Giornata della Trasparenza 2024, “L’istituzione al servizio del cittadino”
I temi della trasparenza declinati sull’impegno che mettono le associazioni di volontariato sul dono di sangue plasma. Al Ministero della Salute si è celebrata giovedì 19 dicembre la Giornata della Trasparenza 2024 con un evento dal tema “L’istituzione al servizio del cittadino“.
In rappresentanza delle quattro Associazioni e Federazioni Nazionali – oltre a FIDAS, anche Avis, Fratres e Croce Rossa Italiana – raggruppate nel Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue (CIVIS) che conta 3.500 sedi sul territorio nazionale e 1,7 milioni di donatori, pari al 90% dei donatori totali, è intervenuto Giovanni Musso, coordinatore pro-tempore di CIVIS e presidente di FIDAS Nazionale.
Al centro del suo intervento l’importanza della trasparenza in termini di forte partecipazione del mondo del volontariato e del Terzo Settore e, come questi, concorrano ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale con la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori.
Inoltre, nella funzione civica e sociale che si esprime nella donazione, come venga fatto un lavoro capillare sul territorio in conformità alle esigenze indicate dalla programmazione sanitaria regionale. È stato evidenziato dal Presidente quanto questo ambito sia parte attiva del Sistema trasfusionale italiano per una gestione efficiente del sangue e una piena valorizzazione del dono.
I valori umani e solidaristici, che sono insiti nell’atto stesso di donare, attraverso le Associazioni e le Federazioni dei donatori di sangue rappresentano dei pilastri fondamentali all’interno dell’intero Sistema sanitario. La loro presenza attiva nei processi decisionali lo rafforza, genera conoscenza, crescita e partecipazione attiva della cittadinanza garantendo sicurezza, trasparenza e solidarietà al Sistema.
In sede di intervento Musso, facendo riferimento all’emendamento 6.00.16 al DDL Prestazioni Sanitarie che, apporta in senso peggiorativo la modifica dell’articolo 12, comma 3, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, ha sottolineato l’importanza di una comunicazione collaborativa con il Ministero e pertanto si è detto fiducioso che “verrà accolta la nostra preoccupazione circa il non accoglimento dell’emendamento attualmente al vaglio della Commissione Salute del Senato“.
Un particolare ringraziamento è andato al professor Vincenzo De Angelis nel suo ruolo di direttore del Centro Nazionale Sangue che ha diretto con professionalità e competenza, caratteristiche che non possono venir meno a chi è deputato a dirigere un ente pubblico fondamentale per la sanità pubblica. L’emendamento sopracitato “per quanto ci riguarda prevedendo una figura non adeguatamente specializzata significherebbe tradire questo fondamentale principio, mettendo a repentaglio un patrimonio costruito con la generosità di milioni di donatori volontari“.









