Un meeting all’insegna dell’accoglienza

“Il meeting si conferma un appuntamento fondamentale per i giovani che all’interno delle proprie associazioni non solo donano il sangue ma si impegnano attivamente per portare avanti il volontariato del dono volontario, anonimo, gratuito e responsabile. Un bel messaggio che permette alla FIDAS di guardare al futuro con ottimismo” – ha sottolineato Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS.

Si è concluso questa mattina, con l’assemblea nazionale dei delegati il XVII Meeting nazionale Giovani della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue. Un appuntamento che ha saputo coniugare la formazione su tematiche specifiche relative al dono del sangue, al confronto tra le diverse esperienze presenti in Italia, fino all’incontro con la cittadinanza di Mondovì (CN) che quest’anno ha ospitato l’evento.

Il momento più importante è stato vissuto, infatti, nel pomeriggio di ieri con una grande festa: non solo donatori di sangue, ma donatori di tempo. I 100 giovani hanno preso parte alla festa del volontariato monregalese. In Piazza della Repubblica erano presenti gli stand delle diverse associazioni del territorio che hanno fornito informazioni ai presenti sui possibili ambiti di impegno sul campo, ma c’erano anche auto d’epoca, tanta musica e la possibilità di fare un giro in mongolfiera. Il tutto grazie alla collaborazione dell’AVAS FIDAS Monregalese con il Centro Servizi Volontariato Società Solidale.

E nel corso di tutto il pomeriggio i giovani volontari del dono hanno incontrato oltre 380 persone per studiare sul campo quanto avevano affrontato insieme nel corso del giorno precedente: la donazione del sangue, come strumento di accoglienza ed inclusione. Perché gli immigrati non sono un problema ma una risorsa.

Quanto conosci la realtà degli immigrati in Italia?” è stato chiesto ai passanti? Quanti sono in percentuale sulla popolazione italiana? Da quale continente proviene la comunità più numerosa? In che settore sono maggiormente impegnati? Qual è la loro età media? Ed infine, qual è la percentuale di immigrati sul totale dei donatori di sangue in Italia? Ovviamente non sono mancate le conferme che hanno evidenziato una conoscenza superficiale del fenomeno, ma anche tante sorprese e l’impegno da parte della maggior parte degli intervistati ad approfondire la conoscenza della realtà del sono e il desiderio di collaborare con l’associazione. E la giornata si è conclusa con la cena dei popoli, grazie all’attività dell’Associazione MondoQui: piatti tipici del Congo, della Romania, dell’Albania e della Russia hanno permesso di far gustare ai partecipanti quanti siano gli elementi che uniscono le diverse culture.

