Un campione di solidarietà per la FIDAS Cadoneghe

Domenica 21 ottobre 2018, la Sezione FIDAS di Cadoneghe ha festeggiato il 53° anniversario, nata il 14 maggio 1965 come Gruppo Padovano Donatori di Sangue Cadoneghe.

A margine del momento conviviale, che ha visto riuniti a tavola donatori, amici e simpatizzanti, con ottimo anfitrione il Presidente di Sezione Luca Pinzerato, abbiamo sentito Maurizio Bianchetto, che con le sue 274 donazioni è campione di solidarietà nella provincia di Padova e che è stato insignito di un premio speciale.

“Attualmente ricopro l’incarico di vicepresidente della Sezione di Cadoneghe – esordisce Bianchetto – mentre dal 1997 al 2007 ho ricoperto la carica di presidente. Oggi festeggiamo i 53 anni di attività della nostra Sezione e abbiamo premiato 53 donatori. Questo momento di festa conviviale, che organizziamo ogni tre anni, serve anche per ricambiare in qualche modo i nostri iscritti per il loro generoso impegno e per la loro solidarietà spesa in modo assolutamente volontario”.

“Ho iniziato a donare a 33 anni – ricorda Bianchetto – un mio stretto congiunto, con gravi problemi di salute, aveva bisogno di sangue. Dopo una notte trascorsa in ospedale a prestarvi assistenza, sono passato davanti al Centro Trasfusionale e mi sono detto ‘perché non donare il sangue a chi ha bisogno?’. Da lì è iniziato il mio percorso di solidarietà, fino alle attuali 274 donazioni. Ho donato sangue, plasma e piastrine ogni mese, e mi sono sempre sentito bene. Quando lavoravo, ero collaudatore meccanico, dopo ogni donazione, mi recavo tranquillamente in fabbrica, senza nessun problema. Anzi, ero carico al massimo, felice e orgoglioso di aver aiutato, con il mio semplice gesto, qualcuno meno fortunato di me, regalandogli la possibilità di poter godere di una migliore qualità di vita o, in alcuni casi, addirittura la vita stessa”.

“E sono molto attivo anche con l’ADMO, Associazione Donatori di Midollo Osseo – aggiunge il vicepresidente della sezione FIDAS di Cadoneghe – sono iscritto all’apposito registro da ben 33 anni, anche se ormai, all’età di 66 anni, non posso più donare. Inoltre, sono impegnato a promuovere l’attività dell’associazione e aiuto a raccogliere finanziamenti con la vendita delle Colombe pasquali e dei Panettoni a Natale, rifornendo i diversi paesi con il mio furgoncino. Quando lavoravo in fabbrica, durante la campagna delle Colombe, riuscivo a venderne fino a 400, a tutti i miei colleghi. E anche nel luogo di lavoro portavo avanti la cultura della solidarietà e la sensibilizzazione verso la donazione di sangue, e comunque ero e sono sempre stato disponibile a dare una mano, in qualunque modo, a chi si trova in difficoltà”.

“E’ importante che la gente comprenda – sottolinea Bianchetto – che c’è molto bisogno di sangue e che è importante donare, offrire qualcosa di importante di sé agli altri, prima e indipendentemente da eventuali problemi di salute che possano colpire un familiare e spingere così a compiere un gesto di solidarietà, come è avvenuto nel mio caso. Occorre donare perché c’è sicuramente una persona, uno sconosciuto, da qualche parte, che ha urgente bisogno del nostro sangue, che ha necessità di ricevere il nostro sangue per continuare a vivere o per vivere meglio. Non dimentichiamocelo mai!”.

“Vorrei approfittare per lanciare un appello ai potenziali nuovi donatori – conclude Maurizio Bianchetto – soprattutto vorrei rivolgermi ai giovani e incoraggiarli a donare, anche vincendo, magari, piccole ma comprensibili, naturali paure, come quella dell’ago, in quanto il loro piccolo gesto di solidarietà potrebbe salvare vite umane o rendere meno difficile l’esistenza di altre persone. Vale quindi la pena farsi coraggio, trovare un po’ di tempo, magari girarsi dall’altra parte durante il prelievo, ma recarsi senza indugio presso un Centro Trasfusionale per donare il proprio sangue. Un nobile gesto di grandissima importanza sociale”.

