20 mila donatori hanno invaso Parma per la 30 ma “Giornata del donatore di sangue”
Partito dal Parco Ducale, il festoso corteo è arrivato fino in Piazza della Pace, dove il vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, ha officiato una celebrazione eucaristica. Circa 200 i volontari dell’ADAS Parma – l’associazione organizzatrice del congresso -, degli alpini, della Croce Rossa, della Protezione Civile e dell’Assistenza Pubblica, impegnati nel corso della giornata.
Tra gli argomenti affrontati nel congresso, l’adeguamento della normativa nazionale agli ultimi standard di qualità dettati dalla Comunità Europea (approvazione in sede di conferenza Stato Regioni dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie dei servizi trasfusionali), l’invecchiamento dei donatori e i corretti stili di vita.
Presentata anche una ricerca del CENSIS che ha messo in rilievo come la precarietà e l’incertezza sociale mettano in pericolo la cultura della donazione del sangue.
Soddisfazione per l’andamento del congresso è stata espressa dal presidente nazionale della FIDAS, Aldo Ozino Caligaris, che ha evidenziato la passione dei circa 300 delegati nel definire il percorso che la federazione è chiamata ad affrontare per rispondere alla nuova sfida aperta dall’indagine del CENSIS.
Considerando che i giovani sono una componente della popolazione destinata a ridursi nei prossimi decenni, e che l’invecchiamento della popolazione farà aumentare il bisogno di sangue, l’autosufficienza raggiunta dall’Italia è un traguardo che non può più esser dato per scontato.
Il massimo impegno è richiesto, quindi, a tutti gli attori del sistema per garantire le terapie trasfusionali a tutti i malati, assicurando, nel contempo, qualità e sicurezza a donatori e riceventi.









