CENSIS: “PRECARIETA’ E INCERTEZZA SOCIALE MINANO LA CULTURA DELLA DONAZIONE DEL SANGUE”
“Il crescere e il dilagare dell’incertezza nella società possono minare i fondamenti stessi della cultura della donazione di sangue”. L’attitudine alla donazione è, infatti, più tenue in quelle fasce di popolazione che si percepiscono più deboli, sotto il profilo non solo sanitario, ma soprattutto sotto quello sociale ed economico: chi in generale rimane fuori dal mondo del lavoro, non riesce a sentirsi nella posizione di poter dare.
Per questo la donazione può crescere dove cresce l’inclusione sociale, soprattutto per i giovani, di cui c’è gran bisogno, e per le donne, che costituiscono un collettivo ancora sottostimato tra i donatori di sangue. Queste le conclusioni, inedite e sorprendenti, dell’indagine della Fondazione CENSIS commissionata dalla FIDAS e presentata oggi, in apertura del Congresso Nazionale FIDAS in corso a Parma, dalla dott.ssa Carla Collicelli, vice direttore dell’istituto.
PROFILO DEI DONATORI. I dati suggeriscono che a donare sono soprattutto le persone attive nel tessuto produttivo del Paese. I donatori di sangue occupati risultano il 74,7% di tutti i donatori, mentre gli inattivi (casalinghe, pensionati, studenti) rappresentano il 21%. Considerando inoltre che i giovani sono una componente della popolazione destinata a ridursi nei prossimi decenni, e che l’invecchiamento della popolazione farà aumentare il bisogno di sangue, l’autosufficienza raggiunta dall’Italia è un traguardo che non può più esser dato per scontato. Da qui l’importanza della rilevazione CENSIS, compiuta fra i donatori aderenti alla federazione FIDAS, ai fini delle azioni da intraprendere per assicurare anche in futuro l’autosufficienza.
DIFFERENZE DI GENERE E FASCE DI ETA.’Benché di norma le donne possano donare sangue intero non più di 2 volte l’anno (contro le 4 degli uomini), l’aumento delle donatrici rappresenta un obiettivo fondamentale da raggiungere. Solo il 31,2% dei donatori periodici è costituito oggi, infatti, da donne, contro il 68,8% di uomini. Il CENSIS osserva poi tra i donatori una minore incidenza di adulti tra i 45 ed i 65 anni, che rappresentano il 32,7% del campione ma sono il 40,7% della popolazione italiana di riferimento. I giovani sotto i 29 anni, invece, sono il 20,3% dei donatori, a fronte del 18,4% di tutta la popolazione.
MOTIVAZIONI.Fra le ragioni che inducono alla prima donazione, al di là dell’altruismo, prevale la possibilità di tenere sotto controllo il proprio stato di salute (60,3% del campione); seguita dall’avere amici che donano regolarmente (42,8%) e dalla consuetudine familiare per il 32,8%.
“L’indagine commissionata al CENSIS è una fotografia dello stato della donazione in Italia, – spiega Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale della FIDAS -, che ci offre indicazioni importanti riguardo ai settori dove andare ad operare e sulle modalità con cui attrarre nuovi soggetti alla donazione del sangue”.
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