(fonte – Massimiliano Ferrati FIDAS Cadoneghe)

Estensione misure di prevenzione West Nile Virus per la stagione estivo-autunnale 2018

Tenuto conto della particolare intensità dei focolai di diffusione del West Nile virus nella corrente stagione estivo-autunnale caratterizzata da un’intensa circolazione del virus in zanzare, equidi e avifauna e dall’elevato numero di casi umani, nonché dell’andamento climatico e meteorologico stagionale, il Centro nazionale Sangue dispone l’applicazione delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da WNV mediante la trasfusione di emocomponenti labili fino al 30 novembre p.v.

 

Aggiornamenti misure di prevenzione WNV in Francia

A seguito della segnalazione sul sito dell’European Centre Disease and Control – ECDC di casi confermati di malattia da WNV nel dipartimento dei Pirenei Orientali e nel dipartimento della Corsica del Sud (Francia), si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle aree indicate, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Tuttavia, sembra quanto mai opportuno, al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti nel periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di emocomponenti, sottolineare che il provvedimento di esclusione temporanea per “28 giorni dopo aver lasciato, dopo aver soggiornato almeno una notte, un’area a rischio per l’infezione da virus del Nilo occidentale documentato attraverso idonei sistemi di sorveglianza epidemiologica (…) non si applica nel caso in cui sia eseguito, con esito negativo, il test dell’acido nucleico (NAT), in singolo”.

Per quanto sopra, con riferimento alla nota del Centro nazionale sangue prot. n. 1251.CNS.2018 del 6 giugno 2018, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate.

Misure di prevenzione West Nile Virus nella provincia BAT

A seguito del riscontro di una positività per West Nile Virus (WNV), confermata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “Giuseppe Caporale” (IZSAM), in equidi allevati nel comune di Trinatopoli (provincia di Barletta, Andria e Trani – BAT), si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nella suddetta provincia, di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.
Tuttavia, sembra quanto mai opportuno, al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti nel periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di emocomponenti, sottolineare che il provvedimento di esclusione temporanea per “28 giorni dopo aver lasciato, dopo aver soggiornato almeno una notte, un’area a rischio per l’infezione da virus del Nilo occidentale documentato attraverso idonei sistemi di sorveglianza epidemiologica (…) non si applica nel caso in cui sia eseguito, con esito negativo, il test dell’acido nucleico (NAT), in singolo“.
Per quanto sopra, con riferimento alla nota del Centro nazionale sangue del 6 giugno 2018, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate.

Misure di prevenzione virus Dengue in Spagna

A seguito dell’odierna segnalazione sul sito dell’European Centre Diseuse and Control — ECDC, di casi autoctoni confermati di infezione da virus Dengue (DENV) nella regione di Murcia e nella provincia di Cadice (Spagna), il Centro nazionale sangue raccomanda di:

  • rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati attivando la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per viaggi nell’area interessata;
  • applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nell’area interessata;
  • applicare il criterio di sospensione temporanea per 120 giorni dalla risoluzione dei sintomi per i donatori con anamnesi positiva per infezione da DENV (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da DENV;
  • sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da DENV nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information).

I responsabili delle Strutture regionali di Coordinamento per le Attività Trasfusionali sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni/Province autonome di rispettiva competenza, nonché le banche di sangue cordonale ove presenti.

 

Misure di prevenzione West Nile Virus in Grecia e Bulgaria

A seguito della segnalazione sul sito dell’European Centre Disease and Control — ECDC di casi confermati di malattia da WNV nelle unità periferiche di Ftiotide e di Pieria (Grecia), Sofia e distretto di Burgas (Bulgaria), si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle aree indicate, di  quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.
Tuttavia, sembra quanto mai opportuno, al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti nel periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di emocomponenti, sottolineare che il provvedimento di esclusione temporanea per “28 giorni dopo aver lasciato, dopo aver soggiornato almeno una notte, un’area a rischio per l’infezione da virus del Nilo occidentale documentato attraverso idonei sistemi di sorveglianza epidemiologica (…) non si applica nel caso in cui sia eseguito, con esito negativo, il test dell’acido nucleico (NAT), in singolo”.
Per quanto sopra, con riferimento alla nota del Centro nazionale sangue prot. n. 1251.CNS.2018 del 6 giugno 2018, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate.

