Allori per Marco Mazzi: l’ultramaratoneta di FIDAS Verona conquista l’Atene-Sparta-Atene

Marco Mazzi ASAImpresa riuscita: Marco Mazzi, ultramaratoneta e donatore di sangue di FIDAS Verona ha completato tutta l’Atene-Sparta-Atene. Una gara massacrante, lunga 490 km, iniziata sabato 18 novembre e portata a termine stamattina, poco prima delle ore 10 (italiane).
Il tempo: 99 ore 36 minuti e 27 secondi. Alla partenza erano in 28: di questi, 17 si sono ritirati o hanno sforato i tempi consentiti. Mazzi è stato l’undicesimo podista ad arrivare al traguardo e a conquistare i meritati allori.

Raggiunto al telefono, l’ultramaratoneta di Valeggio sul Mincio ha la voce roca e i piedi che gridano vendetta. Ma la felicità per essere arrivato al termine è tanta. «È stata una bellissima esperienza, ma non la rifarei – dice Mazzi, a caldo –. Da sabato a lunedì ha piovuto giorno e notte, bisognava gestire bene le forze: sono partito con grande ritmo, ma ho perso quattro posizioni solo stamattina, per fare gli ultimi 9 chilometri, quelli più sofferti».

Il momento più duro l’ha vissuto tra martedì e mercoledì: quando, nonostante la tanta strada già macinata, mente e fisico reggevano bene, però i piedi non permettevano di fare di più. Troppe le vesciche e il gonfiore.
Ma ci sono stati pure attimi magici. «Il ricordo più bello è legato alla terza notte di corsa, a 170 km dall’arrivo, quando iniziavo ad avere un principio di febbre – ricorda –. Sotto il cielo stellato sono salito sulla montagna in cui, secondo la leggenda, l’emerodromo Filippide ha incontrato Pan: questo aspetto epico mi ha dato lo slancio per continuare. Per me l’Asa non è stata solo un’impresa sportiva oltre ogni limite, ma un viaggio per portare un messaggio importante, quello del dono del sangue».

Un messaggio che Marco ha diffuso correndo da Atene fino a Sparta, tornando poi indietro, nella capitale. Qui, ai piedi dell’acropoli, stamattina ha sventolato la bandiera di Fidas Verona e gli organizzatori lo hanno premiato con una corona di alloro. L’arrivo ha fatto cancellare tutto: la fatica, le ore di sonno mancanti (al massimo si concedeva il lusso di dormire un’ora e mezza per notte, ndr), il freddo, la scarsa presenza di ristori, il traffico metropolitano.
Domani in tarda serata Mazzi rientrerà in Italia. Ad accoglierlo in patria ci saranno i suoi sostenitori: lo sponsor Unival di Valeggio, la sua famiglia e l’abbraccio simbolico dei dodicimila donatori di sangue di FIDAS Verona.

Ufficio stampa FIDAS Verona – Adriana Vallisari

Marco Mazzi all’ultramaratona Atene-Sparta-Atene per sensibilizzare al dono del sangue

Marco MazziL’impresa è di quelle epiche. Correre 490 km tutti di seguito per portare un messaggio: donare sangue è un gesto semplice, alla portata di tutti. Torna a correre per FIDAS Verona l’ultramaratoneta e donatore Marco Mazzi, che sabato 18 novembre sarà al via della terza edizione dell’Atene-Sparta-Atene. Una gara durissima, che conta soltanto 28 iscritti, di cui un terzo italiani. Per Mazzi sarà la corsa più lunga, che coronerà un anno di imprese sportive e solidali pensate per festeggiare i suoi 50 anni d’età.

Alla prossima gara l’atleta di Valeggio sul Mincio arriverà preparato, grazie alla sua partecipazione alla Spartathlon del 29 settembre scorso. Sono stati 246 i chilometri che Mazzi ha completato con successo in 35 ore e mezzo, arrivando a toccare il piede della statua del leggendario re Leonida a Sparta, dopo essere partito all’ombra del Partenone di Atene.

Ora tenterà di raddoppiare l’impresa, con una corsa andata e ritorno lungo le vie dell’Attica. Sulle orme di Filippide, il militare ateniese che nel 490 a.C. corse da Atene a Sparta per chiedere aiuto nella battaglia contro i persiani: tornò indietro (con un rifiuto) e poi corse da Maratona a Sparta per annunciare l’insperata vittoria, morendo di fatica. «A settembre ho impostato la Spartathlon in previsione dell’Atene-Sparta-Atene: partecipando alla regina delle ultramaratone ho riacquistato forze ed entusiasmo – sottolinea l’atleta –. Anche stavolta correrò con i vessilli di FIDAS Verona e spero di poter sventolare la bandiera associativa al termine dell’impresa, che dovrà concludersi entro le 15 di mercoledì 22 novembre». A sostenerlo, oltre alla famiglia di FIDAS Verona, c’è anche lo sponsor Unival di Valeggio.

«Marco ci ha abituato a imprese straordinarie, è un grande testimonial dei valori della nostra associazione – sottolinea il presidente provinciale di FIDAS Verona Massimiliano Bonifacio –. Correre è una cosa semplice, come donare il sangue, ma gli obiettivi che ci dobbiamo porre sono sempre più ambiziosi: come Marco, anche noi alziamo continuamente l’asticella, perché il bisogno di sangue nei nostri ospedali è in aumento».

Marco Mazzi 1Questa gara chiuderà il ciclo di cinque imprese sportive portate avanti da Mazzi quest’anno. Col progetto “Da meno 50 a più 50 gradi per il dono del sangue” – sponsorizzato anche da Agsm Verona, che conta una sezione FIDAS, di cui Mazzi fa parte – il 30 gennaio Marco aveva corso con successo 220 chilometri nei ghiacci del Minnesota. Poi è passato all’estremo opposto, ai 50 gradi del sole californiano, per la “Badwater Ultramarathon”, nella Death Valley, corsa che non è riuscito però a ultimare a causa delle condizioni fisiche avverse. Nel mezzo, a maggio, aveva inserito anche la Nove Colli running (202 chilometri). Ora, dopo la sua quinta Spartathlon, tenterà l’Asa (Atene-Sparta-Atene).

 

Ufficio stampa Fidas Verona – Adriana Vallisari