Lucca: dal 25 al 26 maggio l’Incontro Nazionale del Sistema Sangue

Il Consiglio Direttivo Nazionale della FIDAS, e i Presidenti Regionali della federazione, parteciperanno all’Incontro Nazionale del Sistema Sangue, organizzato a Lucca, dal 25 al 26 maggio, da SIMTI e Fondazione Campus.

“Il modello italiano, l’Europa e le sue regole, il futuro”, il titolo del simposio al quale parteciperanno i maggiori attori del sistema trasfusionale italiano.

In allegato il programma dell’incontro

Agenzia Entrate: pubblicati gli elenchi dei soggetti che hanno fatto richiesta del 5 x 1000

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono pubblicati gli elenchi dei soggetti che hanno presentato domanda di iscrizione per accedere al beneficio del 5 per mille per l’esercizio finanziario 2011 (anno d’imposta 2010).

I legali rappresentanti degli enti del volontariato devono trasmettere, a mezzo raccomandata A/R, alla Direzioni Regionali dell’Agenzia, entro il 30 giugno 2011, a pena di decadenza, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la persistenza dei requisiti che danno diritto all’ammissione all’elenco.

La dichiarazione va redatta su modello PDF conforme a quello pubblicato sul sito. Alla dichiarazione sostitutiva va allegata, sempre a pena di decadenza, copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante che sottoscrive.

 

 

Potenza: primo torneo di calcio a quattro

torneo_four_soccer_potenz1_215_x_300E’ previsto per il 16 maggio il  fischio dell’arbitro che darà inizio al torneo Four Soccer organizzato dalla Fidas Potenza. Ad organizzare l’evento il gruppo giovani della sezione donatori sangue Fidas Potenza composto da Paride Cazzato e Francesco Carangelo  coordinati da Rosario Sagaria.

Al torneo si sono iscritte 12 squadre composte da sei giocatori che si scontreranno in un torneo all’italiana della durata di quattro gironi ad eliminazione diretta con la finale prevista per il giorno 21 alle ore 19.00. Il campo di gioco è quello della parrocchia S. Anna e S. Gioacchino di viale Dante. “Abbiamo pensato di fare questo torneo – ha spiegato Rosario Sagaria – anticipando l’invito estivo alla donazione di sangue. Lo slogan che abbiamo coniato per questa occasione è: “il tuo sangue prende vita con lo sport”. Difatti per poter partecipare ed iscriversi al torneo i giocatori devono effettuare una donazione, cosa che già hanno provveduto a fare nei giorni scorsi, presso il centro trasfusionale S. Carlo Potenza. Un particolare ringraziamento al parroco Don Franco Carbo per la  disponibilità dimostrataci ad ospitarci nella sua parrocchia offrendoci il campo da gioco. Un ringraziamento anche al direttivo Fidas Potenza per aver sostenuto questa iniziativa ed in particolar modo al vice presidente Salvatore Digirolamo, promotore dell’iniziativa”.

“La donazione di sangue non è  elemento controindicante lo Sport – ha spiegato il professore Salvatore Accardo, Presidente della sezione Fidas Potenza -. È importante rilevare che una donazione di sangue è un evento che il nostro fisico non può assorbire semplicemente con un cappuccino e una brioche, soprattutto se si pratica un’attività sportiva molto intensa.

Dopo la trasfusione, la parte liquida del sangue si ripristina facilmente, mentre per la parte corpuscolata il processo è molto più lungo e, per riavere lo stesso numero di globuli rossi, occorrono circa 10-12 giorni, per il fatto che un ciclo emopoietico (cioè la rigenerazione fisiologica, effettuata dal midollo osseo) completo dura una settimana circa.

Quindi, Cosa fare dopo una Donazione? “La risposta dovrebbe essere chiara – ha spiegato Accardo -: non gareggiare; non effettuare lavori muscolari di qualità; diminuire il chilometraggio settimanale, o lo stress sportivo, di un 20% (per diminuire i danni ematici da microtraumi); effettuare i tempi lenti, i medi e i progressivi con un rallentamento dei tempi di circa 10″/km.

