52° Congresso nazionale FIDAS: il Sistema Trasfusionale tra programmazione e bisogni
Nel corso della seconda giornata del 52° Congresso Nazionale della Federazione Italiana Associazioni Donatori Sangue, i delegati delle 73 Associazioni Federate FIDAS si sono confrontati sul tema “Il Sistema Trasfusionale del futuro tra programmazione della donazione, risposte ai bisogni e sostenibilità”. In un panorama di revisione della spesa sanitaria che comporta una diversa gestione delle risorse, è necessario organizzare la donazione del sangue affinché il donatore volontario, anonimo, responsabile e non remunerato, rientri in una programmazione dell’attività secondo tempi e modalità che rispondano alle necessità complessive del Sistema sangue.
Ad introdurre il vivace dibattito le relazioni di Stefania Vaglio, Responsabile dell’Area ricerca del Centro Nazionale Sangue, di Simona Carli, Responsabile del Centro Regionale Sangue della Regione Toscana, di Antonio Breda, Responsabile Centro Regionale Attività Trasfusionali della Regione Veneto, di Giustina De Silvestro, responsabile del Dipartimento Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova. “Il donatore responsabile costituisce la prima garanzia di sicurezza degli emocomponenti donati; la FIDAS e le associazioni Federate hanno il compito di tutelarlo responsabilmente nella garanzia dell’opportuna valorizzazione etica del dono. Il donatore deve rimanere al centro di ogni attività di informazione, di promozione, di programmazione e di verifica delle attività donazionali. Le risposte alle necessità trasfusionali e ai bisogni dei pazienti devono essere coniugate con un’oculata gestione della chiamata dei donatori per tipo di emocomponente e per gruppo sanguigno al fine di donare quello che serve quando serve – ha affermato al termine del dibattito il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris. – Il donatore deve rimanere il protagonista nel difficile percorso di qualificazione del Sistema Trasfusionale. Tale obiettivo, spesso evocato esclusivamente come un debito nei confronti dell’Europa, in realtà costituisce un traguardo nel rispetto del donatore e del paziente. Applicare norme e requisiti non significa soltanto adempiere pedissequamente ad un dovere ma, nella consapevolezza dei sacrifici e degli sforzi necessari, innalzare il livello di qualità e di sicurezza di tutte le attività svolte sia dai Servizi Trasfusionali sia dal volontariato del dono, al fine di rendere massimo il riconoscimento del gesto prezioso del donatore.” Domani la conclusione del Congresso nazionale con la 32° Giornata del donatore: diecimila volontari provenienti da tutta Italia si ritroveranno alle 9.00 in Prato della Valle a Padova per la celebrazione della Messa e la sfilata attraverso le vie della città per testimoniare coralmente il valore del dono.









