I giovani FIDAS a lezione di comunicazione sociale

25 Marzo 2011In istituzionali
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Fidas_a__Lezione_di_comunicazione_sociale_300_x_225Durante il Meeting giovani FIDAS 2011, la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma è stata protagonista di un intervento di formazione che ha visto, nella mattinata del 19 marzo, l’alternarsi di Simonetta Blasi e Mirko Benedetti per una lettura critica della comunicazione sociale, considerandone le peculiarità, gli obiettivi, i limiti e le opportunità.

Ha iniziato i lavori Benedetti con una  panoramica sulla tipologia e le finalità della comunicazione sociale, completa degli attori, intesi sia come emittenti che riceventi.  Utilizzando una griglia classica relativa ai flussi di comunicazione,  Benedetti ha delineato le problematicità della comunicazione in  relazione ai target di riferimento, che non possono più semplicemente  essere individuati dai soliti parametri di segmentazione, bensì  devono fare i conti con i nuovi paradigmi che l’era digitale comporta. 

Puntuale ed esaustiva la carrellata di esempi di  pubblicità sociale legata al settore (soprattutto internazionali), che, partendo da una attenta analisi della ricerca “Observa 2009” sulla donazione del sangue, ha messo al centro dell’attenzione  l’opportunità di leggere i dati non solo come fredde statistiche, ma come elementi in grado di rivelare strategie  comunicative che consentano poi di rivolgersi a target mirati in  relazione ai comportamenti, piuttosto che secondo “cluster” socio demografici o psicografici.

A questa prima parte si è affiancata la  professoressa Blasi, che ha aperto una parentesi sul sistema  ‘classico’ della pubblicità, paragonato ad un flusso più snello  dettato dall’attuale scenario di comunicazione one-to-one e reso  possibile dalla crescente penetrazione dei personal media. Completando il quadro con le professionalità e le technicalities che  un’agenzia di pubblicità mette a disposizione dei suoi committenti  per assicurare l’efficacia della comunicazione, il testimone è poi  ripassato al dott. Benedetti, che ha sottolineato come il vero problema della  comunicazione sociale sia quello di riuscire a farsi sentire senza poter contare su budget adeguati. Così si è arrivati a  presentare alcune azioni di ‘guerrilla’ che fanno scattare  l’attenzione e poi, più specificatamente, a tracciare tutti quegli  elementi utili a comprendere che oggi ci si rende visibili attraverso gli “Hub” del Web, ovvero i grandi punti di snodo informativi.

La  presenza su piattaforme come motori di ricerca, unitamente alla frequentazione attiva di blog e social network  (Youtube, Twitter, Facebook), diventano  criteri indispensabili per superare la soglia critica e aumentare la  propria reperibilità e visibilità.

In chiusura dei lavori, la  professoressa Blasi ha tracciato una sorta di cornice di riferimento  del nuovo ‘sistema comunicazione’, un sistema dove il peso si è  spostato sulla capacità degli emittenti di fornire esperienze  aggreganti, di animare la conversazione, di indicare forti valori  guida e offrire simboli condivisibili. E soprattutto di dare spazio alle co-creazioni di quella crescente popolazione di internauti che non si può più solo considerare ‘un mercato da colpire’ e che  rivendica prepotentemente un ruolo attivo nella negoziazione dei  significati che fanno ‘società’.

Un ribaltamento di prospettive  che ha visto alternarsi spunti di riflessione ponderata a momenti  davvero esilaranti, accolti con gli applausi da un pubblico di oltre 200 giovani. Nel pomeriggio si è poi passati dalla  teoria alla pratica, e i ragazzi  –  assiduamente seguiti, fotografati e coordinati dai bravissimi  Alice e Federico – si sono divisi in gruppi di lavoro a cui sono  stati affidati 8 diversi project work che il team aveva preparato per  loro. Una fase di ‘learning by doing’ che sedimenta conoscenze e  scambi per una giornata di formazione creativa e memorabile, carica  di entusiasmo, coinvolgimento e soprattutto di eccellente qualità, umana e professionale.

 Paola Saraceno