9° Meeting FIDAS Sicilia, il cambiamento è la sfida da governare per la donazione di sangue e plasma
Il futuro della donazione di sangue e plasma non si può attendere. Bisogna prepararlo, insieme. Questa la sfida emersa dal 9° Meeting FIDAS Sicilia, che sabato 10 e domenica 11 ottobre ha riunito a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, FIDAS Mazzarino, volontari, rappresentanti delle istituzioni sanitarie e politiche, referenti del governo regionale e locale e associazioni dei pazienti talassemici. Due giornate di confronto e partecipazione che hanno superato i confini del mondo associativo, mettendo in dialogo chi ogni giorno promuove la cultura del dono con chi è chiamato a programmare e garantire la tenuta del sistema trasfusionale. Perché dietro ogni sacca di sangue e ogni raccolta di plasma ci sono non soltanto la generosità dei donatori, ma anche organizzazione, competenze, risorse e capacità di rispondere a bisogni sanitari in continua evoluzione.

A indicare la direzione è stato il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, che nel suo messaggio di saluto ha richiamato l’ambizione di “contribuire al cambiamento e non di subirlo“. Una prospettiva che invita il volontariato a essere protagonista delle trasformazioni in corso, portando la propria esperienza ai tavoli in cui si costruiscono le politiche e le strategie per la donazione. I temi affrontati raccontano la complessità delle sfide all’orizzonte. Dal nuovo Regolamento Europeo SoHO, dedicato alle sostanze di origine umana, alle opportunità e alle questioni aperte legate all’intelligenza artificiale, dalle linee guida per la selezione dei donatori alla carenza di personale sanitario, fino all’obiettivo strategico dell’autosufficienza nazionale di plasma, senza trascurare la necessità di garantire la piena autosufficienza di sangue. Questioni strettamente connesse.
L’innovazione normativa e tecnologica, infatti, può offrire nuove opportunità, ma richiede preparazione, investimenti e una collaborazione stabile tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni. Allo stesso tempo, rafforzare la raccolta di plasma è fondamentale per ridurre la dipendenza dall’estero per i medicinali plasmaderivati, indispensabili per numerosi pazienti. Il Meeting ha confermato così il valore della rete FIDAS: un luogo in cui condividere esperienze, individuare criticità e costruire risposte comuni. Ma anche una comunità che trova nell’amicizia, nell’accoglienza e nella conoscenza dei territori un’ulteriore ragione per restare unita.

Da Mazzarino riparte un messaggio chiaro: la cultura del dono cresce quando la partecipazione diventa progettualità e la solidarietà si traduce in capacità di innovare. Il futuro del sistema trasfusionale si costruisce oggi, insieme, mettendo al centro i donatori e le persone che hanno bisogno di cure.




