“Santità, le Sue parole ci accompagneranno, ispirandoci a fare sempre di più e sempre meglio”
L’insegnamento cristiano si fonda sulla capacità di amare il prossimo come se stessi e, se si ama, non si può che vivere nel senso della generosità verso gli altri. Essersi riuniti in ascolto del Pontefice ha rafforzato sempre di più la convinzione che lo spirito che anima FIDAS fin dal 1959 sia nel segno del donare parte di sé agli altri. Questo il messaggio di saluto e ringraziamento consegnato al Santo Padre dal Presidente FIDAS Nazionale, Giovanni Musso, da parte di tutti i donatori e le donatrici nel corso dell’udienza riservata alla Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue. Un momento storico per suggellare il 65esimo anniversario dalla fondazione di FIDAS.
Santità,
oggi è un giorno di grande gioia e di profonda emozione per tutti noi, donatori FIDAS provenienti da ogni angolo d’Italia, che con umiltà e gratitudine ci presentiamo qui al Suo cospetto. La Sua accoglienza, in questa speciale udienza, è per noi motivo di immenso orgoglio e ci rafforza nel nostro impegno quotidiano di servizio e solidarietà.
Il gesto della donazione, apparentemente semplice, racchiude in sé un valore profondo, un atto che diventa simbolo di amore per la vita, di altruismo e di attenzione verso il prossimo. Ogni volta che un donatore offre il proprio sangue, compie un atto di amore, un dono di vita per chi è nel bisogno. La donazione è una forma di solidarietà che non conosce barriere, che unisce le persone al di là delle loro differenze di cultura, etnia o fede. È un segno di come l’umanità, quando si mette al servizio gli uni degli altri, diventa una grande famiglia, dove ciascuno si prende cura del prossimo.
Ogni donazione di sangue e di plasma è una speranza per chi è malato, una possibilità di cura, una vita che può essere salvata. È un gesto anonimo, ma allo stesso tempo straordinario, che si radica nei valori cristiani del dono di sé e del servizio disinteressato.
Nel Vangelo di Matteo, Gesù ci dice: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Matteo 10:8). Questa esortazione è per noi fonte di ispirazione continua. Il dono del sangue è un dono gratuito, che non chiede nulla in cambio, ma che arricchisce chi lo compie, poiché, come ci insegna la Scrittura, “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”. E proprio in questo spirito, i donatori FIDAS ogni giorno scelgono di mettersi al servizio della vita, offrendo parte di sé per il bene comune.
Santità, come Lei spesso ci ricorda, viviamo in un tempo in cui c’è bisogno di riscoprire la fraternità e l’unità. In un mondo spesso diviso da conflitti e disuguaglianze, il dono del sangue ci offre un modello di solidarietà universale, che abbraccia tutti e non esclude nessuno. È un gesto che non richiede parole, ma che parla con la forza dell’amore incondizionato, un amore che è alla base del Vangelo. Donare sangue è mettere in pratica quella “carità operosa” di cui San Paolo parla nella Lettera ai Galati (Galati 5:6), un amore che si fa azione concreta per il bene del prossimo.
I nostri donatori, che oggi rappresentiamo qui davanti a Lei, sono uomini e donne di ogni età, giovani, anziani, lavoratori, studenti. Sono persone comuni che, con un piccolo gesto, compiono qualcosa di straordinario. E in questo loro impegno quotidiano, trovano ispirazione anche nelle Sue parole e nel Suo esempio. Lei, Santità, ci ricorda continuamente l’importanza del prendersi cura dei più fragili, di chi è malato, di chi è nel bisogno. Le sue parole, per noi, sono un faro che ci guida e ci motiva a continuare nel nostro cammino di servizio.
Il nostro cammino non è privo di sfide. La cultura della donazione richiede sensibilizzazione continua, attenzione verso i più giovani e un costante impegno per garantire che la donazione di sangue resti un gesto volontario, gratuito e responsabile. Come FIDAS, ci impegniamo ogni giorno a diffondere questi valori, affinché ogni persona possa comprendere l’importanza del proprio contributo alla vita degli altri.
Questa è la missione di FIDAS, Santità. Non solo quella di assicurare il sangue necessario per gli ospedali e per i malati, ma di diffondere una cultura del dono che faccia crescere una società più giusta, più attenta ai bisogni degli altri, una società in cui nessuno resti indietro.
Vogliamo anche dirLe, Santo Padre, che i donatori FIDAS di tutta Italia oggi sono uniti in preghiera per Lei. Preghiamo affinché il Signore La sostenga nella Sua missione di guida spirituale, affinché continui a essere una voce di speranza, di pace e di amore per il mondo intero. Siamo grati per la Sua attenzione verso il nostro impegno e Le assicuriamo che le Sue parole ci accompagneranno, ispirandoci a fare sempre di più e sempre meglio per la vita e per la solidarietà.
Per testimoniare questa nostra vicinanza e gratitudine ci permettiamo oggi di presentare questo mosaico del pellicano come simbolo di un amore che si fa dono, che non chiede nulla in cambio, e che rispecchia l’impegno quotidiano dei donatori FIDAS. La preghiamo di accettarlo come segno del nostro impegno a seguire l’esempio di Cristo, che ha donato il Suo sangue per la nostra salvezza.
Grazie, Santità, per il Suo affetto paterno e per la Sua instancabile dedizione al bene dell’intera famiglia umana.
Roma, 9 novembre 2024
Giovanni Musso
Presidente FIDAS Nazionale









