300 donazioni, 300 giorni di sole. Dal Centro Trasfusionale del Policlinico di Bari l’esempio di Maria

In Puglia il sole splende circa 300 giorni l’anno. E 300 sono anche le donazioni di sangue raggiunte da Maria Stea, 57 anni, donatrice da quando ne aveva 18, che da allora ha scelto di trasformare un gesto semplice in un appuntamento con la solidarietà. Due numeri uguali che raccontano la stessa idea: esserci, con continuità, per illuminare la vita degli altri. Perché 300 è anche il numero che evoca la luce della Puglia, quella che accompagna per gran parte dell’anno i muretti a secco, accende il bianco della pietra, fa brillare gli ulivi e disegna riflessi sul mare. 

Un numero che conta e una metafora della terra pugliese, del suo calore, della sua capacità di accogliere. Ma 300 può raccontare anche un’altra forma di luce, quella di una donna comune che, venerdì 11 settembre al Centro trasfusionale del Policlinico di Bari, ha tagliato uno straordinario traguardo che racchiude anni di presenza, responsabilità e generosità. Una donna che per 300 volte ha scelto di tendere il braccio, la metà delle quali per donare plasma. Trecento volte che ha dedicato una parte di sé a qualcuno che forse non incontrerà mai e di cui probabilmente non conoscerà neppure il nome. 

Eppure, grazie a questo suo gesto, qualcuno ha avuto una possibilità in più, una trasfusione dopo un intervento, un aiuto durante una terapia, un sostegno indispensabile nelle emergenze. E se dietro ogni sacca di sangue c’è una persona che dona e un’altra che riceve, in mezzo c’è una comunità che si prende cura di sé. “Trecento donazioni – racconta la presidente della Sezione FIDAS di Gioia del Colle – non sono soltanto un traguardo personale che indica le volte in cui ho scelto di esserci per dare un aiuto e una possibilità, senza poi rifletterci troppo, ma un invito a tutte le donne a donare sangue e plasma, specie in una terra come la Puglia dove non c’è autosufficienza. La vera forza del gesto di donare sta nella possibilità di ripeterlo, nel tempo, trasformandolo in un’abitudine alla solidarietà”. 

È allora che quel numero assume un significato ancora più potente. Trecento giorni di sole che rendono luminosa una terra e 300 donazioni che possono accendere altrettante occasioni di speranza. La solidarietà non ha bisogno di gesti eccezionali, ma di persone disposte a esserci perché il sangue non si fabbrica, si può soltanto donare con lo stesso spirito della campagna FIDAS sulla donazione al femminile “Il Rosa Dona”.