Adempimento obblighi appartenenza Comunità Europea: pubblicata la legge che regola la lavorazione del plasma

E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 146 del 25 giugno 2010, Supplemento ordinario n. 138, la Legge 4 giugno 2010, n. 96 “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ Europee – Legge comunitaria 2009” che con l’articolo 40 (vedi normativa) sblocca l’attuazione della 219/’05 relativamente alla produzione nazionale degli emoderivati annullando il regime di monopolio per la lavorazione del plasma destinato alla produzione di farmaci plasmaderivati. 
Si prevede quindi, attraverso emanazione di specifici decreti del Ministro della Salute:
– l’individuazione dei centri e delle aziende di frazionamento e di produzione di emoderivati autorizzati alla stipula delle convenzioni;
– uno schema tipo di convenzione, sentito il parere della Consulta e previa intesa in sede di Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, in conformità del quale le regioni, singolarmente o   consorziandosi fra loro, stipulino convenzioni con i centri e le aziende per la lavorazione del plasma raccolto in Italia;
– l’emanazione del Decreto di cui all’articolo 16, comma 1,  della L. 219/’05 che disciplina l’importazione e l’esportazione del sangue e dei suoi prodotti.

Convegno Senato: FIDAS lancia l’allarme donatori.

Questo l’allarme lanciato dalla FIDAS al convegno “Donazione volontaria e responsabile come risposta al fabbisogno per emocomponenti ed emoderivati”, svoltosi questa mattina presso il Senato della Repubblica.

“Anche se l’Italia ha raggiunto la copertura del fabbisogno nazionale per le donazioni di sangue, la situazione per i prossimi 10 anni si prospetta critica: con l’invecchiamento progressivo della popolazione infatti il numero dei donatori e’ destinato a calare”. Questo l’allarme lanciato dalla FIDAS al convegno “Donazione volontaria e responsabile come risposta al fabbisogno per emocomponenti ed emoderivati”, svoltosi questa mattina presso il Senato della Repubblica.

Promosso da “Osservatorio Sanità e Salute”, il convegno voleva essere un confronto fra tutti gli attori del sistema trasfusionale – dalle associazioni di volontariato ai medici, dalle istituzioni alle industrie farmaceutiche -, sul tema dell’autosufficienza regionale e nazionale di sangue, emocomponenti e farmaci emoderivati.

“Tra dieci anni il numero dei donatori di sangue è destinato a calare se non si interviene tempestivamente – ha spiegato Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale della FIDAS – visto che la popolazione continua a invecchiare, così come cresce la qualità delle terapie e l’aspettativa di vita dei pazienti oncologici. Basti pensare – ha proseguito – che nel 2009, quando le donazioni hanno raggiunto quota 3,1 milioni, i 30-55enni erano il 47% della popolazione, e che nel 2020 scenderanno sotto il 44%, circa un milione in meno”.

“Per questo motivo sarà fondamentale diffondere la cultura della donazione e coinvolgere le fasce di popolazione che finora non si sono impegnate molto su questo fronte – ha continuato Ozino Caligaris -, e cioè i giovani, le donne e gli immigrati”.

L’equilibrio raggiunto è piuttosto fragile, hanno ricordato gli esperti, perchè poggia in gran parte sui donatori delle regioni settentrionali e perché una buona percentuale proviene ancora da donatori occasionali (il 10% del totale raccolto ogni anno).