I giovani FIDAS a lezione di comunicazione sociale
Durante il Meeting giovani FIDAS 2011, la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma è stata protagonista di un intervento di formazione che ha visto, nella mattinata del 19 marzo, l’alternarsi di Simonetta Blasi e Mirko Benedetti per una lettura critica della comunicazione sociale, considerandone le peculiarità, gli obiettivi, i limiti e le opportunità.
Ha iniziato i lavori Benedetti con una panoramica sulla tipologia e le finalità della comunicazione sociale, completa degli attori, intesi sia come emittenti che riceventi. Utilizzando una griglia classica relativa ai flussi di comunicazione, Benedetti ha delineato le problematicità della comunicazione in relazione ai target di riferimento, che non possono più semplicemente essere individuati dai soliti parametri di segmentazione, bensì devono fare i conti con i nuovi paradigmi che l’era digitale comporta.
Puntuale ed esaustiva la carrellata di esempi di pubblicità sociale legata al settore (soprattutto internazionali), che, partendo da una attenta analisi della ricerca “Observa 2009” sulla donazione del sangue, ha messo al centro dell’attenzione l’opportunità di leggere i dati non solo come fredde statistiche, ma come elementi in grado di rivelare strategie comunicative che consentano poi di rivolgersi a target mirati in relazione ai comportamenti, piuttosto che secondo “cluster” socio demografici o psicografici.
A questa prima parte si è affiancata la professoressa Blasi, che ha aperto una parentesi sul sistema ‘classico’ della pubblicità, paragonato ad un flusso più snello dettato dall’attuale scenario di comunicazione one-to-one e reso possibile dalla crescente penetrazione dei personal media. Completando il quadro con le professionalità e le technicalities che un’agenzia di pubblicità mette a disposizione dei suoi committenti per assicurare l’efficacia della comunicazione, il testimone è poi ripassato al dott. Benedetti, che ha sottolineato come il vero problema della comunicazione sociale sia quello di riuscire a farsi sentire senza poter contare su budget adeguati. Così si è arrivati a presentare alcune azioni di ‘guerrilla’ che fanno scattare l’attenzione e poi, più specificatamente, a tracciare tutti quegli elementi utili a comprendere che oggi ci si rende visibili attraverso gli “Hub” del Web, ovvero i grandi punti di snodo informativi.
La presenza su piattaforme come motori di ricerca, unitamente alla frequentazione attiva di blog e social network (Youtube, Twitter, Facebook), diventano criteri indispensabili per superare la soglia critica e aumentare la propria reperibilità e visibilità.
In chiusura dei lavori, la professoressa Blasi ha tracciato una sorta di cornice di riferimento del nuovo ‘sistema comunicazione’, un sistema dove il peso si è spostato sulla capacità degli emittenti di fornire esperienze aggreganti, di animare la conversazione, di indicare forti valori guida e offrire simboli condivisibili. E soprattutto di dare spazio alle co-creazioni di quella crescente popolazione di internauti che non si può più solo considerare ‘un mercato da colpire’ e che rivendica prepotentemente un ruolo attivo nella negoziazione dei significati che fanno ‘società’.
Un ribaltamento di prospettive che ha visto alternarsi spunti di riflessione ponderata a momenti davvero esilaranti, accolti con gli applausi da un pubblico di oltre 200 giovani. Nel pomeriggio si è poi passati dalla teoria alla pratica, e i ragazzi – assiduamente seguiti, fotografati e coordinati dai bravissimi Alice e Federico – si sono divisi in gruppi di lavoro a cui sono stati affidati 8 diversi project work che il team aveva preparato per loro. Una fase di ‘learning by doing’ che sedimenta conoscenze e scambi per una giornata di formazione creativa e memorabile, carica di entusiasmo, coinvolgimento e soprattutto di eccellente qualità, umana e professionale.
Paola Saraceno