Sangue: nel 2017 garantita autosufficienza, vaccino per i donatori

Nel 2017, riporta il piano elaborato dal ministero della Salute e dal Centro Nazionale Sangue, la produzione di globuli rossi è stata di 42,3 unità per mille abitanti, in discesa rispetto ai 44,5 ogni mille abitanti del 2012 che rappresenta il picco degli ultimi anni. La regione che ha una maggiore produzione è il Molise, 53,2 unità, mentre quella più bassa è in Campania (29,3). Per quanto riguarda il consumo la Sardegna richiede 66,8 unità di globuli rossi ogni mille abitanti, soprattutto per la presenza di molti pazienti con malattie che necessitano di trasfusioni periodiche come la talassemia, mentre la Campania mostra il fabbisogno più basso  (29,4). “Il contributo all’autosufficienza nazionale di globuli rossi – si legge – è stato prevalentemente fornito da Piemonte (27%), Lombardia (16%), Veneto (14%), Trento (10%), Emilia-Romagna (9%)”.

Per il 2018 il piano prevede un fabbisogno di globuli rossi a favore delle Regioni Sardegna, Lazio, Sicilia, Abruzzo, Campania e Toscana per un ammontare complessivo di circa 55.000 unità. Per questo si richiede alle Regioni un leggero incremento (1,25%) della produzione.

Fra i mesi in cui è necessaria la maggiore compensazione, ricorda il Cns, ci sono quelli invernali, in coincidenza con il picco della stagione influenzale. Proprio per questo da quest’anno, su iniziativa del Centro e delle associazioni, i donatori sono tra le categorie indicate dal ministero per cui è raccomandata la vaccinazione.

“Le carenze all’inizio dell’anno non sono una novità – afferma Giancarlo Maria Liumbruno, direttore generale del Cns -. Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo offrire la vaccinazione anche ai donatori, come già avviene ad esempio in Emilia Romagna, potrebbe contribuire a mitigare il problema”.

Il vaccino offerto ai donatori, sottolinea Gianpietro Briola, portavoce pro tempore del Civis, il coordinamento dei donatori, permetterebbe di aumentare le coperture vaccinali e la consapevolezza dei cittadini sul tema della prevenzione e dall’altra metterebbe in sicurezza una risorsa come il sangue che è essenziale per l’erogazione dei LEA di medicina trasfusionale, come le terapie per i pazienti talassemici. “Offrire l’opportunità della vaccinazione al milione e 800mila donatori periodici e associati del sangue – afferma – significa, come già accaduto nel 2009 in occasione della pandemia influenzale da virus A/H1N1, poter meglio garantire la continuità della disponibilità delle donazioni, sulla base di una necessaria e puntuale programmazione, considerando che i donatori di sangue sono a tutti gli effetti  degli operatori del SSN”.

(fonte Centro Nazionale Sangue)

Estensione delle misure di prevenzione WNV alla Città metropolitana di Roma

A seguito del riscontro di una positività per West Nile Virus (WNV), confermata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “Giuseppe Caporale” (IZSAM), in equide allevato nel comune di Velletri (provincia di Roma, ora denominata Città Metropolitana di Roma Capitale), si richiama l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nella provincia di Roma (ora denominata Città metropolitana di Roma Capitale), di quanto disposto in merito dal decreto ministeriale 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Tuttavia, sembra quanto mai opportuno, al fine di garantire il mantenimento dell’autosufficienza in emocomponenti nel periodo estivo, durante il quale si registrano le più significative variazioni infra-annuali della raccolta di emocomponenti, sottolineare che il provvedimento di esclusione temporanea per “28 giorni dopo aver lasciato, dopo aver soggiornato almeno una notte, un’area a rischio per l’infezione da virus del Nilo occidentale documentato attraverso idonei sistemi di sorveglianza epidemiologica (…) non si applica nel caso in cui sia eseguito, con esito negativo, il test dell’acido nucleico (NAT), in singolo“.

Per quanto sopra, con riferimento alla nota del Centro nazionale sangue del 6 giugno 2018, si raccomanda di utilizzare il test WNV NAT quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate.