Codice del Terzo Settore, pubblicata la circolare ministeriale sugli adeguamenti statutari

Con la circolare ministeriale n. 20 del 27 dicembre 2018, con oggetto “Codice del terzo settore. Adeguamenti statutari”, a firma del Direttore Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese, vengono forniti chiarimenti ai fini del corretto esercizio dell’autonomia statutaria da parte degli enti del Terzo Settore e in particolare delle Organizzazioni di Volontariato, delle Associazioni di promozione sociale e delle Onlus, secondo quanto previsto dall’articolo 101, comma 2, del Codice del Terzo Settore (D.lgs. 3 luglio 2017, n. 117 e ss.mm.ii.), da esercitarsi entro il 2 agosto 2019.

La circolare si pone in continuità con le prime indicazioni sulle questioni di diritto transitorio fornite da questa Amministrazione con la nota direttoriale n. 12604 del 29 dicembre 2017, dedicata alle ODV e alle APS, nonché con l’orientamento espresso dall’Agenzia delle Entrate con riguardo alle Onlus.

Alla circolare è allegato uno schema riassuntivo che ne riporta, in forma tabellare, il contenuto.

Consulta circolare sugli adeguamenti statutari e la tabella riepilogativa  allegata sulle modalità di adeguamento statutario da parte degli enti del Terzo Settore

Forum Terzo Settore: “Prendiamo atto dietro-front Governo. Attendiamo incontro per trovare correzioni”

“Prendiamo atto del dietro-front del Governo sull’aumento della tassazione Ires per il volontariato –  sottolinea la portavoce del Forum Terzo Settore Claudia Fiaschi a proposito di quanto previsto nella legge finanziaria. – Resta fermo che con l’approvazione della manovra così com’è nelle intenzioni dell’Esecutivo si scrive un’ipoteca sul destino del Terzo settore italiano. Attendiamo quindi la tempestiva convocazione dell’annunciato incontro di chiarimento per trovare le correzioni alle previsioni della manovra e discutere degli strumenti di promozione del Terzo settore e del completamento della riforma e passare così dalle parole ai fatti.”
L’emendamento del Governo alla legge di bilancio ora in discussione alla Camera cancella le agevolazioni fiscali sull’Ires per il non profit in vigore da decenni. “Agevolazioni fiscali – continua la portavoce del Forum – che hanno contribuito allo sviluppo del volontariato, oltre 5 milioni di cittadini impegnati, e alla realizzazione di innumerevoli attività di assistenza a favore dei più deboli. Tenendo conto che si tratta di attività realizzate grazie anche all’impegno volontario dei cittadini il danno per le nostre comunità è ancora maggiore. Il Governo ci ripensi, l’emendamento Ires è irragionevole”.

On line il nuovo numero di NOI IN FIDAS

Cosa c’è scritto nelle analisi del donatore e come fare ad orientarsi tra valori e range di riferimento? Come sono andati i due appuntamenti di FIDASLab e cosa abbiamo imparato? E ancora cosa bolle in pentola per l’imminente 60mo FIDAS? A tutto questo cerchiamo di rispondere nel nuovo numero di NOI in FIDAS, il trimestrale della Federazione scaricabile in formato pdf o sfogliabile on line. Un numero da leggere e condividere per diffondere la cultura del dono. E per rinnovare gli auguri di buon Natale.

Otto grandi associazioni insieme per una rete del dono più unita e più presente nelle scuole

“Costruire una rete del dono ancora più unita e favorire la promozione di un’adeguata cultura solidale nelle scuole”: è stato questo il messaggio principale che 8 grandi associazioni di volontariato del dono (ADISCO ADMO, ADOCES AIDO, AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES) hanno lanciato ieri a Roma, dalla sala del refettorio della Camera dei deputati, siglando un Accordo d’Intesa (il primo in assoluto tra le 8 realtà).

La firma è avvenuta significativamente in occasione del convegno “I 40 anni del Ssn e il ruolo delle associazioni del dono”, a conferma dell’importanza di una fattiva collaborazione tra volontariato e istituzioni sanitarie e scolastiche.

Messaggi di felicitazioni per la sigla dell’Accordo sono arrivati dal Ministro della salute, Giulia Grillo, e dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.

Inoltre, la firma è avvenuta alla presenza – in una sorta di ruolo di garanzia – del Centro Nazionale Sangue (rappresentato dal direttore, Giancarlo Liumbruno), del Centro Nazionale Trapianti (con la dottoressa Daniela Storani, in rappresentanza del direttore Alessandro Nanni Costa) e dell’onorevole Elena Lucchini.

Il convegno è servito per ringraziare – anche attraverso un video – i 4.500.000 donatori di sangue, organi, midollo, cordone ombelicale e cellule staminali emopoietiche che solo lo scorso anno hanno permesso a centinaia di migliaia di pazienti e ammalati dei nostri ospedali di ricevere indispensabili terapie salvavita.

All’incontro sono arrivati i saluti della presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera, Marialucia Lorefice, e con un video dell’onorevole Giusy Versace.

“Abbiamo voluto dialogare sui 40 anni della legge sul Ssn – spiega il Coordinatore pro tempore di CIVIS (il coordinamento che riunisce le 4 principali associazioni di volontariato del sangue), Gianpietro Briola – per evidenziare gli aspetti positivi che hanno portato alla sua approvazione. Abbiamo però voluto anche ricordare che la rete di solidarietà delle associazioni del dono di sangue, cellule, tessuti e organi richiederà anche in futuro il necessario sostegno –anche in termini di risorse – per assicurare la cura dei pazienti e la diffusione di un’adeguata cultura della solidarietà nel Paese. L’accordo siglato è la dimostrazione della nostra volontà di lavorare insieme e di essere ancora più incisivi e protagonisti nelle scuole e nell’educazione delle giovani generazioni”.

L’accordo d’intesa sottoscritto, della durata di 5 anni, ha tra gli obiettivi principali:

  1. sostenere i rapporti con le Istituzioni e con gli Organismi tecnici di riferimento;
  2. incrementare l’educazione dei giovani alla solidarietà e alla donazione, con particolare riferimento alla donazione del sangue, degli emocomponenti, degli organi e dei tessuti, del midollo, di cellule staminali ed emopoietiche e del sangue cordonale;
  3. avviare politiche coordinate sulle problematiche formative dei giovani rivolte all’acquisizione di corretti stili comportamentali e relazionali in materia di solidarietà, integrati in processi di promozione della salute e dello stare bene;

L’appuntamento di ieri anticipa anche il protocollo d’intesa che a breve le Associazioni del dono di materiale biologico sigleranno con il Ministero dell’Istruzione (MIUR).

La stessa legge 833/78 prevede che l’educazione alla salute parta già dalle scuole e in questa direzione si stanno muovendo da anni anche le associazioni del volontariato del dono, che avranno così una cornice di rapporti istituzionali ancora più delineati per rendere più proficua l’azione di promozione ed educazione alla solidarietà verso le giovani generazioni.

I 40 anni del Ssn e le associazioni del dono: gratuità valore assoluto, ma servono sempre risorse

La Sala del refettorio della Camera dei deputati ospiterà domani il convegno ‘I 40 anni della legge sul Ssn e il ruolo delle associazioni del dono’, organizzato dalle principali associazioni del volontariato del sangue e del dono (AIDO, ADMO, ADISCO e ADOCES e AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES).

Sono inoltre previsti interventi e saluti di onorevoli e senatori, tra cui l’on. Elena Lucchini, l’on. Giusy Versace e l’on. Marialucia Lorefice (presidente XII commissione Camera), rappresentanti del del Ministero della salute e del Ministero dell’Istruzione, del Centro Nazionale Sangue, del Centro Nazionale Trapianti e del Forum Terzo Settore.

“La legge sul Servizio sanitario nazionale –ricorda il coordinatore pro tempore di CIVIS, Gianpietro Briola – ha permesso in 40 anni all’Italia di costruire uno dei migliori sistemi sanitari del mondo, che garantisce ad ogni persona il diritto alla salute, come testimoniato da molte ricerche internazionali. Questo risultato è stato ed è ancora possibile grazie al volontariato e –nello specifico del sistema trasfusionale – alle associazioni di volontari donatori di sangue, che rappresentano anche un unicum a livello mondiale”.

