Plasma, nuovo record nel 2025: cresce la raccolta ma l’autosufficienza resta una sfida

17 Gennaio 2026In istituzionali

La raccolta di plasma in Italia continua a crescere e nel 2025 raggiunge un nuovo primato. Secondo i dati elaborati dal Centro Nazionale Sangue (CNS), nell’ultimo anno sono state raccolte 919,7 tonnellate di plasma, oltre 11 tonnellate in più rispetto al 2024. È il secondo anno consecutivo in cui il sistema nazionale supera la soglia delle 900 tonnellate, confermando un trend positivo sostenuto dall’impegno dei donatori e delle strutture sanitarie.

Il sistema italiano dimostra di poter andare oltre gli obiettivi programmati – evidenzia Luciana Teofili, direttrice generale del Centro Nazionale Sangue – grazie a milioni di donatori volontari e non remunerati, al lavoro delle associazioni e dei centri di raccolta del Servizio sanitario nazionale”.

Il nuovo traguardo raggiunto – commenta il Presidente di FIDAS Nazionale, Giovanni Mussorappresenta un risultato di grande valore civile e sanitario, al quale come FIDAS contribuiamo in modo determinante e costante attraverso il lavoro quotidiano delle proprie associazioni e l’impegno di migliaia di donatrici e donatori volontari. È il segno di una comunità responsabile e solidale, capace di rispondere con concretezza ai bisogni di salute del Paese”.

La crescita della plasmaferesi conferma che la direzione intrapresa è quella corretta, fondata su informazione, sensibilizzazione e una collaborazione costante con il Centro Nazionale Sangue, il Servizio sanitario nazionale e le Regioni. “FIDAS – aggiunge Mussoè fortemente impegnata nel promuovere la donazione di plasma come gesto consapevole e strategico per il futuro della sanità italiana”.

Tuttavia questo non basta a garantire l’autosufficienza del Paese sul fronte del plasma. Se per la raccolta di globuli rossi l’Italia è sostanzialmente in equilibrio, il fabbisogno di farmaci plasmaderivati continua infatti ad aumentare. In particolare, la domanda di immunoglobuline è cresciuta del 57% negli ultimi dieci anni, rendendo ancora necessario il ricorso al mercato internazionale. Attualmente il sistema nazionale riesce a coprire circa il 60% del fabbisogno di immunoglobuline, mentre per l’albumina la quota di autosufficienza supera il 75%. La parte mancante comporta costi significativi per il Servizio sanitario nazionale.

L’autosufficienza nei farmaci plasmaderivati, in particolare nelle immunoglobuline – sottolinea il Presidente FIDAS – non è solo un obiettivo tecnico, ma una responsabilità collettiva perché significa garantire cure essenziali, rafforzare l’equità nell’accesso alle terapie e ridurre le dipendenze dall’estero, nel segno di un sistema fondato sulla solidarietà”.

L’incremento della raccolta registrato nel 2025 è dovuto, quindi, soprattutto alla crescita delle donazioni in aferesi, che sono aumentate del 6,4%. Si tratta di una procedura che consente di prelevare esclusivamente il plasma, restituendo al donatore globuli rossi e piastrine. Questo metodo permette di raccogliere quantità maggiori di plasma, favorisce un recupero più rapido e consente donazioni più frequenti, fino a una ogni 15 giorni. Grazie a questi risultati, nel 2025 sono stati conferiti all’industria 15,6 chili di plasma per mille abitanti, un ulteriore passo verso l’obiettivo di medio termine fissato a 18 chili per mille abitanti, considerato il primo traguardo per raggiungere l’indipendenza strategica nella produzione di medicinali plasmaderivati.

I risultati raggiunti – dichiara Musso – ci incoraggiano a proseguire con rinnovata determinazione. FIDAS, infatti, continuerà a lavorare sul territorio, accanto alle istituzioni e alle altre associazioni del dono, per rafforzare la cultura della donazione periodica e in aferesi, nella convinzione che il plasma donato oggi sia una risorsa fondamentale per la salute di domani”.

Il Centro Nazionale Sangue, intanto, ha avviato uno studio sull’appropriatezza clinica dell’uso delle immunoglobuline in ambito ospedaliero. Il progetto, finanziato dal Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute, coinvolge nove Regioni, oltre ad AGENAS, AIFA, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Milano-Bicocca.

 “È una grande responsabilità – conclude la direttrice del CNS – garantire il corretto utilizzo di questi farmaci. Lo studio, primo del genere in Europa, ci fornirà strumenti fondamentali per monitorarne l’appropriatezza”. Il plasma raccolto viene conferito all’industria farmaceutica per la produzione di medicinali salvavita come immunoglobuline, albumina e fattori della coagulazione. I farmaci ottenuti che non hanno finalità commerciali, una volta lavorati, vengono restituiti alle strutture sanitarie italiane e distribuiti gratuitamente ai pazienti. Per quanto riguarda eventuali surplus questi vengono destinati a programmi di cooperazione internazionale, contribuendo anche al sostegno dei Paesi in difficoltà.

Per ulteriori informazioni:
www.italiaplasma.it/dona-anche-tu-il-plasma/