecchiamento della popolazione, che riduce la platea dei donatori periodici, le emergenze sanitarie globali, che possono mettere a rischio le scorte di sangue e plasma e la necessità di innovare e digitalizzare, per rendere il processo più accessibile, efficiente ed anche più attrattivo per le nuove generazioni di donatori e di medici.

Queste sfide devono spingerci a rafforzare il nostro impegno. Le istituzioni, le associazioni e tutti gli attori coinvolti devono lavorare insieme per garantire che il nostro sistema rimanga saldo, efficiente e trasparente. Soprattutto, dobbiamo difendere il principio cardine che ha reso il nostro modello un successo: il volontariato. Questo sistema funziona perché è alimentato da persone che scelgono di donare, non perché sono costrette a farlo o perché c’è un guadagno economico e a fronte di tutto questo ci sono le Associazioni e le Federazioni di donatori, anch’esse formate da volontari.

 Il sangue è un simbolo di ciò che possiamo fare quando scegliamo di essere solidali. È il segno tangibile di una comunità che si prende cura di sé stessa, che mette al centro l’essere umano e i suoi diritti. È nostro compito proteggere e promuovere questo sistema, con tutto l’impegno e la dedizione di cui siamo capaci, affinché le scelte dei donatori continuino a essere il pilastro su cui si regge il nostro Sistema Trasfusionale e la scelta di mantenere pubblico, etico e solidale questo sistema è o dovrebbe essere un imperativo per tutti.