Solo lo scorso anno, 4.300.000 donatori di sangue, organi, midollo, cordone ombelicale e cellule staminali emopoietiche hanno permesso a centinaia di migliaia di pazienti e ammalati dei nostri ospedali di ricevere indispensabili terapie salvavita.

E’ a loro che è dedicato un video che sarà presentato in anteprima presso la Sala del refettorio e che raccoglie le immagini più significative delle 8 associazioni.

“Il sistema trasfusionale – prosegue il Coordinatore CIVIS – si basa sul volontariato anonimo, gratuito e solidale e rientra tra i livelli essenziali d’assistenza (Lea). Affinché questi livelli siano sempre garantiti e la legge 833/78 possa avere un futuro, occorre che il sistema trasfusionale continui a disporre delle risorse necessarie, sia in termini di personale medico-sanitario sia per un’adeguata promozione della donazione di sangue e plasma tra la popolazione, e in particolare tra giovani. Allo stesso modo, anche la rete di solidarietà delle associazioni del dono di cellule, tessuti e organi richiede il necessario sostegno per assicurare la cura dei pazienti e la diffusione di un’adeguata consapevolezza partecipativa nella popolazione del Paese”.

Nel corso dell’incontro sarà anche sottoscritto un protocollo d’intesa tra le 8 associazioni, della durata di 5 anni, con gli obiettivi principali di:

1) sostenere i rapporti con le Istituzioni e con gli Organismi tecnici di riferimento,

2) incrementare l’educazione dei giovani alla solidarietà e alla donazione, con particolare riferimento alla donazione del sangue, degli emocomponenti, degli organi e dei tessuti, del midollo, di cellule staminali ed emopoietiche e del sangue cordonale;

3) avviare politiche coordinate sulle problematiche formative dei giovani rivolte all’acquisizione di corretti stili comportamentali e relazionali in materia di solidarietà, integrati in processi di promozione della salute e dello stare bene;

L’appuntamento di Montecitorio servirà anche per anticipare il protocollo d’intesa che a breve le Associazioni di volontariato del sangue e del dono sigleranno con il Ministero dell’Istruzione (Miur).

La stessa legge 833/78 prevede che l’educazione alla salute parta già dalle scuole e in questa direzione si stanno muovendo da anni anche le associazioni di volontariato, che avranno così una cornice di rapporti istituzionali ancora più delineati per rendere più proficua l’azione di promozione ed educazione alla solidarietà verso le giovani generazioni.

IX edizione del premio giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”

Parte la nona edizione del premio giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi”.  Un traguardo importante per la FIDAS  e per il mondo dell’informazione che nel corso del tempo ha mostrato un crescente interesse verso questo premio intitolato memoria di Isabella Sturvi, a lungo responsabile dell’ufficio VIII, “Sangue e trapianti”, presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

I giornalisti che intendono partecipare al Premio dovranno far pervenire i propri lavori entro il 9 marzo, mentre la premiazione avverrà il 26 aprile 2019 a Matera, capitale della cultura 2019, in occasione del Congresso nazionale FIDAS.

Anche quest’anno il premio è articolato nelle sezioni “nazionale” e “locale”. In entrambi i casi potranno concorrere quanti avranno realizzato articoli o inchieste pubblicati su quotidiani, periodici, agenzie di stampa o su internet, servizi o inchieste audio o video trasmessi da radio e tv. “Abbiamo voluto dare più spazio a quei giornalisti che lavorano su testate a diffusione locale – sottolinea Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS – che più frequentemente hanno la possibilità di occuparsi delle realtà dell’associazionismo del dono privilegiando le storie delle persone che dedicano il proprio tempo agli altri e di quanti ricevono la vita da un gesto volontario, anonimo e gratuito”.

La giuria, che sarà presentata nel mese di gennaio, potrà inoltre premiare un giovane giornalista che alla data di pubblicazione del presente bando non abbia compiuto il 30mo anno di età. Infine il Consiglio Direttivo nazionale FIDAS si riserva di attribuire un premio speciale, riservato al giornalista che non risultando vincitore nelle due sezioni precedenti, abbia realizzato un prodotto valido e significativo, rispondente agli obiettivi del premio.

