FIDAS Verona premia cinque donatori record e, con le Federate del Nord Est, lancia l’appello al dono
In lieve calo, rispetto al 2025, la raccolta di sangue e plasma in Veneto. Nei primi otto mesi dell’anno a Verona si è registrato –2,8%. A crescere, però, è l’impegno dei donatori nelle attività di promozione e sensibilizzazione, soprattutto verso i giovani, entrando nelle scuole, anche se non sempre il numero di nuovi donatori riesce a compensare l’uscita o l’inattività dei donatori storici.
Questa la fotografia emersa dall’Interregionale delle Federate FIDAS del Nord Est (Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia), tenutosi sabato 24 ottobre nella Sala Civica Bodenheim di Grezzana, alla presenza del Presidente FIDAS Nazionale Giovani Musso. Il punto sullo stato dell’arte della rete associativa è stato trattato dal consigliere nazionale FIDAS Feliciano Medeot.
Dalle cariche nazionali è giunto l’invito alle Federate a “stimolare al gesto del dono di sangue e plasma, intercettando nuovi volontari per mantenere la stabilità del sistema trasfusionale e garantire terapie salvavita ai malati”. Numerosi anche i rappresentanti delle istituzioni presenti. A portare il loro saluto l’eurodeputato Flavio Tosi, l’assessore regionale Diego Ruzza, la consigliera provinciale Alessandra Ravelli e il sindaco di Grezzana Arturo Alberti.

Con oltre 33.000 donatori attivi, nei primi nove mesi del 2026 FIDAS Veneto ha garantito oltre 40.000 donazioni. “Dobbiamo essere orgogliosi di avere una rete associativa molto attiva sul territorio – sottolinea Chiara Peron, presidente di FIDAS Veneto – impegnata nella promozione della donazione e nel coinvolgimento di nuovi donatori.
Il sistema, tuttavia, sta affrontando alcune criticità strutturali: calo dei donatori in diverse aree, difficoltà nel ricambio generazionale, problemi organizzativi nei Centri di raccolta sangue e limiti dell’attuale sistema di prenotazione. Le associazioni che registrano i risultati migliori sono quelle che hanno investito con continuità in attività scolastiche, fidelizzazione dei giovani e utilizzo efficace degli strumenti digitali”.
“Il calo delle donazioni – rileva Nicola Martelletto, presidente provinciale di FIDAS Verona – è un fenomeno da affrontare con attenzione, ma senza allarmismi. Nei primi otto mesi del 2026 a livello trasfusionale nel Veronese c’è stato un calo del 2,8% delle donazioni, mentre le unità dei globuli rossi trasfusi nei nostri ospedali è rimasto stabile. Dobbiamo però fare in modo che questa risorsa sia presente anche in futuro, perché il nostro obiettivo non è essere presenti quando c’è un’emergenza, ma fare in modo che l’emergenza non arrivi”.
In prima linea, in questo senso, i cinque donatori record di FIDAS Verona ancora in attività, premiati per la loro costanza. Insieme, hanno donato oltre 1.000 unità di sangue e plasma. Si tratta di Luigi Varalta della Sezione di Velo Veronese (268 donazioni), Roberto Amadio della Sezione di Negrar (233 donazioni), Marco Costa di Caselle di Sommacampagna (232 donazioni), Bruna Tagliapietra della Sezione di Bosco Chiesanuova (189 donazioni) e Francesca Danzi della Sezione di Alpo (171 donazioni). Un esempio, il loro, che è auspicabile motivi tanti altri potenziali donatori.