“Questo significa, inevitabilmente, che l’organismo, nel periodo successivo alla donazione, non sarà in grado di sopportare lo stesso carico di lavoro, visto che col 10% in meno di globuli rossi i muscoli non renderanno allo stesso modo”.

“Ora, mentre sconsiglierei di affrontare lo stress di una gara nella settimana successiva, se a farne le spese sono solo alcuni allenamenti di qualità (ripetute), come socio FIDAS sono convinto che ne valga la pena; inoltre è una buona occasione per sottoporsi ad un check-up dei propri valori ematici, gratuito per ogni donatore. Tutto questo per due settimane dalla donazione”.

 

20 mila donatori hanno invaso Parma per la 30 ma “Giornata del donatore di sangue”

 Nonostante una pioggia battente, circa 20 mila donatori provenienti da tutta Italia hanno invaso, ieri, Parma per la 30 ma “Giornata del Donatore”, la manifestazione che ha concluso il 50° Congresso Nazionale della FIDAS.

Partito dal Parco Ducale, il festoso corteo è arrivato fino in Piazza della Pace, dove il vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, ha officiato una celebrazione eucaristica. Circa 200 i volontari dell’ADAS Parma – l’associazione organizzatrice del congresso -, degli alpini, della Croce Rossa, della Protezione Civile e dell’Assistenza Pubblica, impegnati nel corso della giornata.

Tra gli argomenti affrontati nel congresso, l’adeguamento della normativa nazionale agli ultimi standard di qualità dettati dalla Comunità Europea (approvazione in sede di conferenza Stato Regioni dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie dei servizi trasfusionali), l’invecchiamento dei donatori e i corretti stili di vita.

Presentata anche una ricerca del CENSIS che ha messo in rilievo come la precarietà e l’incertezza sociale mettano in pericolo la cultura della donazione del sangue.

Soddisfazione per l’andamento del congresso è stata espressa dal presidente nazionale della FIDAS, Aldo Ozino Caligaris, che ha evidenziato la passione dei circa 300 delegati nel definire il percorso che la federazione è chiamata ad affrontare per rispondere alla nuova sfida aperta dall’indagine del CENSIS.

Considerando che i giovani sono una componente della popolazione destinata a ridursi nei prossimi decenni, e che l’invecchiamento della popolazione farà aumentare il bisogno di sangue, l’autosufficienza raggiunta dall’Italia è un traguardo che non può più esser dato per scontato.

Il massimo impegno è richiesto, quindi, a tutti gli attori del sistema per garantire le terapie trasfusionali a tutti i malati, assicurando, nel contempo, qualità e sicurezza a donatori e riceventi.

Congresso Nazionale: attesi a Parma 15 mila donatori da tutta Italia

Si concluderà domenica 15 maggio, con la tradizionale sfilata dei donatori di sangue per il centro di Parma, il 50° Congresso Nazionale della FIDAS. I rappresentanti delle 73 associazioni che compongono la federazione si ritroveranno nel Parco Ducale, da dove, alle 9,30, partirà il corteo che raggiungerà Piazza della Pace, dove è prevista una celebrazione eucaristica presieduta da mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma (ore 11,00).

Oltre 300 i pullman che porteranno a Parma donatori provenienti da tutta Italia, per una giornata di festa che vuole richiamare l’attenzione, e sensibilizzare, alla donazione del sangue.

200 i volontari dell’ADAS Parma
(l’associazione organizzatrice del congresso) che saranno dislocati lungo il percorso, e che saranno coadiuvati dagli Alpini, dalla Protezione Civile, dalla Croce Rossa e dall’Assistenza Pubblica.

Tra gli argomenti affrontati nel congresso, l’adeguamento della normativa nazionale agli ultimi standard di qualità dettati dalla Comunità Europea (approvazione in sede di conferenza Stato Regioni dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie dei servizi trasfusionali), l’invecchiamento dei donatori e i corretti stili di vita.