#MeMo2016
Vedi tutte le immagini del Meeting Giovani FIDAS 

Giovani donatori FIDAS: +27% nell’ultimo quinquennio

n10_globulirossiintI donatori di sangue di età compresa tra i 18 e 28 anni in casa FIDAS sono cresciuti del 27%. Se infatti nel 2010 su 425mila iscritti alla Federazione i giovani erano circa 57mila (33mila uomini e 24 mila donne), i dati del 2015 ne registrano quasi 73mila. “Un dato entusiasmante che dimostra l’attenzione profusa da tutte le Associazioni Federate che hanno lavorato in modo sistematico riuscendo ad ampliare il coinvolgimento delle nuove generazioni – ha sottolineato Aldo Ozino Caligaris presidente nazionale FIDAS. – Una sfida che è stata lanciata proprio a partire dal 2010 e che ha dato il via ad un percorso virtuoso e che al termine di questo quinquennio ci permette di raccogliere frutti importanti”.
I dati sono stati presentati in apertura del Meeting nazionale Giovani FIDAS un appuntamento, giunto alla sua diciassettesima edizione, che si prefigge di formare i giovani donatori dai 18 ai 28 anni; ma anche un momento di confronto e scambio di strategie fra i giovani delle 73 realtà associative presenti sul territorio nazionali. Nel corso del 2015 inoltre il rapporto tra maschi e femmine nei donatori 18-28 ha visto crescere le donazioni in rosa rispetto alla media nazionale. L’incremento maggiore della presenza giovanile, inoltre, si è registrato nelle regioni dell’Italia centro-meridionale. “Questo non significa che possiamo fermarci, piuttosto che è il momento di spingere sull’acceleratore perché è possibile coinvolgere i giovani, proponendo loro anche un impegno attivo all’interno delle Associazioni del dono che costituiscono una componente importante del Terzo Settore – ha ribadito Andrea Grande, Coordinatore nazionale Giovani FIDAS”.
E le nuove leve del volontariato del dono da oggi a domenica saranno a Mondovì (CN) per una tre giorni di formazione e di approfondimento: a partire dall’influenza dell’ambiente sui comportamenti dell’individuo per arrivare all’integrazione tra le diverse culture. Tematiche di grande attualità e importanza sociale, ma anche fondamentali per la donazione del sangue: le nuove etnie, infatti, possono mostrare con maggior frequenza alcuni gruppi sanguigni che in Italia sono più rari ed alcuni fenotipi (il fenotipo è una sorta di carta d’identità del nostro sangue) più rari sul nostro territorio. Allora è proprio la donazione del sangue e degli emocomponenti a mostrare i diversi volti del dono.

Pubblicato il decreto 18 novembre 2015

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (serie generale n° 55) il decreto del Ministero della Salute del 18 novembre 2015 “Modalità di erogazione del contributo in caso di inidoneità alla donazione”. Il testo disciplina i casi di inidonità per le quali è garantita la retribuzione dei donatori lavoratori dipendenti, limitatamente al tempo necessario all’accertamento dell’idoneità e alle relative procedure.  La non idoneità è certificata dal medico responsabile della donazione del donatore  presso il Servizio Trasfusionale o l’Unità di Raccolta.

Si ricorda che tale retribuzione non è da intendersi come remunerazione a favore del cittadino donatore, ma come retribuzione della giornata lavorativa a carico del sistema previdenziale.

Nell’area normativa il testo completo del decreto.

XVII Meeting nazionale Giovani Fidas: i volti del dono

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Un appuntamento all’insegna dell’integrazione tra le diverse culture per raccontare il valore della donazione del sangue. Da venerdì 11 a domenica 13 marzo, si svolgerà il Meeting nazionale Giovani FIDAS; un appuntamento, giunto alla sua diciassettesima edizione, che si prefigge di formare i giovani donatori dai 18 ai 28 anni, ma anche un momento di confronto e scambio di strategie fra i giovani delle 73 Associazioni FIDAS presenti su tutto il territorio nazionale.

Quest’anno sarà la città di Mondovì (CN) ad ospitare l’evento incentrato sul dono come strumento di integrazione fra culture diverse: un tema non solo di grande attualità e importanza sociale, ma anche fondamentale per la donazione del sangue. Le nuove etnie, infatti, hanno gli stessi nostri gruppi sanguigni, ma possono mostrare con maggior frequenza alcuni che in Italia sono più rari. La donazione diventa, quindi, uno strumento di integrazione tra culture diverse, nelle quali sono presenti diversi volti del dono.

“In un’Italia sempre più multietnica, in cui lo straniero ha nuovamente cominciato a suscitare sospetto, se non addirittura paura, tendere il braccio permette di valorizzare quali e quanti siano gli elementi di unione. I volti del dono possono essere i nostri vicini di casa o possono avere un colore della pelle diversa, sono coloro con cui siamo cresciuti o nuovi cittadini di un’Italia integrata – sottolinea Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS. – Qualunque sia la loro origine, hanno un elemento in comune: il desiderio di contribuire attraverso un gesto volontario, anonimo e gratuito al benessere collettivo”.