A partire dal 2011 hanno partecipato oltre 220 tra professionisti e pubblicisti e l’albo dei vincitori conta nomi illustri di giornalisti della televisione, della radio e della carta stampata, da Lidia Scognamiglio del TG2 a Gerardo D’Amico volto della salute di Rai News 24, da Nicoletta Carbone storica voce di Radio 24 a Alberto Bobbio, caporedattore di Famiglia Cristiana.

 

Il volontariato unito per affrontare il cambiamento

Oltre 200 rappresentanti del terzo settore a Roma per celebrare la Giornata internazionale indetta dell’Onu e fare il punto sulle evoluzioni dettate dalla riforma e da una società che muta velocemente. Tra i temi da affrontare insieme, il coinvolgimento dei giovani e la risposta alle sfide tecnologiche. Per tenere unite le comunità

“Quando le persone fanno la differenza” è questo il titolo scelto da Forum Terzo Settore, Csvnet e Caritas Italiana per celebrare la 33° Giornata del volontariato indetta dall’Onu. Oltre 200 rappresentanti del terzo settore si sono incontrati oggi a Roma, nell’Aula Magna della Facoltà di Architettura di Roma Tre per un confronto su un tema sempre attuale che oggi, alla luce delle novità introdotte dalla recente riforma del terzo settore, offre nuove chiavi di lettura, opportunità e sfide da esplorare. Il volontariato tiene unite le comunità e in ogni fase storica, non solo in quelle di maggiore crisi, è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale per la tenuta del paese e per la democrazia.

Con la Riforma del terzo settore – ha dichiarato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore – il volontariato ha vinto perché il nuovo codice gli ha assegnato una funzione centrale e strategica per tutti gli enti di terzo settore riconoscendo l’azione di tutti i cittadini responsabili e solidali. Senza le persone l’iniziativa civica non esiste. Le persone sono il motore che fa partire tutto, la scintilla in grado di dare vita ad azioni collettive volte a rispondere con innovazione e creatività ai problemi delle comunità. La riforma del terzo settore – conclude Fiaschi – rilancia una nuova stagione di impegno civico e organizzato”.

E il tema delle sfide aperte dalla nuova normativa è stato ripreso in più occasioni durante la mattinata di celebrazione. “Una riforma – spiega Francesco Marsico, responsabile dell’area nazionale di Caritas italiana – che recepisce la liquidità del volontariato capace di convivere tra forme organizzative diverse, mantenendo una propria identità. Il volontariato di ieri era spesso militanza in forma associata, oggi è sempre più spesso esperienza in modalità destrutturata. Ci sono definizioni del passato che vanno maneggiate con cautela, come quella della ‘purezza del volontariato’. Dobbiamo pensare invece al compromesso come punto di partenza per l’azione. Il volontariato deve essere dentro ai processi e saper scendere a compromessi. Viviamo un tempo – conclude Marsico – in cui è impossibile capire cosa fare ma è importante essere al servizio dei processi che mettano al centro la persona più che occupare spazi”.

Costruire comunità resilienti, quindi, come indicato dall’Onu e ribadito da Stefano Tabò, presidente di CSVnet durante il suo intervento, “aiuta ad aprirci al mondo e ci sollecita a fare qualcosa in più”. Ma la celebrazione del 5 dicembre a Roma è stata soprattutto un’occasione per riflettere sulla natura stessa della cultura del dono e dell’impegno gratuito. “La cultura del volontariato è unica: è un modo di essere della persona nell’ambito dei rapporti sociali, che esprime socialità e la arricchisce della dimensione del dono – continua Tabò. Questa modalità ha a che fare con il modello di cittadinanza che vogliamo perseguire e che dobbiamo valorizzare e tutelare con cautela”. “Il volontariato non è una pianta selvatica ma un fiore di serra – spiega ancora Tabò riprendendo un’immagine spesso usata da Luciano Tavazza – perché ha bisogno di cure e attenzione. Ma non è la serra il luogo in cui è chiamato ad agire: il suo ruolo è quello di tenere unite le comunità e la ricerca.

(fonte Forum Terzo Settore)