Presentata anche una ricerca del CENSIS che ha messo in rilievo come la precarietà e l’incertezza sociale mettano in pericolo la cultura della donazione del sangue.

L’Associazione Donatori Aziendali Sangue (
ADAS) di Parma è composta da 33 gruppi, 24 riuniti nel maxi gruppo “ADAS per la Vita”, più 9 autonomi. I donatori attivi sono oltre 2500. 3200 le unità di sangue intero raccolte nel corso del 2010.

CENSIS: “PRECARIETA’ E INCERTEZZA SOCIALE MINANO LA CULTURA DELLA DONAZIONE DEL SANGUE”

Il crescere e il dilagare dell’incertezza nella società possono minare i fondamenti stessi della cultura della donazione di sangue”. L’attitudine alla donazione è, infatti, più tenue in quelle fasce di popolazione che si percepiscono più deboli, sotto il profilo non solo sanitario, ma soprattutto sotto quello sociale ed economico: chi in generale rimane fuori dal mondo del lavoro, non riesce a sentirsi nella posizione di poter dare.

Per questo la donazione può crescere dove cresce l’inclusione sociale, soprattutto per i giovani, di cui c’è gran bisogno, e per le donne, che costituiscono un collettivo ancora sottostimato tra i donatori di sangue. Queste le conclusioni, inedite e sorprendenti, dell’indagine della Fondazione CENSIS commissionata dalla FIDAS e presentata oggi, in apertura del Congresso Nazionale FIDAS in corso a Parma, dalla dott.ssa Carla Collicelli, vice direttore dell’istituto.

 

PROFILO DEI DONATORI. I dati suggeriscono che a donare sono soprattutto le persone attive nel tessuto produttivo del Paese. I donatori di sangue occupati risultano il 74,7% di tutti i donatori, mentre gli inattivi (casalinghe, pensionati, studenti) rappresentano il 21%. Considerando inoltre che i giovani sono una componente della popolazione destinata a ridursi nei prossimi decenni, e che l’invecchiamento della popolazione farà aumentare il bisogno di sangue, l’autosufficienza raggiunta dall’Italia è un traguardo che non può più esser dato per scontato. Da qui l’importanza della rilevazione CENSIS, compiuta fra i donatori aderenti alla federazione FIDAS, ai fini delle azioni da intraprendere per assicurare anche in futuro l’autosufficienza.

 

DIFFERENZE DI GENERE E FASCE DI ETA.’Benché di norma le donne possano donare sangue intero non più di 2 volte l’anno (contro le 4 degli uomini), l’aumento delle donatrici rappresenta un obiettivo fondamentale da raggiungere. Solo il 31,2% dei donatori periodici è costituito oggi, infatti, da donne, contro il 68,8% di uomini. Il CENSIS osserva poi tra i donatori una minore incidenza di adulti tra i 45 ed i 65 anni, che rappresentano il 32,7% del campione ma sono il 40,7% della popolazione italiana di riferimento. I giovani sotto i 29 anni, invece, sono il 20,3% dei donatori, a fronte del 18,4% di tutta la popolazione.

 

MOTIVAZIONI.Fra le ragioni che inducono alla prima donazione, al di là dell’altruismo, prevale la possibilità di tenere sotto controllo il proprio stato di salute (60,3% del campione); seguita dall’avere amici che donano regolarmente (42,8%) e dalla consuetudine familiare per il 32,8%.

 

“L’indagine commissionata al CENSIS è una fotografia dello stato della donazione in Italia, – spiega Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale della FIDAS -, che ci offre indicazioni importanti riguardo ai settori dove andare ad operare e sulle modalità con cui attrarre nuovi soggetti alla donazione del sangue”.

 

 

INFO: Massimo Angeli (Addetto stampa) 339.3767579 angelim@tiscalinet.it

Ufficio stampa FIDAS: Dir. Franco Ilardo – Resp. Comunicazione: Bernadette Golisano

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