Donazione di sangue in estate. “Meglio provvedere per tempo. Il bisogno di sangue non va in vacanza”
Nel 2023, secondo i dati del Centro Nazionale Sangue, è tornato a crescere il numero dei donatori giovani. Per la prima volta, da almeno dieci anni, i donatori compresi nella fascia d’età tra i 18 e i 45 anni sono aumentati di circa 7mila unità rispetto all’anno precedente, in continuità tuttavia con una tendenza ultradecennale all’invecchiamento della popolazione dei donatori. “Un dato confortante, ma che non basta anche perché siamo in piena estate. Nonostante attualmente non ci sia alcuna emergenza dal punto di vista della raccolta sangue e di scorte, non bisogna abbassare la guardia”.
Lo dichiara il Presidente di FIDAS Nazionale, Giovanni Musso, che dal 1° luglio ricopre l’incarico di Coordinatore CIVIS – Coordinamento Interassociativo dei Volontari Italiani del Sangue che riunisce le più importanti associazioni italiane che si occupano di donazione, promozione e sensibilizzazione alla racconta del sangue, ovvero oltre a FIDAS, anche Avis, Fratres e Croce Rossa Italiana. Durante i mesi estivi, lo scorso anno non si è registrata una flessione e si è riusciti a mantenere un buon livello di scorte di sangue.
“Tuttavia – puntualizza Musso – bisogna avere la consapevolezza che l’estate rappresenta, da sempre, un periodo critico per la raccolta di sangue. Averne quantità adeguate significa garantire la salute di tutti. Ogni goccia è un valore, specialmente in questi periodi dove il caldo e i cambiamenti climatici a cui assistiamo mettono a repentaglio con frane, smottamenti e alluvioni anche la vita delle persone. C’è, dunque, un bisogno di attenzione ancora più forte. La donazione di sangue periodica rende l’organizzazione sanitaria e la sicurezza dei pazienti molto più semplice. Sensibilizzare e favorire una cultura della donazione, in ogni periodo dell’anno, non ha solo una funzione sociale ma è un dovere educativo”.
Dall’analisi dei dati del CNS emerge che lo scorso anno l’impegno di donatrici e donatori periodici e delle Associazioni di volontariato presenti sul territorio nazionale ha garantito circa 2 milioni e 837mila trasfusioni ad una media di 1.748 pazienti al giorno. In netta crescita sono stati anche i numeri della raccolta di plasma che, con gli oltre 880mila chili conferiti all’industria farmaceutica per la produzione di plasmaderivati, ha totalizzato il record di raccolta nella storia italiana.
L’aumento del 4% registrato nel 2023, tuttavia, non permette di raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza in materia di plasmaderivati: una meta ancora lontana dal momento che su questo dato incide fortemente l’aumento nella richiesta di questo tipo di farmaci, in particolare delle immunoglobuline. Solo con l’impegno concreto di tutti, dal Ministero della Salute alla più piccola associazione di donatori, è possibile assicurare trasfusioni e terapie a base di farmaci plasmaderivati per tutti i pazienti del nostro Paese perché c’è ancora molto da fare per garantire l’autosufficienza in materia di plasma.
“La necessità di sangue e plasma – afferma il Presidente Musso – non va in vacanza. Donare deve rimanere un gesto volontario, civico e gratuito. Insieme dobbiamo essere in grado di moltiplicarlo per migliaia di donatrici e donatori come già fanno quelli motivati e le organizzazioni di volontariato presenti sul territorio. Solo così possiamo far fronte sia alle emergenze che alle terapie che necessitano di trasfusioni. Solitamente nei mesi invernali si ha un bilancio positivo tra il numero di unità di sangue donate e i fabbisogni territoriali. Nel periodo estivo, purtroppo, si possono presentare situazioni di carenza tra regioni dovute al minor numero di donazioni. In estate c’è più che mai bisogno di azioni di sensibilizzazione perché dalle donazioni dipende la vita di moltissime persone”.