E così accanto a Luca, Francesca e Valentina tra i cento partecipanti al Meeting ci sono anche Mohamed, Syla e Christelle, in Italia da molti anni o da pochi mesi ma che hanno già risposto positivamente all’invito alla solidarietà.

Il Meeting prenderà il via venerdì 11 con l’intervento di Enrico Della Rosa, dell’università Cattolica di Milano, che introdurrà al tema “L’importanza dell’ambiente per favorire l’integrazione”. Sarà poi la volta di Claudio Boasso, presidente dell’associazione di volontariato MondoQui, che presenterà le tecniche messe in atto dall’associazione per favorire l’integrazione con testimonianze dirette di donatori di sangue di altre culture. Al centro della giornata di sabato l’incontro con la cittadinanza del Monregalese: qualche domanda, tanti sorrisi e la speranza di coinvolgere nuovi donatori di sangue. Il tutto con lo sguardo verso l’alto dove saranno pronte a spiccare il volo le mongolfiere, simbolo della cittadina. E la sera appuntamento per la “Cena dei popoli”, un momento conviviale in cui i partecipanti potranno gustare specialità caratteristiche di tutte le parti del mondo.

E naturalmente sarà possibile seguire l’evento sul canale Youtube FIDAS Channel e attraverso i social Facebook, Twitter e Instagram con l’hashtag #MeMo2016.

Scopri i volti del dono https://www.youtube.com/watch?v=s8Uo7qmMZfA

 

 

Zika virus: prevenzione della trasmissione trasfusionale

Il Centro Nazionale Sangue, facendo seguito alle note già prodotte in merito all’infezione da Zika virus, raccomanda di:
– fornire ai donatori adeguate informazioni comprensive della diffusione geografica dell’infezione da Zika Virus e degli strumenti per favorire il riconoscimento dei sintomi compatibili con essa, al fine di favorirne l’auto-esclusione;
– rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati mantenendo in essere la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per i viaggi nelle aree interessate;
– applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nelle aree dove si sono registrati casi autoctoni di infezione;
– applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni dalla risoluzione dei sintomi per i donatori con anamnesi positiva per infezione da Zika virus (infezione documentata o comparsa di sintomatologia compatibile);
– applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni dopo l’ultimo rapporto sessuale per i donatori che riferiscano un rapporto sessuale con partner maschile con infezione documentata o sospetta, oppure che abbia viaggiato o soggiornato in una zona con trasmissione attiva dello Zika virus nei 3 mesi precedenti il rapporto;
– sensibilizzare ed incoraggiare i donatori di sangue ad informare il Servizio Trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da Zika virus oppure in caso di diagnosi d’infezione da Zika virus nei 14 giorni successivi alla donazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili ai seguenti siti:
Centro Nazionale Sangue
World Health Organization
European Centre for Disease Prevention and Control.

ZIkaVirus

Donazione di sangue in rosa

In occasione della Festa della donna, sono numerose le iniziative targate FIDAS per la promozione del dono in rosa. Nel corso del 2015 le donatrici FIDAS hanno superato il 50% degli uomini: un buon risultato ma che vede ancora in netta minoranza la popolazione femminile. Per questo diverse associazioni hanno messo in campo appuntamenti per promuovere la donazione di sangue: l’ADVS Gorizia ha lanciato a Cormòns la manifestazione “Dona perché Donna”, una donazione di plasma riservata solo alle donne, che si svolgerà, a partire dalle 8.30, per l’intera mattina e terminerà con la presentazione del materiale promozionale nel vicino palazzo municipale. “Donne che donano la vita” è invece l’iniziativa promossa da ADAS FIDAS Parma in collaborazione con le calciatrici del Parma Calcio 1913, l’Associazione Centro Antiviolenza, Forum Solidarietà con un invito a donare, da parte di tutte le donatrici. E ancora a Gela (CL) l’ADAS FIDAS apre eccezionalmente le porte dell’Unità di Raccolta a tutte le donne che vorranno festeggiare l’evento con un gesto speciale.